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SUMMARY:RASSEGNA DI CINEMA D'ESSAI - DAL 30 GENNAIO AL 3 APRILE 2019
DESCRIPTION:Mercoledì 30 gennaio 21.00 \nQuasi nemici – L’importante è avere ragione \n \nGenere: commedia \nRegia: Yvan Attal \nAttori: Camélia Jordana\, Daniel Auteuil \n  \nNeïla Salah è iscritta all’autorevole Scuola di Legge Assas di Parigi e il primo giorno di scontra con il professor Pierre Mazard\, noto per la sua cattiva condotta e il suo comportamento provocatorio. Per redimersi\, accetta di preparare Neïla per un prestigioso concorso di retorica. Cinico ed esigente\, Pierre potrebbe diventare il mentore di cui ha bisogno. Ma per farlo\, entrambi dovranno superare i loro pregiudizi. \nParigi è una città multiculturale. Ma i pregiudizi e la paura verso il diverso ancora esistono. Anche in ambienti elevati come quelli universitari. È quello che ci racconta la brillante commedia di Yvan Attal interpretata dai bravissimi Daniel Auteil e Camélia Jordana. \nLei\, già interprete di Due sotto il burqa\, qui veste i panni di una studentessa araba con il sogno di diventare avvocatessa\, ruolo che le è valso il Premio César come migliore promessa femminile del cinema francese. (Giulia Lucchini\, ‘Il Cinematografo’\, 9 ottobre 2018) \n  \nMercoledì 6 febbraio ore 21.00 \nTutti lo sanno \n \nGenere: thriller \nRegia: Asghar Farhadi \nAttori: Penélope Cruz\, Javier Bardem \n  \nIn occasione del matrimonio della sorella\, Laura torna con i figli nel proprio paese natale\, nel cuore di un vigneto spagnolo. Ma alcuni avvenimenti inaspettati turberanno il suo soggiorno facendo riaffiorare un passato rimasto troppo a lungo sepolto. \nRegista tra i migliori del suo Paese\, l’iraniano Asghar Farhadi (‘Una separazione’) si è distinto come autore di film profondamente umanisti\, dove i ‘buoni’ hanno segreti da nascondere e i ‘cattivi’ non sono mai del tutto tali. Questa volta si trasferisce in Spagna\, e torna a indagare i temi a lui più cari\, come la crisi familiare\, la dissezione di una coppia\, l’inchiesta e la riflessione morale che scaturisce da una situazione estrema\, facendo emergere il bilancio umano e psicologico dei personaggi… \n  \nMercoledì 13 febbraio ore 21.00 \nCold war \n \nGenere: sentimentale \nRegia: Pawel Pawlikowski \nAttori: Tomasz Kot\, Joanna Kulig \n  \nSullo sfondo della guerra fredda\, passione e sentimento si intrecciano disegnando un’intensa e indimenticabile storia d’amore. \nPawlikowski firma uno straordinario mélo al di qua e al di là della cortina di ferro\, in un bianco e nero commovente: miglior regia a Cannes 2018 e 5 Oscar europei. E torna alla Polonia dell’immediato dopoguerra\, nel 1949\, quando dal nulla di villaggi rurali seminascosti dal bianco inghiottente della neve e del cielo\, iniziò il reclutamento di quello che da lì a poco divenne il “Mazowsze”\, corpo di balli e canti popolari nato per volontà del governo filosovietico\, che venne poi esportato in tutto il blocco orientale nell’arco degli anni ’50. È in questo contesto che prende forma l’incredibile storia d’amore tra Wiktor (Tomasz Kot)\, musicista e direttore della compagnia\, e l’allieva Zula (Joanna Kulig)\, ragazza su cui grava il sospetto di aver ucciso il proprio padre. Arrivati a Berlino Est per un’esibizione\, Wiktor organizza la fuga dall’altra parte del blocco per vivere finalmente in libertà quella storia d’amore. Ma Zula\, contro ogni previsione\, non si presenta all’appuntamento concordato… (Valerio Sammarco\, ‘Il Cinematografo’\, 19 dicembre 2018) \n  \n  \nMercoledì 20 febbraio ore 21.00 \nSenza lasciare traccia \n \nGenere: drammatico \nRegia: Debra Granik \nAttori: Ben Foster\, Thomasin Harcourt McKenzie \n  \nLa 15enne Tom vive clandestinamente con il padre nella foresta che confina con Portland\, in Oregon. Limitando il più possibile i loro contatti con il mondo moderno\, padre e figlia formano una famiglia atipica e molto unita. Quando vengono costretti ad abbandonare il loro rifugio\, ai due vengono offerti una casa\, una scuola e un lavoro. Tuttavia\, mentre il padre fa fatica ad adattarsi\, Tom scopre con curiosità la nuova vita. La simbiosi finisce. Il loro microcosmo autosufficiente si spezza e si separano l’uno dall’altra. Con sofferenza\, ma con amore. Proprio come ogni figlia da ogni padre. Solo in questo modo Tom potrà affermare non solo una propria identità\, ma anche quella libertà (tanto agognata da entrambi nel loro modo di vivere) che solo la vera crescita può veramente dare. \nIl film di Debra Granik non solo lascia traccia\, ma è addirittura memorabile. Dopo otto anni la regista candidata all’Oscar per Un gelido inverno torna dietro la macchina da presa per raccontarci una storia che vede nuovamente protagoniste delle persone ai margini della società. \nSenza lasciare traccia è una bellissima storia universale. Il tutto raccontato con linguaggio semplice e toccante allo stesso tempo e reso ancor più bello da un’interpretazione da applausi di Thomasin McKenzie\, che regala al suo personaggio un’incredibile intensità. Una brava giovane attrice\, come Jennifer Lawrence\, altra rivelazione in qualche modo scoperta sempre dalla Granik. (Giulia Lucchini\, ‘Il Cinematografo’\, 5 novembre 2018) \n  \n  \nMercoledì 27 febbraio ore 21.00 \nTroppa grazia \n \nGenere: commedia \nRegia: Gianni Zanasi \nAttori: Alba Rohrwacher\, Elio Germano\, Giuseppe Battiston\, Hadas Yaron \n  \nLucia è una geometra che vive da sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra mille difficoltà\, economiche e sentimentali\, il Comune le affida un controllo su un terreno scelto per costruire una grande opera architettonica. Lucia nota che nelle mappe del Comune qualcosa non va\, ma per paura di perdere l’incarico decide di non dire nulla. Il giorno dopo\, mentre continua il suo lavoro\, viene interrotta da quella che le sembra una giovane “profuga”. Lucia le offre 5 euro e riprende a lavorare. Ma la sera\, nella cucina di casa sua\, la rivede all’improvviso\, davanti a lei. La “profuga” la fissa e le dice: “Vai dagli uomini e dì loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa…” \nUna commedia surreale dall’idea brillante – scritta da Zanasi con Federica Pontremoli – che racconta con un’atmosfera gioiosa e un po’ folle una storia più complessa delle sue apparenze. \nPerché Troppa grazia guarda in modo surreale e ironico all’Italia che spera sempre nel miracolo\, nel deus ex machina\, nel sotterfugio per poter campare e prosperare\, in cui l’assenza di risposte o speranze concrete si riversa nel bisogno del soprannaturale\, dell’imprevisto: e allora l’apparizione di una Madonna come raramente se ne sono viste\, diretta\, concreta\, anche sanguigna e severa e buffa (perfetta Hadas Yaron\, la Sposa promessa nel film di Rama Burshtein e già con Zanasi nel precedente La felicità è un sistema complesso)\, sono la speranza di un mondo migliore qui\, se non esiste l’aldilà. (Emanuele Rauco\, ‘Il Cinematografo’\, 17 maggio 2018) \n  \nMercoledì 6 marzo ore 21.00 \nColette \n \nGenere: biografico-drammatico \nRegia: Wash Westmoreland \nAttori: Keira Knightley\, Dominic West \n  \nDopo aver sposato un famoso scrittore parigino noto comunemente come “Willy”\, Sidonie-Gabrielle Colette viene trapiantata dalla sua casa d’infanzia nella Francia rurale allo splendore intellettuale e artistico di Parigi. Poco dopo\, nei salotti parigini della Belle Époque\, Colette scopre una vita coniugale fatta di piacere\, passione e tradimenti che le ispira una serie di racconti autobiografici. Questi racconti\, pubblicati a nome del marito\, raccolgono enormi consensi e la figura di Colette/Claudine diventa un’icona per le donne parigine. Quando Willy\, per debiti di gioco\, svende i diritti di Claudine\, Colette finalmente lo lascia e pubblica i racconti a suo nome\, diventando una delle autrici francesi più conosciute al mondo. Tratto da una storia vera. \nIn Colette c’è una rinnovata potenza\, che ben accompagna l’indole sovversiva della sua “eroina”\, artista senza freni\, una delle più grandi personalità del Novecento. Scrittrice\, gran dama\, star da palcoscenico\, giornalista\, commentatrice di film fin dagli albori del cinematografo. Con il volto di una Keira Knightley spregiudicata\, affascinante\, che non abbassa mai lo sguardo. Piena di orgoglio\, contro ogni pregiudizio. \nLa storia di una donna forte\, energica\, fuori dagli schemi. Un mito nazionale e non solo. Al TFF36 \n(Gian Luca Pisacane\, ‘Il Cinematografo’\, 29 novembre 2018) \n  \nMercoledì 13 marzo ore 21.00 \nLa notte dei 12 anni \n \nGenere: drammatico \nRegia: Álvaro Brechner \nAttori: Antonio de la Torre\, Chino Darín\, Alfonso Tort \n  \n\nL’Uruguay è governato da una dittatura militare. Una sera d’autunno\, tre prigionieri tupamaro vengono sequestrati dalle loro celle nell’ambito di un’operazione militare segreta. L’ordine è preciso: “Dato che non li possiamo uccidere\, facciamoli diventare pazzi”. I tre uomini resteranno in isolamento per dodici anni. Tra loro c’è Pepe Mujica che diventerà presidente dell’Uruguay.\n\nSulla scia di altri acclamati drammi carcerari come Papillon e Fuga di mezzanotte\, 12 anni ci trasporta fra le mura delle prigioni uruguaiane durante la dittatura\, dove la dignità umana veniva costantemente calpestata e l’unica possibilità era affidata alla capacità di aggrapparsi anche al più piccolo pensiero vitale…  \nCiò che convince di 12 anni è la capacità di raccontare nel dettaglio l’orrore della prigionia e rimanere al tempo stesso fortemente umano\, grazie a una profonda introspezione nell’animo dei protagonisti. Il rancore per questa triste pagina della storia dell’Uruguay passa così in secondo piano rispetto alla forza del racconto e delle immagini\, dando addirittura spazio a una notevole dose di humour. \n12 anni si scava lentamente una strada nel cuore dello spettatore\, in un riuscito intreccio fra dramma carcerario\, ricostruzione storica e un messaggio di incrollabile speranza\, che ci ricorda dell’importanza di non lasciarsi mai andare e di non smettere mai di sperare\, seguendo quella flebile luce che ci può portare via dalle più atroci difficoltà o dalle fredde mura di una cella\, verso una vita diversa ancora da scrivere. (Marco Paiano\, ‘Cinematographe’\, 7 settembre 2018) \n  \nMercoledì 20 marzo ore 21.00 \nOld man & the gun \n \nGenere: thriller \nRegia: David Lowery \nAttori: Casey Affleck\, Robert Redford\, Sissy Spacek\, Tom Waits \n  \nIspirato alla storia vera di Forrest Tucker\, un uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Negli anni del suo crepuscolo\, dalla sua temeraria fuga dalla prigione di San Quentin a settant’anni\, fino a una scatenata serie di rapine senza precedenti\, Forrest Tucker disorientò le autorità e impressionò il pubblico. Coinvolti in maniere diverse nella sua fuga\, ci sono l’acuto e inflessibile investigatore John Hunt\, che gli dà implacabilmente la caccia ma è allo stesso tempo affascinato dall’impegno non violento profuso da Forrest nel suo mestiere\, e una donna\, Jewel\, che ama Forrest nonostante la professione che l’uomo si è scelto. \n  \n  \nCome spiegava Cechov: “Se in palcoscenico compare una pistola\, prima o poi bisogna che spari”. Quella di Redford invece non spara mai. Perché il suo Tucker rifiuta la violenza\, e sembra un antieroe dal cuore buono. Impossibile non essere dalla sua parte. È il simbolo di un cinema nostalgico\, che riporta lo spettatore al gusto delle scorribande in stile Bonnie & Clyde\, agli amori senili de I ponti di Madison County. \nCommedia romantica\, noir\, titolo preso in prestito da Hemingway: The Old Man & The Gun è una storia crepuscolare\, il monumento a un attore che ha creato un immaginario\, il manifesto che ogni fan vorrebbe scrivere per celebrare il suo beniamino. (Gian Luca Pisacane\, ‘Il Cinematografo’\, 19 dicembre 2018) \nAvvincente\, malinconico poliziesco\, dal ritmo blando e con i toni della commedia\, ispirato a una storia vera. (…). Robert Redford\, ottantadue anni di rughe e talento\, ha giurato che sarà il suo ultimo film. Speriamo ci ripensi. (Massimo Bertarelli\, ‘il Giornale’\, 20 dicembre 2018) \n  \nMercoledì 27 marzo ore 21.00 \nMaria Regina di Scozia \n \nGenere: storico \nRegia: Josie Rourke \nAttori: Saoirse Ronan\, Margot Robbie\, Jack Lowden\, Joe Alwyn \n  \nLa turbolenta esistenza della carismatica Maria Stuarda. Regina di Francia a 16 anni e vedova a soli 18\, Maria non cede alle pressioni di chi vorrebbe per lei un nuovo matrimonio e torna in Scozia\, sua terra natale\, per rivendicare il diritto legittimo al trono. Scozia e Inghilterra\, però\, sono sotto il dominio della potente Elisabetta I. Le due giovani regine si osservano\, ognuna con un misto di timore e di ammirazione nei confronti della “sorella” . Rivali in politica e in amore\, e reggenti in un mondo dominato dagli uomini\, le due donne dovranno decidere come giocarsi la partita che contrappone matrimonio e indipendenza. Fermamente decisa a governare e non a essere una semplice figura di rappresentanza\, Maria rivendica per sé il trono d’Inghilterra\, minacciando la sovranità di Elisabetta. Tradimenti\, ribellioni e cospirazioni scuotono entrambe le corti\, mettendo a repentaglio i troni e cambiando il corso della storia. \nMercoledì 3 aprile ore 21.00 \nSerata cineforum a cura delle Parrocchie di Pavullo\, con i ragazzi e le donne migranti di Pavullo. \n“Storie senza frontiere\, spaccati di vita dal mondo\, perché la cultura è un bene di tutti.” \n  \nInformazioni biglietti e abbonamenti: \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 (valido per tutte le rassegne fino al 31 marzo 2019) \n  \nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it
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SUMMARY:COLETTE - MERCOLEDI' 6 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 6 MARZO \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: biografico-drammatico\nRegia: Wash Westmoreland\nAttori: Keira Knightley\, Dominic West \nDopo aver sposato un famoso scrittore parigino noto comunemente come “Willy”\, Sidonie-Gabrielle Colette viene trapiantata dalla sua casa d’infanzia nella Francia rurale allo splendore intellettuale e artistico di Parigi. Poco dopo\, nei salotti parigini della Belle Époque\, Colette scopre una vita coniugale fatta di piacere\, passione e tradimenti che le ispira una serie di racconti autobiografici. Questi racconti\, pubblicati a nome del marito\, raccolgono enormi consensi e la figura di Colette/Claudine diventa un’icona per le donne parigine. Quando Willy\, per debiti di gioco\, svende i diritti di Claudine\, Colette finalmente lo lascia e pubblica i racconti a suo nome\, diventando una delle autrici francesi più conosciute al mondo. Tratto da una storia vera.\nIn Colette c’è una rinnovata potenza\, che ben accompagna l’indole sovversiva della sua “eroina”\, artista senza freni\, una delle più grandi personalità del Novecento. Scrittrice\, gran dama\, star da palcoscenico\, giornalista\, commentatrice di film fin dagli albori del cinematografo. Con il volto di una Keira Knightley spregiudicata\, affascinante\, che non abbassa mai lo sguardo. Piena di orgoglio\, contro ogni pregiudizio.\nLa storia di una donna forte\, energica\, fuori dagli schemi. Un mito nazionale e non solo.\n(Gian Luca Pisacane\, ‘Il Cinematografo’\, 29 novembre 2018)- \n\n 
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SUMMARY:UNA NOTTE DI 12 ANNI - MERCOLEDI' 13 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 13 MARZO \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: drammatico \nRegia: Álvaro Brechner \nAttori: Antonio de la Torre\, Chino Darín\, Alfonso Tort \n  \n\nL’Uruguay è governato da una dittatura militare. Una sera d’autunno\, tre prigionieri tupamaro vengono sequestrati dalle loro celle nell’ambito di un’operazione militare segreta. L’ordine è preciso: “Dato che non li possiamo uccidere\, facciamoli diventare pazzi”. I tre uomini resteranno in isolamento per dodici anni. Tra loro c’è Pepe Mujica che diventerà presidente dell’Uruguay.\n\nSulla scia di altri acclamati drammi carcerari come Papillon e Fuga di mezzanotte\, 12 anni ci trasporta fra le mura delle prigioni uruguaiane durante la dittatura\, dove la dignità umana veniva costantemente calpestata e l’unica possibilità era affidata alla capacità di aggrapparsi anche al più piccolo pensiero vitale…  \nCiò che convince di 12 anni è la capacità di raccontare nel dettaglio l’orrore della prigionia e rimanere al tempo stesso fortemente umano\, grazie a una profonda introspezione nell’animo dei protagonisti. Il rancore per questa triste pagina della storia dell’Uruguay passa così in secondo piano rispetto alla forza del racconto e delle immagini\, dando addirittura spazio a una notevole dose di humour. \n12 anni si scava lentamente una strada nel cuore dello spettatore\, in un riuscito intreccio fra dramma carcerario\, ricostruzione storica e un messaggio di incrollabile speranza\, che ci ricorda dell’importanza di non lasciarsi mai andare e di non smettere mai di sperare\, seguendo quella flebile luce che ci può portare via dalle più atroci difficoltà o dalle fredde mura di una cella\, verso una vita diversa ancora da scrivere. \n(Marco Paiano\, ‘Cinematographe’\, 7 settembre 2018) \n–
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SUMMARY:OLD MAN & THE GUN - MERCOLEDI' 20 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 20 MARZO \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: thriller \nRegia: David Lowery \nAttori: Casey Affleck\, Robert Redford\, Sissy Spacek\, Tom Waits \n  \nIspirato alla storia vera di Forrest Tucker\, un uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Negli anni del suo crepuscolo\, dalla sua temeraria fuga dalla prigione di San Quentin a settant’anni\, fino a una scatenata serie di rapine senza precedenti\, Forrest Tucker disorientò le autorità e impressionò il pubblico. Coinvolti in maniere diverse nella sua fuga\, ci sono l’acuto e inflessibile investigatore John Hunt\, che gli dà implacabilmente la caccia ma è allo stesso tempo affascinato dall’impegno non violento profuso da Forrest nel suo mestiere\, e una donna\, Jewel\, che ama Forrest nonostante la professione che l’uomo si è scelto. \n  \n  \nCome spiegava Cechov: “Se in palcoscenico compare una pistola\, prima o poi bisogna che spari”. Quella di Redford invece non spara mai. Perché il suo Tucker rifiuta la violenza\, e sembra un antieroe dal cuore buono. Impossibile non essere dalla sua parte. È il simbolo di un cinema nostalgico\, che riporta lo spettatore al gusto delle scorribande in stile Bonnie & Clyde\, agli amori senili de I ponti di Madison County. \nCommedia romantica\, noir\, titolo preso in prestito da Hemingway: The Old Man & The Gun è una storia crepuscolare\, il monumento a un attore che ha creato un immaginario\, il manifesto che ogni fan vorrebbe scrivere per celebrare il suo beniamino. (Gian Luca Pisacane\, ‘Il Cinematografo’\, 19 dicembre 2018) \nAvvincente\, malinconico poliziesco\, dal ritmo blando e con i toni della commedia\, ispirato a una storia vera. (…). Robert Redford\, ottantadue anni di rughe e talento\, ha giurato che sarà il suo ultimo film. Speriamo ci ripensi. (Massimo Bertarelli\, ‘il Giornale’\, 20 dicembre 2018) \n–
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SUMMARY:MARIA REGINA DI SCOZIA - MERCOLEDI' 27 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 27 MARZO \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: storico \nRegia: Josie Rourke \nAttori: Saoirse Ronan\, Margot Robbie\, Jack Lowden\, Joe Alwyn \n  \nLa turbolenta esistenza della carismatica Maria Stuarda. Regina di Francia a 16 anni e vedova a soli 18\, Maria non cede alle pressioni di chi vorrebbe per lei un nuovo matrimonio e torna in Scozia\, sua terra natale\, per rivendicare il diritto legittimo al trono. Scozia e Inghilterra\, però\, sono sotto il dominio della potente Elisabetta I. Le due giovani regine si osservano\, ognuna con un misto di timore e di ammirazione nei confronti della “sorella” . Rivali in politica e in amore\, e reggenti in un mondo dominato dagli uomini\, le due donne dovranno decidere come giocarsi la partita che contrappone matrimonio e indipendenza. Fermamente decisa a governare e non a essere una semplice figura di rappresentanza\, Maria rivendica per sé il trono d’Inghilterra\, minacciando la sovranità di Elisabetta. Tradimenti\, ribellioni e cospirazioni scuotono entrambe le corti\, mettendo a repentaglio i troni e cambiando il corso della storia. \n–
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