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SUMMARY:RASSEGNA MONTAGNAVVENTURA
DESCRIPTION:CINEMA TEATRO WALTER MAC MAZZIERI IN COLLABORAZIONE  CON CAI SEZIONE PAVULLO \npresenta \n “MONTAGNAVVENTURA” \n  \nRASSEGNA DI CINEMA  \nDAL  25 SETTEMBRE AL 16 OTTOBRE 2019 \n  \nMercoledì 25 settembre ore 21.00 \nFREE SOLO – documentario \n \nIl documentario\, vincitore dell’Oscar nell’edizione 2019\, offre un ritratto intimo dello scalatore Alex Honnold\, mentre si prepara a realizzare il sogno di una vita: scalare El Cap della Yosemite Valley\, la parete di roccia più famosa del mondo … senza corda. \n  \nDiretto da Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin\, il documentario racconta senza sconti di un’impresa davvero eroica e mozzafiato\, ma il merito dell’Oscar và anche allo scavo in una psicologia particolarissima. Perché scalare senza nessun tipo di aiuto una vetta del genere\, “la parete più spaventosa che esista” come la definisce lo stesso Honnold\, non è solo un obiettivo atleticamente proibitivo\, è anche una sfida senza sconti con la morte: in un percorso del genere non è permesso “alcun margine d’errore“\, perché basta un unico passo falso per piombare nel vuoto senza nessun tipo di protezione. \nLe riprese di Free Solo hanno davvero dell’incredibile\, immortalando Honnold nei momenti più delicati della sua scalata\, descritta nei minimi particolari ma anche ritratta in un modo che lascerà avvinti anche i meno iniziati. Sono state realizzate per la maggior parte con telecamere comandate a distanza e da droni\, al fine di ridurre al minimo la presenza umana (e quindi le distrazioni) attorno allo scalatore. Il team di cameraman-scalatori guidato da Chin ha seguito per anni Honnold nelle sue avventure ma soprattutto nella sua preparazione\, ma nel momento fatidico doveva essere lasciato\, appunto\, solo… \nPunteggiato da una colonna sonora sapiente ed enfatica\, Free Solo è un’avvincente coreografia atletica sospesa sul vuoto\, che regala uno sguardo inedito non solo su una natura fatta di altezze e rocce apparentemente inespugnabili\, ma anche su una natura umana capace di sfidare ogni limite facendo affidamento solo su sé stessa. Anche se il tema vi sembra lontanissimo dai vostri interessi\, sfidare queste vertigini vi regalerà due ore scarse di un’emozione impagabile e sicuramente catartica. \n(Paolo Armelli da Wired) \n  \nMercoledì 2 ottobre ore 21.00 \nI VOLTI DELLA via FRANCIGENA – documentario \n \nFilm documentario sui luoghi e le persone che popolano un meraviglioso cammino e che con il cammino hanno stretto un legame viscerale\, un’umanità multiforme che rende vivo il percorso. \n  \nPochi sanno che esiste un percorso capace di collegare Canterbury\, Roma\, Gerusalemme\, Bari\, Lucca\, Colle del Gran San Bernardo\, e tantissimi altri luoghi. E’ bene chiarire che questo percorso non prevede l’utilizzo di automobili o altri automezzi\, ma solo ciò di cui la natura ci ha dotato. La Via Francigena durante il Medioevo univa le città citate e negli ultimi venti anni è stata riscoperta e ripopolata da pellegrini\, sportivi\, ospitalieri\, turisti che compiono un viaggio spirituale\, una sfida con se stessi o anche una visita all’interno della vera “ossatura” dell’Europa e\, in particolar modo\, dell’Italia. \nIl giovane filmmaker Fabio Dipinto\, affascinato dal concetto e dalla pratica del “cammino”\, ha deciso così di sviluppare un documentario\, I volti della Via Francigena\, proprio su questo immenso cammino. Il documentario on the road mette in scena un misto di straordinari paesaggi e di intime e profonde emozioni di coloro (i volti) che insieme a lui francigena-2hanno intrapreso il viaggio di circa due mesi che li ha portati dal Colle del Gran San Bernardo fino a Roma. \nTra i “personaggi principali” del film\, oltre ai volti e alla via millenaria\, c’è dunque il viaggio intrapreso. In particolar modo colpisce la visione filosofica del cammino\, capace di cambiare le persone\, mettendole a confronto con loro stesse e\, allo stesso tempo\, con altri esseri umani con i quali si entra profondamente a contatto. Assieme a questi ultimi\, si condividono i dolori della fatica e le gioie derivate dalle imponenti visioni che il reale e la natura\, rurale e talvolta meravigliosamente selvaggia\, sono capaci di creare. \nUn lavoro duro\, quello fatto dal regista torinese che riesce ad incuriosire\, stimolare e\, in alcuni tratti\, scuotere l’animo ormai pacato e spesso vuoto dell’uomo-spettatore contemporaneo. \n(Antimo Prencipe da Sentieri Selvaggi) \n  \nMercoledì 9 ottobre ore 21.00 \nIL VENTO FA IL SUO GIRO – film drammatico \n \nChersogno è un paesino sulle Alpi Occitane abitato ormai solo da anziani.  Una ventata di novità arriva quando un ex professore francese vi si trasferisce con la sua famiglia alla ricerca di un modo di vita più vicino alla natura. \nIl film debutto di Giorgio Diritti\, auto-prodotto\, che ha partecipato a 37 Festival nazionali e internazionali e ricevuto 22 premi. \n  \nIl film di Giorgio Diritti vale almeno quattro stelle. Una per il coraggio\, due per le difficoltà della distribuzione (il film fa la spola fra una sala e l’altra di Italia\, dove il mercato non sembra accorgersene\, mentre all’estero ha fatto incetta di premi e riconoscimenti)\, la terza per la prova corale di tutti gli attori\, bravissimi e non professionisti (eccezion fatta per Thierry Toscan e Alessandra Agosti)\, la quarta per risarcirlo moralmente di tutto ciò che ha subito e per tutto ciò che subirà\, nella cecità dei nostri critici e dei nostri speculatori culturali. “E l’aura fai son vir” – questo il titolo occitano del film – si riferisce al detto popolare che vuole il vento una metafora di tutte le cose\, un movimento circolare in cui tutto torna\, come rappresentato nel film dalla figura di uno scemo del villaggio che corre nei prati simulando il gesto del volo. Questa pellicola\, senza scomodare miti e profeti\, ha la forza di un trattato antropologico\, ma senza perdersi nella retorica dei buoni sentimenti\, sottolineando piuttosto come la vita si componga di sensazioni contrastanti e sgradevoli\, in un cinismo che contagia\, ma rende liberi da pregiudizi e ipocrisie. Tre aggettivi per descriverlo? Genuino\, inaspettato\, meraviglioso. Come le anime salve che descrive\, uomini in cerca di un senso che l’esistenza stessa allontana ogni giorno di più. \n(Pierpaolo Simone da Mymovies) \n  \nMercoledì 16 ottobre ore 21.00 \nMOUNTAIN – documentario \n \nDocumentario che\, in chiave di sinfonia audiovisiva\, racconta le scalate delle montagne più impervie\, le imprese impossibili di climbers e altri acrobati delle vette più remote. \nTra i film più spettacolari presentati al Trento Film Festival 2018 e presentato in Concorso al Festival di Venezia 2018. \n  \nNel suo nuovo lavoro\, Mountain\, la documentarista australiana Jennifer Peedom torna sul tema delle esplorazioni estreme\, che ha finora guidato la sua carriera. \nCon Mountain costruisce un film che funziona come una sinfonia di immagini e musica\, una sequenza di scene di imprese mozzafiato\, selezionate da un girato di 2000 ore di riprese in 15 paesi diversi\, con la lettura di un testo dello scrittore inglese Robert Macfarlane a opera dell’attore Willem Dafoe. E con la partitura musicale\, assai più che un accompagnamento\, della Australian Chamber Orchestra eseguita nella Sydney Opera House\, composta da Richard Tognetti\, con in aggiunta brani di Vivaldi\, Beethoven\, Arvo Pärt.  \nL’incipit di Mountain vede proprio i preamboli dell’orchestrazione e della lettura come un prologo in bianco e nero che dichiara subito trattarsi di immagini altre rispetto a quelle colorate\, spettacolari del film. E sono diverse pure dai filmati di repertorio\, pure in bianco e nero\, ma di diverso formato e dalla consistenza della pellicola consunta. Un prologo che sembra rifarsi a quello del disneyano Fantasia\, di cui condivide la concezione di flusso mesmerico di immagini e musica. \nMountain è una visione adrenalinica\, un film che è come un ottovolante\, fatto di vertiginosi strapiombi\, dislivelli mozzafiato\, sospensioni sul vuoto\, orli di precipizio; riprese impossibili e estremamente spettacolari\, da elicotteri o da telecamerine portate dagli stessi scalatori. Un puro spettacolo che evita le parti didascaliche\, visto che non sappiamo quali siano le montagne scalate né chi siano gli scalatori. (…) \n«Le montagne ridimensionano l’istinto dell’uomo\, ci restituiscono il senso della meraviglia e mettono alla dura prova la nostra arroganza»\, dice la voce off di Willem Dafoe. Eppure pochi possono entrare in reale risonanza con il vero suono della montagna\, come suggerisce la scritta iniziale: «Quelli che danzano sono considerati pazzi da chi non può sentire la musica».  \n(Giampiero Raganelli da Quinlan) \nPER LA BIBLIOGRAFIA COMPLETA A TEMA MONTAGNA A CURA DELLA BIBLIOTECA G. SANTINI DI PAVULLO CLICCA QUI \n  \nInformazioni biglietti e abbonamenti: \nIngresso unico: €. 5\,00 (tranne Free Solo 7\,00 euro) \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 (valido per tutte le rassegne fino a marzo 2020) \n  \nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it \n  \n 
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SUMMARY:I VOLTI DELLA VIA FRANCIGENA - MERCOLEDI' 2 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 2 OTTOBRE – ORE 21.00 \n– \nDurata: 55 minuti \nGenere: DOCUMENTARIO \nRegia: Fabio Dipinto \n– \nFilm documentario sui luoghi e le persone che popolano un meraviglioso cammino e che con il cammino hanno stretto un legame viscerale: pellegrini\, ospitalieri\, traghettatori\, volontari\, storici e religiosi\, un’umanità multiforme che rende vivo il percorso. Tra le persone intervistate si annoverano lo scrittore e psicoatleta Enrico Brizzi\, lo storico Giovanni Caselli\, il fondatore del Movimento Lento Alberto Conte\, il rettore della Confraternita di San Giacomo di Compostela Paolo Caucci von Saucken\, l’abate recentemente scomparso Joseph Roduit della millenaria abbazia di Saint-Maurice\, e molti altri. La videocamera ha scavato in profondità negli esseri umani custoditi da questo percorso: circa quaranta persone hanno raccontato la loro esperienza conversando con l’autore. Individui unici diventano testimoni di un itinerario millenario ancora selvaggio\, che si affida silenziosamente al loro operato. Le parole dei protagonisti si alternano ad immagini di luoghi meravigliosi che quotidianamente si presentano dinanzi agli occhi: le linee delle montagne valdostane\, il verde delle risaie\, i colli toscani\, pochi esempi di luoghi speciali che conducono dal Colle del Gran San Bernardo a Roma. Il film vuole narrare e dare visibilità ad un itinerario tanto sconosciuto quanto affascinante. Attraverso i racconti dei protagonisti vuole spiegare che cosa significhi intraprendere un cammino\, prendersi cura di persone che dal giorno seguente non rivedrai più\, fare del volontariato per permettere a viandanti sconosciuti di camminare in sicurezza e libertà attraverso i sentieri. Il film tocca grandi temi quali la storia e l’evoluzione del percorso\, le spinte spirituali e religiose che portano a compiere il primo passo e infine il grande lavoro svolto lungo la Via\, capace di mantenerla viva. \nRECENSIONE: \nPochi sanno che esiste un percorso capace di collegare Canterbury\, Roma\, Gerusalemme\, Bari\, Lucca\, Colle del Gran San Bernardo\, e tantissimi altri luoghi. E’ bene chiarire che questo percorso non prevede l’utilizzo di automobili o altri automezzi\, ma solo ciò di cui la natura ci ha dotato. La Via Francigena durante il Medioevo univa le città citate e negli ultimi venti anni è stata riscoperta e ripopolata da pellegrini\, sportivi\, ospitalieri\, turisti che compiono un viaggio spirituale\, una sfida con se stessi o anche una visita all’interno della vera “ossatura” dell’Europa e\, in particolar modo\, dell’Italia. \nIl giovane filmmaker Fabio Dipinto\, affascinato dal concetto e dalla pratica del “cammino”\, ha deciso così di sviluppare un documentario\, I volti della Via Francigena\, proprio su questo immenso cammino. Il documentario on the road mette in scena un misto di straordinari paesaggi e di intime e profonde emozioni di coloro (i volti) che insieme a lui hanno intrapreso il viaggio di circa due mesi che li ha portati dal Colle del Gran San Bernardo fino a Roma. \nTra i “personaggi principali” del film\, oltre ai volti e alla via millenaria\, c’è dunque il viaggio intrapreso. In particolar modo colpisce la visione filosofica del cammino\, capace di cambiare le persone\, mettendole a confronto con loro stesse e\, allo stesso tempo\, con altri esseri umani con i quali si entra profondamente a contatto. Assieme a questi ultimi\, si condividono i dolori della fatica e le gioie derivate dalle imponenti visioni che il reale e la natura\, rurale e talvolta meravigliosamente selvaggia\, sono capaci di creare. \nUn lavoro duro\, quello fatto dal regista torinese che riesce ad incuriosire\, stimolare e\, in alcuni tratti\, scuotere l’animo ormai pacato e spesso vuoto dell’uomo-spettatore contemporaneo. \n(Antimo Prencipe da Sentieri Selvaggi) \n– \n\n 
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SUMMARY:IL VENTO FA IL SUO GIRO - MERCOLEDI' 9 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 9 OTTOBRE – ORE 21.00 \n– \nGenere: DRAMMATICO \nDurata: 110 minuti \nRegia: Giorgio Diritti\n–\nChersogno è un paesino sulle Alpi Occitane italiane abitato ormai solo da persone anziane che sopravvivono grazie ad un po’ di turismo estivo. Una ventata di novità arriva quando un ex professore francese vi si trasferisce con la sua famiglia alla ricerca di un modo di vita più vicino alla natura. L’uomo si trasforma in pastore e inizia un’attività casearia. I nuovi arrivati e la loro impresa risvegliano negli abitanti sentimenti contrastanti. L’integrazione è difficile e il rapporto con la ‘diversità’ diventa il cardine della narrazione in cui affiora la sensazione che\, come dice uno dei personaggi: “Le cose sono come il vento\, prima o poi ritornano.” \nRECENSIONE: \nIl film di Giorgio Diritti vale almeno quattro stelle. Una per il coraggio\, due per le difficoltà della distribuzione (il film fa la spola fra una sala e l’altra di Italia\, dove il mercato non sembra accorgersene\, mentre all’estero ha fatto incetta di premi e riconoscimenti)\, la terza per la prova corale di tutti gli attori\, bravissimi e non professionisti (eccezion fatta per Thierry Toscan e Alessandra Agosti)\, la quarta per risarcirlo moralmente di tutto ciò che ha subito e per tutto ciò che subirà\, nella cecità dei nostri critici e dei nostri speculatori culturali. “E l’aura fai son vir” – questo il titolo occitano del film – si riferisce al detto popolare che vuole il vento una metafora di tutte le cose\, un movimento circolare in cui tutto torna\, come rappresentato nel film dalla figura di uno scemo del villaggio che corre nei prati simulando il gesto del volo. Questa pellicola\, senza scomodare miti e profeti\, ha la forza di un trattato antropologico\, ma senza perdersi nella retorica dei buoni sentimenti\, sottolineando piuttosto come la vita si componga di sensazioni contrastanti e sgradevoli\, in un cinismo che contagia\, ma rende liberi da pregiudizi e ipocrisie. Tre aggettivi per descriverlo? Genuino\, inaspettato\, meraviglioso. Come le anime salve che descrive\, uomini in cerca di un senso che l’esistenza stessa allontana ogni giorno di più. \n(Pierpaolo Simone da Mymovies) \nhttps://www.youtube.com/watch?v=zVAF0A0_i2U
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SUMMARY:MOUNTAIN - MERCOLEDI' 16 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 16 OTTOBRE – ORE 21.00 \n– \nRegia: Jennifer Peedom \nDurata: 74 minuti \nGenere: DOCUMENTARIO \n– \nDocumentario che\, in chiave di sinfonia audiovisiva\, racconta le scalate delle montagne più impervie\, le imprese impossibili di climbers e altri acrobati delle vette più remote. \nTra i film più spettacolari presentati al Trento Film Festival 2018 e presentato in Concorso al Festival di Venezia 2018. \nUn video-racconto che non vuole solo stupire gli spettatori ma anche portarli a riflettere sugli aspetti controversi dell’alpinismo più estremo e sull’importanza da parte di ogni appassionato di riconoscere i propri limiti. \n  \nRECENSIONE: \nNel suo nuovo lavoro\, Mountain\, la documentarista australiana Jennifer Peedom torna sul tema delle esplorazioni estreme\, che ha finora guidato la sua carriera. \nCon Mountain costruisce un film che funziona come una sinfonia di immagini e musica\, una sequenza di scene di imprese mozzafiato\, selezionate da un girato di 2000 ore di riprese in 15 paesi diversi\, con la lettura di un testo dello scrittore inglese Robert Macfarlane a opera dell’attore Willem Dafoe. E con la partitura musicale\, assai più che un accompagnamento\, della Australian Chamber Orchestra eseguita nella Sydney Opera House\, composta da Richard Tognetti\, con in aggiunta brani di Vivaldi\, Beethoven\, Arvo Pärt.  \nL’incipit di Mountain vede proprio i preamboli dell’orchestrazione e della lettura come un prologo in bianco e nero che dichiara subito trattarsi di immagini altre rispetto a quelle colorate\, spettacolari del film. E sono diverse pure dai filmati di repertorio\, pure in bianco e nero\, ma di diverso formato e dalla consistenza della pellicola consunta. Un prologo che sembra rifarsi a quello del disneyano Fantasia\, di cui condivide la concezione di flusso mesmerico di immagini e musica. \nMountain è una visione adrenalinica\, un film che è come un ottovolante\, fatto di vertiginosi strapiombi\, dislivelli mozzafiato\, sospensioni sul vuoto\, orli di precipizio; riprese impossibili e estremamente spettacolari\, da elicotteri o da telecamerine portate dagli stessi scalatori. Un puro spettacolo che evita le parti didascaliche\, visto che non sappiamo quali siano le montagne scalate né chi siano gli scalatori. (…) \n«Le montagne ridimensionano l’istinto dell’uomo\, ci restituiscono il senso della meraviglia e mettono alla dura prova la nostra arroganza»\, dice la voce off di Willem Dafoe. Eppure pochi possono entrare in reale risonanza con il vero suono della montagna\, come suggerisce la scritta iniziale: «Quelli che danzano sono considerati pazzi da chi non può sentire la musica».  \n(Giampiero Raganelli da Quinlan) \n 
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SUMMARY:ZEN SUL GHIACCIO SOTTILE - MERCOLEDI' 23 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 23 OTTOBRE \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: drammatico \nRegia: Margherita Ferri \nAttori: Eleonora Conti\, Susanna Acchiardi\, Fabrizia Sacchi\, Edoardo Lomazzi\, Alexandra Gaspar \n  \nMaia\, detta Zen\, è una sedicenne irrequieta e solitaria che vive in un piccolo paese dell’Appennino emiliano. È l’unica femmina della squadra di hockey locale e i suoi compagni non perdono occasione di bullizzarla per il suo essere maschiaccio. Quando Vanessa – l’intrigante e confusa fidanzata di un giocatore della squadra – scappa di casa e si nasconde nel rifugio della madre di Maia\, tra le due nasce un legame e Maia riesce per la prima volta a confidare i dubbi sulla propria identità di genere. \nNote della regista: Ho cercato di raccontare la storia di Maia giustapponendo le sue emozioni al paesaggio dell’Appennino emiliano\, bellissimo e dimenticato. Ho voluto esplorare la relazione tra la “produzione del paesaggio” e l’identità di chi vive quei territori\, lavorando sull’idea di “paesaggio emotivo”: uno strumento per stimolare lo spettatore visivamente e accompagnarlo nella dimensione più profonda dei personaggi. \nSostenuto\, fra gli altri\, dall’Ente Parchi Emilia Centrale il film è stato girato tra Fanano con il suo palaghiaccio e il rifugio I Taburri\, nel Parco del Frignano. \n– REALIZZATO CON IL SUPPORTO DI PRODIGIO DIVINO\, L’UNIONE APPENNINO BOLOGNESE E ENTE GESTIONE PARCHI E BIODIVERSITÀ EMILIA CENTRALE\, EMILIA-ROMAGNA FILM COMMISSION\, CNA CINEMA E AUDIOVISIVO\, SVILUPPATO ALL’INTERNO DEL PROGRAMMA BIENNALE COLLEGE CINEMA 2017/18\, CON IL SOSTEGNO ECONOMICO DE LA BIENNALE DI VENEZIA\, IN COLLABORAZIONE CON CASSERO LGBT CENTRE BOLOGNA\, CENTRO RISORSE LGBT BOLOGNA\, COMBO. \n– PRESENTATO ALLA 75. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2018) NELLA SEZIONE ‘BIENNALE COLLEGE CINEMA’. \n– IN PROGRAMMA NELLA SEZIONE ‘PANORAMA ITALIA’ DELLA XVI EDIZIONE DI ‘ALICE NELLA CITTÀ’ (2018)\, SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA. \n– CANDIDATO NASTRI D’ARGENTO 2019 PER: MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE. \n– \n\n 
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SUMMARY:FESTIVAL! - RASSEGNA DI CINEMA D'ESSAI - DAL 23 OTTOBRE AL 4 DICEMBRE 2019
DESCRIPTION:DAL 23 OTTOBRE AL 4 DICEMBRE 2019 \n– \n“Non importa quanto siete simili ma quanto non lo siete”  \n(Albus Silente) \n  \nMercoledì 23 ottobre 21.00 \nZEN SUL GHIACCIO SOTTILE \n \nGenere: drammatico \nRegia: Margherita Ferri \nAttori: Eleonora Conti\, Susanna Acchiardi\, Fabrizia Sacchi\, Edoardo Lomazzi\, Alexandra Gaspar \n  \nMaia\, detta Zen\, è una sedicenne irrequieta e solitaria che vive in un piccolo paese dell’Appennino emiliano. È l’unica femmina della squadra di hockey locale e i suoi compagni non perdono occasione di bullizzarla per il suo essere maschiaccio. Quando Vanessa – l’intrigante e confusa fidanzata di un giocatore della squadra – scappa di casa e si nasconde nel rifugio della madre di Maia\, tra le due nasce un legame e Maia riesce per la prima volta a confidare i dubbi sulla propria identità di genere. \nNote della regista: Ho cercato di raccontare la storia di Maia giustapponendo le sue emozioni al paesaggio dell’Appennino emiliano\, bellissimo e dimenticato. Ho voluto esplorare la relazione tra la “produzione del paesaggio” e l’identità di chi vive quei territori\, lavorando sull’idea di “paesaggio emotivo”: uno strumento per stimolare lo spettatore visivamente e accompagnarlo nella dimensione più profonda dei personaggi. \n  \nMercoledì 30 ottobre ore 21.00 \nDAFNE \n \nGenere: drammatico/commedia \nRegia: Federico Bondi \nAttori: Carolina Raspanti\, Antonio Piovanelli\, Stefania Casini \n  \nUna trentacinquenne portatrice della sindrome di Down\, esuberante e trascinatrice\, sa organizzare da sola la sua vita\, ma vive ancora insieme ai genitori\, Luigi e Maria. Quando Maria muore all’improvviso\, gli equilibri familiari vanno in frantumi. Luigi sprofonda nella depressione e Dafne non è solo spinta a confrontarsi con la perdita\, ma deve anche sostenere il genitore. Finché un giorno accade qualcosa di inaspettato: insieme decidono di affrontare un trekking in montagna\, diretti al paese natale di Maria. Lungo il cammino\, scopriranno molte cose l’uno dell’altra e impareranno entrambi a superare i propri limiti. \nLa protagonista di Dafne\, Carolina Raspanti\, classe 1984\, è una delle quarantamila persone che oggi in Italia sono affette da sindrome di Down\, ed è una straordinaria protagonista. \n  \nMercoledì 6 novembre ore 21.00 \nIL VIAGGIO DI YAO \n \nGenere: commedia \nRegia: Philippe Godeau \nAttori: Omar Sy\, Lionel Louis Basse\, Fatoumata Diawara\, Germaine Acogny\, Alibeta \n  \nSeydou Tall\, nato in Francia da famiglia senegalese\, è una star del cinema. Separato da una moglie ostile e padre di un bambino di pochi anni\, decide di andare in Senegal sull’onda di un’autobiografia di successo. Ad accoglierlo con entusiamo nel paese d’origine c’è soprattutto Yao\, un ragazzino di tredici anni venuto da lontano a reclamare il suo autografo. I quattrocento chilometri coperti da Yao per raggiungerlo colpiscono l’attore che abbandona il tour promozionale per riaccompagnarlo a casa. Il loro viaggio deraglierà progressivamente\, stravolgendo qualsiasi storia scritta prima. \nOmar Sy seduce con la sua umiltà e con la sua sobrietà in un road movie dalla sincerità disarmante. \n  \nMercoledì 13 novembre ore 21.00 \nLE INVISIBILI \n \nGenere: commedia \nRegia: Louis-Julien Petit \nAttori: Audrey Lamy\, Corinne Masiero\, Noémie Lvovsky\, Déborah Lukumuena\, Sarah Suco \n  \nLady D\, Édith Piaf\, Brigitte Macron\, Beyoncé\, Salma Hayek e le altre scalpitano davanti al cancello dell’Envol\, centro di accoglienza diurno ubicato nel Nord della Francia e destinato a ricevere donne senza fissa dimora. Nascoste dietro agli pseudonimi celebri che si sono scelte per preservare il loro anonimato\, cercano e trovano per qualche ora riparo tra quelle mura. Una doccia\, un caffè\, qualche ora di calore umano le confortano e le rimettono in piedi. Almeno fino al giorno in cui Audrey e Manu\, che dirigono con polso e benevolenza il centro\, non ricevono lo ‘sfratto’… \nA tu per tu con le clochard parigine: recitano\, sì\, ma le loro storie sono vere. In un film che scava dentro la solitudine femminile con ironia e leggerezza. \n  \nMercoledì 20 novembre ore 21.00 \nCYRANO MON AMOUR \n \nGenere: commedia \nRegia: Alexis Michalik \nAttori: Thomas Solivéres\, Olivier Gourmet\, Mathilde Seigner\, Tom Leeb\, Lucie Boujenah \n  \nEdmond Rostand\, autore senza successo e senza un soldo\, sogna di passare dall’ombra alla luce. Sostenuto da Rosemonde\, la sua consorte\, e da Sarah Bernhardt\, l’attrice più celebre della Belle Époque\, deve comporre in tre settimane una commedia per Monsieur Constant Coquelin\, divo navigato che vorrebbe rilanciare la sua carriera… \nIl 28 dicembre 1897 al Théâtre de la Porte Saint-Martin andrà finalmente in scena “Cyrano de Bergerac”\, il testo più recitato della storia del teatro francese. \nCyrano\, mon amour\, è la storia di come e perché fu scritta la più celebre opera teatrale della storia della Francia. Teatro e cinema si fondono in un film che ha la forza rara delle storie belle da piangere\, uno Shakespeare in love in salsa francese. \n  \nMercoledì 27 novembre ore 21.00 \nIL TRADITORE \n \nGenere: biografico drammatico \nRegia: Marco Bellocchio \nAttori: Pierfrancesco Favino\, Maria Fernanda Cândido\, Fabrizio Ferracane\, Luigi Lo Cascio\, Fausto Russo Alesi \n  \n“Mi interessa il personaggio di Tommaso Buscetta perché è un traditore. Ma in verità chi ha veramente tradito i principi ‘sacri’ di Cosa Nostra non è stato Tommaso Buscetta\, ma Totò Riina e i Corleonesi. Come si vede due modi opposti di tradire. Nella storia tradire non è sempre un’infamia. Può essere una scelta eroica. I rivoluzionari\, ribellandosi all’ingiustizia anche a costo della vita\, hanno tradito chi li opprimeva e voleva tenerli in schiavitù”. \nEsattamente tre anni fa\, proprio da Cannes (dove aprì la Quinzaine con Fai bei sogni)\, Marco Bellocchio annunciava quale sarebbe stato il suo nuovo film. Oggi torna sulla Croisette – in concorso – con Il traditore\, film come lo definisce lo stesso regista “di vendette e tradimenti su Tommaso Buscetta”\, detto anche il “Boss dei due mondi” (Valerio Sammarco\, ‘Il Cinematografo’\, 23 maggio 2019) \n  \nMercoledì 4 dicembre ore 21.00 \nDOLOR Y GLORIA \n \nGenere: drammatico \nRegia: Pedro Almodovar \nAttori: Antonio Banderas\, Asier Etxeandia\, Leonardo Sbaraglia\, Nora Navas\, Julieta Serrano \n  \nL’ottava collaborazione fra Almodovar e Antonio Banderas produce il film della maturità\, se non il migliore\, per entrambi. Autobiografia spinta ai più piccoli dettagli\, per la storia di un regista solitario e in preda ai dolori\, reali e immaginari\, che fa i conti con i propri errori del passato\, recuperando il rapporto con un attore che non vede da trent’anni\, trovandosi sotto casa il suo primo\, grande amore\, e tornando con la mente all’infanzia di provincia\, cresciuto dalla sola madre. Il regista spagnolo si è circondato dei suoi prediletti (c’è anche la Cruz)\, asciuga la (sua) storia il più possibile e nella semplicità commuove e conquista. Chi non vorrebbe avere la forza di dire ho sbagliato\, perdonami? (Mauro Donzelli – Comingsoon.it) \nVincitore del Premio all’interpretazione maschile al Festival di Cannes 2019 \n  \nInformazioni biglietti e abbonamenti: \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 (valido per tutte le rassegne fino all’8 aprile 2020) \n  \nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it \n  \n  \n 
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DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 30 OTTOBRE \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: drammatico/commedia \nRegia: Federico Bondi \nAttori: Carolina Raspanti\, Antonio Piovanelli\, Stefania Casini \n  \nUna trentacinquenne portatrice della sindrome di Down\, esuberante e trascinatrice\, sa organizzare da sola la sua vita\, ma vive ancora insieme ai genitori\, Luigi e Maria. Quando Maria muore all’improvviso\, gli equilibri familiari vanno in frantumi. Luigi sprofonda nella depressione e Dafne non è solo spinta a confrontarsi con la perdita\, ma deve anche sostenere il genitore. Finché un giorno accade qualcosa di inaspettato: insieme decidono di affrontare un trekking in montagna\, diretti al paese natale di Maria. Lungo il cammino\, scopriranno molte cose l’uno dell’altra e impareranno entrambi a superare i propri limiti. \nLa protagonista di Dafne\, Carolina Raspanti\, classe 1984\, è una delle quarantamila persone che oggi in Italia sono affette da sindrome di Down\, ed è una straordinaria protagonista. \n–
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