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SUMMARY:FESTIVAL! - RASSEGNA DI CINEMA D'AUTORE - 2° PARTE
DESCRIPTION:IL CINEMA TEATRO WALTER MAC MAZZIERI \npresenta \n “FESTIVAL” \nRASSEGNA DI CINEMA D’AUTORE \nDAL 26 GENNAIO AL 30 MARZO 2022 \nMercoledì 26 gennaio ore 21.00 \nONE SECOND \n \nGenere: drammatico \nRegia: Zhang Yimou  \nAttori: Zhang Yi\, Wei Fan\, Liu Haocun  \nOne Second\, il nuovo film di Zhang Yimou\, si presenta come un’epopea eroica che non riesce a nascondere un tributo speciale al cinema e al grande schermo. Siamo negli anni della Rivoluzione Culturale cinese\, ed è lì che la giovane vagabonda Liu Guinu ruba una pellicola cinematografica inseguita da Zhang Jiusheng\, un evaso da un campo di lavoro forzato pronto a tutto per stringerla tra le mani\, anche a costo della sua stessa libertà…  \nAutentico capolavoro epico sentimentale\, emozioni cinefile e profonde da sala cinematografica di una volta come in Nuovo cinema paradiso.  \nMercoledì 2 febbraio 21.00 \nTHE FRENCH DISPATCH \n \nGenere: commedia \nRegia: Wes Anderson \nAttori: Bill Murray\, Tilda Swinton\, Adrien Brody\, Benicio Del Toro\, Timothée Chalamet\, Léa Seydoux\, Willem Dafoe\, Owen Wilson  \nÈ morto il direttore e – per l’ultimo numero di una rivista che con lui si identificava – i migliori giornalisti danno prova della loro bravura e della loro creatività.  \nL’amore per un cinema e una cultura passate di moda (The French Dispatch è la copia del New Yorker) declinato in quattro episodi e molte cornici.  \nDisperatamente innamorato del cinema europeo e di un gruppo di attori che fanno funzione di numi tutelari\, Wes Anderson costruisce qui un suo personalissimo presepe laico e autoironico dove il suo tradizionale alfabeto minimalista trova la strada per inanellare citazioni e omaggi\, riconoscimenti e prodezze tecniche\, in nome del cinema e del suo puro piacere.  \nMercoledì 9 febbraio 21.00 \nMADRE PARALELAS \n \nGenere: drammatico \nRegia: Pedro Almodovar \nAttori: Penélope Cruz \, Milena Smit\, Rossy De Palma \nDopo aver fatto i conti con la sua storia personale\, nel precedente Dolor y gloria\, Almodóvar sente il bisogno di confrontarsi con quella collettiva. A partire dalla vicenda di due madri single che partoriscono una figlia lo stesso giorno\, legando inestricabilmente le loro sorti\, Almodóvar costruisce un elegantissimo e commovente melodramma che dal privato tocca il pubblico della storia del suo paese\, girando quello che è il suo film più esplicitamente e tradizionalmente politico. La sua è oramai un’eleganza formale e narrativa pura e limpida\, che nasce da un’apparente mancanza di ogni sforzo\, che viene fuori naturale\, per permettere che siano le emozioni a risuonare e riecheggiare fortissime. (Federico Gironi – Comingsoon.it)  \nMercoledì 16 febbraio 21.00 \nITALIA K2 \n \nGenere: documentario \nRegia: Mario Fantin \nMario Fantin\, bolognese classe 1921\, con la sua macchina da presa ha documentato le spedizioni più avventurose dirette ai quattro angoli del globo. Prima fra tutte\, la mitica conquista italiana del K2 nel 1954. Abbiamo deciso di presentare quelle immagini (poi confluite nel film Italia K2 di Marcello Baldi\, in corso di restauro) senza commento parlato accompagnandole con le musiche scritte\, all’epoca\, dal maestro Teo Usuelli\, eseguite dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Fantin effettuò tutte le riprese fino a 6560 metri\, poi fu obbligato a fermarsi e istruì gli alpinisti che poterono così documentare la parte finale della scalata. Mai in precedenza riprese cinematografiche erano state effettuate a tali quote. Il restauro restituisce tutta l’emozione alle immagini e all’impresa compiuta dagli uomini della spedizione. \nMontaggio realizzato nel 2021 a partire dalle riprese di Mario Fantin per il documentario Italia K2 di Marcello Baldi (Italia\, 1955) per gentile concessione di Club Alpino Italiano. Italia K2 di Baldi è stato restaurato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con il Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI e il sostegno del MiC. \nMercoledì 23 febbraio 21.00 \nQUI RIDO IO \n \nGenere: biografico  \nRegia: Mario Martone \nAttori: Toni Servillo\, Maria Nazionale\, Cristiana Dell’Anna\, Antonia Truppo\, Eduardo Scarpetta (II) \nTeatro e cinema. Storia e commedia umana. Musica…e Napoli. \nQui rido io\, «romanzo immaginario di Scarpetta e della sua tribù» è una colorata\, umorosa e ben sorvegliata sintesi degli interessi e del mestiere di un cineasta colto\, polivalente e soprattutto in ancor costante evoluzione. \nCon la biografia di Eduardo Scarpetta\, miscela di cronache vere e di fatti immaginari ma possibili\, Mario Martone non mette solo in scena la vita di un leggendario teatrante\, con tutte le tensioni e gli equilibri precari dell’esibizione sul palco\, ma ci trasporta\, senza peccati filologici e intellettualistici\, nella Napoli di fine ‘800\, effervescente di stimoli culturali. (Massimo Lastrucci – Cineforum)  \nMercoledì 2 marzo 21.00 \nARIAFERMA \n \nGenere: drammatico \nRegia: Leonardo Di Costanzo \nAttori: Toni Servillo\, Silvio Orlando\, Fabrizio Ferracane\, Salvatore Striano\, Roberto De Francesco  \nNon è un film comune nel panorama italiano Ariaferma. Anzi è proprio una gemma preziosa. \nIn questo racconto sospeso\, dentro un tempo e uno spazio quasi irreali a emergere sono temi universali della socialità\, della convivenza e dell’agire collettivo che\, a causa della struttura panottica del carcere\, risultano amplificati e diventano macroscopici.  \nEd è questo a rendere Ariaferma un film profondamente umanista\, capace di usare la metafora del carcere per ragionare sul senso collettivo dell’isolamento. Non solo quello dovuto alla pandemia cui viene facile pensare\, ma in scala più ampia all’ingabbiamento e alla reclusione come sentimenti universali. (Lorenzo Rossi – Cineforum) \nMercoledì 9 marzo 21.00 \nIL MATRIMONIO DI ROSA \n \nGenere: commedia \nRegia: Icíar Bollaín \nAttori: Candela Peña\, Sergi López\, Nathalie Poza\, Ramón Barea \nSemplice e diretto (anche grazie a un cast davvero eccellente) questa commedia riesce a raccontarci con grande verità e con ironia\, con leggerezza e al tempo stesso con estrema profondità\, la storia di una donna comune con i suoi problemi e le sue fragilità. Rosa rappresenta tutte le donne. Tutte quelle madri\, mogli\, figlie e lavoratrici troppo spesso costrette a sacrificare i propri sogni e i propri desideri per l’altro (chiunque esso sia: un marito\, un padre\, una figlia\, un datore di lavoro). Questa sorta di Bridget Jones in salsa spagnola mette in luce con le sue imperfezioni le contraddizioni di un’ultraquarantenne alla ricerca non del grande amore\, ma della propria felicità. (Giulia Lucchini – Il Cinematografo) \nMercoledì 16 marzo 21.00 \nNOWHERE SPECIAL – Una storia d’amore \n \nGenere: drammatico \nRegia: Uberto Pasolini \nAttori: James Norton\, Daniel Lamont\, Eileen O’Higgins\, Valerie O’Connor \nCon Nowhere Special Uberto Pasolini torna dopo lungo tempo alla regia per raccontarci una storia vera con i toni della malinconia e della leggerezza. Parlando di morte dirige un film che è una celebrazione della vita e dell’amore di un padre per un figlio.  \nNel cinema di Uberto Pasolini c’è sempre uno sguardo sociale\, già evidenziato con il grandissimo successo di Full Monty di cui è stato produttore. Al tempo stesso anche questo terzo lungometraggio di Pasolini\, come il precedente Still Life\, è un film non tanto sulla morte\, ma soprattutto sul tempo che resta da vivere.  \nGrande merito\, oltre che al regista\, va a Norton\, capace di un one man show sommesso\, sottratto\, che non lascia scampo tanto a lui quanto a noi.  \nMercoledì 23 marzo 21.00 \nWATERMARK – L’acqua è il bene più prezioso \n \nGenere: documentario \nRegia: Jennifer Baichwal\, Nicholas de Pencier\, Edward Burtynsky  \nDai registi di Antropocene\, uno straordinario documentario fotografico sul fondamentale ruolo che l’acqua ricopre nella formazione delle popolazioni del mondo. \nGirato in un 5K ad altissima definizione e ricco di molteplici prospettive aeree\, il film mostra come l’acqua sia l’elemento fondante che forma la terra e che soddisfa i nostri bisogni primari. In Watermark lo spettatore è immerso in questa magnifica forza della natura\, che troppo spesso però diamo per scontato. \nOgni essere vivente ha bisogno di acqua. Noi umani interagiamo con l’acqua in una miriade di modi\, numerose volte al giorno. Ma quante volte ci capita di soffermarci sulla complessità di tale interazione? E\, a meno di non averne a sufficienza\, quanto spesso pensiamo alla sua fondamentale presenza nel generare\, sostenere e arricchire la vita?  \nMercoledì 30 marzo 21.00 \nHOUSE OF GUCCI \n \nGenere: thriller\, biografico \nRegia: Ridley Scott  \nAttori: Lady Gaga\, Adam Driver\, Al Pacino\, Jared Leto\, Jeremy Irons\, Salma Hayek  \nQuando Aldo Gucci difende le copie tarocche di accessori griffati che lo stesso brand ha fatto sì che invadessero i marciapiedi\, in qualche maniera sta anche indicando una definizione precisa della poetica di Scott sin dagli esordi: “non sono copie\, sono repliche”.  \nDa Blade Runner a Tutti i soldi del mondo\, la tensione sotterranea nelle opere del cineasta è sempre quella che si agita tra originale e falso (d’autore?)\, come Baby can I hold you di Tracy Chapman\, ma nella versione di Pavarotti & Friends che chiude il film\, esplicitando definitivamente l’operazione effettuata sul linguaggio di House of Gucci\, la lingua e l’immaginario italiani di riferimento…(Sergio Sozzo – Sentieri Selvaggi) \nCon House of Gucci Ridley Scott racconta la tragica storia di una famiglia tutta italiana nel modo più americano possibile.  \nInformazioni: \nIngresso unico film: € 5\,00 (per Italia K2 ridotto soci CAI € 4\,00) \nInizio proiezione ore 21.00 \nLa prenotazione è fortemente consigliata scrivendo un messaggio whatsapp al numero 3332455578 o una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it indicando la proiezione desiderata\, nome\, cognome e recapito telefonico.  \nI biglietti prenotati sono comunque da ritirare entro mezz’ora dall’inizio della proiezione scelta. \nLa cassa apre alle ore 20 e chiude alle ore 20.45 per consentire un ingresso alla sala ordinato e privo di assembramenti.  \nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it
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SUMMARY:ARIAFERMA - MERCOLEDI' 2 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 2 MARZO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Leonardo Di Costanzo\n\ncon: Toni Servillo\, Silvio Orlando\, Fabrizio Ferracane\, Salvatore Striano\, Roberto De Francesco\n\n Genere: Drammatico\n\nDurata: 117 minuti\n\n–\n\nDI COSTANZO SCANDAGLIA L’ANIMO UMANO GIOCANDO CON LO SPAZIO E SULLA MOLTEPLICITÀ DEI PUNTI DI VISTA.\nRecensione di Giancarlo Zappoli\n\nUn carcere ormai in degrado sta per essere chiuso. Arriva però un contrordine: 12 detenuti ed alcuni agenti di polizia penitenziaria dovranno restarci un po’ più a lungo degli altri perché la struttura che dovrebbe accogliere i detenuti non è a momento disponibile. Diventa quindi necessario gestire in modo nuovo il rapporto considerato che gran parte dell’edificio è ormai chiusa.\n\nLeonardo di Costanzo prosegue con rigore il suo percorso di ricerca e di riflessione sulle dinamiche relazionali riprendendo il discorso iniziato con il suo film di finzione d’esordio\, L’intervallo.\n\nLà un ragazzo e una ragazza si trovavano confinati in uno spazio chiuso l’uno con il ruolo del carceriere (decretato dalla camorra) e l’altra in quello di prigioniera. I due\, inizialmente distanti\, finivano con l’avvicinarsi e con il conoscersi. Lo schema si ripropone ora ma con un salto produttivo notevole. Non ci sono più interpreti bravi ma sconosciuti come in quell’opera ma Servillo\, Orlando e Ferracane nonché Striano tra i protagonisti.\n\nDi Costanzo però\, come detto\, non perde il rigore del proprio sguardo indagatore dell’animo umano al di là delle convenzioni (come accadeva anche in L’intrusa) giocando sulla molteplicità dei punti di vista e sullo spazio. Perché non solo gli esseri umani ma le mura stesse dell’edificio raccontano in questo film. Raccontano di un edificio concentrazionario che è funzionale a fare riferimento non\, come si potrebbe pensare\, alle note vicende del carcere di Santa Maria Capua Vetere ma piuttosto\, inizialmente\, ai versi di Fabrizio De André “Di respirare la stessa aria dei secondini non ci va.”\n\nIn quelle mura corrose ci sono due microcosmi conviventi e\, al contempo\, separati dalle sbarre e dai reciproci ruoli. Il che non impedisce le divisioni all’interno dei singoli gruppi. Sostenuto da una colonna sonora musicale di tutto rispetto di Pasquale Scialò\, Di Costanzo compie un’operazione di accerchiamento fisico e psicologico dei suoi personaggi (le celle sono in una rotonda) portandone progressivamente in evidenza le sfumature psicologiche.\n\nAl centro finiscono con il trovarsi l’ispettore Gaetano Gargiulo di Servillo e il detenuto Carmine Lagioia di Orlando. Ma questo non deve trarre in inganno perché il film è un’opera corale in cui ogni dettaglio è curato con attenzione e partecipazione. Un esempio? C’è un “Ecco”\, pronunciato da uno dei personaggi\, che rappresenta la cartina al tornasole di come la sceneggiatura di Di Costanzo\, Oliviero e Santella non si limiti ad essere funzionale alla messa in scena ma punti dritta al centro della ricerca di una possibilità di comprensione anche quando questa sembra impossibile.\n\n–
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SUMMARY:IL MATRIMONIO DI ROSA - MERCOLEDI' 9 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 9 MARZO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Icíar Bollaín.\n\ncon: Candela Peña\, Sergi López\, Nathalie Poza\, Ramón Barea\, Paula Usero.\n\nGenere: Commedia\n\nDurata: 97 minuti\n\n–\n\nUNA COMMEDIA BEN RIUSCITA SULL’IMPORTANZA DI AMARE SE STESSI CON LA GIUSTA MISURA.\nRecensione di Giancarlo Zappoli\n\nRosa è una sarta che lavora nel cinema e vive a Valencia. Ha una figlia che ha avuto due gemelli e si è trasferita a Manchester ma non è propriamente felice. Suo fratello\, che si sta separando dalla moglie\, le affida tutte le volte che può i suoi figli mentre la sorella non ha tempo di occuparsi del loro anziano genitore che\, tra l’altro\, sta così bene con Rosa da voler lasciare la propria abitazione per andare a vivere insieme. Lei non regge più il carico e decide di lasciare la città per andare a riaprire il laboratorio di sartoria che fu di sua madre in una cittadina di provincia. Inoltre vuole sposarsi con la persona che ha deciso di amare di più.\n\nIciar Bollain ci offre un ulteriore sguardo sulle donne che ha la profondità della leggerezza.\n\nPerché sarebbe stato più semplice proporre la tragicità quotidiana di una vita costantemente spesa a servizio degli altri che neanche più si accorgono di quanto stanno ricevendo ritenendolo ormai\, se non ‘dovuto’\, comunque normale. La sceneggiatura invece assume le connotazioni di una commedia in cui non manca l’acidità. Perché\, a partire dall’incubo con cui inizia il film\, ci ritroviamo dalla parte della protagonista in cui molti (e soprattutto molte) avranno modo di riconoscersi. Ma l’incubo si trasforma in breve in una narrazione che\, grazie alle caratterizzazioni\, dei fratelli e del padre di Rosa\, ci ricorda come avesse ragione Oscar Wilde quando affermava: “Non fare agli altri quello che vorresti facessero a te. Potrebbero non avere i tuoi stessi gusti”.\n\nPerché dal momento in cui Rosa ha deciso che stare meglio con se stessa è l’unica opzione possibile per poi vivere gli altri (ivi compreso un parafidanzato) non come un peso ma come un’occasione di condivisione\, gli ‘altri’ si mettono in moto per esserle di aiuto. Esattamente con le modalità che a lei non piacciono o di cui non ha bisogno.\n\nGrazie ad attori che sanno come gestire i propri ruoli il film ruota intorno al baricentro della necessità di acquisire la consapevolezza della propria condizione esistenziale senza finzioni e senza scappatoie pericolose (la sorella beve per superare le frustrazioni e il fratello invece mangia). Solo così\, amando se stessi con la giusta misura\, si potrà poi amare il prossimo.\n\n–
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SUMMARY:NOWHERE SPECIAL - Una storia d'amore - MERCOLEDI' 16 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 16 MARZO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Uberto Pasolini.\n\ncon: James Norton\, Daniel Lamont\, Eileen O’Higgins\, Valerie O’Connor\, Stella McCusker\n\nGenere: Drammatico\n\nDurata: 96 minuti\n\n–\n\nUN FILM DI IMMAGINI TANTO SEMPLICI QUANTO ELEQUENTI\, CHE METTONO IN POESIA LA CRUDELTÀ DELLA VITA.\nRecensione di Marianna Cappi\n\nJohn è un trentaquattrenne gentile e silenzioso\, che di mestiere fa il lavavetri\, in giro per Belfast. La sua esistenza terrena è condannata ad esaurirsi a brevissimo termine\, per colpa di un male incurabile. Nel poco tempo che gli rimane\, John deve fare la cosa più importante della sua vita: trovare una famiglia per il suo bambino di quattro anni\, Michael\, visto che la madre li ha lasciati entrambi poco dopo la sua nascita. Mentre visitano le coppie disponibili e selezionate per l’adozione\, John e Michael passano insieme la loro giornata\, trasformando ogni gesto quotidiano in una memoria preziosa.\n\nIl padre deve imparare a morire\, il bambino a vivere. Lo fanno tenendosi per mano nell’attraversare la strada\, quella che porta a scuola ma anche quella che porta all’addio.\n\nUberto Pasolini torna dunque sul luogo del trapasso\, come in Still Life: non è più l’immediatamente dopo\, ma l’immediatamente prima\, e la sua penna è ancora la stessa\, sottile e precisa\, perfettamente inchiostrata\, tanto autoriale quanto accessibile\, nell’approccio ad un genere\, quello del dramma sentimentale\, che pochissimi perseguono con tanta frontalità e tale discrezione.\n\nAncora una volta\, il film è in mano ad un interprete eccellente\, James Norton\, e alla nitidezza delle inquadrature\, alla loro temporalità estranea alla frenesia della vita urbana\, sgombra da tutto ciò che è disavanzo o orpello cinematografico. Tanto che l’immagine di apertura\, con il protagonista che ripulisce con cura una grande vetrata\, mondandola da tutto ciò che la offusca\, si può leggere come una dichiarazione d’intenti\, la ricerca (riuscita) di una verità della relazione padre-figlio che è al centro del racconto\, di uno sguardo sul mondo non filtrato\, in cui riflettersi per quello che si è\, e leggere con trasparenza nelle vite degli altri.\n\nColpito dalla cronaca vera di questa vicenda\, Pasolini l’ha tradotta in immagini tanto semplici quanto eloquenti\, che non conoscono la durezza del cinema dei Dardenne ma piuttosto una commovente sospensione e una malinconia\, sottolineata dalla colonna sonora\, che il regista non rifugge ma abbraccia\, senza sentimentalismo.\n\nSono le immagini mute di un adolescente con lo zaino in spalla che si allontana nello specchietto retrovisore\, della candelina di compleanno in più che Micheal mette nella mano di John\, della casa degli specchi del lunapark che restituisce le loro figure deformate\, con Michael alto alto e John più piccolo\, per sempre troppo giovane. Piccole grandi idee di scrittura visiva che trascendono il realismo senza negarlo e mettono in poesia la crudeltà dell’esistenza.\n\n–
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SUMMARY:WATERMARK - L'ACQUA E' IL BENE PIU' PREZIOSO - MERCOLEDI' 23 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 23 MARZO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Jennifer Baichwal\, Edward Burtynsky\n\ncon: Inocencia González Sainz\, Marcus Schubert\, Bill Nance\, Rafikul Islam Sarkar\, Oscar Dennis.\n\nGenere: Documentario\n\nDurata: 92 minuti\n\n–\n\nUN DOCUMENTARIO SUL FUTURO DALLE IMMAGINI IMPONENTI E NECESSARIE.\nRecensione di Giancarlo Zappoli\n\nLa documentarista Jennifer Baichwal\, che aveva già collaborato nel 2006 con il fotografo Edward Burtynsky per un documentario sull’impatto dell’industrializzazione sull’ecosistema torna nel 2013 a testimoniare con immagini in movimento il processo che porta alla pubblicazione di un libro ricco di foto dal titolo “Water”. Si tratta di un film che mostra come l’elemento fondamentale per l’esistenza dell’essere umano sia stato da questi utilizzato ma anche sprecato.\n\nDopo l’impatto considerevole che un documentario come Antropocene ha avuto su coloro che hanno avuto l’opportunità di vederlo è importante che la distribuzione nel nostro Paese proponga questo lavoro del 2013 che\, purtroppo\, non è per nulla invecchiato e che si presenta come un monito che ha bisogno di essere reiterato sperando che qualcuno lo ascolti ed intervenga.\n\nLe immagini che aprono il film forniscono la chiave di lettura di ciò che seguirà. Alle insistite riprese di vortici d’acqua di altezza considerevole vengono brutalmente (e per questo ancor più significativamente) contrapposte le immagini di una vasta area inaridita che un tempo\, come ci viene descritto da una donna nativa le cui rughe sul volto sembrano riprodurre le fratture del terreno\, era il letto di un fiume. Baichwal e Burtynsky\, a partire da questo incipit\, ci fanno viaggiare dalla Cina al Bangladesh\, dagli Stati Uniti all’India per mostraci come l’ingegno umano abbia saputo sfruttare la presenza dell’acqua ma anche come avidità ed insipienza abbiano condotto al depauperamento di questo bene essenziale.\n\nSono immagini imponenti sia sul piano puramente estetico che su quello della necessaria riflessione su un futuro che\, come ci viene ricordato dai Friday for Future\, non è più così lontano e non promette molto di buono. L’ulteriore pregio di questo documentario è dato dal fatto che non si presenta come un pamphlet di denuncia non omettendo di mostrare opere di alta ingegneria idraulica che hanno reso fertili aree altrimenti non coltivabili.\n\nMentre ci mostra queste immagini si permette anche di ricordarci che in più di un caso il vantaggio di un’area ha comportato l’impoverimento di un’altra. Il titolo\, che tradotto letteralmente significa “livello dell’acqua”\, ci ricorda che troppo spesso dimentichiamo di tenere sott’occhio i giusti livelli necessari affinché l’ecosistema resti bilanciato. Faremmo invece bene a farlo.\n\n–
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SUMMARY:HOUSE OF GUCCI - MERCOLEDI' 30 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 30 MARZO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Ridley Scott\n\ncon: Lady GaGa\, Adam Driver\, Jared Leto\, Jeremy Irons\, Al Pacino\, Camille Cottin.\n\nGenere: Drammatico\n\nDurata: 158 minuti\n\n–\n\nRecensione di Pedro Armocida\n\nAnni ’70. Patrizia Reggiani conosce a una festa Maurizio Gucci\, rampollo della dinastia Gucci\, una tra le piu` celebri nel mondo della moda. Nasce una storia d’amore\, dapprima osteggiata dal patriarca della famiglia\, Rodolfo Gucci\, ma poi arriva il matrimonio e la prole. La sfrenata ambizione della donna\, che vorrebbe indirizzare le politiche aziendali del marchio Gucci\, la porterà a tessere spericolate strategie\, come quelle con lo zio del marito\, Aldo Gucci\, che incrineranno i rapporti familiari\, innescando una spirale incontrollata di tradimenti\, decadenza\, vendette. Fino a un tragico epilogo che è cronaca nera\, e vera\, del nostro paese.\n\nLa nuova parabola sul potere di Ridley Scott è un fiammeggiante melodramma su una famiglia che implode. Una discesa agli inferi sostenuta da eccellenti prove attoriali\, in primis quella di Lady Gaga.\n\nHouse Of Gucci è la telenovela della dinastia Gucci oppure la dinastia Gucci è la telenovela di House Of Gucci? Insomma sì\, naturalmente\, tutt’e due le cose perché il film di Ridley Scott è una vera e propria soap su una realtà che ne aveva tutti i caratteri. In questo senso il regista britannico\, che ha appena compiuto 84 anni\, firma un film libero e molto contemporaneo che dialoga con il suo recentissimo The Last Duel per il discorso sul potere in cui\, a prescindere evidentemente dal capitalismo finanziario comunque vivisezionato nel precedente Tutti i soldi del mondo\, il pesce piccolo è mangiato dal più grande anche\, soprattutto?\, in ambito familiare (ogni accenno a Il Padrino è voluto).\n\nEd è proprio su questo aspetto\, sulla trinità “nel nome del padre\, del figlio e della famiglia Gucci”\, che il film si concentra. I meccanismi messi in moto da una grande azienda\, ma a carattere familiare\, vengono minuziosamente smontati da Ridley Scott che si abbandona completamente\, essendone però l’artefice\, al lavoro degli attori.\n\nLa macchina da presa segue Lady Gaga\, lacca in testa\, diventare Patrizia Reggiani e prendersi così tutto il film\, ogni sequenza\, ogni primo piano con quei fulminanti lampi negli occhi. È l’attrice perfetta che abbiamo conosciuto in A Star Is Born e che dimostra enormi potenzialità se solo lasciasse perdere la musica.\n\nIn questo straordinario lavoro attoriale\, Adam Driver\, pur nella sua ricercata impassibilità\, dà spazio e apertura al personaggio di Maurizio Gucci e alla sua parabola trasformista. Anche l’interpretazione più ‘pazza’\, quella parodistica e autofarsesca di Jared Leto che\, invece di parlare\, quasi canta come se stesse in un’opera buffa (peraltro la musica nel film è un vero e proprio personaggio)\, ha il suo motivo d’essere perché\, nel ruolo tragico del figlio idiota – “ma è il mio idiota” dice di lui il padre Aldo Gucci interpretato da un gigantesco Al Pacino che duetta con Leto come se stessero al Saturday Night Live -\, sta raccontando i discendenti di seconda e terza generazione che non sono mai al livello dell’avo\, capitano d’industria.\n\nMa lo sguardo di Scott sui Gucci è ancora più profondo\, perché ci mostra un’intera famiglia immobilizzata\, congelata\, legata a un passato glorioso ma irrimediabilmente superato. Complice anche l’assenza di un vero e proprio leader: Aldo Gucci è alle prese con il piccolo cabotaggio di controllo del commercio delle imitazioni e prepara lo sbarco nei centri commerciali\, mentre il fratello Rodolfo Gucci\, interpretato sottilmente da Jeremy Irons\, vive la sua distanza finto aristocratica da tutto e da tutti: «Gucci è da museo non da centro commerciale». E infatti «nessuno oggi vorrebbe lavorare da loro» si sente dire Maurizio Gucci a una sfilata. Per questo è uscito\, proprio come il genio dalla lampada\, come direttore creativo lo sconosciuto texano Tom Ford che\, appena esordisce con successo sulle passerelle\, la prima cosa che fa è telefonare alla mamma a Austin.\n\nPrende così sempre più forma\, nella sceneggiatura di Becky Johnston e Roberto Bentivegna dal libro di Sara Gay “Forden House of Gucci. Una storia vera di moda\, avidità\, crimine” (Garzanti)\, il personaggio di Domenico De Sole\, l’avvocato di famiglia che sfilerà ai Gucci l’impero attraverso gli investitori iracheni. Tutto\, a questo punto\, in House Of Gucci si fa fiammeggiante melodramma imploso\, i colori della fotografia di Dariusz Wolski\, per la verità mai sgargianti\, si ingrigiscono. Le vite ingabbiate\, per via dei ruoli sociali\, lo diventano realmente: Aldo Gucci finisce in carcere per evasione fiscale\, Maurizio Gucci entra e esce dalle porte girevoli della sua stessa azienda in due sequenze speculari mirabilmente ritmate dal montaggio di Claire Simpson e Patrizia Reggiani prenderà la decisione finale che qualsiasi soap se la sogna.\n\nUn viaggio\, dalla seduzione all’odio\, in meno di 30 anni\, una discesa agli inferi rispecchiata con ironica tragicità nelle due ore e trentotto di questo film che è tutto una sorpresa.\n\n–
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