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SUMMARY:MANCHESTER BY THE SEA
DESCRIPTION:Mercoledi’ 27 Settembre ore 21.00\n– \nDurata: 135′ \nGenere: DRAMMATICO \nRegia: Kenneth Lonergan \nAttori: Casey Affleck\, Michelle Williams \nUSA \n– \nTRAMA \nDopo l’improvvisa morte del fratello maggiore Joe\, Lee Chandler\, custode tuttofare di alcuni condomini di Boston\, si vede costretto a tornare nella sua città natale\, dove scopre di essere stato nominato tutore legale del nipote sedicenne. Qui si troverà ad affrontare il tragico passato che lo separava da sua moglie Randi e dal paese in cui è nato e cresciuto \n– \n– SELEZIONE UFFICIALE ALLA XI EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2016). \n– GOLDEN GLOBE 2017 A CASEY AFFLECK COME MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA DI FILM DRAMMATICO. LE ALTRE CANDIDATURE ERANO: MIGLIOR FILM DRAMMATICO\, REGISTA\, ATTRICE NON PROTAGONISTA (MICHELLE WILLIAMS) E SCENEGGIATURA. \n– OSCAR 2017 PER: MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (CASEY AFFLECK) E SCENEGGIATURA ORIGINALE. ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR FILM\, REGIA\, ATTORE (LUCAS HEDGES) E ATTRICE (MICHELLE WILLIAMS) NON PROTAGONISTI. \n  \n\n— \n– \nCRITICA \n“Autore di altri due film baciati dal complesso di colpa a conduzione familiare\, Kenneth Lonergan centra in pieno il bersaglio con ‘Manchester by the Sea’\, dramma intimista dai grigi lividi del Massachusetts\, che entrano dentro. (…) L’autore gioca al ribasso\, non suona la grancassa sentimentale (ma solo l’Adagio di Albinoni)\, dirige per sottrazione un magistrale Casey Affleck\, che ci mette l’inconscio a disposizione fra sguardi\, pause e silenzi\, dividendo il peso del destino col dotatissimo Lucas Hedges (…). Il merito del film è essere commovente senza programmarlo\, girovagando tra le cose non dette della vita\, traendo ispirazione da quelle che sembrano minori\, arrampicandosi su per i ricordi. Confondendo con bel metodo narrativo i piani spazio temporali il regista ci porta fino all’accettazione\, senza stampare ‘The end’\, meno che mai happy\, su un equilibrio affettivo complicato\, come dimostra l’incontro con l’ex Michelle Williams. Il ricordo è il lato patetico della memoria? Paradiso o inferno? Dondolandosi tra due ipotesi Lonergan costruisce un dramma che ci rende più buoni e più cattivi perché siamo in balla del caos.” (Maurizio Porro\, ‘Corriere della Sera’\, 16 febbraio 2017) \n  \n“La cosa più apprezzabile è che Lonergan non ci racconta questo dramma familiare in modo schematico o patetico\, ma adotta lo stesso riserbo dei suoi personaggi\, mentre li fa procedere tra aperture e incertezze\, progressi e ricadute. Per giungere a una bella scena liberatoria\, in sottofinale\, dove Lee e Patrick ‘comunicano’ lanciandosi una palla da tennis. L’intelligenza della regia\, misurata e sapiente senza nulla sacrificare all’interesse della storia\, si concentra su aspetti non evidenti nell’immediato\, ma che fanno poi la qualità del film: dalla fotografia di Jody Lee Lipes\, in toni di grigio dove mare e cielo si confondono\, alla cura delle immagini (quasi sempre fisse)\, ma in cui l’isolamento di Lee dagli altri è suggerito dai rapporti spaziali all’interno dell’inquadratura. Per riuscire a far partecipare a una storia senza pathos (esibito ) occorre l’impegno di tutti; e Casey Affleck\, interprete più convincente del fratello Ben\, è una scelta felice. Un protagonista inadeguato avrebbe sabotato il delicato equilibrio del film\, rendendolo diverso da quel che è. Sono più che giustificate anche le nomination per gli attori non-protagonisti: Lucas Hedges nella parte di Patrick e Michelle Williams\, nel ruolo della ex-moglie di Lee. Ottimo corredo al tutto la colonna musicale\, che alterna brani di Hendel e Albinoni con Bob Dylan e Ray Charles.” (Roberto Nepoti\, ‘La Repubblica’\, 16 febbraio 2017) \n“Non è istrionismo\, è verità\, quella che dolorosamente intride ‘Manchester by the Sea’ (…) tratta il dolore come se fosse un panino con l’aragosta: qualcosa di tangibile\, esperibile\, persino commestibile. Se l’arco narrativo contempla flashback tesi a svelare progressivamente il puzzle\, nondimeno l’architettura drammaturgica\, la partitura poetica è classica: non sappiamo se l’abbia visto\, ma volesse tifare agli Oscar dopo l’ingiusta esclusione del suo ‘Sully’ Clint Eastwood dovrebbe farlo per questo film. I ‘Mystic River’\, le ‘Million Dollar Baby’ abitano qui\, insieme all’ineluttabilità\, alla sordità\, alla completezza del dolore del protagonista Casey Affleck\, mai così bravo\, totalizzante\, esemplare. Non è un caso\, forse\, che nella scena più intensa e sofferta dell’anno\, il finale incontro tra il Lee Chandler di Affleck e l’ex moglie Randi interpretata da Michelle Williams\, riemerga il ricordo di Heath Ledger\, già compagno della Williams\, padre della loro bambina e suicida nel 2008 a soli 29 anni: che grande attrice sia Michelle non lo scopriamo ora\, ma quel che fa qui non pare solo straordinario mestiere. La visione del film è consigliatissima a tutti\, ma addirittura imprescindibile per chi fa l’attore: vedere e imparare\, non c’è altro. (…) Tranquilli\, il film non è mortifero\, senza eludere il dolore né elidere i punti di sutura confida nella rinascita\, scommette su una seconda possibilità: non apre a un ottimismo inconsulto\, non allarga il sorriso\, ma per questo risulta più vero e incomparabilmente più prezioso. Storia di provincia\, contea di Essex\, Massachusetts\, e racconto umanissimo: nella via Crucis laica di Lee\, di cui veniamo a conoscere tutte le stazioni\, troviamo noi stessi\, le nostre ferite\, quel che siamo oltre tutto e malgrado tutto. In fondo\, non è un dramma sulla perdita\, ma su quel che rimane\, su quel che resta\, in primis la mancanza. E non ultima l’ironia\, che disgela il rapporto tra Lee e Patrick (…). Lonergan\, che scrive e dirige\, non è un esibizionista: non indulge nel patetico\, non insegue la lacrima facile e insipida\, bensì cesella dolore e commozione con l’ambizione della verità. Gli attori\, magnifici\, aiutano\, lo stile senza fronzoli pure\, e così ‘Manchester by the Sea’ trova tra i porticcioli del Massachusetts e nei rovelli di Lee la tutela sentimentale al nostro vivere\, morire e sopravvivere oggi. David Foster Wallace\, che come Heath Ledger non sarebbe sopravvissuto\, scrisse: ‘Mi manca chiunque’. Vi troverete a pensarlo in quel finale dialogo tra Lee e Randi\, dopodiché vi mancherà anche questo film.” (Federico Pontiggia\, ‘Il Fatto Quotidiano’\, 16 febbraio 2017)
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SUMMARY:IL GIRO DEL MONDO IN 10 FILM
DESCRIPTION:RASSEGNA DI CINEMA D’ESSAI\n“IL GIRO DEL MONDO IN 10 FILM”\n–DAL 27 SETTEMBRE AL 6 DICEMBRE 2017\n– \nSCARICA QUI PROGRAMMA COMPLETO RASSEGNA  GIRO DEL MONDO \n  \nIngresso unico: €. 5\,00 \n Abbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 \n(valido per tutte le rassegne fino a marzo 2018) \n– \nMercoledì 27 settembre ore 21.00\n USA\n MANCHESTER BY THE SEA\nDurata: 135’ \nRegia: Kenneth Lonergan \nAttori: Casey Affleck\, Michelle Williams \nDopo l’improvvisa morte del fratello maggiore Joe\, Lee Chandler\, custode tuttofare di alcuni condomini di Boston\, si vede costretto a tornare nella sua città natale\, dove scopre di essere stato nominato tutore legale del nipote sedicenne. Qui si troverà ad affrontare il tragico passato che lo separava da sua moglie Randi e dal paese in cui è nato e cresciuto.\n“Un dramma che Lonergan racconta quasi in punta di piedi\, con pudore\, senza arrivare\, per forza di cose\, a un finale scontato\, lasciando\, anzi\, allo spettatore\, se lo vorrà\, una volta uscito dalla sala\, il compito di cicatrizzare le ferite. Prendendosi i suoi tempi\, come accade in quei piccoli villaggi costieri del nord-est americano.” (Maurizio Acerbi\, ‘Il Giornale’\, 16 febbraio 2017) \nIl film ha ottenuto 6 candidature e vinto 2 Premi Oscar\, 6 candidature a Golden Globes\, 6 candidature e vinto 2 BAFTA\, 1 candidatura a Cesar\, 5 candidature e vinto 2 London Critics. \n–\nMercoledì 4 ottobre ore 21.00\n BELGIO\n LA TARTARUGA ROSSA\n Giornata mondiale degli animali 04.10\nDurata: 80’ \n Regia: Michael Dudok de Wit \nUn uomo naufragato su un’isola deserta popolata da tartarughe\, granchi e uccelli\, cerca disperatamente di fuggire\, finché un giorno incontra una strana tartaruga che cambierà la sua vita. Attraverso la sua storia vengono ripercorse le grandi tappe della vita di un essere umano. \n“Questo cartone\, coprodotto da Ghibli\, è emozione pura\, una meraviglia per gli occhi. Pur privo di dialoghi\, il film fa sognare grazie anche alla purezza di immagini che paiono quadri. Il cinema sa essere ancora poetico.” (Maurizio Acerbi\, ‘Il Giornale’\, 23 marzo 2017) \nIl film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar\, è stato premiato al Festival di Cannes e 1 candidatura a Cesar. \n– \nMercoledì 11 ottobre ore 21.00\n TURCHIA\n ROSSO ISTANBUL\n–\nDurata: 115’ \nRegia: Ferzan Özpetek \nAttori: Halit Ergenç\, Tuba Büyüküstün\, Nejat Isler\, Mehmet Günsür \nLo scrittore Orhan Sahin\, che vive all’estero da anni\, torna a Istanbul su invito del famoso regista Deniz Soysal per lavorare al suo libro. Deniz vive con la sua famiglia\, ormai al crepuscolo della ricchezza\, in uno Yali sul Bosforo. Fin dal primo giorno\, Orhan si trova avvolto in una fitta tela di relazioni complesse e misteriose tra gli amici e i familiari di Deniz e mentre riscopre Istanbul con occhi nuovi\, cominciano anche a riaccendersi sentimenti da tempo sopiti. \n“A Istanbul… un maggio rosso sexy: il ritorno in patria fa bene a Ferzan Ozpetek\, che firma un thriller-mélo fascinoso” (Federico Pontiggia\, ‘Il Cinematografo’ 28 febbraio 2017) \nIl film ha ottenuto 3 candidature ai Nastri d’Argento \n–\nMercoledì 18 ottobre ore 21.00\n GRAN BRETAGNA\n LOVING\n–\nDurata: 123’\nRegia: Jeff Nichols\nAttori: Joel Edgerton\, Ruth Negga \nIspirato a una storia vera\, è un omaggio al coraggio e all’impegno di una coppia mista\, Richard e Mildred Loving\, che si sono innamorati e sposati nel 1958. Nonostante l’appoggio dei loro familiari\, i due trovano difficoltà ad essere accettati dall’ambiente circostante e Mildred sente anche il bisogno di tornare in Virginia. Il caso “Loving contro Virginia” arriva così alla Corte Suprema nel 1967\, sancendo una vittoria nella battaglia per i diritti civili e riaffermando il diritto fondamentale di sposarsi senza barriere razziali. Richard e Mildred infine sono tornati a casa e la loro storia d’amore è diventata un modello per molte altre coppie dell’epoca. \n“Nella cornice di un classico film sul razzismo\, Nichols iscrive un melò rurale\, trattenuto e toccante con Joel Edgerton e Ruth Negga” (Gianluca Arnore\, ‘Il Cinematografo’ 15 marzo 2017) Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar e 2 candidature a Golden Globes. \n–\nMercoledì 25 ottobre ore 21.00\n GERMANIA\n VI PRESENTO TONI ERDMANN\n–\nDurata: 162’ \nRegia: Maren Ade \nAttori: Peter Simonischek\, Sandra Hüller \nInès è una donna in carriera che lavora in una grande azienda tedesca a Bucarest. La sua vita sembra scorrere tranquilla fino all’arrivo improvviso di Winfried\, suo padre\, che le pone questa domanda: “sei felice?”. La sua incapacità di rispondere alla domanda segna l’inizio di un profondo sconvolgimento. Questo padre ingombrante\, sempre pronto a fare scherzi\, e di cui lei si vergogna un po’ farà di tutto per aiutarla a ritrovare se stessa inventandosi un buffo ed eccentrico personaggio: Toni Erdmann \n“Come perseguitare la figlia workaholic e vivere felici: la spassosa presa per i fondelli di Maren Ade (…) andate a vederlo\, merita assai.” (Federico Pontiggia\, ‘Il Fatto Quotidiano’\, 2 marzo 2017) \nIl film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar\, è stato premiato al Festival di Cannes\, 1 candidatura a Golden Globes\, 1 candidatura a BAFTA\, ha vinto 5 European Film Awards\, 1 candidatura a Cesar e 6 candidature a London Critics \n–\nMercoledì 8 novembre ore 21.00\n SPAGNA\n LA VENDETTA DI UN UOMO TRANQUILLO\nDurata: 92’\nRegia: Raúl Arévalo\nAttori: Antonio de la Torre\, Luis Callejo\, Ruth Díaz \nMadrid\, agosto 2007. Curro è l’unico di una banda di quattro criminali a essere arrestato per una rapina in una gioielleria. Otto anni più tardi\, la sua fidanzata Ana e il figlio lo attendono all’uscita dal carcere. José è un uomo solitario e riservato che sembra non adattarsi in nessun luogo. Una mattina si reca nel bar dove Ana lavora con il fratello e ben presto la sua vita inizia a intrecciarsi con quella delle altre persone che frequentano il posto\, facendolo sentire come uno di loro. \n“Abbiamo un nuovo grande regista spagnolo: Raúl Arévalo. (…) Ha l’aria di un poliziottesco italiano dei ’70 per quanto è ruvido e spigoloso. Gran film. Duro come pochi.” (Francesco Alò\, ‘Il Messaggero’\, 30 marzo 2017) \nIl film ha vinto 4 Premi Goya\, 7 candidature Premi Goya e ha vinto il Premio Orizzonti per la miglior interpretazione femminile a Ruth Díaz alla 73. Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia \n  \nMercoledì 15 novembre ore 21.00\n FINLANDIA\n L’ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA\n Giornata mondiale della gentilezza 11.11\n–\nDurata: 98’ \nRegia: Aki Kaurismäki \n Attori: Sherwan Haji\, Sakari Kuosmanen\, Ilkka Koivula\, Janne Hyytiäinen \nKhaled è un rifugiato siriano che\, giunto a Helsinki dopo un viaggio clandestino a bordo di una nave da carico\, chiede asilo senza grandi speranze di successo. Wikström è un rappresentante di camicie che decide di tentare la fortuna al tavolo da gioco e\, avendo vinto\, molla il suo lavoro per apre il ristorante La Pinta Dorata in un angolo remoto della città. I destini di questi due uomini si incrociano dopo che le autorità rifiutano la richiesta di asilo di Khaled. Wikström e Khaled\, insieme alla cameriera del locale\, allo chef\, al direttore di sala e a un cane vivranno una serena utopia e insieme\, forse\, riusciranno a trovare ciò che cercano. \n“L’ultimo erede di Charlie Chaplin\, e probabilmente l’unico\, è nato in Finlandia\, si chiama Aki Kaurismäki e fa un film ogni 2-3 anni\, ma ogni volta cattura un pezzetto del nostro presente in forma di fiaba comica\, proprio come l’immenso Charlot\, anche quando maneggia temi tragici. (…) (Fabio Ferzetti\, ‘Il Messaggero’\, 15 febbraio 2017) \nIl film è stato premiato al Festival di Berlino con l’Orso d’Argento per la miglior regia. \n–\nMercoledì 22 novembre ore 21.00\n ISRAELE\n LIBERE\, DISOBBEDIENTI\, INNAMORATE\n Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne 25.11\n– \nRegia: Maysaloun Hamoud \nAttrici: Mouna Hawa\, Sana Jammelieh\, Shaden Kanboura \nCosa fanno tre ragazze arabe a Tel Aviv? Fanno quello che farebbero tutte le ragazze del mondo: cercano di costruire il perimetro dentro cui affermare la propria identità. Amano\, ridono\, piangono\, inseguono desideri\, s’inciampano\, si rialzano. Tre giovani ostinate e coraggiose per una riflessione a cuore aperto sull’indipendenza femminile. \n“Il film racconta una Resistenza parallela\, la Resistenza delle donne (…) Colpisce di queste donne ‘libere’ la sincerità e il loro sguardo per nulla scontato.” (Luca Pellegrini\, ‘Avvenire’\, 28 aprile\, 2017) Il film è stato premiato a Toronto\, è stato premiato a San Sebastian ed è stato premiato a Haifa Film Festival. \n–\nMercoledì 29 novembre ore 21.00\n ITALIA\n LA TENEREZZA\n–\nDurata: 103’ \nRegia: Gianni Amelio \nAttori: Elio Germano\, Giovanna Mezzogiorno\, Micaela Ramazzotti\, Greta Scacchi\, Renato Carpentieri \nSentimenti che si incrociano tra il sorriso e la violenza. Un padre e i suoi figli non amati\, un fratello e una sorella in conflitto\, una giovane coppia che sembra serena. E i bambini che vedono e non possono ribellarsi. La storia di due famiglie in una Napoli inedita\, lontana dalle periferie\, una città borghese dove il benessere può mutarsi in tragedia\, anche se la speranza è a portata di mano. \n“Amelio torna a riflettere sul rapporto tra padri e figli e sul difficile dialogo tra generazioni in uno dei suoi film più dolorosi e intimi\, schiudendo le porte di un mondo misterioso\, poetico\, che il regista tratteggia con lo stile più riuscito.” (Alessandra De Luca\, ‘Avvenire’\, 28 aprile 2017) Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto 4 Nastri d’Argento \n–\nMercoledì 6 dicembre ore 21.00\n PARIGI PUO’ ATTENDERE\nDurata: 135’ \nRegia: Eleanor Coppola Attori: Diane Lane\, Alec Baldwin\, Arnaud Viard\, Cédric Monnet \nQuella che sarebbe dovuta essere una gita di sette ore si trasforma in una spensierata avventura\, lunga due giorni e piena di deviazioni che porteranno Anne in luoghi pittoreschi e ad assaggiare buon cibo e vino. Tra umorismo\, perle di saggezza e romanticismo\, i sensi di Anne si risveglieranno dandole una nuova voglia di vivere. \n“Deliziosa commedia diretta dall’ottantenne Eleanor Coppola\, moglie di Francis e mamma di Sofia. (…) Diane Lane è stata musa e icona del cinema anni Ottanta\, in particolare proprio sotto la direzione di F.F. Coppola in ‘I ragazzi della 56ma strada’\, ‘Rusty il selvaggio’ e ‘Cotton Club’.” (Paolo D’Agostini\, ‘La Repubblica’\, 15 giugno 2017) \n 
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SUMMARY:LA TARTARUGA ROSSA
DESCRIPTION:Mercoledi’ 4 ottobre alle 21.00\nGiornata mondiale degli animali\n– \nDurata: 80′ \nRegia: Michael Dudok De Wit \nGenere: ANIMAZIONE \nBELGIO \n– \nTRAMA \n– \nUn uomo naufragato su un’isola deserta popolata da tartarughe\, granchi e uccelli\, cerca disperatamente di fuggire\, finché un giorno incontra una strana tartaruga che cambierà la sua vita. Attraverso la sua storia vengono ripercorse le grandi tappe della vita di un essere umano. \n– \n– PREMIO SPECIALE AL 69. FESTIVAL DI CANNES (2016) NELLA SEZIONE ‘UN CERTAIN REGARD’. \n– PRESENTATO ALLA XI EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2016) NELLA SEZIONE ‘TUTTI NE PARLANO’. \n– CANDIDATO ALL’OSCAR 2017 COME MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE. \n– \n  \n\nCRITICA\n“Animazione esistenziale ed esistenzialista\, panica e fusionale\, è capace con pulizia di tratto e immediatezza stilistica di interrogarci nel profondo\, sondando il perché del nostro essere qui e ora su questa terra. (…) fatevi questo regalo.” (Federico Pontiggia\, ‘Il Fatto Quotidiano’\, 23 marzo 2017)\n–\n“Questo cartone\, coprodotto da Ghibli\, è emozione pura\, una meraviglia per gli occhi. Pur privo di dialoghi\, il film fa sognare grazie anche alla purezza di immagini che paiono quadri. Il cinema sa essere ancora poetico.” (Maurizio Acerbi\, ‘Il Giornale’\, 23 marzo 2017)
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SUMMARY:ROSSO ISTANBUL
DESCRIPTION:mercoledì 11 ottobre alle 21.00\n– \nDurata: 115′ \nRegia: Ferzan Özpetek \nAttori: Halit Ergenç\, Tuba Büyüküstün\, Nejat Isler\, Mehmet Günsür \nGenere: DRAMMATICO \nTURCHIA \n– \nTRAMA \nLo scrittore Orhan Sahin\, che vive all’estero da anni\, torna a Istanbul su invito del famoso regista Deniz Soysal per lavorare al suo libro. Deniz vive con la sua famiglia\, ormai al crepuscolo della ricchezza\, in uno Yali sul Bosforo. Fin dal primo giorno\, Orhan si trova avvolto in una fitta tela di relazioni complesse e misteriose tra gli amici e i familiari di Deniz e mentre riscopre Istanbul con occhi nuovi\, cominciano anche a riaccendersi sentimenti da tempo sopiti. \n– \n\n– \n– PROGETTO SVILUPPATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBACT. \n– CANDIDATO AI NASTRI D’ARGENTO 2017 PER: MIGLIORE REGIA\, FOTOGRAFIA E COLONNA SONORA. \n– \nCRITICA \n“Siamo in un luogo letterario\, alla Pamuk e ogni riferimento al Museo dell’Innocenza non sembra casuale. (…) Personaggi in cerca di autore e di un «museo» dove lasciare in pace i ricordi secondo un’innegabile buona fede interiore che porta il regista a rinnovare i suoi stereotipi (la tavolata in famiglia) e ad eccedere in massime di romanticismo spicciolo che\, scritte con la Santella e Romoli\, fanno di sicuro miglior effetto. Gli attori\, mitici in patria\, sono bravissimi e cercano di reggere il gioco delle ombre\, specie Halit Ergenç e Cigdem Onat\, la cui dolce\, dolente immagine si sovrappone a quella della mamma di Ferzan e a ogni mamma del mondo.” (Maurizio Porro\, ‘Corriere della Sera’\, 2 marzo 2017) \n 
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SUMMARY:LOVING
DESCRIPTION:Mercoledì 18 ottobre alle 21.00\n–\nDurata: 123′ \nRegia: Jeff Nichols \nAttori: Joel Edgerton\, Ruth Negga \nGenere DRAMMATICO \nGRAN BRETAGNA \n– \nTRAMA \nIspirato a una storia vera\, è un omaggio al coraggio e all’impegno di una coppia mista\, Richard e Mildred Loving\, che si sono innamorati e sposati nel 1958. I due giovani sono cresciuti a Central Point\, una cittadina della Virginia\, dove la comunità è più progressista nei confronti dell’integrazione tra le diverse etnie rispetto ad altre zone del sud degli Stati Uniti. Eppure\, Richard e Mildred per la loro unione vengono condannati al carcere e all’esilio e quindi costretti a trasferirsi con i figli in un modesto quartiere di Washington\, D.C. Nonostante l’appoggio dei loro familiari\, i due trovano difficoltà ad essere accettati dall’ambiente circostante e Mildred sente anche il bisogno di tornare in Virginia. Il caso “Loving contro Virginia” arriva così alla Corte Suprema nel 1967\, sancendo una vittoria nella battaglia per i diritti civili e riaffermando il diritto fondamentale di sposarsi senza barriere razziali. Richard e Mildred infine sono tornati a casa e la loro storia d’amore è diventata un modello per molte altre coppie dell’epoca \n– \n– IN CONCORSO AL 69. FESTIVAL DI CANNES (2016). \n– CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2017 PER: MIGLIOR ATTORE (JOEL EDGERTON) E ATTRICE (RUTH NEGGA) PROTAGONISTI. \n– RUTH NEGGA È STATA CANDIDATA ALL’OSCAR 2017 COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA. \n– \n\n 
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SUMMARY:VI PRESENTO TONI ERDMANN
DESCRIPTION:Mercoledì 25 ottobre alle 21\n– \nDurata: 162′ \nRegia: Maren Ade \nAttori:Peter Simonischek\, Sandra Hüller \nGenere: COMMEDIA \nGERMANIA \n– \nTRAMA \nIl 65enne Winfried\, insegnante di musica ex sessantottino con la propensione per gli scherzi\, decide di fare una visita a sorpresa alla figlia Ines\, donna in carriera che vive a Bucarest dove lavora come consulente aziendale. I due non potrebbero essere più diversi e quando l’incontro prende una piega sbagliata Winfried decide di sorprendere la figlia trasformandosi nell’alter ego Toni Erdmann: un uomo coi denti storti e un abbigliamento bizzarro\, che si presenta come allenatore nel campo professionale di Ines. Scioccata\, quest’ultima decide lo stesso di accettare l’offerta del padre e\, grazie agli scherzi di Winfried – senza freni nei panni di Toni -\, padre e figlia scopriranno che tanto più si trattano duramente quanto più avvertono di non essere poi così distanti l’uno dall’altra. \n– \n– PREMIO FIPRESCI AL 69. FESTIVAL DI CANNES (2016). \n– CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2017 COME MIGLIOR FILM STRANIERO. \n– CANDIDATO ALL’OSCAR 2017 COME MIGLIOR FILM STRANIERO. \n– \n\n– \nCRITICA \n“La regista Maren Ade ha siglato questa graffiante commedia tedesca. Dove la relazione tra un padre e sua figlia esprime un ventaglio tanto paradossale di tinte da superare con un balzo l’apparente prevedibilità del contenzioso. (…) Sembrerebbe una minestra riscaldata ma invece i guizzi e i colpi di scena sono così tanti da imprimere al copione uno stile e un tono originalissimi.” (Paolo D’Agostini\, ‘La Repubblica’\, 2 marzo 2017) \n  \n“(…) andate a vederlo\, merita assai. Innanzitutto\, non assomiglia a nient’altro\, non ha fratelli né parenti prossimi\, e – la definizione è di un’amica – sembra di ascoltare una voce stonata su una melodia incantevole. (…) Toni è il padre buffone che dice che la figlia reginetta è nuda – la vedremo tale\, non a caso\, nella sequenza più disturbante e divertente dell’anno – e chi ha orecchi e occhi per intendere aguzzi e si specchi. Eppure\, l’intento non è moralizzante\, fustigante\, serioso\, al contrario\, gli scherzi\, le burle e il nonsense di Toni si accompagnano sul piano metalinguistico alla presa in giro\, al farsi beffe del cinema d’autore troppo compreso di sé. ‘Toni Erdmann’ racconta in commedia una storia drammatica\, che senza questi frizzi istrionici e lazzi amari si sarebbe risolta in reprimenda sulla condizione femminile nel mondo del lavoro (…). Viceversa\, ‘Toni Erdmann’ è un ufo feroce e tenero insieme\, sballato ed estenuante\, empatico e imbarazzante: attori superbi (la cover di ‘The Greatest Love of’ All di Whitney Houston della Huller è da brividi)\, coraggio stilistico\, radicalità poetica (…).” (Federico Pontiggia\, ‘Il Fatto Quotidiano’\, 2 marzo 2017)
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SUMMARY:LA VENDETTA DI UN UOMO TRANQUILLO
DESCRIPTION:Mercoledì 8 novembre alle 21.00\n– \nDurata: 92′ \nRegia: Raúl Arévalo \nAttori: Antonio de la Torre\, Luis Callejo\, Ruth Díaz \nGenere: THRILLER \nSPAGNA \n– \nTRAMA \nMadrid\, agosto 2007. Curro è l’unico di una banda di quattro criminali a essere arrestato per una rapina in una gioielleria. Otto anni più tardi\, la sua fidanzata Ana e il figlio lo attendono all’uscita dal carcere.\nJosé è un uomo solitario e riservato che sembra non adattarsi in nessun luogo. Una mattina si reca nel bar dove Ana lavora con il fratello e ben presto la sua vita inizia a intrecciarsi con quella delle altre persone che frequentano il posto\, facendolo sentire come uno di loro. Soprattutto Ana\, che vede il nuovo arrivato come una valvola di sfogo per la sua vita dolorosa. Scontata la pena\, Curro viene rilasciato e nutre la speranza di iniziare una nuova vita con Ana. Tornando a casa\, però\, trova una donna confusa e insicura e si troverà a dover affrontare un uomo che\, distruggendo le sue aspettative\, cambierà tutti i suoi piani. \n– \n\n– \n– PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE ATTRICE A RUTH DÍAZ ALLA 73. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2016). \n– \nCRITICA \n“Abbiamo un nuovo grande regista spagnolo: Raúl Arévalo\, in grado di vincere contemporaneamente il Goya (Oscar spagnolo) per Miglior Film e Regista Esordiente con questo gioiellino girato in 16mm (oggi quasi nessuno usa più la pellicola). Ha l’aria di un poliziottesco italiano dei ’70 per quanto è ruvido e spigoloso. Gran film. Duro come pochi.” (Francesco Alò\, ‘Il Messaggero’\, 30 marzo 2017) \n“Un esordio sorprendente\, quello di Raúl Arévalo. (…) Nel film la rabbia\, prima di sfociare in azioni sanguinose\, è racchiusa negli occhi. Soprattutto in quelli di José\, interpretato da un grande attore spagnolo\, Antonio de la Torre.” (Luca Pellegrini\, ‘Avvenire’\, 31 marzo 2017) \n“Colpisce (…) che a confezionare un thriller così convincente\, ben costruito\, diretto\, teso e brutale\, sia un regista al suo esordio\, come Raúl Arévalo (attore noto in Spagna)\, che dirige con la mano di uno che sembra non aver fatto altro nella vita. Già l’incipit è qualcosa che ti cattura\, per la sua capacità narrativa che non fa sconti all’estetica.” (Maurizio Acerbi\, ‘Il Giornale’\, 31 marzo 2017)
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SUMMARY:L'ALTRO VOLTO DELLA SPERANZA
DESCRIPTION:Mercoledì 15 novembre alle 21.00\n– \nDurata: 98′ \nRegia: Aki Kaurismäki \nAttori: Sherwan Haji\, Sakari Kuosmanen\, Ilkka Koivula\, Janne Hyytiäinen \nGenere: COMMEDIA \nFINLANDIA \n– \nTRAMA \nKhaled è un rifugiato siriano che\, giunto a Helsinki dopo un viaggio clandestino a bordo di una nave da carico\, chiede asilo senza grandi speranze di successo. Wikström è un rappresentante di camicie che decide di tentare la fortuna al tavolo da gioco e\, avendo vinto\, molla il suo lavoro per apre il ristorante La Pinta Dorata in un angolo remoto della città. I destini di questi due uomini si incrociano dopo che le autorità rifiutano la richiesta di asilo di Khaled. Quest’ultimo\, infatti\, decide di rimanere nel paese illegalmente\, vivendo per strada\, ed è in un cortile buio dietro al suo ristorante che Wikström lo incontra. Dopo avergli offerto un letto e un lavoro\, Wikström e Khaled\, insieme alla cameriera del locale\, allo chef\, al direttore di sala e a un cane vivranno una serena utopia e insieme\, forse\, riusciranno a trovare ciò che cercano. \n— \n\n– \nORSO D’ARGENTO PER LA MIGLIOR REGIA AL 67. FESTIVAL DI BERLINO (2017). \nCRITICA \n“(…) a proposito di risate già questo film ne offre una bella dose\, pur non essendo una commedia. Piuttosto è una specie di tragedia continuamente trattenuta\, dove i drammi sembrano sempre sul punto di esplodere ma finiscono sul più bello per aprirsi alla speranza. Proprio come nelle favole\, di cui Kaurismäki è diventato il vero creatore cinematografico. (…) Ridotta (…) all’osso la trama sembra solo un canovaccio\, ma è lì che il regista (che come sempre firma da solo anche la sceneggiatura) innesta le sue gag\, le sue riflessioni e le sue speranze. Ai suoi fan regala un’apparizione di Kati Outinen\, protagonista di tanti suoi capolavori. In partenza per Città del Messico (…)\, a tutti gli altri offre l’occasione di riflettere sulle condizioni degli immigrati\, sulle violenze dei razzisti (ce ne sono anche nel film)\, sulla generosità dei poveri e degli emarginati con un cinema politico che rifugge da tutti i luoghi comuni del genere. Non c’è mai una predica nei film di Kaurismäki\, una tirata moralista o il rischio del manicheismo. C’è solo uno sguardo sorprendentemente illuminante\, capace di aiutare lo spettatore a vedere come le cose possono essere modificate con un sorriso\, una risata un po’ malinconica o l’improvvisa irruzione di un colpo d’ala surreale. C’è la poesia di un autore che continua a possedere il segreto di una grazia contagiosa\, quella di un cinema capace di raccontare la realtà senza abdicare ai sogni.” (Paolo Mereghetti\, ‘Corriere della Sera’\, 15 febbraio 2017) \n“L’ultimo erede di Charlie Chaplin\, e probabilmente l’unico\, è nato in Finlandia\, si chiama Aki Kaurismäki e fa un film ogni 2-3 anni\, ma ogni volta cattura un pezzetto del nostro presente in forma di fiaba comica\, proprio come l’immenso Charlot\, anche quando maneggia temi tragici. Al centro dell’applauditissimo ‘The Other Side of Hope’\, altro titolo da premio\, ci sono infatti due personaggi che si incrociano solo a metà film. (…) Kaurismäki è un campione assoluto di economia narrativa: luci\, gesti\, inquadrature\, espressioni\, tutto è sempre misuratissimo e insieme irresistibile (…). Sappiamo subito che questi due tipi strambi\, il marito in fuga e il migrante arrivato col carbone\, faranno un pezzo di strada insieme\, anche se perché si incontrino dando vita a una di quelle piccole e utopiche comunità di marginali che sono la specialità di Aki (…) Khaled\, sempre grazie alla strepitosa economia espressiva di Kaurismäki\, tra una peripezia e l’altra ci ricorda con quanta dignità un uomo può evocare il destino tragico di migliaia e migliaia di altri profughi senza mai sfiorare il patetico o il ricattatorio. È qui che il grande regista finlandese è davvero a suo modo chapliniano. Il lungo dialogo in cui Khaled racconta cosa è successo alla sua famiglia ad Aleppo senza muovere un muscolo di troppo\, non è solo una lezione di cine-morale. È un modo per rimettere ordine nel caos quotidiano che ci anestetizza. Restituendo un volto\, uno sguardo\, un senso a parole ormai logorate e astratte come Migranti\, Guerra\, Libertà. Proprio come faceva Chaplin\, anche se Kaurismäki non racconta l’esplosiva nascita della modernità ma la sua lenta\, tragica fine. Che ci restituisce con timing implacabile e insieme infallibile\, ma senza mai perdere una segreta speranza.” (Fabio Ferzetti\, ‘Il Messaggero’\, 15 febbraio 2017) \n“‘L’altro volto della speranza’ ci dice alcune cose molto serie\, e la più seria di tutte è questa: sul dramma degli immigrati bisogna anche saper ridere! Ovviamente questa riflessione riguarda la sfera artistica\, riguarda Kaurismäki come regista e noi tutti come spettatori. Il film è un miracolo (il precedente lavoro del finlandese si intitolava ‘Miracolo a Le Havre’): affronta in modo molto diretto un tema complesso e doloroso\, racconta l’odissea burocratica del giovane siriano con la precisione di un documentario\, sembra insomma un film di Ken Loach… e invece è un film di Kaurismäki quindi fa anche\, spesso e volentieri\, morir dal ridere. (…) Alcuni film aiutano a capire il mondo\, L’altro volto della speranza è uno di questi film.” (Alberto Crespi\, ‘L’Unità’\, 7 aprile 2017) \n“Orso d’argento meritato per Kaurismäki che tratta argomenti attuali\, come la reciproca solidarietà\, con tono lieve\, senza lezioncine morali. Da antologia la riconversione a sushi bar del fallimentare locale.” (Maurizio Acerbi\, ‘Il Giornale\, 13 aprile 2017)
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SUMMARY:LIBERE\, DISOBBEDIENTI\, INNAMORATE
DESCRIPTION:Mercoledì 22 novembre alle 21.00\nGiornata mondiale per eliminazione della violenza sulle donne 25.11 \n  \nRinfresco a cura della Commissione Pari Opportunità del Comune di Pavullo. \n– \nDurata: 96′ \nRegia:  Maysaloun Hamoud \nAttrici: Mouna Hawa\, Sana Jammelieh\, Shaden Kanboura \nGenere: DRAMMATICO \nISRAELE \n– \nTRAMA \nCosa fanno tre ragazze arabe a Tel Aviv? Fanno quello che farebbero tutte le ragazze del mondo: cercano di costruire il perimetro dentro cui affermare la propria identità. Amano\, ridono\, piangono\, inseguono desideri\, s’inciampano\, si rialzano. Amano e ridono ancora\, magari bevendo\, fumando canne e ballando\, in attesa dell’alba. Tre amiche divise dalle pulsioni e rese gemelle dalla necessità di essere forti. Più forti di chi le tradisce\, più forti di chi le giudica\, più forti di chi le umilia \n– \n\n– \nCRITICA \n“Se il luogo fosse in Italia o in Francia\, la regista e gli interpreti italiani o francesi\, il film sarebbe una piacevole commedia come tante. Ma ‘In Between’ (…) si svolge a Tel Aviv\, nella comunità arabo israeliana\, quasi ventimila persone su più di un milione di abitanti: ambiente borghese di origine palestinese e di religione musulmana (ma anche arabo cristiana e drusa)\, tra laicità e tradizione. Forse per molti di noi Islam vuole dire donne chiuse nella hiyab o sepolte nel burka\, migranti da respingere\, vittime di Boko Haram\, muri per isolare la Palestina\, e soprattutto terrorismo ovunque. Per questo\, oltre che per la grazia della sue interpreti e la bellezza dei suoi giovani maschi (breve barba nera molto di moda anche da noi\, occhi azzurri)\, questo film è molto interessante\, rivelandoci un mondo sconosciuto\, almeno a me ma credo anche a molti\, che non è tanto diverso da quello di ‘Sex and the City’\, ambientato a New York (…).” (Natalia Aspesi\, ‘La Repubblica’\, 27 marzo 2017) \n“Di «Libere\, disobbedienti\, innamorate» (…) è stato detto che è il «Sex and the City arabo»\, ma la definizione è riduttiva e semplicistica\, perché il film è molto di più. Non solo per il coraggio con cui è stato realizzato e per l’importanza del ritratto che offre. Ma anche per la capacità di mettere in scena tipi femminili diversi dai soliti modelli\, caratteri potenti e facce indimenticabili. Come quella di Leila\, incorniciata da una magnifica chioma Ieonina che\, già da sola\, è una dichiarazione di forza e di guerra. Il percorso è lungo\, ma\, diventando amiche\, le tre protagoniste sono già a buon punto.” (Fulvia Caprara\, ‘La Stampa’\, 6 aprile 2017) \n 
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SUMMARY:LA TENEREZZA
DESCRIPTION:Mercoledì 29 novembre alle 21.00\n– \nDurata: 103′ \nRegia: Gianni Amelio \nAttori: Elio Germano\, Giovanna Mezzogiorno\, Micaela Ramazzotti\, Greta Scacchi\, Renato Carpentieri \nGenere: DRAMMATICO \nITALIA \n– \nTRAMA \nSentimenti che si incrociano tra il sorriso e la violenza. Un padre e i suoi figli non amati\, un fratello e una sorella in conflitto\, una giovane coppia che sembra serena. E i bambini che vedono e non possono ribellarsi. La storia di due famiglie in una Napoli inedita\, lontana dalle periferie\, una città borghese dove il benessere può mutarsi in tragedia\, anche se la speranza è a portata di mano. \n– \n\n– \n-GLOBO D’ORO 2017 A RENATO CARPENTIERI COME MIGLIOR ATTORE. LE ALTRE CANDIATURE ERANO: MIGLIOR FILM\, SCENEGGIATURA E ATTRICE (MICAELA RAMAZZOTTI). \n– NASTRO D’ARGENTO 2017 PER: MIGLIOR FILM\, REGIA\, ATTORE PROTAGONISTA (RENATO CARPENTIERI) E FOTOGRAFIA (LUCA BIGAZZI HA VINTO ANCHE PER “SICILIAN GHOST STORY” DI FABIO GRASSADONIA E ANTONIO PIAZZA). LE ALTRE CANDIDATURE ERANO: MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (GIOVANNA MEZZOGIORNO E MICAELA RAMAZZOTTI)\, SCENOGRAFIA E SONORO IN PRESA DIRETTA. \n  \nCRITICA \n“Amelio torna a riflettere sul rapporto tra padri e figli e sul difficile dialogo tra generazioni in uno dei suoi film più dolorosi e intimi\, schiudendo le porte di un mondo misterioso\, poetico\, che il regista tratteggia con lo stile più riuscito.” (Alessandra De Luca\, ‘Avvenire’\, 28 aprile 2017) \n“Il fascino e la forza del film sono soprattutto (…) nell’accettazione silenziosa di un’aridità che Lorenzo ha finito come per trovarsi addosso\, forse senza sapere perché (sono così tante le complicazioni della vita…) e che però accetta ineluttabilmente\, come una condanna del destino. A volte certi dialoghi rischiano di dire o sottolineare troppo (l’incontro con Greta Scacchi\, il dialogo intorno a un gelato col nipotino\, l’ultima scena con la Ramazzotti)\, ma alla fine Amelio sa trovare il giusto equilibrio tra il bisogno di confrontarsi con l’intimità delle persone e la voglia di essere sincero fino all'(auto) flagellazione.” (Paolo Mereghetti\, ‘Corriere della Sera’\, 21 aprile 2017) \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:PARIGI PUO' ATTENDERE
DESCRIPTION:Mercoledì 6 dicembre alle 21.00\n– \nDurata: 92′ \nRegia: Eleanor Coppola \nAttori: Diane Lane\, Arnaud Viard\, Alec Baldwin\, Cédric Monnet \nGenere: COMMEDIA \nFRANCIA \n– \nTRAMA \nAnne è a un bivio nella sua vita. Da tempo sposata con un produttore cinematografico di successo\, ma disattento\, la donna si trova inaspettatamente a fare un viaggio in auto da Cannes a Parigi in compagnia di un socio in affari di suo marito. Quella che sarebbe dovuta essere una gita di sette ore si trasforma in una spensierata avventura\, lunga due giorni e piena di deviazioni che porteranno Anne in luoghi pittoreschi e ad assaggiare buon cibo e vino. Tra umorismo\, perle di saggezza e romanticismo\, i sensi di Anne si risveglieranno dandole una nuova voglia di vivere. \n– \n\n– \nCRITICA \n“Gli ingredienti sono semplici\, ma stavolta quello che conta sta fuori dello schermo. Nei nomi\, nei cognomi\, nei riferimenti\, per nulla casuali\, alla realtà di una coppia famosa. Quella formata dal regista Francis Ford Coppola e dalla moglie Eleanor che\, per raccontare una vicenda basata su riferimenti autobiografici\, ha deciso di esordire dietro la macchina da presa. (…) A Lane (…) tocca la parte del leone. Interprete di ben quattro film di Coppola (…) mette a disposizione dell’autrice il suo fascino elegante da signora arguta. (…) Il finale\, con Lane che sorride pensosa guardando in macchina\, contiene tutto il senso di un film-confessione che piacerà alle donne.” (Fulvia Caprara\, ‘La Stampa’\, 15 giugno 2017) \n“Deliziosa commedia diretta dall’ottantenne Eleanor Coppola\, moglie di Francis e mamma di Sofia. (…) Diane Lane è stata musa e icona del cinema anni Ottanta\, in particolare proprio sotto la direzione di F.F. Coppola in ‘I ragazzi della 56ma strada’\, ‘Rusty il selvaggio’ e ‘Cotton Club’.” (Paolo D’Agostini\, ‘La Repubblica’\, 15 giugno 2017
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SUMMARY:LA SIGNORA DELLO ZOO DI VARSAVIA - MERCOLEDI' 24 GENNAIO ORE 21.00
DESCRIPTION: MERCOLEDI’ 24 GENNAIO ore 21.00\n(27  Gennaio Giornata della Memoria) \n  \nNELL’AMBITO DELLA RASSEGNA DI CINEMA D’ESSAI \nVISUALIZZA PROGRAMMA COMPLETO \n  \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 \n(valido per tutte le rassegne fino al 4 aprile 2018) \n  \nGenere: BIOGRAFICO\, DRAMMATICO\, STORICO \nDurata: 127′ \nRegia: Niki Caro \nAttori: Jessica Chastain\, Johan Heldenbergh\, Daniel Brühl \n  \nTRAMA \nPolonia 1939. La brutale invasione nazista porta morte e devastazione in tutto il paese e la città di Varsavia viene ripetutamente bombardata. Antonina e suo marito il dottor Jan Zabinski\, custode dello zoo della città\, sono una coppia molto unita sia nella vita privata che in quella professionale. Dopo la distruzione dello zoo i due si ritrovano da soli a salvare i pochi animali sopravvissuti. Sgomenti per ciò che sta accadendo al loro amato paese\, la coppia deve anche sottostare alle nuove politiche di allevamento del nuovo capo zoologo nominato dal Reich: Lutz Heck. Ma quando la violenza nazista arriva all’apice e inizia la persecuzione degli ebrei\, i due coniugi decidono che non possono restare a guardare e cominciano in segreto a collaborare con la Resistenza\, intuendo che le gabbie e le gallerie sotterranee dello zoo\, possono ora servire a proteggere in segreto delle vite umane. Quando la coppia mette in atto il piano per salvare più abitanti possibili del ghetto di Varsavia\, Antonina non esita a mettere a rischio anche se stessa e i suoi figli. \n  \n\n  \nCRITICA \n“Una storia che valorizza il tanto di nobile ed eroico che riguarda la Polonia del tempo\, lasciando fuori la radicata ostilità della comunità polacco-cristiana contro una minoranza ebraica\, per lo più non assimilata né integrata\, che costituiva il dieci per cento della popolazione. E non esiste più.” (Paolo D’Agostini\, ‘La Repubblica’\, 16 novembre 2017) \n“Storia vera. Un altro sguardo\, e non bastano mai\, sulla pratica nazista di deportazione e annientamento. Dal punto di vista degli animali? In un certo senso sì. La devastazione dello zoo\, il disorientamento di belve e bestiole\, l’ordine voltato nel caos\, è efficace metafora sensoriale della guerra. Riesce meglio del mélo d’amore e resistenza\, con gli ‘uomini e no’ e il salvataggio di una ‘Schlinder’s List’. Alla Chastain\, ormai una delle migliori interpreti di oggi\, il merito di catalizzare l’attenzione dove cede.” (‘Nazione-Carlino-Giorno’\, 16 novembre 2017) \n 
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SUMMARY:RASSEGNA CINEMA D’ESSAI -  DAL 24 GENNAIO AL 4 APRILE
DESCRIPTION:RASSEGNA CINEMA D’ESSAI\nDAL 24 GENNAIO AL 4 APRILE\n  \nInformazioni biglietti e abbonamenti:\nMercoledi’ ore 21.00 \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 \n(valido per tutte le rassegne fino al 4 aprile 2018) \n  \nMercoledì 24 gennaio ore 21.00\nLA SIGNORA DELLO ZOO DI VARSAVIA\n(27 gennaio Giornata della Memoria) \n \nGenere: biografico\, storico \nRegia: Niki Caro \nAttori: Jessica Chastain\, Johan Heldenbergh\, Daniel Brühl\, Tomothy Radford \n  \nNiki Caro\, specializzata in storie di forza e riscatto al femminile\, porta sullo schermo il libro di Diane Ackerman che racconta una pagina poco nota della storia della resistenza polacca e non solo. \nStoria vera. Un altro sguardo\, e non bastano mai\, sulla pratica nazista di deportazione e annientamento. Dal punto di vista degli animali? In un certo senso sì. La devastazione dello zoo\, il disorientamento di belve e bestiole\, l’ordine voltato nel caos\, è efficace metafora sensoriale della guerra. (…) la Chastain\, ormai una delle migliori interpreti di oggi…” (‘Nazione-Carlino-Giorno’\, 16 novembre 2017) \n  \nMercoledì 7 febbraio ore 21.00\nVICTORIA E ABDUL\n \nGenere: biografico \nRegia: Stephen Frears \nAttori: Judi Dench\, Ali Fazal \n  \nLa straordinaria storia vera di un’inaspettata amicizia nata durante gli ultimi anni dell’incredibile regno della Regina Vittoria. \nCon «Victoria e Abdul» (…) Stephen Frears firma un altro dei suoi film d’epoca che parlano di oggi e ritrae una Regina che solo Dench poteva rendere così autentica e impeccabile (…) Ancora una volta\, e senza sforzo\, Judi Dench dimostra l’immensità del suo talento.” (Fulvia Caprara\, ‘La Stampa’\, 26 ottobre 2017) \n  \nMercoledì 14 febbraio ore 21.00\nAMMORE E MALAVITA\n \n(San Valentino al cinema)      \nGenere: commedia\, musicale\, thriller \nRegia: Antonio Manetti\, Marco Manetti \nAttori: Giampaolo Morelli\, Serena Rossi\, Claudia Gerini\, Carlo Buccirosso\, Raiz \n  \nUn vero e proprio musical “sorrisi e malavita” ma soprattutto una nuova dichiarazione d’amore per Napoli da parte dei Manetti Bros. \nAmmore e malavita è sceneggiata napoletana ai tempi di Gomorra declinata in musical\, capace di scherzare sulla malfamata Scampia e al tempo stesso di soffermarsi sulle tante bellezze di Napoli\, città carica di umanità e fermento culturale. (Valerio Sammarco\, ‘Il Cinematografo’\,  6 settembre 2017) \n  \nMercoledì 21 febbraio ore 21.00\nTHE SQUARE\n(Vincitore della Palma d’Oro) \n \nGenere: commedia drammatica \nRegia: Ruben Östlund \nAttori: Claes Bang\, Elisabeth Moss\, Dominic West\, Terry Notary\, Christopher Læssø \n  \nDall’idea di un artista viene realizzato un evento in una piazza dove la regola è non avere regole. Ma qualcosa sfugge di mano… \nCome l’oggetto dell’arte contemporanea\, The Square è anche un film aperto all’interpretazione che il pubblico vorrà dare di lui\, e questa\, forse\, è la sua caratteristica più preziosa. (Mymovies\, 21 maggio 2017) \n  \nMercoledì 28 febbraio ore 21.00\nMR. OVE\n \nGenere: commedia drammatica \nRegia: Hannes Holm \nAttori: Rolf Lassgård\, Bahar Pars\, Ida Engvoll\, Filip Berg\, Chatarina Larsson \n  \nOve è un burbero 59enne\, vedovo e in pensione\, che diversi anni fa è stato deposto dalla carica di Presidente dell’Associazione dei condomini\, ma nonostante questo ha continuato a controllare l’area del vicinato con dedizione e ostinazione. Quando nella casa vicino alla sua si trasferisce la famiglia di Parvaneh\, una ragazza di origine iraniana sposata con uno svedese e madre di due bambine\, l’approccio negativo alla vita di Ove viene messo alla prova dando vita a una inaspettata amicizia… \n  \nMercoledì 7 marzo ore 21.00\nNICO\, 1988\n \nGenere: drammatico \nRegia: Susanna Nicchiarelli \nAttori: Trine Dyrholm\, John Gordon Sinclair\, Anamaria Marinca\, Sandor Funtek II \n  \nGli ultimi anni di vita di Christa Päffgen\, in arte Nico. Musa di Warhol\, cantante dei Velvet Underground e donna la cui bellezza era indiscussa\, Nico vive una seconda vita quando inizia la sua carriera da solista. \nIl cuore di ‘Nico\, 1988’ è nella performance straordinaria della protagonista Trine Dyrholm\, scarmigliata\, tormentata\, dispotica\, ma anche carica di un’energia creativa (…). Impresa pienamente riuscita. ‘Nico\, 1988’ non ha niente a che fare con il classico biopic. Eppure\, fotografando solo uno spezzone dell’esistenza della protagonista\, regista e protagonista riescono a offrirne il ritratto più fedele. (Fulvia Caprara\, ‘La Stampa’\, 31 agosto 2017) \n  \nMercoledì 14 marzo ore 21.00\nBORG McENROE\n \nGenere: sportivo\, drammatico \nRegia: Janus Metz Pedersen \nAttori: Sverrir Gudnason\, Shia LaBeouf\, Stellan Skarsgård\, Tuva Novotny \n  \nLa straordinaria finale di Wimbledon 1980 per raccontare la leggendaria rivalità tra due icone del tennis mondiale. \nPiù che l’uno contro l’altro\, i campioni si battono con i loro fantasmi interiori che lo spettatore apprende a dosi omeopatiche mediante flashback. Di rado si è visto un match diretto con una così eccellente logistica della percezione: tanto da emozionarti anche se sai benissimo come andrà a finire. (Roberto Nepoti\, ‘La Repubblica’\, 9 novembre 2017) \n  \nMercoledì 21 marzo ore 21.00\nLA RUOTA DELLE MERAVIGLIE – WONDER WHEEL\n \nGenere: drammatico \nRegia: Woody Allen \nAttori: Jim Belushi\, Juno Temple\, Justin Timberlake\, Kate Winslet \n  \nLa Ruota delle Meraviglie sarebbe uno spettacolo perfetto se fossimo a Broadway. \nC’è uno stile di regia che tende a far muovere gli attori in interni e a lasciare che gli esterni facciano da quinta. E quando parliamo di esterni\, intendiamo il luogo più pittoresco di New York: quella Coney Island in cui Allen torna dopo Io e Annie. Praticamente tutta la vita dei personaggi trascorre non solo all’ombra della ruota panoramica negli anni ‘50 ma anche alla luce della straordinaria (è l’unica parola adeguata a quello che vedrete) fotografia del nostro Premio Oscar Vittorio Storaro\, che illumina il film con una gamma impressionante di tinte sature\, cambiando i colori come mutano gli stati d’animo di Kate Winslet. (Benedetta Bragadini\, ‘Rolling Stones’\, 14 dicembre 2017) \n  \nMercoledì 28 marzo ore 21.00\nTRE MANIFESTI A EBBING\, MISSOURI\n \nGenere: thriller \nRegia: Martin McDonagh \nAttori: Frances McDormand\, Woody Harrelson\, Sam Rockwell\, Abbie Cornish\, Lucas Hedges \n  \nUna madre arrabbiata ed esasperata dal fatto che non sia ancora stato catturato l’assassino di sua figlia\, decide affiggere tre cartelloni per sollecitare le autorità locali ad andare avanti con le indagini… \nL’opera terza di Martin McDonagh ne conferma ed estende il talento: è oggi uno dei migliori registi-sceneggiatori al mondo. Sa filmare\, sa dirigere gli attori e scrive\, per farla corta\, da Dio: Three Billboards Outside Ebbing\, Missouri è il migliore film dei Coen da decenni a questa parte\, senza essere un film dei Coen\, e il migliore film di McDonagh per maturità\, intensità e piacevolezza. Nel Concorso di Venezia 74 fa faville\, e lo stesso farà in sala. (Federico Pontiggia\, ‘Il Cinematografo’\, 4 settembre 2017) \n  \nMercoledì 4 aprile ore 21.00\nCHIAMAMI COL TUO NOME\n \nGenere: drammatico \nRegia: Luca Guadagnino \nAttori: Armie Hammer\, Timothée Chalamet\, Michael Stuhlbarg\, Amira Casar\, Esther Garrel \n  \nLa bellezza circonda i personaggi di Call Me by Your Name\, il nuovo film di Luca Guadagnino nel Panorama di Berlino dopo il successo al Sundance. Mitologicamente\, è come se la bellezza creasse il film stesso\, che si apre su titoli di testa che mostrano statue\, dipinti\, opere d’arte che popolano la casa in cui si ambienta il film: e Guadagnino a questa bellezza\, e a quella dei laghi del Nord Italia in cui il film si svolge\, rende onore con il suo film più maturo e forse più bello. (Emanuele Rauco\, ‘Il Cinematografo’\, 15 febbraio 2017) \n  \n 
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SUMMARY:VICTORIA E ABDUL - MERCOLEDI' 7 FEBBRAIO ore 21.00
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 7 FEBBRAIO ore 21.00\n  \nNELL’AMBITO DELLA RASSEGNA DI CINEMA D’ESSAI \nVISUALIZZA PROGRAMMA COMPLETO \n  \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 \n(valido per tutte le rassegne fino al 4 aprile 2018) \n  \nDurata: 112′ \nGenere: DRAMMATICO \nRegia: Stephen Frears \nAttori: Judi Dench\, Ali Fazal \, Eddie Izzard \n  \nTRAMA \nLa straordinaria storia vera di un’inaspettata amicizia nata durante gli ultimi anni dell’incredibile regno della Regina Vittoria. Quando il giovane commesso Abdul Karim si mette in viaggio dall’India per partecipare al Giubileo d’oro della Regina\, si ritrova sorprendentemente nelle grazie della Regina stessa. Mentre quest’ultima si interroga sulle costrizioni della sua antica posizione\, i due instaurano un’improbabile e devota alleanza\, mostrando una lealtà reciproca che la famiglia e la cerchia ristretta della Regina cercano di distruggere. Mentre la loro amicizia si intensifica\, Vittoria comincia a vedere un mondo in evoluzione con occhi diversi\, rivendicando con gioia la sua umanità. \n  \n\n  \nCRITICA \n“(…) un mélo per signore\, gradevole\, innocuo\, spiritoso\, scritto meravigliosamente da Lee Hall\, diretto da Stephen Frears\, regista di Buckingham Palace autore di ‘The Queen’: duello di regine\, dame\, ipocrisie regali. L’imbolsita dal trucco Judi («M» di 007) fa da mattatrice con la sua mutazione psicosomatica\, lo sguardo ferocemente tenero di Vittoria (…). Perfetta\, sontuosa macchina di scene e costumi in stile ‘Downton Abbey’\, il film gioca su un pezzettino segreto di storia postuma\, come l’amicizia della stessa regina (e stessa Dench) con lo stalliere scozzese (‘La mia regina’). Frears non tenta di attraccare i fatti al presente\, certo tiene per l’indiano\, che alla fine piange la sua longeva queen\, pronto al sorriso per scelta ma alla reverenza per dovere.” (Maurizio Porro\, ‘Corriere della Sera’\, 26 ottobre 2017) \n“Con «Victoria e Abdul» (…) Stephen Frears firma un altro dei suoi film d’epoca che parlano di oggi e ritrae una Regina che solo Dench poteva rendere così autentica e impeccabile (…) Ancora una volta\, e senza sforzo\, Judi Dench dimostra l’immensità del suo talento.” (Fulvia Caprara\, ‘La Stampa’\, 26 ottobre 2017) \nUn’amicizia impossibile\, una favola di altri tempi\, Vittoria e Abdul riscrive l’attualità per dimostrare che lo straniero non è (sempre) una minaccia. Stephen Frears affronta il problema dell’integrazione con la potenza di una storia vera. La finzione cinematografica incontra l’usurato “ispirato a fatti realmente accaduti”\, ma il regista cambia subito le carte in tavola e aggiunge un “per lo più”. La verosimiglianza è servita\, con alcune licenze poetiche che emozionano fin dalle prime sequenze.(….)(Gian Luca Pisacane\, ‘il cinematografo’ 3 settembre 2017)
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SUMMARY:AMMORE E MALAVITA - Mercoledì 14 febbraio ore 21.00
DESCRIPTION:Mercoledì 14 febbraio ore 21.00\n  \nNELL’AMBITO DELLA RASSEGNA DI CINEMA D’ESSAI \nVISUALIZZA PROGRAMMA COMPLETO \n  \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 \n(valido per tutte le rassegne fino al 4 aprile 2018) \n  \nDurata 134′ \nGenere COMMEDIA\, MUSICALE\, THRILLER \nRegia: Manetti Bros. (Antonio Manetti)\, Manetti Bros. (Marco Manetti)\, Michelangelo La Neve \nAttori: Giampaolo Morelli\, Serena Rossi\, Claudia Gerini\, Carlo Buccirosso\, Raiz\, Franco Ricciardi \n  \nTRAMA \nNapoli. Ciro è un temuto killer. Insieme a Rosario è una delle due “tigri” al servizio di don Vincenzo\, “o’ re do pesce”\, e della sua astuta moglie\, donna Maria. Fatima è una sognatrice\, una giovane infermiera. Due mondi in apparenza così distanti\, ma destinati a incontrarsi\, di nuovo. Una notte Fatima si trova nel posto sbagliato nel momento sbagliato. A Ciro viene dato l’incarico di sbarazzarsi di quella ragazza che ha visto troppo. Ma le cose non vanno come previsto. I due si trovano faccia a faccia\, si riconoscono e riscoprono\, l’uno nell’altra\, l’amore mai dimenticato della loro adolescenza. Per Ciro c’è una sola soluzione: tradire don Vincenzo e donna Maria e uccidere chi li vuole uccidere. Nessuno può fermare l’amore. Inizia così una lotta senza quartiere tra gli splendidi scenari dei vicoli di Napoli e il mare del golfo. Tra musica e azione\, amore e pallottole. \n  \n\n  \nFILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE CON IL CONTRIBUTO ECONOMICO DEL MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE CINEMA; REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON (AI SENSI DELLE NORME SUL TAX CREDIT): FOCCHI S.P.A.\, ESSEQUAMVIDERI SRL; CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L’AUDIOVISIVO E LA COLLABORAZIONE DI FILM COMMISSION REGIONE CAMPANIA. \nCOREOGRAFIE: LUCA TOMMASSINI. \n  \nCRITICA \n“Nato come transgender\, mescolando la napoletanità della malavita al musical al mélo in perfetta sintesi\, il (…) film dei Manetti\, il miglior titolo italiano di Venezia\, conquista per lo spirito con cui aprono\, coi tempi di un film vero\, pagine inedite su un cinema italiano morto di inerzia. (…) bravissimo Giampaolo Morelli. Al netto di qualche lungaggine il film è immaginifico quanto basta per ricreare generi sepolti ma che tornano in un contesto di rielaborazione divertentissimo.” (Maurizio Porro\, ‘Corriere della Sera’\, 5 ottobre 2017) \n“‘Ammore e malavita’ è un talentuoso ibrido di sceneggiata napoletana e musical all’americana (il palcoscenico è la strada). (…) Di nuovo nella città partenopea\, i romani Manetti Bros mostrano di saperne cogliere l’anima e i sapori mischiando realismo\, sogno\, citazioni cinematografiche.” (Roberto Nepoti\, ‘La Repubblica’\, 5 ottobre 2017) \n“Già noti a chi li segue\, tra alti (‘L’arrivo di Wang’) e bassi (‘Piano 17’)\, i Manetti Bros strappano la fumata bianca: ‘Habemus musical’. (…) Panoramiche su Napoli come New York\, qualche caduta dei tempi action\, qualche scarto di verosimiglianza e una costante\, gagliarda\, fiducia nel mix gangster sceneggiata e canzoni (Pivio-De Scalzi) con exploit corali e lead centrati (formidabile Serena Rossi nel divertente adattamento di ‘What a Feeling’ da ‘Flashdance’). I Manetti\, potenziando il precedente ‘Song’e Napule’\, trovano la quadra di un cinema vitalistico del Golfo capace di salvarci dalle ormai sature gomorre seriali. Felice ‘genere’ a tutti.” (Silvio Danese\, ‘Nazione-Carlino-Giorno’\, 5 ottobre 2017) \n“(…) un film da non perdere. (…) Claudia Gerini donna del boss estremamente cinefila e il solito Carlo Buccirosso preciso come un raggio laser nella sua comica amarezza in doppio ruolo (…). Ma in cima alla torta ci sono loro: Rossi e Morelli. E’ la seconda volta che li vediamo dominare per fascino\, talento e simpatia una pellicola dei Manetti Bros. dopo ‘Song’e Napule’. Un difetto? La durata\, soprattutto in relazione a una parentesi newyorchese piuttosto stanca. Ma i Manetti se sbagliano lo fanno per generosità e voglia di coccolarci dopo che tra i fratelli romani e Napoli è scattato un vero e proprio colpo di fulmine capace di renderli due cineasti ancora più appassionati. Commedia musicale (gradevoli le 15 canzoni di un ispirato Nelson) prova di una loro ormai costante crescita artistica.” (Francesco Alò\, ‘Il Messaggero’\, 5 ottobre 2017) \n 
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SUMMARY:THE SQUARE - Mercoledì 21 febbraio ore 21.00
DESCRIPTION:Mercoledì 21 febbraio ore 21.00\nVINCITORE DELLA PALMA D’ORO\n  \nNELL’AMBITO DELLA RASSEGNA DI CINEMA D’ESSAI \nVISUALIZZA PROGRAMMA COMPLETO \n  \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 \n(valido per tutte le rassegne fino al 4 aprile 2018) \n  \nDurata 145′ \nGenere DRAMMATICO \nRegia: Ruben Östlund\n\nAttori: Claes Bang\, Elisabeth Moss\, Dominic West\, Terry Notary\n\n –\n\nTRAMA\n\nChristian è un padre divorziato che ama passare il tempo con le sue due figlie. Apprezzato conservatore di un museo d’arte contemporanea\, Christian\, che è anche una di quelle persone che guidano l’auto elettrica e sostengono le cause umanitarie\, sta preparando la prossima mostra\, dal titolo “The Square”: un’installazione volta a promuovere l’altruismo attraverso uno spazio simbolico in cui possono accadere solo cose positive. A volte\, però\, è difficile vivere all’altezza dei propri ideali e quando a Christian viene rubato il telefono cellulare\, la sua reazione non è del tutto onorevole… Nel frattempo\, l’ufficio stampa del museo lancia un’efficace campagna pubblicitaria per l’evento tanto che riscuote un successo inaspettato facendo sprofondare Christian in una crisi esistenziale…\n\n\n\n\n\n\n  \nREALIZZATO CON IL SUPPORTO DI: SVENSKA FILMINSTITUTET\, COUNCIL OF EUROPE-EURIMAGES\, MEDIENBOARD BERLIN-BRANDENBURG\, NORDISK FILM & TV FOND\, DET DANSKE FILMINSTITUT-MINORORDNINGEN\, ALAMODE FILMVERLEIH\, TRIART DISTRIBUTION\, DR; IN ASSOCIAZIONE CON YLE\, FIDO. \nPALMA D’ORO AL 70. FESTIVAL DI CANNES (2017). LA SCENOGRAFA JOSEFIN ÅSBERG HA RICEVUTO IL PRIX VULCAIN DE L’ARTISTE-TECHNICIEN PER IL SU OCONTRIBUTO ARTISTICO. \nCANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2018 COME MIGLIOR FILM IN LINGUA STRANIERA. \n  \nCRITICA \n“(…) è un film che per via del suo ironico sguardo sul mondo mercificato e vacuo dell’arte contemporanea poteva rischiare la trappola dell’intellettualismo; e invece è una commedia umana intelligente\, inquietante e spiritosa. (…) Come nelle pellicole precedenti di Östlund\, emerge inquietante in ‘The Square’ il tema che nel borghese illuminato il tarlo del senso di colpa possa trasformarsi in un boomerang\, scardinandone il sistema di contraddizioni. Rispecchiandosi in quel protagonista sullo scivolo del disastro a dispetto delle buone intenzioni\, Östlund ci induce a fare altrettanto\, prendendo atto di non essere pronti\, come ci illudiamo\, a perdere posizioni a vantaggio dei meno fortunati. Una o due scene potevano essere accorciate\, ma era dai tempi di Buñuel che non avevamo un così corrosivo ritratto dall’interno del fascino discreto della borghesia. Claes Bang è un ottimo Christian\, Elisabeth Moss conferisce scontrosa fragilità a una problematica giornalista\, l’inglese Dominic West è attore di magnifica naturalezza; e il finale gratifica con le immagini di un «Quadrato» che\, senza fumose pretese artistiche\, configura un vero spazio di affiatamento e fiducia.” (Alessandra Levantesi Kezich\, ‘La Stampa’\, 9 novembre 2017) \n“Non è un film facile\, eppure ci si sta comodi. (…) una galleria di paradossali esempi\, comici e drammatici\, di riluttanza alla condivisione. Li asseconda un design d’inquadratura freddo\, analitico\, ironico\, parafrasi estetica dell’immobilismo di cui si parla (struggente il bambino che rivendica l’onestà di Christian\, fondamentale la performance dell’uomo-scimmia al ricevimento). Dunque\, l’arte\, forse non solo quella concettuale delle star di oggi\, è incapace di aprirsi e aiutarci a vivere eticamente? Tra Buñuel e i fratelli Marx il film ribalta la domanda: abbiamo capito che la vita è arte\, cioè etica? Surclassa ‘La grande bellezza’. Destinato a perplessi rifiuti e calde adesioni.” (‘Nazione-Carlino-Giorno’\, 9 novembre 2017) \n“(…) il film parla di arte e vita\, di creazione e distruzione. (…) ‘The Square’ punta sullo straniamento del pubblico\, sulla provocazione fine a noi stessi\, sull’allontanamento dalla zona comfort dello spettatore\, sul cinema quale terreno residuale e però privilegiato per riflettere\, ridere e provare disagio\, e ripetere la serie. Satira sociale\, eterodossa commedia dell’arte e commedia umana\, umanissima\, ‘The Square’ è tante cose\, ma lo si ammira ancor più per ciò che non è: banale\, scontato\, pastorizzato. Richiede un po’ di pazienza per qualche lunghezza\, qualche intorcinamento\, qualche stracchezza\, ma la quadratura del cerchio è preziosa\, cruda e duratura: l’installazione deflagra\, l’umanità barcolla\, la scimmia nuda balla.” (Federico Pontiggia\, ‘Il Fatto Quotidiano’\, 10 novembre 2017)
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DESCRIPTION:Mercoledì 28 febbraio ore 21.00\n  \nNELL’AMBITO DELLA RASSEGNA DI CINEMA D’ESSAI \nVISUALIZZA PROGRAMMA COMPLETO \n  \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 \n(valido per tutte le rassegne fino al 4 aprile 2018) \n  \nDurata: 116′ \nGenere: COMMEDIA\, DRAMMATICO \nRegia: Hannes Holm \nAttori: Rolf Lassgård\, Bahar Pars\, Ida Engvoll \n  \nTRAMA \nOve è un burbero 59enne\, vedovo e in pensione\, che diversi anni fa è stato deposto dalla carica di Presidente dell’Associazione dei condomini\, ma nonostante questo ha continuato a controllare l’area del vicinato con dedizione e ostinazione. Quando nella casa vicino alla sua si trasferisce la famiglia di Parvaneh\, una ragazza di origine iraniana sposata con uno svedese e madre di due bambine\, l’approccio negativo alla vita di Ove viene messo alla prova dando vita a una inaspettata amicizia… \n  \n\n  \nCANDIDATO ALL’OSCAR 2017 COME MIGLIOR FILM STRANIERO E PER MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURE (EVA VON BAHR E LOVE LARSON) \n  \nCRITICA \n“Profondamente svedese\, il dramedy diretto da Holm lavora sul tipico doppio binario scandinavo della tragedia-spassosa e della commedia-malinconica. Intriso di poesia proveniente dai flashback sulla vita del protagonista – incarnato da un magnifico Rolf Lassgárd – ‘Mr. Ove’ non perde mai il passo col senso profondo del proprio racconto\, antico ed eterno come si addice alla grande epica della vita umana.” (Anna Maria Pasetti\, ‘Il Fatto Quotidiano’\, 2 novembre 2017) \n 
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SUMMARY:NICO\, 1988 - Mercoledì 7 marzo ore 21.00
DESCRIPTION:Mercoledì 7 marzo ore 21.00\n  \nNELL’AMBITO DELLA RASSEGNA DI CINEMA D’ESSAI \nVISUALIZZA PROGRAMMA COMPLETO \n  \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 \n(valido per tutte le rassegne fino al 4 aprile 2018) \n  \nDurata 93′ \nGenere BIOGRAFICO \nRegia: Susanna Nicchiarelli \nAttori: Trine Dyrholm\, John Gordon Sinclair\, Anamaria Marinca \n  \nTRAMA \nChrista Päffgen\, in arte Nico\, è stata una delle più importanti icone pop del secolo scorso. Famosa modella negli anni Sessanta\, habituée della Factory di Andy Warhol\, cantante del gruppo musicale Velvet Underground e musa di Lou Reed\, che nell’ultima parte della sua vita intraprende la carriera di solista girando per l’Europa e interpretando i suoi brani con una band inglese. Il film\, ambientato tra Parigi\, Praga\, Norimberga\, Manchester\, nella campagna polacca e il litorale romano\, racconta gli ultimi tour di Nico e della band negli anni Ottanta: anni in cui la “sacerdotessa delle tenebre”\, così veniva chiamata\, ritrova sé stessa\, liberandosi del peso della sua bellezza e ricostruendo un rapporto con il suo unico figlio dimenticato. È la storia di una rinascita\, di un’artista\, di una madre\, di una donna oltre la sua icona. \n  \n\n  \nREALIZZATO CON IL SUPPORTO DI: EURIMAGES\, MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO-DIREZIONE GENERALE CINEMA\, REGIONE LAZIO; CON LA PARTECIPAZIONE DI WALLONIA; CON L’AIUTO DI CENTRE DU CINÉMA ET DE L’AUDIOVISUEL DE LA FÉDÉRATION WALLONIE-BRUXELLES; CON IL SUPPORTO DEL TAX SHELTER DEL GOVERNO FEDERALE BELGA-CASA KAFKA PICTURES EMPOWERED BY BELFIUS; IN ASSOCIAZIONE CON AMER; SVILUPPATO CON IL SUPPORTO DEL PROGRAMMA CREATIVE EUROPE-MEDIA DELL’UNIONE EUROPEA. \nFILM D’APERTURA DELLA SEZIONE ‘ORIZZONTI’ ALLA 74. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2017)\, HA OTTENUTO: PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM\, MENZIONE SPECIALE PREMIO FEDIC\, PREMIO SPECIALE FRANCESCO PASINETTI-SNGCI. \n  \nCRITICA \n  \n“Il film di Susanna Nicchiarelli sorprende fin dalla scelta di un soggetto così antiretorico (la tournée raccontata nel film è disseminata di macerie autentiche e metaforiche) e sa emozionare grazie alla straordinaria interpretazione della danese Trine Dyrholm\, che non solo canta in prima persona ma sa far emergere la tormentata complessità di una donna che non rimpiangeva il passato ma cercava un diverso futuro.” (Paolo Mereghetti\, ‘Corriere della Sera’\, 31 agosto 2017) \n“Il cuore di ‘Nico\, 1988’ è nella performance straordinaria della protagonista Trine Dyrholm\, scarmigliata\, tormentata\, dispotica\, ma anche carica di un’energia creativa (…). Impresa pienamente riuscita. ‘Nico\, 1988’ non ha niente a che fare con il classico biopic. Eppure\, fotografando solo uno spezzone dell’esistenza della protagonista\, regista e protagonista riescono a offrirne il ritratto più fedele.” (Fulvia Caprara\, ‘La Stampa’\, 31 agosto 2017) \n“Immensa la prova attoriale della danese Trine Dyrholm\, attrice feticcio di Susanne Bier e Thomas Vinterberg. (…) un’altra cineasta di cui essere orgogliosi al secolo Susanna Nicchiarelli. La regista che ha trovato l’anima di Nico e l’ha filmata in tutto il suo struggente squallore.” (Francesco Alò\, ‘Il Messaggero’\, 31 agosto 2017) \n“Un film sul diventare vecchi e accettare il tempo che passa\, ciò che resta con noi e ciò che resta indietro\, sull’essere un simbolo e insieme una donna normale. Anche se sembra più una successione di episodi\, «Nico 1988» ha una sua anima\, soprattutto grazie alla bravissima protagonista Trine Dyrholm (…).” (Nicola Falcinella\, ‘L’Eco di Bergamo’\, 31 agosto 2017)
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SUMMARY:BORG McENROE  - Mercoledì 14 marzo ore 21.00
DESCRIPTION:Mercoledì 14 marzo ore 21.00\n  \nNELL’AMBITO DELLA RASSEGNA DI CINEMA D’ESSAI \nVISUALIZZA PROGRAMMA COMPLETO \n  \nIngresso unico: €. 5\,00 \nALLIEVI SCUOLA TENNIS: € 3\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 \n(valido per tutte le rassegne fino al 4 aprile 2018) \n  \nDurata 100′ \nGenere DRAMMATICO\, SPORTIVO \nRegia: Janus Metz \nAttori: Shia LaBeouf\, Sverrir Gudnason\, Stellan Skarsgård \n  \nTRAMA \nAmbientato tra gli anni Settanta e Ottanta racconta una delle più grandi rivalità della storia dello sport\, quella tra lo svedese Björn Borg e l’americano John McErnoe due atleti che hanno fatto la storia del tennis mondiale. Due uomini molto diversi tra loro\, che si sono dati battaglia dentro e fuori dal campo. Da una parte l’algido e composto Björn Borg\, dall’altra l’irascibile e sanguigno John McEnroe. Il primo desideroso di confermarsi re incontrastato del tennis\, il secondo determinato a spodestarlo. Svelando la loro vita fuori e dentro il campo\, il film è il ritratto avvincente\, intimo ed emozionante di due indiscussi protagonisti della storia del tennis e il racconto\, epico\, di una finale diventata leggenda: quella di Wimbledon 1980. \n  \n\n  \nCRITICA \n“Finzione pura ma capace di essere appassionante come una telecronaca in diretta. La principale qualità del film\, infatti\, è aver saputo raccontare quello che pesa sulle spalle dei giocatori prima di una sfida così importante: la tensione\, il confronto con le aspettative altrui\, la capacità di resistere alla pressione mediatica (che già nel 1980 era decisamente forte)\, la sfida con le proprie ambizioni. Tutte cose che quasi non hanno influenza quando si inizia a giocare (perché lì conta solo la classe dei contendenti) ma che sono importantissime (e determinanti) per capire come si scende in campo e come si affronta una gara. Metz e il suo sceneggiatore Ronnie Sandahl lavorano soprattutto qui\, su un passato che sembra infinito (nonostante la giovane età dei due tennisti: allora Borg era 25enne e McEnroe 2ienne) e che aiuta a scavare dentro la testa e l’anima dei due campioni. (…) Niente che non si sia già visto in altri film sullo sport\, dove il trionfo finale può arrivare solo dopo sacrifici ed errori e cadute\, ma che qui assume una funzione tipicamente cinematografica\, perché capace di «rallentare» il viaggio del film verso l’incontro finale\, come il vento che frena chi corre e costringe a mettere in gioco nuove energie e nuove risorse. (…) A favorire la forza emotiva del racconto contribuiscono poi una macchina da presa che alterna una grande mobilità (per rendere la frammentarietà del reportage) a una fissità e frontalità di tipo «televisivo»\, unite a una luce sporca e cruda (…)\, come appesantita dal tempo\, che rende immediatamente palpabile la distanza cronologica. E che danno allo spettatore l’impressione di scoprire in diretta la partita di tennis più famosa della storia.” (Paolo Mereghetti\, ‘Corriere della Sera’\, 7 novembre 2017) \n“Piacerà anche ai non sportivi. Il tennis notoriamente non è uno sport cinegenico (non c’è violenza\, né moltissima adrenalina). Questo però rimarrà tra i titoli memorabili. Il regista danese tiene scopertamente per Borg e finisce per trascinare dalla sua lo spettatore. Un consiglio a chi ignora come andò. Resistete eroicamente alla tentazione di andare a chiedere ai ben informati informazioni sull’esito della finale.” (Giorgio Carbone\, ‘Libero’\, 9 novembre 2017) \n“La storica finale di Wimbledon del 1980 (…) è ottimamente celebrata in questa pellicola biografica che ha il pregio di non tradire veri protagonisti. Merito di Shia LaBeouf e\, in particolare\, dello straordinario (quanto a rassomiglianza con Borg) Sverrir Gudnason\, perfetti nel riprodurre\, sullo schermo\, tic e manie dei due campioni della racchetta. Regia sicura\, montaggio perfetto\, ritmo che non cala mai.” (Maurizio Acerbi\, ‘Il Giornale’\, 9 novembre 2017) \n  \n 
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SUMMARY:LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE – WONDER WHEEL - Mercoledì 21 marzo ore 21.00
DESCRIPTION:  \nMercoledì 21 marzo ore 21.00\n  \nNELL’AMBITO DELLA RASSEGNA DI CINEMA D’ESSAI \nVISUALIZZA PROGRAMMA COMPLETO \n  \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 \n(valido per tutte le rassegne fino al 4 aprile 2018) \n  \nDurata 101′ \nGenere DRAMMATICO \nRegia: Woody Allen \nAttori: Jim Belushi \, Juno Temple\, Justin Timberlak\, Kate Winslet\n\n\n\nTRAMA\n\n\nTra fragili speranze e nuovi sogni\, le vite di quattro personaggi si intrecciano nel frenetico mondo del parco divertimenti: Ginny\, ex attrice malinconica ed emotivamente instabile che lavora come cameriera; Humpty\, il rozzo marito di Ginny\, manovratore di giostre; Mickey\, un bagnino di bell’aspetto che sogna di diventare scrittore; Carolina\, la figlia che Humpty non ha visto per molto tempo e che ora è costretta a nascondersi nell’appartamento del padre per sfuggire ad alcuni gangster.\n\n\n\n\n\n  \n\nLa ruota delle meraviglie è un film di contrasti\, di scontri\, tra l’età adulta e la gioventù\, tra chi si sente soffocare e chi può permettersi di guardare con speranza al futuro. \nSullo sfondo\, una suggestiva Coney Island ricostruita nei minimi dettagli. In primo piano un testo quasi teatrale\, ambientato tra le mura domestiche della famiglia di Ginny. Ci si poteva aspettare qualcosa di più da una sceneggiatura di Woody Allen\, ma gli amanti del maestro potranno ritrovare i suoi temi prediletti: l’amore per il cinema\, per la rappresentazione\, la fragilità dell’animo umano\, destinato a soffrire\, con la mente e con il cuore. La vita non è un luna park\, sembra dirci il maestro\, mentre il suo Alvy Singer di Io e Annie sembra ancora osservarci dalla sua casa sotto le montagne russe. (Gian Luca Pisacane\, “Il Cinematografo”\, 12 dicembre 2017) \n 
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SUMMARY:TRE MANIFESTI A EBBING\, MISSOURI - Mercoledì 28 marzo ore 21.00
DESCRIPTION:Mercoledì 28 marzo ore 21.00\n  \nNELL’AMBITO DELLA RASSEGNA DI CINEMA D’ESSAI \nVISUALIZZA PROGRAMMA COMPLETO \n  \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 \n(valido per tutte le rassegne fino al 4 aprile 2018) \n  \nDurata 121′ \nGenere DRAMMATICO \nRegia: Martin McDonagh \nAttori: Frances McDormand \, Woody Harrelson\, Sam Rockwell \n  \nTRAMA \nEbbing\, Missouri. Mildred Hayes\, arrabbiata ed esasperata dal fatto che dopo sette mesi di ricerche non sia ancora stato catturato l’assassino di sua figlia\, decide affiggere tre cartelloni per sollecitare le autorità locali ad andare avanti con le indagini\, soprattutto lo stimato capo della polizia locale Bill Willoughby. Il suo gesto scatenerà il disappunto non solo del corpo di polizia\, ma anche di molti suoi concittadini. La situazione si complica quando l’agente Dixon\, un ragazzo immaturo e viziato\, si intromette fra la donna e le forze del’ordine di Ebbing. Mildred\, però\, non ha alcuna intenzione di mollare ed è pronta a tutto pur di ottenere giustizia… \n  \n\n  \nPREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA ALLA 74. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2017). \nGOLDEN GLOBES 2018 PER: MIGLIOR FILM DRAMMATICO\, ATTRICE PROTAGONISTA (FRANCES MCDORMAND)\, ATTORE NON PROTAGONISTA (SAM ROCKWELL) E SCENEGGIATURA. ERA CANDIDATO ANCHE PER LA MIGLIOR COLONNA SONORA. \n  \nCRITICA \nDopo In Bruges (2008) e 7 psicopatici (2012)\, l’opera terza ne conferma ed estende il talento: Martin McDonagh è oggi uno dei migliori registi-sceneggiatori al mondo. Sa filmare\, sa dirigere gli attori e scrive\, per farla corta\, da Dio: Three Billboards Outside Ebbing\, Missouri è il migliore film dei Coen da decenni a questa parte\, senza essere un film dei Coen\, e il migliore film di McDonagh per maturità\, intensità e piacevolezza. \nFronte dei Coen\, oltre al mood\, c’è la protagonista Frances McDormand: la sua Mildred mesi dopo il brutale omicidio\, con annesso stupro e rogo del cadavere\, della figlia non ha ancora un colpevole e per ridestare l’attenzione affitta tre vecchi cartelloni pubblicitari fuori Ebbing\, Missouri\, chiamando in causa il capo della polizia locale William Willoughby (Woody Harrelson)\, malato di cancro al pancreas. Tra i suoi uomini\, spicca per violenza\, razzismo e balordaggine l’agente Dixon (Sam Rockwell)\, che proprio non tollera l’iniziativa di Mildred… \nNel cast anche Abbie Cornish\, Lucas Hedges\, Željko Ivanek\, Caleb Landry Jones\, Clarke Peters\, Samara Weaving\, nonché John Hawkes e Peter Dinklage\, Three Billboards è una dark comedy sanguinolenta e arrabbiata\, larger than life ma sottile\, sapida e urticante\, non bigotta e non scontata. La correttezza politica è il primo dei cadaveri\, ma a cadere sono anche stereotipi e titubanze del genere di riferimento: nonostante la stilizzazione\, qui si fa sul serio\, e basterà la lettera di Willoughbly per farvi venire la pelle d’oca.\nGenere d’autore\, verrebbe da dire\, in cui McDonagh ritrova e perfeziona se stesso: il controllo è totale\, ma le battute così ficcanti ed esplosive da parere improvvisate. E che dire di Frances\, Woody\, Sam e gli altri attori? Sublimi\, da farci una cura Ludovico Van per tanti loro “colleghi”. \nDa lustri la dark-comedy dell’America profonda non brillava così fragorosa nell’oscurità: sui quei tre cartelloni la pubblicità è progresso (Federico Pontiggia\, “Il cinematografo”\, 9 gennaio 2018) \n  \n 
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SUMMARY:CHIAMAMI COL TUO NOME - Mercoledì 4 aprile ore 21.00
DESCRIPTION:  \nMercoledì 4 aprile ore 21.00\n  \nNELL’AMBITO DELLA RASSEGNA DI CINEMA D’ESSAI \nVISUALIZZA PROGRAMMA COMPLETO \n  \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 \n(valido per tutte le rassegne fino al 4 aprile 2018) \n  \nDurata 132′ \nGenere DRAMMATICO \nRegia: Luca Guadagnino \nAttori: Armie Hammer \, Timothée Chalamet\, Michael Stuhlbarg \n  \nTRAMA \nÈ l’estate del 1983 nel nord dell’Italia\, ed Elio Perlman\, un precoce diciassettenne americano\, vive nella villa del XVII° secolo di famiglia passando il tempo a trascrivere e suonare musica classica\, leggere\, e flirtare con la sua amica Marzia. Elio ha un rapporto molto stretto con suo padre\, un eminente professore universitario specializzato nella cultura greco-romana\, e sua madre Annella\, una traduttrice\, che gli danno modo di approfondire la sua cultura in un ambiente che trabocca di delizie naturali. Mentre la sofisticazione e i doni intellettuali di Elio sono paragonabili a quelli di un adulto\, permane in lui ancora un senso di innocenza e immaturità\, in particolare riguardo alle questioni di cuore. Un giorno\, arriva Oliver un affascinante studente americano\, che il padre di Elio ospita per aiutarlo a completare la sua tesi di dottorato. In un ambiente splendido e soleggiato\, Elio e Oliver scoprono la bellezza della nascita del desiderio\, nel corso di un’estate che cambierà per sempre le loro vite. \n  \n  \n\n  \n– REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MIBACT. \n– PRESENTATO AL 67. FESTIVAL DI BERLINO (2017) NELLA SEZIONE ‘PANORAMA SPECIAL’. \n– CANDIDATO AI GOLDEN GLOBES 2018 PER: MIGLIOR FILM DRAMMATICO\, ATTORE PROTAGONISTA (TIMOTHÉE CHALAMET) E NON PROTAGONISTA (ARMIE HAMMER). \n  \nCRITICA \n“(…) questo percorso di conoscenza e di scoperta non avrebbe fascino e armonia\, se la storia non fosse accompagnata dalla descrizione di un mondo che sembra fatto per accompagnare Elia (e lo spettatore) verso un’esperienza fondativa. Mi sembra questa la vera forza di ‘Call Me by Your Name’ di Luca Guadagnino: al centro del film non c é tanto la scoperta della propria omosessualità\, quanto la possibilità di farlo\, il sogno (o l’utopia) di un ambiente che sappia accettare le pulsioni del desiderio ovunque portino e che\, come dice un padre meravigliosamente sensibile\, siano d’aiuto alla propria crescita.” (Paolo Mereghetti\, ‘Corriere della Sera’\, 14 febbraio 2017) \nLa bellezza circonda i personaggi di Call Me by Your Name\, il nuovo film di Luca Guadagnino nel Panorama di Berlino dopo il successo al Sundance. Mitologicamente\, è come se la bellezza creasse il film stesso\, che si apre su titoli di testa che mostrano statue\, dipinti\, opere d’arte che popolano la casa in cui si ambienta il film: e Guadagnino a questa bellezza\, e a quella dei laghi del Nord Italia in cui il film si svolge\, rende onore con il suo film più maturo e forse più bello. Protagonista è Elio\, un ragazzo che nell’estate dell’83 scopre la sua sessualità prima con la coetanea Marzia e poi con Oliver\, un amico di famiglia più grande di lui. Il romanzo di culto di André Aciman diventa nella sceneggiatura del regista scritta con James Ivory (da cui parte il progetto cinematografico) e Walter Fasano (anche montatore) una commedia di scoperta sessuale ed esistenziale di stampo in un certo senso impressionista. (Emanuele Rauco\, “Il Cinematografo”\, 15 febbraio 2017)
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SUMMARY:CON I PIEDI PER TERRA - Un viaggio fra terra e cielo - MERCOLEDI' 11 APRILE ORE 20.30
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 11 APRILE \nORE 20.30 \nINGRESSO GRATUITO \n– \nIN COLLABORAZIONE CON EQUOFRIGNANO \n– \nCON I PIEDI PER TERRA – UN VIAGGIO TRA TERRA E CIELO \nIn viaggio con i contadini italiani tra agricoltura sostenibile e senso di appartenenza alla terra \n– \nFILM DOCUMENTARIO DI RADICI NEL CIELO \n\nSeguirà dibattito con i produttori locali del nostro gruppo di acquisto solidale \nPer info: \ninfo@equofrignano.it \ninfo@cinemateatromacmazzieri.it
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SUMMARY:EVENTO COSPLAY - DOMENICA 29 APRILE E DOMENICA 6 MAGGIO
DESCRIPTION:VIENI AL MAC PER CONOSCERE I TUOI SUPEREROI MARVEL PREFERITI… \nE SE ANCHE TU INDOSSERAI UN LORO GADGET AVRAI DIRITTO AD UN INGRESSO RIDOTTO PER LA VISIONE DEL FILM! \nTI ASPETTIAMO A PARTIRE DALLE 17.30 \nINFO SU ORARI DELLE PROIEZIONI QUI \nTI ASPETTIAMO!
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SUMMARY:LA GRANDE ARTE AL MAC - RASSEGNA DI CINEMA SULL'ARTE - DAL 26 SETTEMBRE  AL 17 OTTOBRE
DESCRIPTION:“LA GRANDE ARTE AL MAC” \n  \nRASSEGNA DI CINEMA SULL’ARTE \nDAL  26 SETTEMBRE AL 17 OTTOBRE 2018 \n– \nPUOI VISUALIZZARE QUI IL TRAILER DELLA RASSEGNA \n – \nMercoledì 26 settembre ore 21.00 \nFIRENZE E GLI UFFIZI \n\n \n‘Firenze e gli Uffizi’ è un viaggio multidimensionale e multisensoriale nel Rinascimento Fiorentino attraverso le sue bellezze più rappresentative. \nA parlare sono le opere stesse\, oltre 10 location museali e 150 opere di cui il fulcro centrale è naturalmente rappresentato dalla Galleria degli Uffizi. \nGli spettatori saranno coinvolti da una visione con punti di vista inediti\, come la Cupola del Brunelleschi e Piazza della Signoria ripresa all’alba\, deserta\, in tutta la sua magnificenza\, e spettacolari immagini aeree della città\, realizzate grazie all’utilizzo di un elicottero e un drone. \nLa narrazione emotiva\, ambientata all’interno di un limbo atemporale\, è affidata a Simon Merrells (attore inglese di formazione teatrale noto al pubblico per l’interpretazione di Crasso nella serie tv Spartacus) che\, nel ruolo di Lorenzo il Magnifico\, ci condurrà attraverso i ricordi della ‘sua’ Firenze\, in un incessante dialogo tra passato e presente. \nIl film attraversa i luoghi simbolo di Firenze dalla Cappella Brancacci (con gli affreschi di Masolino e Masaccio\, emblema del passaggio da Medioevo a Rinascimento) al Museo del Bargello che ospita il David di Donatello; da S. Maria del Fiore con le sue sfavillanti vetrate a Palazzo Medici; da Piazza della Signoria a Palazzo Vecchio sino alla Galleria dell’Accademia\, che custodisce il David di Michelangelo. Cuore del film è naturalmente la Galleria degli Uffizi: gli spettatori potranno accedere all’interno della Tribuna (luogo visibile al pubblico solo da tre punti esterni) e Antonio Natali (direttore della Galleria dal 2006 al 2015) ci accompagnerà tra le opere. \nPrima della proiezione Valentina Arena ci presenterà il progetto di cui è ideatrice e regista: \nGioco di ruolo \nfilm partecipato \n“Gioco di Ruolo è un film\, in parte documentario\, in parte di finzione. Racconta il processo di creazione di due personaggi tramite il lavoro di scrittura collettiva di un gruppo eterogeneo di persone\, coinvolte grazie ad un percorso di arte partecipata che abbiamo proposto a Modena a partire da febbraio 2018. Abbiamo bisogno di voi per organizzare nuove riprese\, e ultimare così il lavoro necessario per cominciare il montaggio del film. Vogliamo creare un’opera video in cui la distinzione tra cinema del reale e cinema di finzione perda di senso\, perché nel definire i personaggi e le situazioni di finzione abbiamo messo in gioco le nostre vite reali e la nostra sensibilità. Quello che emerge dall’opera è una riflessione sul nostro immaginario collettivo\, sugli automatismi culturali che guidano le nostre scelte e che formano i nostri stereotipi. Ma soprattutto emerge la profonda e contraddittoria complessità delle persone reali\, che sempre e comunque supera la nostra immaginazione.” \nIl progetto si trova già sulla piattaforma ideginger.it \n  \nMercoledì 3 ottobre ore 21.00 \nCARAVAGGIO – L’ANIMA E IL SANGUE \n \n“Caravaggio – l’Anima e il Sangue” è un viaggio emozionante attraverso le opere e i tormenti di Michelangelo Merisi da Caravaggio\, uno degli artisti più amati\, controversi e misteriosi della storia dell’arte\, un artista geniale e contraddittorio\, che più di ogni altro ha raccolto in sé luci e ombre\, genio e sregolatezza\, generando opere sublimi. \nMichelangelo Merisi viene raccontato in questo documentario attraverso un duplice aspetto: quello del personaggio tormentato\, maledetto e l’altro – qui davvero prezioso – dello studio e osservazione delle opere attraverso riprese in alta risoluzione\, che rivelano ogni dettaglio. \nLo sguardo del regista si sofferma minuziosamente nell’esplorazione dei dettagli di capolavori più importanti del giovane artista. \nUn excursus narrativo e visivo attraverso i luoghi in cui l’artista ha vissuto e quelli che ancora oggi custodiscono alcune tra le sue opere più note: Milano\, Firenze\, Roma\, Napoli e Malta. \nUn’approfondita ricerca documentale negli archivi che custodiscono traccia del passaggio dell’artista\, ci conduce in una ricostruzione sulle tracce e i guai di Caravaggio e alla scoperta delle sue opere\, di cui circa 40 trattate nel film\, che\, grazie all’impiego di evolute elaborazioni grafiche\, di macro estremizzate e di lavorazioni di luce ed ombra\, prendono quasi vita e corpo\, si confondono con la realtà dando una percezione quasi tattile. \nIl film è un’esperienza cinematografica emozionale\, inquieta della sua vita e della sua arte in una delle prime produzioni in Italia girate in 8K\, con la consulenza scientifica del Prof. Claudio Strinati e il prezioso contributo di Manuel Agnelli che presta la voce dell’io interiore di Caravaggio. \nIl documentario d’arte più visto al cinema in Italia. \n  \nMercoledì 10 ottobre ore 21.00 \nLOVING VINCENT \n \n“Loving Vincent” è il primo lungometraggio interamente dipinto su tela. \nRealizzato elaborando le immagini di tele dipinte da un team di 40 artisti\, il film è composto da migliaia di immagini\, dipinte nello stile di Vincent van Gogh da pittori che hanno lavorato per mesi per arrivare a un risultato originale e di grande impatto. \nCreato dallo studio Breakthru productions\, vincitore dell’Oscar per il cortometraggio animato Pierino e il lupo – il film racconta\, attraverso 120 quadri e 800 documenti epistolari\, la vita dell’artista olandese fino alla morte misteriosa\, avvenuta a soli 37 anni e archiviata come caso di suicidio. \nCostruito come un giallo\, il racconto ripercorre tutti i momenti cruciali della tormentata esistenza di Vincent\, compresi vecchi ricordi in bianco e nero. \nUn’operazione affascinante\, con attori veri «rattati» per divenire dipinti\, con 125 artisti che hanno operato decine di migliaia di fotogrammi con incisive pennellate. \nImperdibile. \n  \nMercoledì 17 ottobre ore 21.00 \nHITLER CONTRO PICASSO E GLI ALTRI \n \n“L’avete fatto voi questo orrore\, maestro?”\, chiede l’ambasciatore nazista Otto Abetz a Pablo Picasso davanti a Guernica. Picasso rispose: “No\, è opera vostra”. \nQuando si parla di arte\, quella vera\, c’è spesso in latenza un sentimento di giustificazione del perché la si crea\, o perché la si vuole possedere. \nQuesto film narra lucidamente delle tematiche drammatiche che via via stanno andando nel dimenticatoio: la vicenda del nazismo e le sue conseguenze. \nE la narra da un punto di vista preciso\, di cui non si è molto parlato: il trafugamento delle opere d’arte in quel periodo e la gara – dettata dall’ego e dal potere – di due personaggi tragici e surreali come Adolph Hitler e Hermann Göring nell’averla tutta per loro. \nSono trascorsi 80 anni da quando il regime nazista bandì la cosiddetta “arte degenerata”\, organizzando\, nel 1937 a Monaco\, un’esposizione pubblica per condannarla e deriderla e\, contemporaneamente\, una mostra per esaltare la “pura arte ariana”\, con “La Grande Esposizione di Arte Germanica”. \nProprio in quegli stessi giorni cominciò la razzia\, nei musei dei territori occupati e nelle case di collezionisti e ebrei\, di capolavori destinati a occupare gli spazi di quello che Hitler immaginava come il Louvre di Linz (rimasto poi solo sulla carta) e di Carinhall\, la residenza privata di Goering. \nProprio per raccontare alcune delle infinite storie che presero il via in quei giorni\, è stato pensato questo documentario-evento con la partecipazione straordinaria di Toni Servillo e la colonna sonora originale firmata da Remo Anzovino. \n  \nInformazioni biglietti e abbonamenti: \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 (valido per tutte le rassegne fino a marzo 2019) \nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it \n  \n 
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SUMMARY:FIRENZE E GLI UFFIZI - MERCOLEDI' 26 SETTEMBRE
DESCRIPTION:LA GRANDE ARTE AL MAC! \n– \nMERCOLEDI’ 26 SETTEMBRE \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nDURATA: 90 min. \n‘Firenze e gli Uffizi’ è un viaggio multidimensionale e multisensoriale nel Rinascimento Fiorentino attraverso le sue bellezze più rappresentative. \nA parlare sono le opere stesse\, oltre 10 location museali e 150 opere di cui il fulcro centrale è naturalmente rappresentato dalla Galleria degli Uffizi. \nGli spettatori saranno coinvolti da una visione con punti di vista inediti\, come la Cupola del Brunelleschi e Piazza della Signoria ripresa all’alba\, deserta\, in tutta la sua magnificenza\, e spettacolari immagini aeree della città\, realizzate grazie all’utilizzo di un elicottero e un drone. \nLa narrazione emotiva\, ambientata all’interno di un limbo atemporale\, è affidata a Simon Merrells (attore inglese di formazione teatrale noto al pubblico per l’interpretazione di Crasso nella serie tv Spartacus) che\, nel ruolo di Lorenzo il Magnifico\, ci condurrà attraverso i ricordi della ‘sua’ Firenze\, in un incessante dialogo tra passato e presente. \n  \nIl film attraversa i luoghi simbolo di Firenze dalla Cappella Brancacci (con gli affreschi di Masolino e Masaccio\, emblema del passaggio da Medioevo a Rinascimento) al Museo del Bargello che ospita il David di Donatello; da S. Maria del Fiore con le sue sfavillanti vetrate a Palazzo Medici; da Piazza della Signoria a Palazzo Vecchio sino alla Galleria dell’Accademia\, che custodisce il David di Michelangelo. Cuore del film è naturalmente la Galleria degli Uffizi: gli spettatori potranno accedere all’interno della Tribuna (luogo visibile al pubblico solo da tre punti esterni) e Antonio Natali (direttore della Galleria dal 2006 al 2015) ci accompagnerà tra le opere. \n– \n\n  \nPrima della proiezione Valentina Arena ci presenterà il progetto di cui è ideatrice e regista: \nGioco di ruolo \nfilm partecipato \n  \n“Gioco di Ruolo è un film\, in parte documentario\, in parte di finzione. Racconta il processo di creazione di due personaggi tramite il lavoro di scrittura collettiva di un gruppo eterogeneo di persone\, coinvolte grazie ad un percorso di arte partecipata che abbiamo proposto a Modena a partire da febbraio 2018. Abbiamo bisogno di voi per organizzare nuove riprese\, e ultimare così il lavoro necessario per cominciare il montaggio del film. Vogliamo creare un’opera video in cui la distinzione tra cinema del reale e cinema di finzione perda di senso\, perché nel definire i personaggi e le situazioni di finzione abbiamo messo in gioco le nostre vite reali e la nostra sensibilità. Quello che emerge dall’opera è una riflessione sul nostro immaginario collettivo\, sugli automatismi culturali che guidano le nostre scelte e che formano i nostri stereotipi. Ma soprattutto emerge la profonda e contraddittoria complessità delle persone reali\, che sempre e comunque supera la nostra immaginazione.” \n  \nIl progetto si trova già sulla piattaforma ideginger.it
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SUMMARY:CARAVAGGIO - L'ANIMA E IL SANGUE - MERCOLEDI' 3 OTTOBRE
DESCRIPTION:LA GRANDE ARTE AL MAC! \n– \nMERCOLEDI’ 3 OTTOBRE \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nDURATA: 90 min. \nLA VOCE DI CARAVAGGIO E’ DI MANUEL AGNELLI \n– \n“Caravaggio – l’Anima e il Sangue” è un viaggio emozionante attraverso le opere e i tormenti di Michelangelo Merisi da Caravaggio\, uno degli artisti più amati\, controversi e misteriosi della storia dell’arte\, un artista geniale e contraddittorio\, che più di ogni altro ha raccolto in sé luci e ombre\, genio e sregolatezza\, generando opere sublimi. \nMichelangelo Merisi viene raccontato in questo documentario attraverso un duplice aspetto: quello del personaggio tormentato\, maledetto e l’altro – qui davvero prezioso – dello studio e osservazione delle opere attraverso riprese in alta risoluzione\, che rivelano ogni dettaglio. \nLo sguardo del regista si sofferma minuziosamente nell’esplorazione dei dettagli di capolavori più importanti del giovane artista. \nUn excursus narrativo e visivo attraverso i luoghi in cui l’artista ha vissuto e quelli che ancora oggi custodiscono alcune tra le sue opere più note: Milano\, Firenze\, Roma\, Napoli e Malta. \nUn’approfondita ricerca documentale negli archivi che custodiscono traccia del passaggio dell’artista\, ci conduce in una ricostruzione sulle tracce e i guai di Caravaggio e alla scoperta delle sue opere\, di cui circa 40 trattate nel film\, che\, grazie all’impiego di evolute elaborazioni grafiche\, di macro estremizzate e di lavorazioni di luce ed ombra\, prendono quasi vita e corpo\, si confondono con la realtà dando una percezione quasi tattile. \nIl film è un’esperienza cinematografica emozionale\, inquieta della sua vita e della sua arte in una delle prime produzioni in Italia girate in 8K\, con la consulenza scientifica del Prof. Claudio Strinati e il prezioso contributo di Manuel Agnelli che presta la voce dell’io interiore di Caravaggio. \nIl documentario d’arte più visto al cinema in Italia. \n– \n\n 
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SUMMARY:LOVING VINCENT - MERCOLEDI' 10 OTTOBRE
DESCRIPTION:LA GRANDE ARTE AL MAC! \n– \nMERCOLEDI’ 10 OTTOBRE \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nDURATA: 95 min. \n– \n“Loving Vincent” è il primo lungometraggio interamente dipinto su tela. \nRealizzato elaborando le immagini di tele dipinte da un team di 40 artisti\, il film è composto da migliaia di immagini\, dipinte nello stile di Vincent van Gogh da pittori che hanno lavorato per mesi per arrivare a un risultato originale e di grande impatto. \nCreato dallo studio Breakthru productions\, vincitore dell’Oscar per il cortometraggio animato Pierino e il lupo – il film racconta\, attraverso 120 quadri e 800 documenti epistolari\, la vita dell’artista olandese fino alla morte misteriosa\, avvenuta a soli 37 anni e archiviata come caso di suicidio. \nCostruito come un giallo\, il racconto ripercorre tutti i momenti cruciali della tormentata esistenza di Vincent\, compresi vecchi ricordi in bianco e nero. \nUn’operazione affascinante\, con attori veri «rattati» per divenire dipinti\, con 125 artisti che hanno operato decine di migliaia di fotogrammi con incisive pennellate. \nImperdibile. \n\n 
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SUMMARY:HITLER CONTRO PICASSO e gli altri - MERCOLEDI' 17 OTTOBRE
DESCRIPTION:LA GRANDE ARTE AL MAC! \n– \nMERCOLEDI’ 17 OTTOBRE \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nDURATA: 94 min. \n– \n“L’avete fatto voi questo orrore\, maestro?”\, chiede l’ambasciatore nazista Otto Abetz a Pablo Picasso davanti a Guernica. Picasso rispose: “No\, è opera vostra”. \nQuando si parla di arte\, quella vera\, c’è spesso in latenza un sentimento di giustificazione del perché la si crea\, o perché la si vuole possedere. \nQuesto film narra lucidamente delle tematiche drammatiche che via via stanno andando nel dimenticatoio: la vicenda del nazismo e le sue conseguenze. \nE la narra da un punto di vista preciso\, di cui non si è molto parlato: il trafugamento delle opere d’arte in quel periodo e la gara – dettata dall’ego e dal potere – di due personaggi tragici e surreali come Adolph Hitler e Hermann Göring nell’averla tutta per loro. \nSono trascorsi 80 anni da quando il regime nazista bandì la cosiddetta “arte degenerata”\, organizzando\, nel 1937 a Monaco\, un’esposizione pubblica per condannarla e deriderla e\, contemporaneamente\, una mostra per esaltare la “pura arte ariana”\, con “La Grande Esposizione di Arte Germanica”. \nProprio in quegli stessi giorni cominciò la razzia\, nei musei dei territori occupati e nelle case di collezionisti e ebrei\, di capolavori destinati a occupare gli spazi di quello che Hitler immaginava come il Louvre di Linz (rimasto poi solo sulla carta) e di Carinhall\, la residenza privata di Goering. \n–
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SUMMARY:RASSEGNA DI CINEMA D'ESSAI - DAL 24 OTTOBRE AL 5 DICEMBRE
DESCRIPTION:Mercoledì 24 ottobre 21.00 \nHOTEL GAGARIN \n \nGenere: commedia \nRegia: Simone Spada \nAttori: Claudio Amendola\, Luca Argentero\, Giuseppe Battiston\, Barbora Bobulova\, Silvia D’Amico\, Caterina Shulha\, Philippe Leroy \n  \nCinque italiani\, spiantati e in cerca di un’occasione\, vengono mandati a girare un film in Armenia. Appena arrivati\, scoppia una guerra e il sedicente produttore sparisce con i soldi. Abbandonati all’Hotel Gagarin\, isolato nei boschi e circondato dalla neve\, trovano il modo di inventarsi un’originale e inaspettata occasione di felicità che non potranno mai dimenticare. \nCommedia sospesa tra la doppia natura del cinema\, da truffaldino a fabbrica dei sogni: l’esordio di Spada è un delicato e poetico atto d’amore nei confronti della settima arte (Giulia Lucchini\, ‘Il Cinematografo’\, 21 maggio 2018) \n  \nMercoledì 31 ottobre ore 21.00 \nDOGMAN \n \nGenere: drammatico \nRegia: Matteo Garrone \nAttori: Marcello Fonte\, Edoardo Pesce\, Nunzia Schiano\, Adamo Dionisi\, Francesco Acquaroli\, Alida Baldari Calabria\, Gianluca Gobbi \n  \nIl film che rappresenterà l’Italia nella prossima corsa all’Oscar\, è ambientato in una periferia sospesa tra metropoli e natura selvaggia\, dove l’unica legge sembra essere quella del più forte. \nMarcello è un uomo piccolo e mite che divide le sue giornate tra il lavoro nel suo modesto salone di toelettatura per cani\, l’amore per la figlia Sofia\, e un ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino\, un ex pugile che terrorizza l’intero quartiere. Dopo l’ennesima sopraffazione\, deciso a riaffermare la propria dignità\, Marcello immaginerà una vendetta dall’esito inaspettato. \nÈ un film di rara potenza\, Dogman\, figlio di un cinema che proprio nel regista di Primo amore e Gomorra trova uno dei suoi più abili creatori: la contrapposizione tra la gentilezza e la furia distruttrice\, tra l’umanità e la bestialità\, la non linearità a cui spesso la vita ci ha abituati nel delineare rapporti altrimenti impensabili… (Valerio Sammarco\, ‘Il Cinematografo’\, 17 maggio 2018) \n  \nMercoledì 7 novembre ore 21.00 \nA QUIET PASSION \n \nGenere: biografico \nRegia: Terence Davies \nAttori: Cynthia Nixon\, Emma Bell\, Rose Williams\, Keith Carradine\, Annette Badland\, Jennifer Ehle \n  \nChi era Emily Dickinson? Che tipo di persona si nascondeva dietro la poetessa che ha trascorso la maggior parte della vita chiusa nella tenuta dei suoi genitori a Amherst\, nel Massachusetts? Ambientato nella villa di famiglia\, il film ritrae una donna non convenzionale sulla cui vita si sa molto poco. Nata nel 1803\, Emily Dickinson era considerata una bambina di talento\, ma un trauma emotivo la costrinse ad abbandonare gli studi. La giovane donna introversa si ritira quindi dalla società e inizia a scrivere poesie. Nonostante la sua esistenza claustrale\, però\, Emily Dickinson riuscirà a portare i suoi lettori lontano nel mondo. Il suo cine-ritratto racconta di una donna che comunicava con il mondo esterno attraverso la corrispondenza con i suoi fratelli e con il sacerdote Charles Wadsworth. Una donna eccezionale che ha compiuto la sua lotta solitaria e disperata per ottenere il proprio riconoscimento in un mondo dominato dagli uomini. \nIn A Quiet Passion Terence Davies riesce magistralmente nell’intento di ritrarre la grande Emily Dickinson rivelandone la complessità\, l’intensità e un anticonformismo del tutto particolare. \n  \nMercoledì 14 novembre ore 21.00 \nSULLA MIA PELLE \n \nGenere: drammatico \nRegia: Alessio Cremonini \nAttori: Alessandro Borghi\, Jasmine Trinca\, Max Tortora\, Milvia Marigliano \n  \nGli ultimi 7 giorni di Stefano Cucchi in un film d’impegno civile alto\, necessario e senza appello. Straordinario Alessandro Borghi\, per l’apertura di Orizzonti a Venezia75. \n(…) Sarebbe tuttavia un errore pensare che Sulla mia pelle rappresenti un’operazione di beatificazione. Aderente ai fatti\, ai verbali dei processi\, alle testimonianze\, al contrario ricostruisce un’esistenza votata alla rovina senza nulla nascondere. \nNell’adesione alla cruda realtà sta del resto tutta la tragicità della storia\, una concatenazione di errori che il ragazzo pagherà sul proprio corpo. Una figura esile e segnata fatta rivivere da un bravissimo Alessandro Borghi\, immedesimato nel protagonista sino alla sofferenza estrema eppure mai eccessivo. (Greta Leo\, ‘Il Cinematografo’\, 11 settembre 2018) \n  \n  \nMercoledì 28 novembre ore 21.00 \nBLACKKKLANSMAN \n \nGenere: biografico drammatico \nRegia: Spike Lee \nAttori: John David Washington\, Adam Driver\, Topher Grace\, Corey Hawkins\, Laura Harrier\, Ryan Eggold\, Jasper Pääkkönen\, Ashlie Atkinson\, Michael Buscemi\, Paul Walter Hauser\, Harry Belafonte\, Alec Baldwin \n  \nQuesta è la la storia vera di Ron Stallworth\, un detective di Colorado Springs che ebbe il coraggio di sfidare il Ku Klux Klan per impedire che il gruppo prendesse il controllo sulla città. L’agente infiltratosi nell’organizzazione\, riuscì a scoprire molti segreti\, pur essendo afroamericano. \nSpike Lee is b(L)ack. E\, forse mai come questa volta\, è anche blaXploitation. Il regista di Fa’ la cosa giusta e Malcolm X ritrova lo smalto dei bei tempi tornando alle tematiche che ne hanno contraddistinto i lavori migliori e questa volta prende spunto dal libro autobiografico di Ron Stallworth e ci riporta nell’America anni ’70\, a Colorado Springs. Gran Premio della Giuria a Cannes 2018. (Valerio Sammarco\, ‘Il Cinematografo’\, 25 settembre 2018) \n  \nMercoledì 5 dicembre ore 21.00 \nLA CASA DEI LIBRI \n \nGenere: drammatico \nRegia: Isabel Coixet \nAttori: Emily Mortimer\, Patricia Clarkson\, Bill Nighy\, James Lance\, Honor Kneafsey\, Frances Barber\, Michael Fitzgerald\, Reg Wilson\, Hunter Tremayne \n  \nNel 1959\, Florence Green\, una vedova dallo spirito libero\, decide di lasciarsi alle spalle il dolore per la perdita del marito e aprire la prima libreria della sonnolenta cittadina costiera di Hardborough\, in Inghilterra. \nSfidando la mentalità bigotta della gente\, inizia a provocare il risveglio culturale del posto vendendo anche romanzi che generano scandalo. \nBenché diretto da una regista catalana\, la brava Isabel Coixet\, La casa dei libri è la quintessenza del film “british”. Basato sul romanzo La libreria di Penelope Fitzgerald (1978) e vincitore di tre Premi Goya. \n  \nInformazioni biglietti e abbonamenti: \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 (valido per tutte le rassegne fino al 31 marzo 2019) \n  \nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it \n  \n 
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