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SUMMARY:LA CASA DEI LIBRI - MERCOLEDI' 5 DICEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 5 DICEMBRE \n– \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: drammatico \nRegia: Isabel Coixet \nAttori: Emily Mortimer\, Patricia Clarkson\, Bill Nighy\, James Lance\, Honor Kneafsey\, Frances Barber\, Michael Fitzgerald\, Reg Wilson\, Hunter Tremayne \n  \nNel 1959\, Florence Green\, una vedova dallo spirito libero\, decide di lasciarsi alle spalle il dolore per la perdita del marito e aprire la prima libreria della sonnolenta cittadina costiera di Hardborough\, in Inghilterra. \nSfidando la mentalità bigotta della gente\, inizia a provocare il risveglio culturale del posto vendendo anche romanzi che generano scandalo. \nBenché diretto da una regista catalana\, la brava Isabel Coixet\, La casa dei libri è la quintessenza del film “british”. Basato sul romanzo La libreria di Penelope Fitzgerald (1978) e vincitore di tre Premi Goya. \n–
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SUMMARY:HAPPY XMAC! - DAL 14 DICEMBRE AL 7 GENNAIO
DESCRIPTION:HAPPY XMAC  \nDAL  14 DICEMBRE 2018 AL 7 GENNAIO 2019 \n  \nBOHEMIAN RHAPSODY \n \nDurata: 106’ \nGenere: biografico\, musicale \nRegia: Dexter Fletcher\, Bryan Singer \nAttori: Rami Malek\, Mike Myers\, Aidan Gillen\, Tom Hollander\, Joseph Mazzello\, Lucy Boynton\, Allen Leech\, Michelle Duncan\, Aaron McCusker\, Max Bennett\, Gwilym Lee\, Ben Hardy \nUn racconto realistico ed elettrizzante degli anni precedenti alla leggendaria apparizione dei Queen al concerto Live Aid nel luglio del 1985 e di Freddie Mercury\, celebre leader della band inglese. \nVenerdì 14: ore 21.00 \nSabato 15: ore 20.30 e 22.30 \nDomenica 16: ore 19.00 e 21.00 \nLunedì 17: ore 21.00 \n  \nDal 15 al 16 dicembre \nL’APE MAIA – LE OLIMPIADI DEL MIELE \n \nDurata: 84’ \nGenere: animazione \nLa super entusiasta Maia dovrà rimediare ad uno dei suoi soliti pasticci: solo partecipando e vincendo le Olimpiadi di miele potrà salvare il suo alveare. Fortunatamente il fidato Willi\, le formiche Arnie e Barney e il suo consigliere personale Flip la cavalletta saranno di nuovo al suo fianco. \nSabato 15: ore 16.30 e 18.30 \nDomenica 16: ore 17.00 \n  \nGiovedì 20 dicembre ore 21.00 \nSPETTACOLO TEATRALE – COMICO MUSICALE \nOBLIVION in \nLA BIBBIA RIVEDUTA E SCORRETTA \n \nGli spettacoli della Stagione teatrale sono disponibili il giorno precedente e il giorno stesso dello spettacolo dalle 17 alle 19 e negli orari di apertura della cassa per la programmazione cinematografica. \nBiglietto intero 19\,00 euro; \nridotto età 17\,00 euro \nPer altre riduzioni clicca qui \n  \nDal 21 al 30 dicembre \nIL RITORNO DI MARY POPPINS \n \nDurata: 130’ \nGenere: family\, musicale \nRegia: Rob Marshall \nAttori: Emily Blunt\, Meryl Streep\, Lin-Manuel Miranda\, Ben Whishaw\, Emily Mortimer\, Colin Firth\, Dick Van Dyke\, Angela Lansbury\, Julie Walters\, Jeremy Swift \nIl sequel del classico Mary Poppons del 1964 diventa un musical ispirato ad altri romanzi scritti da P.L. Travers. \nVenerdì 21: ore 21.00 \nSabato 22: ore 10.00 (con colazione dalle 9.30) \nore 16.00\, 18.30 e 21.00 \nDomenica 23: ore 16.00\, 18.30 e 21.00 \nLunedì 24: ore 20.30 \nMartedì 25: ore 16.00\, 18.30 e 21.00 \nMercoledì 26: ore 16.00\, 18.30 e 21.00 \nSabato 29: ore 16.00 e 18.30 \nDomenica 30: ore 16.00 e 18.30 \n  \nDal 28 al 31 dicembre \n7 UOMINI A MOLLO \n \nDurata: 122’ \nGenere: commedia \nRegia: Gilles Lellouche \nAttori: Mathieu Amalric\, Guillaume Canet\, Benoît Poelvoorde\, Jean-Hugues Anglade\, Virginie Efira\, Leïla Bekhti\, Marina Foïs\, Jonathan Zaccaï\, Melanie Doutey\, Félix Moati\, Claire Nadeau\, Erika Sainte\, Virgile Bramly \nBertrand\, un quarantenne un po’ in crisi\, riesce a dare finalmente un senso alla sua vita quando decide di entrare a far parte di una squadra di nuoto sincronizzato maschile. Per ognuno dei componenti\, gli allenamenti rappresentano una valvola di sfogo e un rifugio sicuro. Insieme si sentiranno sempre più forti fino a volere intraprendere un traguardo pazzesco: la partecipazione ai campionati mondiali di nuoto sincronizzato maschile! \nVenerdì 28: ore 21.00 \nSabato 29: ore 21.00 \nDomenica 30: ore 21.00 \nLunedì 31: ore 20.30 \n  \nL’1 gennaio e dal 5 al 6 gennaio \nRALPH SPACCA INTERNET \n \nDurata: 114’ \nGenere: animazione \nNel film Disney Ralph Spacca Internet: Ralph Spaccatutto 2 il pubblico lascerà la sala giochi di Litwak per avventurarsi nel grande\, inesplorato ed elettrizzante mondo di Internet\, che potrebbe anche non resistere al tocco non proprio leggero di Ralph. Insieme alla sua compagna di avventure Vanellope von Schweetz\, Ralph dovrà rischiare tutto viaggiando per il World Wide Web alla ricerca di un pezzo di ricambio necessario a salvare “Sugar Rush”\, il videogioco di Vanellope. Finiti in una situazione fuori dalla loro portata\, Ralph e Vanellope dovranno fare affidamento sui cittadini di Internet che li aiuteranno a navigare in rete nella giusta direzione. \nMartedì 1: ore 16.30 e 18.45 \nSabato 5: ore 16.30 e 18.45 \nDomenica 6: ore 16.30 e 18.45 \n  \nL’1 gennaio e dal 4 al 7 gennaio \nALPHA: UN’AMICIZIA FORTE COME LA VITA \n \nDurata: 96’ \nGenere: avventura \nRegia: Albert Hughes \nAttori: Kodi Smit-McPhee\, Leonor Varela\, Natassia Malthe\, Jóhannes Haukur Jóhannesson\, Mercedes de la Zerda\, Jens Hultén\, Marcin Kowalczyk\, Priya Rajaratnam\, Spencer Bogaert\, Patrick Flanagan \nAmbientato 20mila anni fa durante l’ultima Era glaciale\, Alpha racconta un’avvincente storia di sopravvivenza\, un viaggio di crescita e iniziazione arricchita dal forte rapporto tra il protagonista e un lupo. Tra distese innevate\, laghi ghiacciati e cime montuose\, il ragazzo e il lupo impareranno a conoscersi senza alcun bisogno delle parole. \nMartedì 1: ore 21.00 \nVenerdì 4: ore 21.00 \nSabato 5: ore 21.00 \nDomenica 6: ore 21.00 \nLunedì 7: ore 21.00 \n  \nMercoledì 2 e giovedì 3 gennaio ore 21.00 \nFILM A SORPESA! \n \nGenere: commedia \nUn appuntamento al buio che vi stupirà. \nLasciatevi andare e non rimarrete delusi! …vi faremo ridere\, vi faremo emozionare…fidatevi del vostro cinema 😉  \nBiglietto € 5\,00 \nMercoledì 2: ore 21.00 \nGiovedì 3: ore 21.00 \n  \nGiovedì 10 gennaio ore 21 \nSPETTACOLO TEATRALE – PROSA \nNATALE IN CASA CUPIELLO \n \ndi Eduardo De Filippo \nrivisitazione e riduzione \na cura della Compagnia Il Dirigibile \n(formata da utenti e operatori del Centro Diurno Psichiatrico di via Romagnoli \ndel DSM – DP di Forlì – Ausl della Romagna) \nNell’anno in cui ricorrono i quaranta anni della Legge Basaglia grazie al protocollo di intesa “Teatro e Salute Mentale” \nGli spettacoli della Stagione teatrale sono disponibili il giorno precedente e il giorno stesso dello spettacolo dalle 17 alle 19 e negli orari di apertura della cassa per la programmazione cinematografica. \nBiglietto 5\,00 euro \n  \nPROSSIMAMENTE \nAQUAMAN con Jason Momoa\, Amber Heard\, Patrick Wilson\, Willem Dafoe\, Nicole Kidman \n  \nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it
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SUMMARY:RASSEGNA DI CINEMA D'ESSAI - DAL 30 GENNAIO AL 3 APRILE 2019
DESCRIPTION:Mercoledì 30 gennaio 21.00 \nQuasi nemici – L’importante è avere ragione \n \nGenere: commedia \nRegia: Yvan Attal \nAttori: Camélia Jordana\, Daniel Auteuil \n  \nNeïla Salah è iscritta all’autorevole Scuola di Legge Assas di Parigi e il primo giorno di scontra con il professor Pierre Mazard\, noto per la sua cattiva condotta e il suo comportamento provocatorio. Per redimersi\, accetta di preparare Neïla per un prestigioso concorso di retorica. Cinico ed esigente\, Pierre potrebbe diventare il mentore di cui ha bisogno. Ma per farlo\, entrambi dovranno superare i loro pregiudizi. \nParigi è una città multiculturale. Ma i pregiudizi e la paura verso il diverso ancora esistono. Anche in ambienti elevati come quelli universitari. È quello che ci racconta la brillante commedia di Yvan Attal interpretata dai bravissimi Daniel Auteil e Camélia Jordana. \nLei\, già interprete di Due sotto il burqa\, qui veste i panni di una studentessa araba con il sogno di diventare avvocatessa\, ruolo che le è valso il Premio César come migliore promessa femminile del cinema francese. (Giulia Lucchini\, ‘Il Cinematografo’\, 9 ottobre 2018) \n  \nMercoledì 6 febbraio ore 21.00 \nTutti lo sanno \n \nGenere: thriller \nRegia: Asghar Farhadi \nAttori: Penélope Cruz\, Javier Bardem \n  \nIn occasione del matrimonio della sorella\, Laura torna con i figli nel proprio paese natale\, nel cuore di un vigneto spagnolo. Ma alcuni avvenimenti inaspettati turberanno il suo soggiorno facendo riaffiorare un passato rimasto troppo a lungo sepolto. \nRegista tra i migliori del suo Paese\, l’iraniano Asghar Farhadi (‘Una separazione’) si è distinto come autore di film profondamente umanisti\, dove i ‘buoni’ hanno segreti da nascondere e i ‘cattivi’ non sono mai del tutto tali. Questa volta si trasferisce in Spagna\, e torna a indagare i temi a lui più cari\, come la crisi familiare\, la dissezione di una coppia\, l’inchiesta e la riflessione morale che scaturisce da una situazione estrema\, facendo emergere il bilancio umano e psicologico dei personaggi… \n  \nMercoledì 13 febbraio ore 21.00 \nCold war \n \nGenere: sentimentale \nRegia: Pawel Pawlikowski \nAttori: Tomasz Kot\, Joanna Kulig \n  \nSullo sfondo della guerra fredda\, passione e sentimento si intrecciano disegnando un’intensa e indimenticabile storia d’amore. \nPawlikowski firma uno straordinario mélo al di qua e al di là della cortina di ferro\, in un bianco e nero commovente: miglior regia a Cannes 2018 e 5 Oscar europei. E torna alla Polonia dell’immediato dopoguerra\, nel 1949\, quando dal nulla di villaggi rurali seminascosti dal bianco inghiottente della neve e del cielo\, iniziò il reclutamento di quello che da lì a poco divenne il “Mazowsze”\, corpo di balli e canti popolari nato per volontà del governo filosovietico\, che venne poi esportato in tutto il blocco orientale nell’arco degli anni ’50. È in questo contesto che prende forma l’incredibile storia d’amore tra Wiktor (Tomasz Kot)\, musicista e direttore della compagnia\, e l’allieva Zula (Joanna Kulig)\, ragazza su cui grava il sospetto di aver ucciso il proprio padre. Arrivati a Berlino Est per un’esibizione\, Wiktor organizza la fuga dall’altra parte del blocco per vivere finalmente in libertà quella storia d’amore. Ma Zula\, contro ogni previsione\, non si presenta all’appuntamento concordato… (Valerio Sammarco\, ‘Il Cinematografo’\, 19 dicembre 2018) \n  \n  \nMercoledì 20 febbraio ore 21.00 \nSenza lasciare traccia \n \nGenere: drammatico \nRegia: Debra Granik \nAttori: Ben Foster\, Thomasin Harcourt McKenzie \n  \nLa 15enne Tom vive clandestinamente con il padre nella foresta che confina con Portland\, in Oregon. Limitando il più possibile i loro contatti con il mondo moderno\, padre e figlia formano una famiglia atipica e molto unita. Quando vengono costretti ad abbandonare il loro rifugio\, ai due vengono offerti una casa\, una scuola e un lavoro. Tuttavia\, mentre il padre fa fatica ad adattarsi\, Tom scopre con curiosità la nuova vita. La simbiosi finisce. Il loro microcosmo autosufficiente si spezza e si separano l’uno dall’altra. Con sofferenza\, ma con amore. Proprio come ogni figlia da ogni padre. Solo in questo modo Tom potrà affermare non solo una propria identità\, ma anche quella libertà (tanto agognata da entrambi nel loro modo di vivere) che solo la vera crescita può veramente dare. \nIl film di Debra Granik non solo lascia traccia\, ma è addirittura memorabile. Dopo otto anni la regista candidata all’Oscar per Un gelido inverno torna dietro la macchina da presa per raccontarci una storia che vede nuovamente protagoniste delle persone ai margini della società. \nSenza lasciare traccia è una bellissima storia universale. Il tutto raccontato con linguaggio semplice e toccante allo stesso tempo e reso ancor più bello da un’interpretazione da applausi di Thomasin McKenzie\, che regala al suo personaggio un’incredibile intensità. Una brava giovane attrice\, come Jennifer Lawrence\, altra rivelazione in qualche modo scoperta sempre dalla Granik. (Giulia Lucchini\, ‘Il Cinematografo’\, 5 novembre 2018) \n  \n  \nMercoledì 27 febbraio ore 21.00 \nTroppa grazia \n \nGenere: commedia \nRegia: Gianni Zanasi \nAttori: Alba Rohrwacher\, Elio Germano\, Giuseppe Battiston\, Hadas Yaron \n  \nLucia è una geometra che vive da sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra mille difficoltà\, economiche e sentimentali\, il Comune le affida un controllo su un terreno scelto per costruire una grande opera architettonica. Lucia nota che nelle mappe del Comune qualcosa non va\, ma per paura di perdere l’incarico decide di non dire nulla. Il giorno dopo\, mentre continua il suo lavoro\, viene interrotta da quella che le sembra una giovane “profuga”. Lucia le offre 5 euro e riprende a lavorare. Ma la sera\, nella cucina di casa sua\, la rivede all’improvviso\, davanti a lei. La “profuga” la fissa e le dice: “Vai dagli uomini e dì loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa…” \nUna commedia surreale dall’idea brillante – scritta da Zanasi con Federica Pontremoli – che racconta con un’atmosfera gioiosa e un po’ folle una storia più complessa delle sue apparenze. \nPerché Troppa grazia guarda in modo surreale e ironico all’Italia che spera sempre nel miracolo\, nel deus ex machina\, nel sotterfugio per poter campare e prosperare\, in cui l’assenza di risposte o speranze concrete si riversa nel bisogno del soprannaturale\, dell’imprevisto: e allora l’apparizione di una Madonna come raramente se ne sono viste\, diretta\, concreta\, anche sanguigna e severa e buffa (perfetta Hadas Yaron\, la Sposa promessa nel film di Rama Burshtein e già con Zanasi nel precedente La felicità è un sistema complesso)\, sono la speranza di un mondo migliore qui\, se non esiste l’aldilà. (Emanuele Rauco\, ‘Il Cinematografo’\, 17 maggio 2018) \n  \nMercoledì 6 marzo ore 21.00 \nColette \n \nGenere: biografico-drammatico \nRegia: Wash Westmoreland \nAttori: Keira Knightley\, Dominic West \n  \nDopo aver sposato un famoso scrittore parigino noto comunemente come “Willy”\, Sidonie-Gabrielle Colette viene trapiantata dalla sua casa d’infanzia nella Francia rurale allo splendore intellettuale e artistico di Parigi. Poco dopo\, nei salotti parigini della Belle Époque\, Colette scopre una vita coniugale fatta di piacere\, passione e tradimenti che le ispira una serie di racconti autobiografici. Questi racconti\, pubblicati a nome del marito\, raccolgono enormi consensi e la figura di Colette/Claudine diventa un’icona per le donne parigine. Quando Willy\, per debiti di gioco\, svende i diritti di Claudine\, Colette finalmente lo lascia e pubblica i racconti a suo nome\, diventando una delle autrici francesi più conosciute al mondo. Tratto da una storia vera. \nIn Colette c’è una rinnovata potenza\, che ben accompagna l’indole sovversiva della sua “eroina”\, artista senza freni\, una delle più grandi personalità del Novecento. Scrittrice\, gran dama\, star da palcoscenico\, giornalista\, commentatrice di film fin dagli albori del cinematografo. Con il volto di una Keira Knightley spregiudicata\, affascinante\, che non abbassa mai lo sguardo. Piena di orgoglio\, contro ogni pregiudizio. \nLa storia di una donna forte\, energica\, fuori dagli schemi. Un mito nazionale e non solo. Al TFF36 \n(Gian Luca Pisacane\, ‘Il Cinematografo’\, 29 novembre 2018) \n  \nMercoledì 13 marzo ore 21.00 \nLa notte dei 12 anni \n \nGenere: drammatico \nRegia: Álvaro Brechner \nAttori: Antonio de la Torre\, Chino Darín\, Alfonso Tort \n  \n\nL’Uruguay è governato da una dittatura militare. Una sera d’autunno\, tre prigionieri tupamaro vengono sequestrati dalle loro celle nell’ambito di un’operazione militare segreta. L’ordine è preciso: “Dato che non li possiamo uccidere\, facciamoli diventare pazzi”. I tre uomini resteranno in isolamento per dodici anni. Tra loro c’è Pepe Mujica che diventerà presidente dell’Uruguay.\n\nSulla scia di altri acclamati drammi carcerari come Papillon e Fuga di mezzanotte\, 12 anni ci trasporta fra le mura delle prigioni uruguaiane durante la dittatura\, dove la dignità umana veniva costantemente calpestata e l’unica possibilità era affidata alla capacità di aggrapparsi anche al più piccolo pensiero vitale…  \nCiò che convince di 12 anni è la capacità di raccontare nel dettaglio l’orrore della prigionia e rimanere al tempo stesso fortemente umano\, grazie a una profonda introspezione nell’animo dei protagonisti. Il rancore per questa triste pagina della storia dell’Uruguay passa così in secondo piano rispetto alla forza del racconto e delle immagini\, dando addirittura spazio a una notevole dose di humour. \n12 anni si scava lentamente una strada nel cuore dello spettatore\, in un riuscito intreccio fra dramma carcerario\, ricostruzione storica e un messaggio di incrollabile speranza\, che ci ricorda dell’importanza di non lasciarsi mai andare e di non smettere mai di sperare\, seguendo quella flebile luce che ci può portare via dalle più atroci difficoltà o dalle fredde mura di una cella\, verso una vita diversa ancora da scrivere. (Marco Paiano\, ‘Cinematographe’\, 7 settembre 2018) \n  \nMercoledì 20 marzo ore 21.00 \nOld man & the gun \n \nGenere: thriller \nRegia: David Lowery \nAttori: Casey Affleck\, Robert Redford\, Sissy Spacek\, Tom Waits \n  \nIspirato alla storia vera di Forrest Tucker\, un uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Negli anni del suo crepuscolo\, dalla sua temeraria fuga dalla prigione di San Quentin a settant’anni\, fino a una scatenata serie di rapine senza precedenti\, Forrest Tucker disorientò le autorità e impressionò il pubblico. Coinvolti in maniere diverse nella sua fuga\, ci sono l’acuto e inflessibile investigatore John Hunt\, che gli dà implacabilmente la caccia ma è allo stesso tempo affascinato dall’impegno non violento profuso da Forrest nel suo mestiere\, e una donna\, Jewel\, che ama Forrest nonostante la professione che l’uomo si è scelto. \n  \n  \nCome spiegava Cechov: “Se in palcoscenico compare una pistola\, prima o poi bisogna che spari”. Quella di Redford invece non spara mai. Perché il suo Tucker rifiuta la violenza\, e sembra un antieroe dal cuore buono. Impossibile non essere dalla sua parte. È il simbolo di un cinema nostalgico\, che riporta lo spettatore al gusto delle scorribande in stile Bonnie & Clyde\, agli amori senili de I ponti di Madison County. \nCommedia romantica\, noir\, titolo preso in prestito da Hemingway: The Old Man & The Gun è una storia crepuscolare\, il monumento a un attore che ha creato un immaginario\, il manifesto che ogni fan vorrebbe scrivere per celebrare il suo beniamino. (Gian Luca Pisacane\, ‘Il Cinematografo’\, 19 dicembre 2018) \nAvvincente\, malinconico poliziesco\, dal ritmo blando e con i toni della commedia\, ispirato a una storia vera. (…). Robert Redford\, ottantadue anni di rughe e talento\, ha giurato che sarà il suo ultimo film. Speriamo ci ripensi. (Massimo Bertarelli\, ‘il Giornale’\, 20 dicembre 2018) \n  \nMercoledì 27 marzo ore 21.00 \nMaria Regina di Scozia \n \nGenere: storico \nRegia: Josie Rourke \nAttori: Saoirse Ronan\, Margot Robbie\, Jack Lowden\, Joe Alwyn \n  \nLa turbolenta esistenza della carismatica Maria Stuarda. Regina di Francia a 16 anni e vedova a soli 18\, Maria non cede alle pressioni di chi vorrebbe per lei un nuovo matrimonio e torna in Scozia\, sua terra natale\, per rivendicare il diritto legittimo al trono. Scozia e Inghilterra\, però\, sono sotto il dominio della potente Elisabetta I. Le due giovani regine si osservano\, ognuna con un misto di timore e di ammirazione nei confronti della “sorella” . Rivali in politica e in amore\, e reggenti in un mondo dominato dagli uomini\, le due donne dovranno decidere come giocarsi la partita che contrappone matrimonio e indipendenza. Fermamente decisa a governare e non a essere una semplice figura di rappresentanza\, Maria rivendica per sé il trono d’Inghilterra\, minacciando la sovranità di Elisabetta. Tradimenti\, ribellioni e cospirazioni scuotono entrambe le corti\, mettendo a repentaglio i troni e cambiando il corso della storia. \nMercoledì 3 aprile ore 21.00 \nSerata cineforum a cura delle Parrocchie di Pavullo\, con i ragazzi e le donne migranti di Pavullo. \n“Storie senza frontiere\, spaccati di vita dal mondo\, perché la cultura è un bene di tutti.” \n  \nInformazioni biglietti e abbonamenti: \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 (valido per tutte le rassegne fino al 31 marzo 2019) \n  \nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it
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SUMMARY:QUASI NEMICI - L'importante è avere ragione - MERCOLEDI' 30 GENNAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 30 GENNAIO \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: commedia \nRegia: Yvan Attal \nAttori: Camélia Jordana\, Daniel Auteuil \n  \nNeïla Salah è iscritta all’autorevole Scuola di Legge Assas di Parigi e il primo giorno di scontra con il professor Pierre Mazard\, noto per la sua cattiva condotta e il suo comportamento provocatorio. Per redimersi\, accetta di preparare Neïla per un prestigioso concorso di retorica. Cinico ed esigente\, Pierre potrebbe diventare il mentore di cui ha bisogno. Ma per farlo\, entrambi dovranno superare i loro pregiudizi. \nParigi è una città multiculturale. Ma i pregiudizi e la paura verso il diverso ancora esistono. Anche in ambienti elevati come quelli universitari. È quello che ci racconta la brillante commedia di Yvan Attal interpretata dai bravissimi Daniel Auteil e Camélia Jordana. \nLei\, già interprete di Due sotto il burqa\, qui veste i panni di una studentessa araba con il sogno di diventare avvocatessa\, ruolo che le è valso il Premio César come migliore promessa femminile del cinema francese.  \n(Giulia Lucchini\, ‘Il Cinematografo’\, 9 ottobre 2018) \n–
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SUMMARY:TUTTI LO SANNO - MERCOLEDI' 6 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 6 FEBBRAIO \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: thriller \nRegia: Asghar Farhadi \nAttori: Penélope Cruz\, Javier Bardem \n  \nIn occasione del matrimonio della sorella\, Laura torna con i figli nel proprio paese natale\, nel cuore di un vigneto spagnolo. Ma alcuni avvenimenti inaspettati turberanno il suo soggiorno facendo riaffiorare un passato rimasto troppo a lungo sepolto. \nRegista tra i migliori del suo Paese\, l’iraniano Asghar Farhadi (‘Una separazione’) si è distinto come autore di film profondamente umanisti\, dove i ‘buoni’ hanno segreti da nascondere e i ‘cattivi’ non sono mai del tutto tali. Questa volta si trasferisce in Spagna\, e torna a indagare i temi a lui più cari\, come la crisi familiare\, la dissezione di una coppia\, l’inchiesta e la riflessione morale che scaturisce da una situazione estrema\, facendo emergere il bilancio umano e psicologico dei personaggi… \n–
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SUMMARY:COLD WAR - MERCOLEDI' 13 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 13 FEBBRAIO \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: sentimentale \nRegia: Pawel Pawlikowski \nAttori: Tomasz Kot\, Joanna Kulig \n  \nSullo sfondo della guerra fredda\, passione e sentimento si intrecciano disegnando un’intensa e indimenticabile storia d’amore. \nPawlikowski firma uno straordinario mélo al di qua e al di là della cortina di ferro\, in un bianco e nero commovente: miglior regia a Cannes 2018 e 5 Oscar europei. E torna alla Polonia dell’immediato dopoguerra\, nel 1949\, quando dal nulla di villaggi rurali seminascosti dal bianco inghiottente della neve e del cielo\, iniziò il reclutamento di quello che da lì a poco divenne il “Mazowsze”\, corpo di balli e canti popolari nato per volontà del governo filosovietico\, che venne poi esportato in tutto il blocco orientale nell’arco degli anni ’50. È in questo contesto che prende forma l’incredibile storia d’amore tra Wiktor (Tomasz Kot)\, musicista e direttore della compagnia\, e l’allieva Zula (Joanna Kulig)\, ragazza su cui grava il sospetto di aver ucciso il proprio padre. Arrivati a Berlino Est per un’esibizione\, Wiktor organizza la fuga dall’altra parte del blocco per vivere finalmente in libertà quella storia d’amore. Ma Zula\, contro ogni previsione\, non si presenta all’appuntamento concordato… (Valerio Sammarco\, ‘Il Cinematografo’\, 19 dicembre 2018) \n– \n\n 
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SUMMARY:SENZA LASCIARE TRACCIA - MERCOLEDI' 20 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 20 FEBBRAIO \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: drammatico \nRegia: Debra Granik \nAttori: Ben Foster\, Thomasin Harcourt McKenzie \n  \nLa 15enne Tom vive clandestinamente con il padre nella foresta che confina con Portland\, in Oregon. Limitando il più possibile i loro contatti con il mondo moderno\, padre e figlia formano una famiglia atipica e molto unita. Quando vengono costretti ad abbandonare il loro rifugio\, ai due vengono offerti una casa\, una scuola e un lavoro. Tuttavia\, mentre il padre fa fatica ad adattarsi\, Tom scopre con curiosità la nuova vita. La simbiosi finisce. Il loro microcosmo autosufficiente si spezza e si separano l’uno dall’altra. Con sofferenza\, ma con amore. Proprio come ogni figlia da ogni padre. Solo in questo modo Tom potrà affermare non solo una propria identità\, ma anche quella libertà (tanto agognata da entrambi nel loro modo di vivere) che solo la vera crescita può veramente dare. \nIl film di Debra Granik non solo lascia traccia\, ma è addirittura memorabile. Dopo otto anni la regista candidata all’Oscar per Un gelido inverno torna dietro la macchina da presa per raccontarci una storia che vede nuovamente protagoniste delle persone ai margini della società. \nSenza lasciare traccia è una bellissima storia universale. Il tutto raccontato con linguaggio semplice e toccante allo stesso tempo e reso ancor più bello da un’interpretazione da applausi di Thomasin McKenzie\, che regala al suo personaggio un’incredibile intensità. Una brava giovane attrice\, come Jennifer Lawrence\, altra rivelazione in qualche modo scoperta sempre dalla Granik. \n(Giulia Lucchini\, ‘Il Cinematografo’\, 5 novembre 2018) \n– \n\n 
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SUMMARY:TROPPA GRAZIA - MERCOLEDI' 27 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 27 FEBBRAIO \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: commedia \nRegia: Gianni Zanasi \nAttori: Alba Rohrwacher\, Elio Germano\, Giuseppe Battiston\, Hadas Yaron \n  \nLucia è una geometra che vive da sola con sua figlia. Mentre si arrangia tra mille difficoltà\, economiche e sentimentali\, il Comune le affida un controllo su un terreno scelto per costruire una grande opera architettonica. Lucia nota che nelle mappe del Comune qualcosa non va\, ma per paura di perdere l’incarico decide di non dire nulla. Il giorno dopo\, mentre continua il suo lavoro\, viene interrotta da quella che le sembra una giovane “profuga”. Lucia le offre 5 euro e riprende a lavorare. Ma la sera\, nella cucina di casa sua\, la rivede all’improvviso\, davanti a lei. La “profuga” la fissa e le dice: “Vai dagli uomini e dì loro di costruire una chiesa là dove ti sono apparsa…” \nUna commedia surreale dall’idea brillante – scritta da Zanasi con Federica Pontremoli – che racconta con un’atmosfera gioiosa e un po’ folle una storia più complessa delle sue apparenze. \nPerché Troppa grazia guarda in modo surreale e ironico all’Italia che spera sempre nel miracolo\, nel deus ex machina\, nel sotterfugio per poter campare e prosperare\, in cui l’assenza di risposte o speranze concrete si riversa nel bisogno del soprannaturale\, dell’imprevisto: e allora l’apparizione di una Madonna come raramente se ne sono viste\, diretta\, concreta\, anche sanguigna e severa e buffa (perfetta Hadas Yaron\, la Sposa promessa nel film di Rama Burshtein e già con Zanasi nel precedente La felicità è un sistema complesso)\, sono la speranza di un mondo migliore qui\, se non esiste l’aldilà.  \n(Emanuele Rauco\, ‘Il Cinematografo’\, 17 maggio 2018) \n–
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SUMMARY:COLETTE - MERCOLEDI' 6 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 6 MARZO \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: biografico-drammatico\nRegia: Wash Westmoreland\nAttori: Keira Knightley\, Dominic West \nDopo aver sposato un famoso scrittore parigino noto comunemente come “Willy”\, Sidonie-Gabrielle Colette viene trapiantata dalla sua casa d’infanzia nella Francia rurale allo splendore intellettuale e artistico di Parigi. Poco dopo\, nei salotti parigini della Belle Époque\, Colette scopre una vita coniugale fatta di piacere\, passione e tradimenti che le ispira una serie di racconti autobiografici. Questi racconti\, pubblicati a nome del marito\, raccolgono enormi consensi e la figura di Colette/Claudine diventa un’icona per le donne parigine. Quando Willy\, per debiti di gioco\, svende i diritti di Claudine\, Colette finalmente lo lascia e pubblica i racconti a suo nome\, diventando una delle autrici francesi più conosciute al mondo. Tratto da una storia vera.\nIn Colette c’è una rinnovata potenza\, che ben accompagna l’indole sovversiva della sua “eroina”\, artista senza freni\, una delle più grandi personalità del Novecento. Scrittrice\, gran dama\, star da palcoscenico\, giornalista\, commentatrice di film fin dagli albori del cinematografo. Con il volto di una Keira Knightley spregiudicata\, affascinante\, che non abbassa mai lo sguardo. Piena di orgoglio\, contro ogni pregiudizio.\nLa storia di una donna forte\, energica\, fuori dagli schemi. Un mito nazionale e non solo.\n(Gian Luca Pisacane\, ‘Il Cinematografo’\, 29 novembre 2018)- \n\n 
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SUMMARY:UNA NOTTE DI 12 ANNI - MERCOLEDI' 13 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 13 MARZO \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: drammatico \nRegia: Álvaro Brechner \nAttori: Antonio de la Torre\, Chino Darín\, Alfonso Tort \n  \n\nL’Uruguay è governato da una dittatura militare. Una sera d’autunno\, tre prigionieri tupamaro vengono sequestrati dalle loro celle nell’ambito di un’operazione militare segreta. L’ordine è preciso: “Dato che non li possiamo uccidere\, facciamoli diventare pazzi”. I tre uomini resteranno in isolamento per dodici anni. Tra loro c’è Pepe Mujica che diventerà presidente dell’Uruguay.\n\nSulla scia di altri acclamati drammi carcerari come Papillon e Fuga di mezzanotte\, 12 anni ci trasporta fra le mura delle prigioni uruguaiane durante la dittatura\, dove la dignità umana veniva costantemente calpestata e l’unica possibilità era affidata alla capacità di aggrapparsi anche al più piccolo pensiero vitale…  \nCiò che convince di 12 anni è la capacità di raccontare nel dettaglio l’orrore della prigionia e rimanere al tempo stesso fortemente umano\, grazie a una profonda introspezione nell’animo dei protagonisti. Il rancore per questa triste pagina della storia dell’Uruguay passa così in secondo piano rispetto alla forza del racconto e delle immagini\, dando addirittura spazio a una notevole dose di humour. \n12 anni si scava lentamente una strada nel cuore dello spettatore\, in un riuscito intreccio fra dramma carcerario\, ricostruzione storica e un messaggio di incrollabile speranza\, che ci ricorda dell’importanza di non lasciarsi mai andare e di non smettere mai di sperare\, seguendo quella flebile luce che ci può portare via dalle più atroci difficoltà o dalle fredde mura di una cella\, verso una vita diversa ancora da scrivere. \n(Marco Paiano\, ‘Cinematographe’\, 7 settembre 2018) \n–
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SUMMARY:OLD MAN & THE GUN - MERCOLEDI' 20 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 20 MARZO \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: thriller \nRegia: David Lowery \nAttori: Casey Affleck\, Robert Redford\, Sissy Spacek\, Tom Waits \n  \nIspirato alla storia vera di Forrest Tucker\, un uomo che ha trascorso la sua vita tra rapine in banca ed evasioni dal carcere. Negli anni del suo crepuscolo\, dalla sua temeraria fuga dalla prigione di San Quentin a settant’anni\, fino a una scatenata serie di rapine senza precedenti\, Forrest Tucker disorientò le autorità e impressionò il pubblico. Coinvolti in maniere diverse nella sua fuga\, ci sono l’acuto e inflessibile investigatore John Hunt\, che gli dà implacabilmente la caccia ma è allo stesso tempo affascinato dall’impegno non violento profuso da Forrest nel suo mestiere\, e una donna\, Jewel\, che ama Forrest nonostante la professione che l’uomo si è scelto. \n  \n  \nCome spiegava Cechov: “Se in palcoscenico compare una pistola\, prima o poi bisogna che spari”. Quella di Redford invece non spara mai. Perché il suo Tucker rifiuta la violenza\, e sembra un antieroe dal cuore buono. Impossibile non essere dalla sua parte. È il simbolo di un cinema nostalgico\, che riporta lo spettatore al gusto delle scorribande in stile Bonnie & Clyde\, agli amori senili de I ponti di Madison County. \nCommedia romantica\, noir\, titolo preso in prestito da Hemingway: The Old Man & The Gun è una storia crepuscolare\, il monumento a un attore che ha creato un immaginario\, il manifesto che ogni fan vorrebbe scrivere per celebrare il suo beniamino. (Gian Luca Pisacane\, ‘Il Cinematografo’\, 19 dicembre 2018) \nAvvincente\, malinconico poliziesco\, dal ritmo blando e con i toni della commedia\, ispirato a una storia vera. (…). Robert Redford\, ottantadue anni di rughe e talento\, ha giurato che sarà il suo ultimo film. Speriamo ci ripensi. (Massimo Bertarelli\, ‘il Giornale’\, 20 dicembre 2018) \n–
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SUMMARY:MARIA REGINA DI SCOZIA - MERCOLEDI' 27 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 27 MARZO \nproiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: storico \nRegia: Josie Rourke \nAttori: Saoirse Ronan\, Margot Robbie\, Jack Lowden\, Joe Alwyn \n  \nLa turbolenta esistenza della carismatica Maria Stuarda. Regina di Francia a 16 anni e vedova a soli 18\, Maria non cede alle pressioni di chi vorrebbe per lei un nuovo matrimonio e torna in Scozia\, sua terra natale\, per rivendicare il diritto legittimo al trono. Scozia e Inghilterra\, però\, sono sotto il dominio della potente Elisabetta I. Le due giovani regine si osservano\, ognuna con un misto di timore e di ammirazione nei confronti della “sorella” . Rivali in politica e in amore\, e reggenti in un mondo dominato dagli uomini\, le due donne dovranno decidere come giocarsi la partita che contrappone matrimonio e indipendenza. Fermamente decisa a governare e non a essere una semplice figura di rappresentanza\, Maria rivendica per sé il trono d’Inghilterra\, minacciando la sovranità di Elisabetta. Tradimenti\, ribellioni e cospirazioni scuotono entrambe le corti\, mettendo a repentaglio i troni e cambiando il corso della storia. \n–
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SUMMARY:WALLAH - INGRESSO GRATUITO - MERCOLEDI' 3 APRILE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 3 APRILE \n– \nProiezione unica ore 21.00 \nINGRESSO GRATUITO\nNEI PANNI DI UN IMMIGRATO \nCinema Teatro Mac Mazzieri \nin collaborazione con \nle Parrocchie \ne i ragazzi e le ragazze migranti \ndi Pavullo \nRegia: Marcello Merletto \nGenere: Documentario \nPaese: Niger\, Senegal\, Italia\, 2016\, \nDurata: 63 minuti \nL’Europa è una meta da raggiungere ad ogni costo\, “Wallah”\, lo giuro su Dio. Ma c’è anche chi\, provato dalla strada\, riprende la via di casa. \nLe rotte migratorie dell’Africa occidentale all’Italia\, passando per il Niger\, attraverso le storie e le testimonianze di donne e uomini in viaggio e delle loro famiglie. Villaggi rurali nel Senegal\, stazione degli autobus\, “ghetti” dei trafficanti\, case e piazze italiane fanno da sfondo a viaggi coraggiosi dalle conseguenze spesso drammatiche. Alla frontiera europea che – “lo giuro su Dio” – alcuni del protagonisti attraverseranno\, si aggiungono poi le barriere della vita quotidiana in Italia.
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SUMMARY:RASSEGNA MONTAGNAVVENTURA
DESCRIPTION:CINEMA TEATRO WALTER MAC MAZZIERI IN COLLABORAZIONE  CON CAI SEZIONE PAVULLO \npresenta \n “MONTAGNAVVENTURA” \n  \nRASSEGNA DI CINEMA  \nDAL  25 SETTEMBRE AL 16 OTTOBRE 2019 \n  \nMercoledì 25 settembre ore 21.00 \nFREE SOLO – documentario \n \nIl documentario\, vincitore dell’Oscar nell’edizione 2019\, offre un ritratto intimo dello scalatore Alex Honnold\, mentre si prepara a realizzare il sogno di una vita: scalare El Cap della Yosemite Valley\, la parete di roccia più famosa del mondo … senza corda. \n  \nDiretto da Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin\, il documentario racconta senza sconti di un’impresa davvero eroica e mozzafiato\, ma il merito dell’Oscar và anche allo scavo in una psicologia particolarissima. Perché scalare senza nessun tipo di aiuto una vetta del genere\, “la parete più spaventosa che esista” come la definisce lo stesso Honnold\, non è solo un obiettivo atleticamente proibitivo\, è anche una sfida senza sconti con la morte: in un percorso del genere non è permesso “alcun margine d’errore“\, perché basta un unico passo falso per piombare nel vuoto senza nessun tipo di protezione. \nLe riprese di Free Solo hanno davvero dell’incredibile\, immortalando Honnold nei momenti più delicati della sua scalata\, descritta nei minimi particolari ma anche ritratta in un modo che lascerà avvinti anche i meno iniziati. Sono state realizzate per la maggior parte con telecamere comandate a distanza e da droni\, al fine di ridurre al minimo la presenza umana (e quindi le distrazioni) attorno allo scalatore. Il team di cameraman-scalatori guidato da Chin ha seguito per anni Honnold nelle sue avventure ma soprattutto nella sua preparazione\, ma nel momento fatidico doveva essere lasciato\, appunto\, solo… \nPunteggiato da una colonna sonora sapiente ed enfatica\, Free Solo è un’avvincente coreografia atletica sospesa sul vuoto\, che regala uno sguardo inedito non solo su una natura fatta di altezze e rocce apparentemente inespugnabili\, ma anche su una natura umana capace di sfidare ogni limite facendo affidamento solo su sé stessa. Anche se il tema vi sembra lontanissimo dai vostri interessi\, sfidare queste vertigini vi regalerà due ore scarse di un’emozione impagabile e sicuramente catartica. \n(Paolo Armelli da Wired) \n  \nMercoledì 2 ottobre ore 21.00 \nI VOLTI DELLA via FRANCIGENA – documentario \n \nFilm documentario sui luoghi e le persone che popolano un meraviglioso cammino e che con il cammino hanno stretto un legame viscerale\, un’umanità multiforme che rende vivo il percorso. \n  \nPochi sanno che esiste un percorso capace di collegare Canterbury\, Roma\, Gerusalemme\, Bari\, Lucca\, Colle del Gran San Bernardo\, e tantissimi altri luoghi. E’ bene chiarire che questo percorso non prevede l’utilizzo di automobili o altri automezzi\, ma solo ciò di cui la natura ci ha dotato. La Via Francigena durante il Medioevo univa le città citate e negli ultimi venti anni è stata riscoperta e ripopolata da pellegrini\, sportivi\, ospitalieri\, turisti che compiono un viaggio spirituale\, una sfida con se stessi o anche una visita all’interno della vera “ossatura” dell’Europa e\, in particolar modo\, dell’Italia. \nIl giovane filmmaker Fabio Dipinto\, affascinato dal concetto e dalla pratica del “cammino”\, ha deciso così di sviluppare un documentario\, I volti della Via Francigena\, proprio su questo immenso cammino. Il documentario on the road mette in scena un misto di straordinari paesaggi e di intime e profonde emozioni di coloro (i volti) che insieme a lui francigena-2hanno intrapreso il viaggio di circa due mesi che li ha portati dal Colle del Gran San Bernardo fino a Roma. \nTra i “personaggi principali” del film\, oltre ai volti e alla via millenaria\, c’è dunque il viaggio intrapreso. In particolar modo colpisce la visione filosofica del cammino\, capace di cambiare le persone\, mettendole a confronto con loro stesse e\, allo stesso tempo\, con altri esseri umani con i quali si entra profondamente a contatto. Assieme a questi ultimi\, si condividono i dolori della fatica e le gioie derivate dalle imponenti visioni che il reale e la natura\, rurale e talvolta meravigliosamente selvaggia\, sono capaci di creare. \nUn lavoro duro\, quello fatto dal regista torinese che riesce ad incuriosire\, stimolare e\, in alcuni tratti\, scuotere l’animo ormai pacato e spesso vuoto dell’uomo-spettatore contemporaneo. \n(Antimo Prencipe da Sentieri Selvaggi) \n  \nMercoledì 9 ottobre ore 21.00 \nIL VENTO FA IL SUO GIRO – film drammatico \n \nChersogno è un paesino sulle Alpi Occitane abitato ormai solo da anziani.  Una ventata di novità arriva quando un ex professore francese vi si trasferisce con la sua famiglia alla ricerca di un modo di vita più vicino alla natura. \nIl film debutto di Giorgio Diritti\, auto-prodotto\, che ha partecipato a 37 Festival nazionali e internazionali e ricevuto 22 premi. \n  \nIl film di Giorgio Diritti vale almeno quattro stelle. Una per il coraggio\, due per le difficoltà della distribuzione (il film fa la spola fra una sala e l’altra di Italia\, dove il mercato non sembra accorgersene\, mentre all’estero ha fatto incetta di premi e riconoscimenti)\, la terza per la prova corale di tutti gli attori\, bravissimi e non professionisti (eccezion fatta per Thierry Toscan e Alessandra Agosti)\, la quarta per risarcirlo moralmente di tutto ciò che ha subito e per tutto ciò che subirà\, nella cecità dei nostri critici e dei nostri speculatori culturali. “E l’aura fai son vir” – questo il titolo occitano del film – si riferisce al detto popolare che vuole il vento una metafora di tutte le cose\, un movimento circolare in cui tutto torna\, come rappresentato nel film dalla figura di uno scemo del villaggio che corre nei prati simulando il gesto del volo. Questa pellicola\, senza scomodare miti e profeti\, ha la forza di un trattato antropologico\, ma senza perdersi nella retorica dei buoni sentimenti\, sottolineando piuttosto come la vita si componga di sensazioni contrastanti e sgradevoli\, in un cinismo che contagia\, ma rende liberi da pregiudizi e ipocrisie. Tre aggettivi per descriverlo? Genuino\, inaspettato\, meraviglioso. Come le anime salve che descrive\, uomini in cerca di un senso che l’esistenza stessa allontana ogni giorno di più. \n(Pierpaolo Simone da Mymovies) \n  \nMercoledì 16 ottobre ore 21.00 \nMOUNTAIN – documentario \n \nDocumentario che\, in chiave di sinfonia audiovisiva\, racconta le scalate delle montagne più impervie\, le imprese impossibili di climbers e altri acrobati delle vette più remote. \nTra i film più spettacolari presentati al Trento Film Festival 2018 e presentato in Concorso al Festival di Venezia 2018. \n  \nNel suo nuovo lavoro\, Mountain\, la documentarista australiana Jennifer Peedom torna sul tema delle esplorazioni estreme\, che ha finora guidato la sua carriera. \nCon Mountain costruisce un film che funziona come una sinfonia di immagini e musica\, una sequenza di scene di imprese mozzafiato\, selezionate da un girato di 2000 ore di riprese in 15 paesi diversi\, con la lettura di un testo dello scrittore inglese Robert Macfarlane a opera dell’attore Willem Dafoe. E con la partitura musicale\, assai più che un accompagnamento\, della Australian Chamber Orchestra eseguita nella Sydney Opera House\, composta da Richard Tognetti\, con in aggiunta brani di Vivaldi\, Beethoven\, Arvo Pärt.  \nL’incipit di Mountain vede proprio i preamboli dell’orchestrazione e della lettura come un prologo in bianco e nero che dichiara subito trattarsi di immagini altre rispetto a quelle colorate\, spettacolari del film. E sono diverse pure dai filmati di repertorio\, pure in bianco e nero\, ma di diverso formato e dalla consistenza della pellicola consunta. Un prologo che sembra rifarsi a quello del disneyano Fantasia\, di cui condivide la concezione di flusso mesmerico di immagini e musica. \nMountain è una visione adrenalinica\, un film che è come un ottovolante\, fatto di vertiginosi strapiombi\, dislivelli mozzafiato\, sospensioni sul vuoto\, orli di precipizio; riprese impossibili e estremamente spettacolari\, da elicotteri o da telecamerine portate dagli stessi scalatori. Un puro spettacolo che evita le parti didascaliche\, visto che non sappiamo quali siano le montagne scalate né chi siano gli scalatori. (…) \n«Le montagne ridimensionano l’istinto dell’uomo\, ci restituiscono il senso della meraviglia e mettono alla dura prova la nostra arroganza»\, dice la voce off di Willem Dafoe. Eppure pochi possono entrare in reale risonanza con il vero suono della montagna\, come suggerisce la scritta iniziale: «Quelli che danzano sono considerati pazzi da chi non può sentire la musica».  \n(Giampiero Raganelli da Quinlan) \nPER LA BIBLIOGRAFIA COMPLETA A TEMA MONTAGNA A CURA DELLA BIBLIOTECA G. SANTINI DI PAVULLO CLICCA QUI \n  \nInformazioni biglietti e abbonamenti: \nIngresso unico: €. 5\,00 (tranne Free Solo 7\,00 euro) \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 (valido per tutte le rassegne fino a marzo 2020) \n  \nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it \n  \n 
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SUMMARY:FREE SOLO - MERCOLEDI' 25 SETTEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 25 SETTEMBRE \nProiezione unica ore 21.00 \nPrezzo biglietto intero 7 € \n– \nGenere: DOCUMENTARIO\, SPORTIVO \nDurata: 100 minuti \n– \nRegia: Jimmy Chin\, Elizabeth Chai Vasarhelyi\nAttori: Alex Honnold\, Jimmy Chin\, Tommy Caldwell\, Dierdre Wolownick\, Sanni Mccandless \nIl documentario\, vincitore dell’Oscar nell’edizione 2019\, offre un ritratto intimo dello scalatore Alex Honnold\, mentre si prepara a realizzare il sogno di una vita: scalare El Cap della Yosemite Valley\, la parete di roccia più famosa del mondo … senza corda. \nRECENSIONE: \nDiretto da Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin\, il documentario racconta senza sconti di un’impresa davvero eroica e mozzafiato\, ma il merito dell’Oscar và anche allo scavo in una psicologia particolarissima. Perché scalare senza nessun tipo di aiuto una vetta del genere\, “la parete più spaventosa che esista” come la definisce lo stesso Honnold\, non è solo un obiettivo atleticamente proibitivo\, è anche una sfida senza sconti con la morte: in un percorso del genere non è permesso “alcun margine d’errore“\, perché basta un unico passo falso per piombare nel vuoto senza nessun tipo di protezione. \nLe riprese di Free Solo hanno davvero dell’incredibile\, immortalando Honnold nei momenti più delicati della sua scalata\, descritta nei minimi particolari ma anche ritratta in un modo che lascerà avvinti anche i meno iniziati. Sono state realizzate per la maggior parte con telecamere comandate a distanza e da droni\, al fine di ridurre al minimo la presenza umana (e quindi le distrazioni) attorno allo scalatore. Il team di cameraman-scalatori guidato da Chin ha seguito per anni Honnold nelle sue avventure ma soprattutto nella sua preparazione\, ma nel momento fatidico doveva essere lasciato\, appunto\, solo… \nPunteggiato da una colonna sonora sapiente ed enfatica\, Free Solo è un’avvincente coreografia atletica sospesa sul vuoto\, che regala uno sguardo inedito non solo su una natura fatta di altezze e rocce apparentemente inespugnabili\, ma anche su una natura umana capace di sfidare ogni limite facendo affidamento solo su sé stessa. Anche se il tema vi sembra lontanissimo dai vostri interessi\, sfidare queste vertigini vi regalerà due ore scarse di un’emozione impagabile e sicuramente catartica. \n(Paolo Armelli da Wired)
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SUMMARY:I VOLTI DELLA VIA FRANCIGENA - MERCOLEDI' 2 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 2 OTTOBRE – ORE 21.00 \n– \nDurata: 55 minuti \nGenere: DOCUMENTARIO \nRegia: Fabio Dipinto \n– \nFilm documentario sui luoghi e le persone che popolano un meraviglioso cammino e che con il cammino hanno stretto un legame viscerale: pellegrini\, ospitalieri\, traghettatori\, volontari\, storici e religiosi\, un’umanità multiforme che rende vivo il percorso. Tra le persone intervistate si annoverano lo scrittore e psicoatleta Enrico Brizzi\, lo storico Giovanni Caselli\, il fondatore del Movimento Lento Alberto Conte\, il rettore della Confraternita di San Giacomo di Compostela Paolo Caucci von Saucken\, l’abate recentemente scomparso Joseph Roduit della millenaria abbazia di Saint-Maurice\, e molti altri. La videocamera ha scavato in profondità negli esseri umani custoditi da questo percorso: circa quaranta persone hanno raccontato la loro esperienza conversando con l’autore. Individui unici diventano testimoni di un itinerario millenario ancora selvaggio\, che si affida silenziosamente al loro operato. Le parole dei protagonisti si alternano ad immagini di luoghi meravigliosi che quotidianamente si presentano dinanzi agli occhi: le linee delle montagne valdostane\, il verde delle risaie\, i colli toscani\, pochi esempi di luoghi speciali che conducono dal Colle del Gran San Bernardo a Roma. Il film vuole narrare e dare visibilità ad un itinerario tanto sconosciuto quanto affascinante. Attraverso i racconti dei protagonisti vuole spiegare che cosa significhi intraprendere un cammino\, prendersi cura di persone che dal giorno seguente non rivedrai più\, fare del volontariato per permettere a viandanti sconosciuti di camminare in sicurezza e libertà attraverso i sentieri. Il film tocca grandi temi quali la storia e l’evoluzione del percorso\, le spinte spirituali e religiose che portano a compiere il primo passo e infine il grande lavoro svolto lungo la Via\, capace di mantenerla viva. \nRECENSIONE: \nPochi sanno che esiste un percorso capace di collegare Canterbury\, Roma\, Gerusalemme\, Bari\, Lucca\, Colle del Gran San Bernardo\, e tantissimi altri luoghi. E’ bene chiarire che questo percorso non prevede l’utilizzo di automobili o altri automezzi\, ma solo ciò di cui la natura ci ha dotato. La Via Francigena durante il Medioevo univa le città citate e negli ultimi venti anni è stata riscoperta e ripopolata da pellegrini\, sportivi\, ospitalieri\, turisti che compiono un viaggio spirituale\, una sfida con se stessi o anche una visita all’interno della vera “ossatura” dell’Europa e\, in particolar modo\, dell’Italia. \nIl giovane filmmaker Fabio Dipinto\, affascinato dal concetto e dalla pratica del “cammino”\, ha deciso così di sviluppare un documentario\, I volti della Via Francigena\, proprio su questo immenso cammino. Il documentario on the road mette in scena un misto di straordinari paesaggi e di intime e profonde emozioni di coloro (i volti) che insieme a lui hanno intrapreso il viaggio di circa due mesi che li ha portati dal Colle del Gran San Bernardo fino a Roma. \nTra i “personaggi principali” del film\, oltre ai volti e alla via millenaria\, c’è dunque il viaggio intrapreso. In particolar modo colpisce la visione filosofica del cammino\, capace di cambiare le persone\, mettendole a confronto con loro stesse e\, allo stesso tempo\, con altri esseri umani con i quali si entra profondamente a contatto. Assieme a questi ultimi\, si condividono i dolori della fatica e le gioie derivate dalle imponenti visioni che il reale e la natura\, rurale e talvolta meravigliosamente selvaggia\, sono capaci di creare. \nUn lavoro duro\, quello fatto dal regista torinese che riesce ad incuriosire\, stimolare e\, in alcuni tratti\, scuotere l’animo ormai pacato e spesso vuoto dell’uomo-spettatore contemporaneo. \n(Antimo Prencipe da Sentieri Selvaggi) \n– \n\n 
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SUMMARY:IL VENTO FA IL SUO GIRO - MERCOLEDI' 9 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 9 OTTOBRE – ORE 21.00 \n– \nGenere: DRAMMATICO \nDurata: 110 minuti \nRegia: Giorgio Diritti\n–\nChersogno è un paesino sulle Alpi Occitane italiane abitato ormai solo da persone anziane che sopravvivono grazie ad un po’ di turismo estivo. Una ventata di novità arriva quando un ex professore francese vi si trasferisce con la sua famiglia alla ricerca di un modo di vita più vicino alla natura. L’uomo si trasforma in pastore e inizia un’attività casearia. I nuovi arrivati e la loro impresa risvegliano negli abitanti sentimenti contrastanti. L’integrazione è difficile e il rapporto con la ‘diversità’ diventa il cardine della narrazione in cui affiora la sensazione che\, come dice uno dei personaggi: “Le cose sono come il vento\, prima o poi ritornano.” \nRECENSIONE: \nIl film di Giorgio Diritti vale almeno quattro stelle. Una per il coraggio\, due per le difficoltà della distribuzione (il film fa la spola fra una sala e l’altra di Italia\, dove il mercato non sembra accorgersene\, mentre all’estero ha fatto incetta di premi e riconoscimenti)\, la terza per la prova corale di tutti gli attori\, bravissimi e non professionisti (eccezion fatta per Thierry Toscan e Alessandra Agosti)\, la quarta per risarcirlo moralmente di tutto ciò che ha subito e per tutto ciò che subirà\, nella cecità dei nostri critici e dei nostri speculatori culturali. “E l’aura fai son vir” – questo il titolo occitano del film – si riferisce al detto popolare che vuole il vento una metafora di tutte le cose\, un movimento circolare in cui tutto torna\, come rappresentato nel film dalla figura di uno scemo del villaggio che corre nei prati simulando il gesto del volo. Questa pellicola\, senza scomodare miti e profeti\, ha la forza di un trattato antropologico\, ma senza perdersi nella retorica dei buoni sentimenti\, sottolineando piuttosto come la vita si componga di sensazioni contrastanti e sgradevoli\, in un cinismo che contagia\, ma rende liberi da pregiudizi e ipocrisie. Tre aggettivi per descriverlo? Genuino\, inaspettato\, meraviglioso. Come le anime salve che descrive\, uomini in cerca di un senso che l’esistenza stessa allontana ogni giorno di più. \n(Pierpaolo Simone da Mymovies) \nhttps://www.youtube.com/watch?v=zVAF0A0_i2U
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SUMMARY:MOUNTAIN - MERCOLEDI' 16 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 16 OTTOBRE – ORE 21.00 \n– \nRegia: Jennifer Peedom \nDurata: 74 minuti \nGenere: DOCUMENTARIO \n– \nDocumentario che\, in chiave di sinfonia audiovisiva\, racconta le scalate delle montagne più impervie\, le imprese impossibili di climbers e altri acrobati delle vette più remote. \nTra i film più spettacolari presentati al Trento Film Festival 2018 e presentato in Concorso al Festival di Venezia 2018. \nUn video-racconto che non vuole solo stupire gli spettatori ma anche portarli a riflettere sugli aspetti controversi dell’alpinismo più estremo e sull’importanza da parte di ogni appassionato di riconoscere i propri limiti. \n  \nRECENSIONE: \nNel suo nuovo lavoro\, Mountain\, la documentarista australiana Jennifer Peedom torna sul tema delle esplorazioni estreme\, che ha finora guidato la sua carriera. \nCon Mountain costruisce un film che funziona come una sinfonia di immagini e musica\, una sequenza di scene di imprese mozzafiato\, selezionate da un girato di 2000 ore di riprese in 15 paesi diversi\, con la lettura di un testo dello scrittore inglese Robert Macfarlane a opera dell’attore Willem Dafoe. E con la partitura musicale\, assai più che un accompagnamento\, della Australian Chamber Orchestra eseguita nella Sydney Opera House\, composta da Richard Tognetti\, con in aggiunta brani di Vivaldi\, Beethoven\, Arvo Pärt.  \nL’incipit di Mountain vede proprio i preamboli dell’orchestrazione e della lettura come un prologo in bianco e nero che dichiara subito trattarsi di immagini altre rispetto a quelle colorate\, spettacolari del film. E sono diverse pure dai filmati di repertorio\, pure in bianco e nero\, ma di diverso formato e dalla consistenza della pellicola consunta. Un prologo che sembra rifarsi a quello del disneyano Fantasia\, di cui condivide la concezione di flusso mesmerico di immagini e musica. \nMountain è una visione adrenalinica\, un film che è come un ottovolante\, fatto di vertiginosi strapiombi\, dislivelli mozzafiato\, sospensioni sul vuoto\, orli di precipizio; riprese impossibili e estremamente spettacolari\, da elicotteri o da telecamerine portate dagli stessi scalatori. Un puro spettacolo che evita le parti didascaliche\, visto che non sappiamo quali siano le montagne scalate né chi siano gli scalatori. (…) \n«Le montagne ridimensionano l’istinto dell’uomo\, ci restituiscono il senso della meraviglia e mettono alla dura prova la nostra arroganza»\, dice la voce off di Willem Dafoe. Eppure pochi possono entrare in reale risonanza con il vero suono della montagna\, come suggerisce la scritta iniziale: «Quelli che danzano sono considerati pazzi da chi non può sentire la musica».  \n(Giampiero Raganelli da Quinlan) \n 
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SUMMARY:ZEN SUL GHIACCIO SOTTILE - MERCOLEDI' 23 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 23 OTTOBRE \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: drammatico \nRegia: Margherita Ferri \nAttori: Eleonora Conti\, Susanna Acchiardi\, Fabrizia Sacchi\, Edoardo Lomazzi\, Alexandra Gaspar \n  \nMaia\, detta Zen\, è una sedicenne irrequieta e solitaria che vive in un piccolo paese dell’Appennino emiliano. È l’unica femmina della squadra di hockey locale e i suoi compagni non perdono occasione di bullizzarla per il suo essere maschiaccio. Quando Vanessa – l’intrigante e confusa fidanzata di un giocatore della squadra – scappa di casa e si nasconde nel rifugio della madre di Maia\, tra le due nasce un legame e Maia riesce per la prima volta a confidare i dubbi sulla propria identità di genere. \nNote della regista: Ho cercato di raccontare la storia di Maia giustapponendo le sue emozioni al paesaggio dell’Appennino emiliano\, bellissimo e dimenticato. Ho voluto esplorare la relazione tra la “produzione del paesaggio” e l’identità di chi vive quei territori\, lavorando sull’idea di “paesaggio emotivo”: uno strumento per stimolare lo spettatore visivamente e accompagnarlo nella dimensione più profonda dei personaggi. \nSostenuto\, fra gli altri\, dall’Ente Parchi Emilia Centrale il film è stato girato tra Fanano con il suo palaghiaccio e il rifugio I Taburri\, nel Parco del Frignano. \n– REALIZZATO CON IL SUPPORTO DI PRODIGIO DIVINO\, L’UNIONE APPENNINO BOLOGNESE E ENTE GESTIONE PARCHI E BIODIVERSITÀ EMILIA CENTRALE\, EMILIA-ROMAGNA FILM COMMISSION\, CNA CINEMA E AUDIOVISIVO\, SVILUPPATO ALL’INTERNO DEL PROGRAMMA BIENNALE COLLEGE CINEMA 2017/18\, CON IL SOSTEGNO ECONOMICO DE LA BIENNALE DI VENEZIA\, IN COLLABORAZIONE CON CASSERO LGBT CENTRE BOLOGNA\, CENTRO RISORSE LGBT BOLOGNA\, COMBO. \n– PRESENTATO ALLA 75. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2018) NELLA SEZIONE ‘BIENNALE COLLEGE CINEMA’. \n– IN PROGRAMMA NELLA SEZIONE ‘PANORAMA ITALIA’ DELLA XVI EDIZIONE DI ‘ALICE NELLA CITTÀ’ (2018)\, SEZIONE AUTONOMA E PARALLELA DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA. \n– CANDIDATO NASTRI D’ARGENTO 2019 PER: MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE. \n– \n\n 
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SUMMARY:FESTIVAL! - RASSEGNA DI CINEMA D'ESSAI - DAL 23 OTTOBRE AL 4 DICEMBRE 2019
DESCRIPTION:DAL 23 OTTOBRE AL 4 DICEMBRE 2019 \n– \n“Non importa quanto siete simili ma quanto non lo siete”  \n(Albus Silente) \n  \nMercoledì 23 ottobre 21.00 \nZEN SUL GHIACCIO SOTTILE \n \nGenere: drammatico \nRegia: Margherita Ferri \nAttori: Eleonora Conti\, Susanna Acchiardi\, Fabrizia Sacchi\, Edoardo Lomazzi\, Alexandra Gaspar \n  \nMaia\, detta Zen\, è una sedicenne irrequieta e solitaria che vive in un piccolo paese dell’Appennino emiliano. È l’unica femmina della squadra di hockey locale e i suoi compagni non perdono occasione di bullizzarla per il suo essere maschiaccio. Quando Vanessa – l’intrigante e confusa fidanzata di un giocatore della squadra – scappa di casa e si nasconde nel rifugio della madre di Maia\, tra le due nasce un legame e Maia riesce per la prima volta a confidare i dubbi sulla propria identità di genere. \nNote della regista: Ho cercato di raccontare la storia di Maia giustapponendo le sue emozioni al paesaggio dell’Appennino emiliano\, bellissimo e dimenticato. Ho voluto esplorare la relazione tra la “produzione del paesaggio” e l’identità di chi vive quei territori\, lavorando sull’idea di “paesaggio emotivo”: uno strumento per stimolare lo spettatore visivamente e accompagnarlo nella dimensione più profonda dei personaggi. \n  \nMercoledì 30 ottobre ore 21.00 \nDAFNE \n \nGenere: drammatico/commedia \nRegia: Federico Bondi \nAttori: Carolina Raspanti\, Antonio Piovanelli\, Stefania Casini \n  \nUna trentacinquenne portatrice della sindrome di Down\, esuberante e trascinatrice\, sa organizzare da sola la sua vita\, ma vive ancora insieme ai genitori\, Luigi e Maria. Quando Maria muore all’improvviso\, gli equilibri familiari vanno in frantumi. Luigi sprofonda nella depressione e Dafne non è solo spinta a confrontarsi con la perdita\, ma deve anche sostenere il genitore. Finché un giorno accade qualcosa di inaspettato: insieme decidono di affrontare un trekking in montagna\, diretti al paese natale di Maria. Lungo il cammino\, scopriranno molte cose l’uno dell’altra e impareranno entrambi a superare i propri limiti. \nLa protagonista di Dafne\, Carolina Raspanti\, classe 1984\, è una delle quarantamila persone che oggi in Italia sono affette da sindrome di Down\, ed è una straordinaria protagonista. \n  \nMercoledì 6 novembre ore 21.00 \nIL VIAGGIO DI YAO \n \nGenere: commedia \nRegia: Philippe Godeau \nAttori: Omar Sy\, Lionel Louis Basse\, Fatoumata Diawara\, Germaine Acogny\, Alibeta \n  \nSeydou Tall\, nato in Francia da famiglia senegalese\, è una star del cinema. Separato da una moglie ostile e padre di un bambino di pochi anni\, decide di andare in Senegal sull’onda di un’autobiografia di successo. Ad accoglierlo con entusiamo nel paese d’origine c’è soprattutto Yao\, un ragazzino di tredici anni venuto da lontano a reclamare il suo autografo. I quattrocento chilometri coperti da Yao per raggiungerlo colpiscono l’attore che abbandona il tour promozionale per riaccompagnarlo a casa. Il loro viaggio deraglierà progressivamente\, stravolgendo qualsiasi storia scritta prima. \nOmar Sy seduce con la sua umiltà e con la sua sobrietà in un road movie dalla sincerità disarmante. \n  \nMercoledì 13 novembre ore 21.00 \nLE INVISIBILI \n \nGenere: commedia \nRegia: Louis-Julien Petit \nAttori: Audrey Lamy\, Corinne Masiero\, Noémie Lvovsky\, Déborah Lukumuena\, Sarah Suco \n  \nLady D\, Édith Piaf\, Brigitte Macron\, Beyoncé\, Salma Hayek e le altre scalpitano davanti al cancello dell’Envol\, centro di accoglienza diurno ubicato nel Nord della Francia e destinato a ricevere donne senza fissa dimora. Nascoste dietro agli pseudonimi celebri che si sono scelte per preservare il loro anonimato\, cercano e trovano per qualche ora riparo tra quelle mura. Una doccia\, un caffè\, qualche ora di calore umano le confortano e le rimettono in piedi. Almeno fino al giorno in cui Audrey e Manu\, che dirigono con polso e benevolenza il centro\, non ricevono lo ‘sfratto’… \nA tu per tu con le clochard parigine: recitano\, sì\, ma le loro storie sono vere. In un film che scava dentro la solitudine femminile con ironia e leggerezza. \n  \nMercoledì 20 novembre ore 21.00 \nCYRANO MON AMOUR \n \nGenere: commedia \nRegia: Alexis Michalik \nAttori: Thomas Solivéres\, Olivier Gourmet\, Mathilde Seigner\, Tom Leeb\, Lucie Boujenah \n  \nEdmond Rostand\, autore senza successo e senza un soldo\, sogna di passare dall’ombra alla luce. Sostenuto da Rosemonde\, la sua consorte\, e da Sarah Bernhardt\, l’attrice più celebre della Belle Époque\, deve comporre in tre settimane una commedia per Monsieur Constant Coquelin\, divo navigato che vorrebbe rilanciare la sua carriera… \nIl 28 dicembre 1897 al Théâtre de la Porte Saint-Martin andrà finalmente in scena “Cyrano de Bergerac”\, il testo più recitato della storia del teatro francese. \nCyrano\, mon amour\, è la storia di come e perché fu scritta la più celebre opera teatrale della storia della Francia. Teatro e cinema si fondono in un film che ha la forza rara delle storie belle da piangere\, uno Shakespeare in love in salsa francese. \n  \nMercoledì 27 novembre ore 21.00 \nIL TRADITORE \n \nGenere: biografico drammatico \nRegia: Marco Bellocchio \nAttori: Pierfrancesco Favino\, Maria Fernanda Cândido\, Fabrizio Ferracane\, Luigi Lo Cascio\, Fausto Russo Alesi \n  \n“Mi interessa il personaggio di Tommaso Buscetta perché è un traditore. Ma in verità chi ha veramente tradito i principi ‘sacri’ di Cosa Nostra non è stato Tommaso Buscetta\, ma Totò Riina e i Corleonesi. Come si vede due modi opposti di tradire. Nella storia tradire non è sempre un’infamia. Può essere una scelta eroica. I rivoluzionari\, ribellandosi all’ingiustizia anche a costo della vita\, hanno tradito chi li opprimeva e voleva tenerli in schiavitù”. \nEsattamente tre anni fa\, proprio da Cannes (dove aprì la Quinzaine con Fai bei sogni)\, Marco Bellocchio annunciava quale sarebbe stato il suo nuovo film. Oggi torna sulla Croisette – in concorso – con Il traditore\, film come lo definisce lo stesso regista “di vendette e tradimenti su Tommaso Buscetta”\, detto anche il “Boss dei due mondi” (Valerio Sammarco\, ‘Il Cinematografo’\, 23 maggio 2019) \n  \nMercoledì 4 dicembre ore 21.00 \nDOLOR Y GLORIA \n \nGenere: drammatico \nRegia: Pedro Almodovar \nAttori: Antonio Banderas\, Asier Etxeandia\, Leonardo Sbaraglia\, Nora Navas\, Julieta Serrano \n  \nL’ottava collaborazione fra Almodovar e Antonio Banderas produce il film della maturità\, se non il migliore\, per entrambi. Autobiografia spinta ai più piccoli dettagli\, per la storia di un regista solitario e in preda ai dolori\, reali e immaginari\, che fa i conti con i propri errori del passato\, recuperando il rapporto con un attore che non vede da trent’anni\, trovandosi sotto casa il suo primo\, grande amore\, e tornando con la mente all’infanzia di provincia\, cresciuto dalla sola madre. Il regista spagnolo si è circondato dei suoi prediletti (c’è anche la Cruz)\, asciuga la (sua) storia il più possibile e nella semplicità commuove e conquista. Chi non vorrebbe avere la forza di dire ho sbagliato\, perdonami? (Mauro Donzelli – Comingsoon.it) \nVincitore del Premio all’interpretazione maschile al Festival di Cannes 2019 \n  \nInformazioni biglietti e abbonamenti: \nIngresso unico: €. 5\,00 \nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 (valido per tutte le rassegne fino all’8 aprile 2020) \n  \nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it \n  \n  \n 
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DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 30 OTTOBRE \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: drammatico/commedia \nRegia: Federico Bondi \nAttori: Carolina Raspanti\, Antonio Piovanelli\, Stefania Casini \n  \nUna trentacinquenne portatrice della sindrome di Down\, esuberante e trascinatrice\, sa organizzare da sola la sua vita\, ma vive ancora insieme ai genitori\, Luigi e Maria. Quando Maria muore all’improvviso\, gli equilibri familiari vanno in frantumi. Luigi sprofonda nella depressione e Dafne non è solo spinta a confrontarsi con la perdita\, ma deve anche sostenere il genitore. Finché un giorno accade qualcosa di inaspettato: insieme decidono di affrontare un trekking in montagna\, diretti al paese natale di Maria. Lungo il cammino\, scopriranno molte cose l’uno dell’altra e impareranno entrambi a superare i propri limiti. \nLa protagonista di Dafne\, Carolina Raspanti\, classe 1984\, è una delle quarantamila persone che oggi in Italia sono affette da sindrome di Down\, ed è una straordinaria protagonista. \n–
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SUMMARY:IL VIAGGIO DI YAO - MERCOLEDI' 6 NOVEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 6 NOVEMBRE \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: commedia \nRegia: Philippe Godeau \nAttori: Omar Sy\, Lionel Louis Basse\, Fatoumata Diawara\, Germaine Acogny\, Alibeta \n  \nSeydou Tall\, nato in Francia da famiglia senegalese\, è una star del cinema. Separato da una moglie ostile e padre di un bambino di pochi anni\, decide di andare in Senegal sull’onda di un’autobiografia di successo. Ad accoglierlo con entusiamo nel paese d’origine c’è soprattutto Yao\, un ragazzino di tredici anni venuto da lontano a reclamare il suo autografo. I quattrocento chilometri coperti da Yao per raggiungerlo colpiscono l’attore che abbandona il tour promozionale per riaccompagnarlo a casa. Il loro viaggio deraglierà progressivamente\, stravolgendo qualsiasi storia scritta prima. \nOmar Sy seduce con la sua umiltà e con la sua sobrietà in un road movie dalla sincerità disarmante. \n–
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SUMMARY:LE INVISIBILI - MERCOLEDI' 13 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 13 NOVEMBRE \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: commedia \nRegia: Louis-Julien Petit \nAttori: Audrey Lamy\, Corinne Masiero\, Noémie Lvovsky\, Déborah Lukumuena\, Sarah Suco \n  \nLady D\, Édith Piaf\, Brigitte Macron\, Beyoncé\, Salma Hayek e le altre scalpitano davanti al cancello dell’Envol\, centro di accoglienza diurno ubicato nel Nord della Francia e destinato a ricevere donne senza fissa dimora. Nascoste dietro agli pseudonimi celebri che si sono scelte per preservare il loro anonimato\, cercano e trovano per qualche ora riparo tra quelle mura. Una doccia\, un caffè\, qualche ora di calore umano le confortano e le rimettono in piedi. Almeno fino al giorno in cui Audrey e Manu\, che dirigono con polso e benevolenza il centro\, non ricevono lo ‘sfratto’… \nA tu per tu con le clochard parigine: recitano\, sì\, ma le loro storie sono vere. In un film che scava dentro la solitudine femminile con ironia e leggerezza. \n–
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SUMMARY:CYRANO MON AMOUR - MERCOLEDI' 20 NOVEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 20 NOVEMBRE \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: commedia \nRegia: Alexis Michalik \nAttori: Thomas Solivéres\, Olivier Gourmet\, Mathilde Seigner\, Tom Leeb\, Lucie Boujenah \n  \nEdmond Rostand\, autore senza successo e senza un soldo\, sogna di passare dall’ombra alla luce. Sostenuto da Rosemonde\, la sua consorte\, e da Sarah Bernhardt\, l’attrice più celebre della Belle Époque\, deve comporre in tre settimane una commedia per Monsieur Constant Coquelin\, divo navigato che vorrebbe rilanciare la sua carriera… \nIl 28 dicembre 1897 al Théâtre de la Porte Saint-Martin andrà finalmente in scena “Cyrano de Bergerac”\, il testo più recitato della storia del teatro francese. \nCyrano\, mon amour\, è la storia di come e perché fu scritta la più celebre opera teatrale della storia della Francia. Teatro e cinema si fondono in un film che ha la forza rara delle storie belle da piangere\, uno Shakespeare in love in salsa francese. \n–
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SUMMARY:IL TRADITORE - MERCOLEDI' 27 NOVEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 27 NOVEMBRE \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: biografico drammatico \nRegia: Marco Bellocchio \nAttori: Pierfrancesco Favino\, Maria Fernanda Cândido\, Fabrizio Ferracane\, Luigi Lo Cascio\, Fausto Russo Alesi \n  \n“Mi interessa il personaggio di Tommaso Buscetta perché è un traditore. Ma in verità chi ha veramente tradito i principi ‘sacri’ di Cosa Nostra non è stato Tommaso Buscetta\, ma Totò Riina e i Corleonesi. Come si vede due modi opposti di tradire. Nella storia tradire non è sempre un’infamia. Può essere una scelta eroica. I rivoluzionari\, ribellandosi all’ingiustizia anche a costo della vita\, hanno tradito chi li opprimeva e voleva tenerli in schiavitù”. \nEsattamente tre anni fa\, proprio da Cannes (dove aprì la Quinzaine con Fai bei sogni)\, Marco Bellocchio annunciava quale sarebbe stato il suo nuovo film. Oggi torna sulla Croisette – in concorso – con Il traditore\, film come lo definisce lo stesso regista “di vendette e tradimenti su Tommaso Buscetta”\, detto anche il “Boss dei due mondi” (Valerio Sammarco\, ‘Il Cinematografo’\, 23 maggio 2019) \n– \n\n 
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SUMMARY:DOLOR Y GLORIA - MERCOLEDI' 4 DICEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 4 DICEMBRE \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: drammatico \nRegia: Pedro Almodovar \nAttori: Antonio Banderas\, Asier Etxeandia\, Leonardo Sbaraglia\, Nora Navas\, Julieta Serrano \n  \nL’ottava collaborazione fra Almodovar e Antonio Banderas produce il film della maturità\, se non il migliore\, per entrambi. Autobiografia spinta ai più piccoli dettagli\, per la storia di un regista solitario e in preda ai dolori\, reali e immaginari\, che fa i conti con i propri errori del passato\, recuperando il rapporto con un attore che non vede da trent’anni\, trovandosi sotto casa il suo primo\, grande amore\, e tornando con la mente all’infanzia di provincia\, cresciuto dalla sola madre. Il regista spagnolo si è circondato dei suoi prediletti (c’è anche la Cruz)\, asciuga la (sua) storia il più possibile e nella semplicità commuove e conquista. Chi non vorrebbe avere la forza di dire ho sbagliato\, perdonami? (Mauro Donzelli – Comingsoon.it) \nVincitore del Premio all’interpretazione maschile al Festival di Cannes 2019 \n–
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SUMMARY:AQUILE RANDAGIE - MERCOLEDI' 29 GENNAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 29 GENNAIO  \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nRegia: Gianni Aureli \nAttori: Teo Guarini\, Alessandro Intini\, Romeo Tofani\, Ralph Palka\, Marco Pratesi. \n Genere: drammatico \nDurata: 100 minuti \n– \nLA STORIA POCO CONOSCIUTA DI UN GRUPPO DI SCOUT CHE SI OPPOSE AL FASCISMO E DIEDE IL PROPRIO CONTRIBUTO ALLA COSTRUZIONE DI UN’ITALIA NUOVA. \nPochi anni dopo la presa del potere da parte del fascismo Benito Mussolini decide di chiudere tutte le associazioni che si distinguono rispetto a quelle ufficiali del regime. L’associazione degli scout italiani cattolici rientra tra queste. Un gruppo di loro che opera a Milano decide di non piegarsi al diktat: si chiameranno Aquile Randagie\, continueranno a riunirsi in Val Codera\, una valle secondaria della Valchiavenna e a distinguersi\, nella misura del possibile\, dal fascismo dominante. Quando scoppierà la guerra la loro opposizione si farà ancora più netta fino a sfociare in un movimento denominato OSCAR che fiancheggerà\, dopo il 1943\, la Resistenza. \nViviamo in un un’epoca in cui c’è chi vorrebbe farci credere che tra i fascisti (in particolare quelli convintamente schierati a fianco dei nazisti) e i loro oppositori non ci fosse differenza morale e che la Resistenza sia stata soltanto combattuta da chi credeva nel credo comunista. \nBen venga quindi un film come questo diretto da Gianni Aureli e realizzato anche grazie a un crowdfunding (segno di una sentita adesione dal basso) in cui si racconta\, con tanto di riferimenti storici precisi\, di come in ambito cattolico non ci fossero solo persone pronte al saluto romano ma anche chi sapeva vedere l’ingiustizia e cercava di contrastarla. \nSi tratta di un’opera coraggiosa che ci ricorda anche il conflitto morale interiore della gerarchia (qui rappresentata dall’allora monsignor Giovanbattista Montini poi divenuto Paolo VI e dal cardinale Schuster) forzata a una non opposizione esplicita per poter conservare una libertà clandestina che permise di salvare migliaia di vite. \nLa sceneggiatura sapientemente si espande in progressione: se nella prima parte assistiamo alle vicende di giovani un po’ ingenui\, capaci anche di compiere delle bravate quasi fini a se stesse\, nello scorrere del tempo vediamo che comunque la formazione offerta dallo scoutismo lascia dei semi che danno frutto nel momento in cui diviene necessario mettersi in gioco. \nMentre la vicenda prosegue viene in mente che allora come ora (seppur in un contesto completamente diverso) abbia continuato ad essere facile tacciare di ribellismo (o di ‘comunismo’ che oggi viene attribuito come segno infamante anche al Papa) chi era sì ribelle ma ribelle per amore. Un amore che nasceva da una lettura del Vangelo priva di sovrastrutture e che non aveva nulla di quell’odore di incenso e di sacrestia che\, dalla parte opposta\, si applica come abusata etichetta a tutto ciò che è vicino alla Chiesa. Questi uomini e queste donne diedero il loro contributo alla creazione e alla costruzione di un’Italia nuova che speravano potesse essere veramente e intimamente ‘libera’. Il film ce ne racconta il coraggio \nRecensione di Giancarlo Zappoli \n–
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SUMMARY:FELIX PEDRO - SE SOLO SI POTESSE IMMAGINARE - MERCOLEDI' 5 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 5 FEBBRAIO \nProiezione unica ore 21.00 \n– \n Regia: Paolo Muran\nSceneggiatura: Giorgio Comaschi\, Paolo Muran \nRicerca storica: Claudio Busi\, Giorgio Comaschi\, Massimo Turchi \nMusica: Paolo Fresu \nInterpreti: Giorgio Comaschi\, Claudio Busi\, Massimo Turchi \nDurata: 62′ \nFelix Pedro – Se solo si potesse immaginare è una storia di oltre un secolo fa che diventa attuale poiché narra il tentativo dell’uomo di migliorare le proprie condizioni emigrando\, andando alla ricerca di fortuna in altri paesi. Molti hanno compiuto e continuano a compiere la stessa impresa\, in molti sono morti e in molti continuano a morire\, solo pochi hanno avuto o hanno la fortuna di trovare quello che cercano. Se un uomo dell’Appennino modenese nato a metà dell’Ottocento che si chiama Felice Pedroni fugge dalla miseria\, prende una nave per l’America\, diventa Felix Pedro e nel 1902 in Alaska scopre l’oro in un torrente e fonda la città di Fairbanks\, la storia prende subito i contorni del romanzo d’avventura. \n–
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SUMMARY:LA BELLE EPOQUE - MERCOLEDI' 12 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 12 FEBBRAIO \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nRegia: Nicolas Bedos \nAttori: Daniel Auteuil\, Guillaume Canet\, Doria Tillier\, Fanny Ardant\, Pierre Arditi \nGenere: Commedia \nDurata: 110 minuti \n– \nUNA MESSA IN SCENA GIOIOSA DI UN CINEMA CHE REGALA UN SORRISO PERSISTENTE ALLO SPETTATORE. \nVictor e Marianne sono sposati e ‘inversi’. Lui vorrebbe ritornare al passato\, lei andare avanti. Disegnatore disoccupato che rifiuta il presente e il digitale\, Victor è costretto a lasciare il tetto coniugale. A cacciarlo è Marianne\, psicanalista dispotica che ha bisogno di stimoli e ne trova di erotici in François\, il migliore amico di Victor. Vecchio e disilluso\, Victor accetta l’invito della Time Traveller\, una curiosa agenzia che mette in scena il passato. A dirigerla con scrupolo maniacale è Antoine\, che regala ai suoi clienti la possibilità di vivere nell’epoca prediletta grazie a sontuose scenografie e a un gruppo di attori rodati. Tutto è possibile\, bere un bicchiere con Hemingway o sparare sull’aristocrazia del XVIII secolo. Victor sceglie di rivivere il suo incontro con Marianne\, una sera di maggio del 1974 in un café di Lione (“La belle époque”). Sedotto dal fascino dell’attrice che interpreta la sua consorte a vent’anni\, Victor col passato trova il futuro. \nCon La Belle Époque arriva sullo schermo un bastimento carico di idee e di attori celebri\, una commedia nostalgica che risale il tempo e solleva lo spirito. \nNicolas Bedos\, ossessionato dal passaggio del tempo (Un amore sopra le righe)\, torna sui soggetti di predilezione: l’usura dei sentimenti e il rimpianto delle occasioni perdute. A sopportare gli oltraggi degli anni questa volta sono Fanny Ardant e Daniel Auteuil che interpretano con smalto una coppia sull’orlo di una crisi di nervi. Un uomo e una donna che da troppo tempo non condividono più niente e conducono vite parallele. Intorno a loro gravitano Guillaume Canet\, regista tirannico e nevrotico\, comme d’habitude\, e Doria Tillier\, compagna a intermittenza del personaggio di Canet che innamora il vecchio disegnatore di Auteuil. \nConvocate tutte le celebrità del cinema francese maggiore (Pierre Arditi e Denis Podalydès) e tutte le convenzioni della commedia degli equivoci\, La Belle Époque è una messa in scena gioiosa del cinema che consente a Daniel Auteuil di ritrovare l’umorismo toccante dei vecchi ruoli e a Fanny Ardant la luccicanza sentimentale dei film di Truffaut\, quella che la faceva svenire in un parcheggio dopo un bacio e le lasciava le cicatrici sui polsi perché in definitiva l’amore fa male. Convinti di non poter più stare insieme\, le loro mani allacciate nel gran finale non intendono ragione. Perché Victor e Marianne sono fatti per accendersi e le loro mani per afferrarsi. Fatti per bruciare sempre e probabilmente ferirsi ancora. \nBedos sceglie l’amore che dura e la riconciliazione di una coppia e di un uomo col suo tempo\, regalando un sorriso persistente allo spettatore e tante sorprese. Sorprese che accumula tra andate e ritorni\, recriminazioni e rievocazioni\, carezze e schiaffi. Irriducibilmente brillante e ruffiano\, l’enfant terrible della televisione (e non solo) porta sulla coppia uno sguardo tenero e fiducioso\, incalzato da repliche e battute che fanno sognare o ridere di gusto. Trascendendo i limiti del reale col suo esercito di decoratori e un senso spiccato della messa in scena\, l’autore rievoca il passato per offrire all’avvenire uno sguardo nuovo. Sguardo che contagia i suoi attori al servizio di un superbo gioco cinematografico. Sullo sfondo degli slittamenti temporali sfilano le performance di un cast virtuoso ed eclettico ma perfettamente omogeneo. \nLa forza del film non risiede solo nell’eccellenza degli interpreti ma altresì nella sceneggiatura di una precisione quasi ineccepibile\, che si destreggia coi talenti convenuti fino a concludersi sulla riconciliazione di rigore. Se Nicolas Bedos domina così bene la materia è perché il personaggio di Guillaume Canet è fondamentalmente il suo doppio. Antoine è un regista che deve accordare un ensemble di rivali e di persone che hanno in comune solo una rappresentazione (d’epoca)\, quella che devono allestire ma che minaccia sempre di volgere in catastrofe. La disposizione benevola di Bedos fa lo charme di questa commedia romantica in astinenza d’amore\, concepita come una successione di parole\, baci e lacrime legati da un ritmo sostenuto. La bella meccanica gira a pieno regime\, regalando ai suoi attori il registro di predilezione e rammentando agli spettatori che qualche volta i ‘bei vecchi tempi’ sono adesso. \nRecensione di Marzia Gandolfi \n–
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SUMMARY:IL BAMBINO E' IL MAESTRO - MERCOLEDI' 19 FEBBRAIO ORE 18.00
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 19 FEBBRAIO  \nProiezione unica ORE 18.00 \nin collaborazione con Coordinamento Pedagogico Distrettuale \n– \nRegia: Alexandre Mourot. \nAttori: Anny Duperey\, Christian Maréchal\, Alexandre Mourot\, Hélène Deswaerte\, Kate Short \nGenere: Documentario \nDurata: 100 minuti \n– \nIl film racconta il Metodo Montessori\, un approccio educativo che vuole celebrare e nutrire il desiderio di conoscenza di ogni bambino. \n\n\n\n\nESPLORAZIONE PROLUNGATA E PUNTUALE DEL METODO EDUCATIVO DI UNA SCIENZIATA DALLA VISIONE RIVOLUZIONARIA.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDa poco diventato padre\, Alexandre si interroga su quale sia il migliore metodo educativo per la sua prima figlia. Interessandosi al metodo Montessori\, si decide a fare ricerca sul campo e posiziona la macchina da presa sui banchi della scuola Jeanne d’Arc di Roubaix\, istituto che per primo in Francia l’ha adottato. Qui segue\, una per una\, le peculiari tappe d’apprendimento di ventotto bambini\, che frequentano la classe del maestro Christian Maréchal. Tale osservazione si rivela una formidabile catena di scoperte positive e incoraggianti. La prima è che\, come sostenuto dalla famosa pedagogista\, il bambino “tende naturalmente a lavorare” e questo suo istinto va incoraggiato e favorito. Infatti mentre il suo interesse per gli enunciati orali è difficile da mantenere\, quello per l’attività manuale riesce a trattenere la sua concentrazione. \nIn questo quadro di riferimento da una parte la classe come luogo fisico si presenta come – ed è in effetti – una copia in miniatura di una casa di adulti. D’altra parte all’insegnante è richiesto di fare un passo indietro rispetto alla didattica tradizionale\, contraddistinta da una gerarchia precisa e talvolta da un eccesso di assertività\, per rendersi disponibile solo quand’è necessario e non interferire né con ricompense\, tanto meno con minacce\, nelle piccole\, grandi sfide che i piccoli scelgono di affrontare e portare a termine da soli. \nSono esercizi di vita pratica e sensoriali che l’educatrice intende come propedeutici a scrittura\, lettura e calcolo. Azioni che trovano la loro compiutezza tramite la ripetizione\, l’osservazione\, l’approccio tattile ai materiali didattici\, che fanno da strumento per la comprensione di concetti astratti (come nel caso delle lettere dell’alfabeto\, disegnate su tavolette di legno). Sulla base di queste e altre deduzioni\, Montessori sostiene in ultima analisi che la società intera abbia tutto da guadagnare dal bambino\, a patto che sia messo nelle condizioni di conquistare autonomamente la propria libertà. \nEsattamente come la neuropsichiatra teorizzò una scuola che fosse fisicamente a portata dei piccoli – nel senso delle dimensioni e del posizionamento degli arredi e dei materiali\, che siano anche in grado di trasmettere un senso di bellezza\, proporzione\, ordine\, – il regista-genitore posiziona la macchina ad altezza del banco o delle mani impegnate nelle varie azioni. Il compito di guidare lo spettatore è affidato al dispositivo della voice-over\, qui addirittura doppia: quella del regista\, che riflette su ciò che osserva\, e quella di una voce narrante che si sostituisce alla voce di Maria Montessori\, interpretando estratti dalle sue teorie. \nA catalizzare l’attenzione\, in alleggerimento di questo corposo elemento audio\, sono sempre e comunque i piani\, raccolti con grazia inusuale\, dei bambini (Mourot ha seguito un corso di formazione da educatore del metodo). Con le loro diverse età (la classe è aperta\, dai tre ai sei anni)\, differenti interessi e velocità\, tutti impegnati\, ognuno secondo le proprie capacità\, in uno sforzo commovente di costante miglioramento\, di esplorazione dello spazio e di tutto ciò che interessa loro conoscere\, testare. \nLe inquadrature fisse\, l’uso calibrato della colonna sonora (mai presente in classe ma solo in pochi momenti extra scolastici)\, il montaggio che segue e rispetta il tempo delle azioni del bambino\, sono tutte scelte indicative di un’opera che vuole essere dettagliata\, analitica rappresentazione dei comportamenti e delle reazioni dei piccoli al metodo e delle loro interazioni col maestro. In una progressione che tiene insieme e evidenzia la continuità logica tra manualità a intelligenza\, fiducia in sé ed esperienza sociale\, e in ultima analisi\, il rapporto tra queste qualità e lo sviluppo della civiltà. \nUno studio pregevole\, da mettere in dialogo con titoli come Essere e avere di Nicolas Philibert e Educazione affettiva di Federico Bondi e Clemente Bicocchi\, che ha il merito di riportare in primo piano con chiarezza le scoperte rivoluzionarie e pionieristiche e la visione del mondo di una scienziata e filosofa straordinariamente moderna. \nRecensione di Raffaella Giancristofaro
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