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SUMMARY:FINO ALL'ULTIMO RESPIRO - MERCOLEDI' 6 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 6 OTTOBRE\n\nProiezione unica ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\n–\n\nGenere: drammatico\n\nRegia: Jean-Luc Godard\n\nAttori: Jean-Paul Belmondo\, Jean Seberg\, Daniel Boulanger\, Jean-Pierre Melville\, Henri-Jacques Huet\n\nDurata: 89 minuti\n\nRESTAURATO IN 4K DALLA CINETECA DI BOLOGNA\n\n–\n\nParigi 1959\, il centro del mondo. Godard dirige\, Truffaut scrive. Belmondo/Poiccard\, piccolo omicida\, corre a perdifiato per sfuggire alla polizia e a cinquant’anni di cinema di papà; Jean Seberg vende l’“Herald Tribune” sugli Champs Elysées\, s’innamora\, lo tradisce: ‘déguelasse’. Poco budget\, molto amore per il B-movie americano\, sguardi in macchina\, jump-cuts\, l’euforizzante sensazione che tutto sta per ricominciare. Irripetibile\, e forever young. “Fino all’ultimo respiro appartiene\, per sua natura\, al genere di film in cui tutto è permesso. Per di più Fino all’ultimo respiro era il genere di film in cui tutto era permesso\, era nella sua natura. Qualsiasi cosa faccia la gente\, tutto poteva essere inserito nel film. È proprio questa l’idea da cui ero partito. Pensavo: c’è già stato Bresson\, è appena uscito Hiroshima\, un certo tipo di cinema si è appena concluso\, forse è finito\, allora mettiamo il punto finale\, facciamo vedere che tutto è permesso. Quello che volevo era partire da una storia convenzionale e rifare\, ma diversamente\, tutto il cinema che era già stato fatto”. (Jean-Luc Godard)\n\n–\n\nhttps://www.youtube.com/watch?v=Zl4oPP5GgxI
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SUMMARY:FESTIVAL! - RASSEGNA DI CINEMA D'AUTORE
DESCRIPTION:DAL 6 OTTOBRE AL 10 NOVEMBRE 2021 \nMercoledì 6 ottobre ore 21.00\n\nFINO ALL’ULTIMO RESPIRO\n\n\n\nGenere: drammatico\n\nRegia: Jean-Luc Godard\n\nAttori: Jean-Paul Belmondo\, Jean Seberg\, Daniel Boulanger\, Jean-Pierre Melville\, Henri-Jacques Huet\n\nIl protagonista è un eroe “nero” dei nostri giorni senza ideali\, senza il romanticismo di un Humphrey Bogart o di un Jean Gabin (cui il regista continuamente allude in fulminei fotogrammi). Se la vita non ha senso\, il giovane Belmondo la vive seguendo i suoi impulsi\, che sono criminali: ruba un’auto\, uccide un poliziotto\, va a Parigi e\, agganciata sbrigativamente una bella turista americana\, se la porta a letto. Ma lei lo denuncia. Oggi il film è ritenuto il manifesto della “Nouvelle Vague”.\n\n \n\nMercoledì 13 ottobre 21.00\n\nIL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE\n\n\n\nGenere: commedia\n\nRegia: Alexandre de La Patellière\, Matthieu Delaporte\n\nAttori: Fabrice Luchini\, Patrick Bruel\, Zineb Triki\, Pascale Arbillot\, Marie Narbonne\n\nArthur e César sono amici da quando entrambi frequentavano controvoglia lo stesso severissimo collegio. Ma non potrebbero essere più diversi: Arthur è un ricercatore medico puntiglioso e ossessionato dal rispetto delle regole; César è un guascone imprudente e trasgressivo che è appena stato sfrattato da casa sua in seguito alla propria bancarotta. E se Arthur\, divorziato con figlia\, sta ancora aspettando pazientemente che l’ex moglie torni a casa\, César colleziona avventure senza legarsi a nessuna.  Per un equivoco\, Arthur viene a conoscenza della gravissima condizione medica di César\, e César si convince che sia Arthur a trovarsi in punto di morte. Da quel momento i due faranno a gara per realizzare i desideri finali l’uno dell’altro\, anche quelli più lontani dal proprio gusto personale: il che ha il vantaggio di sbloccare lo stallo esistenziale in cui si trovavano entrambi.\n\n \n\nMercoledì 20 ottobre ore 21.00\n\nMADRE\n\n\n\nGenere: drammatico\n\nRegia: Bong Joon-ho\n\nAttori:  Bin Won\, Ku Jin\, Hye-ja Kim\, Je-mun Yun\, Jeon Mi-seon\, Woo-hee Cheon \n\nDo-joon è un ragazzo con problemi mentali\, bizzarro ma apparentemente inoffensivo\, che viene accusato del brutale omicidio di una ragazza. La madre si rifiuta di accettare questa verità e\, dopo aver compreso che polizia e avvocati non vogliono fare niente per sovvertire l’andamento delle cose\, si impegna da sola nell’impresa di scoprire il vero colpevole e scagionare così il figlio.\nL’intenso ritratto di una madre disposta a tutto per provare l’innocenza del figlio. \nMercoledì 27 ottobre ore 21.00\nIL RAGAZZO PIU’ BELLO DEL MONDO \n \nGenere: documentario\n\nRegia: Kristina Lindström\, Kristian Petri\n\nNel 1970\, il sessantaquattrenne Luchino Visconti è in cerca dell’imberbe protagonista del film Morte a Venezia. Finalmente lo trova a Stoccolma: è l’esordiente Björn Andrésen\, ha quindici anni e per il regista milanese incarna la bellezza perfetta di Tadzio\, il ragazzino algido che sulla pagina von Aschenbach\, artista in disfacimento fisico\, desidera e contempla da lontano. Presentando il film in anteprima a Londra l’anno dopo\, Visconti descrive Andrésen come “il più bel ragazzo del mondo”\, e la definizione inchioda il giovane attore\, la cui immagine è “di proprietà” da Visconti per tre anni\, non solo all’attenzione ossessiva dei media\, ma di uomini attratti dal modello etereo e inaccessibile di Tadzio. Lo aspettano il clamore del Festival di Cannes\, una maturità alla ricerca di affetti mai avuti e una tournée micidiale in Giappone\, dove l’immagine di “angelo della morte” ispirerà perfino il manga Le rose di Versailles\, meglio noto da noi come Lady Oscar: lo ammette la sua stessa autrice\, Riyoko Ikeda\, orgogliosa di aver inconsciamente colto la costitutiva tristezza di Andrésen.\n\n \n\nMercoledì 3 novembre ore 21.00\n\nI PROFUMI DI MADAME WALBERG\n\n\n\nGenere: commedia\n\nRegia: Grégory Magne\n\nAttori: Emmanuelle Devos\, Grégory Montel\, Gustave Kervern\, Sergi López\, Zelie Rixhon\n\nGuillaume Favre è uno chauffeur separato dalla moglie e dal mondo. Il suo reddito\, fluttuante come la sua vita\, è appeso a un filo: ai tre punti che gli restano per non perdere la patente e la figlia\, di cui la madre ha la custodia piena. Ma un giorno\, come una sfida\, il suo capo gli affida madame Walberg\, cliente capricciosa e ‘naso’ reputato nel mondo dei profumi di lusso. Anne Walberg è capace di avvertire ogni genere di odore e di ricostruire un profumo in funzione di opportunità industriali o economiche. Egocentrica e maniacale\, non riesce a scoraggiare Guillaume\, determinato a resistere. Così\, contro ogni logica\, Anne e Guillaume finiscono per intendersi\, producendo insieme una fragranza nuova.\n\n \n\nMercoledì 10 novembre ore 21.00\nIL COLLEZIONISTA DI CARTE \n \nGenere: azione\n\nRegia: Paul Schrader\n\nAttori: Oscar Isaac\, Tiffany Haddish\, Tye Sheridan\, Willem Dafoe\, Ekaterina Baker\n\nWilliam Tell ha trascorso un decennio in prigione\, dove si è letto a fondo le meditazioni di Marco Aurelio e ha imparato a contare le carte\, ovvero a tenere traccia di ogni carta giocata durante una partita. Una volta uscito mette a frutto la sua abilità girando per i casinò d’America e partecipando a numerosi tornei di poker. Non si fa cacciare dai gestori dei casinò perché sa mantenere obiettivi modesti: punta poco\, vince (e perde) poco\, e si allontana quando il gioco si fa duro. Ma la prorompente La Linda\, finanziatrice in cerca di un mago delle carte\, gli propone di entrare a far parte della sua squadra e lo convince ad alzare la posta.\n\n“Il poker è tutta una questione di attesa” e lo è anche il cinema di Paul Schrader\, che costruisce personaggi in bilico portandoli fino all’orlo del salto nel vuoto.\n\n \n\nInformazioni:\n\nIngresso unico film: € 5\,00\n\nInizio proiezione ore 21.00\n\nLa cassa apre alle ore 20 e chiude alle ore 20.45 per consentire un ingresso alla sala ordinato e privo di assembramenti. \n\nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it
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SUMMARY:IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE - MERCOLEDI' 13 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 13 OTTOBRE\n\nProiezione unica ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\n–\n\nGenere: commedia\n\nRegia: Alexandre de La Patellière\, Matthieu Delaporte\n\nAttori: Fabrice Luchini\, Patrick Bruel\, Zineb Triki\, Pascale Arbillot\, Marie Narbonne\n\nDurata: 117 minuti\n\n \n\nArthur e César sono amici da quando entrambi frequentavano controvoglia lo stesso severissimo collegio. Ma non potrebbero essere più diversi: Arthur è un ricercatore medico puntiglioso e ossessionato dal rispetto delle regole; César è un guascone imprudente e trasgressivo che è appena stato sfrattato da casa sua in seguito alla propria bancarotta. E se Arthur\, divorziato con figlia\, sta ancora aspettando pazientemente che l’ex moglie torni a casa\, César colleziona avventure senza legarsi a nessuna.  Per un equivoco\, Arthur viene a conoscenza della gravissima condizione medica di César\, e César si convince che sia Arthur a trovarsi in punto di morte. Da quel momento i due faranno a gara per realizzare i desideri finali l’uno dell’altro\, anche quelli più lontani dal proprio gusto personale: il che ha il vantaggio di sbloccare lo stallo esistenziale in cui si trovavano entrambi.\n\n–
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SUMMARY:MADRE - MERCOLEDI' 20 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 20 OTTOBRE\n\nProiezione unica ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\n–\n\nGenere: drammatico\n\nRegia: Bong Joon-ho\n\nAttori:  Bin Won\, Ku Jin\, Hye-ja Kim\, Je-mun Yun\, Jeon Mi-seon\, Woo-hee Cheon\n\nDurata: 128 minuti\n\n \n\nDo-joon è un ragazzo con problemi mentali\, bizzarro ma apparentemente inoffensivo\, che viene accusato del brutale omicidio di una ragazza. La madre si rifiuta di accettare questa verità e\, dopo aver compreso che polizia e avvocati non vogliono fare niente per sovvertire l’andamento delle cose\, si impegna da sola nell’impresa di scoprire il vero colpevole e scagionare così il figlio.\nL’intenso ritratto di una madre disposta a tutto per provare l’innocenza del figlio. \n– \nhttps://www.youtube.com/watch?v=_h_5jJLjuvQ
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SUMMARY:IL RAGAZZO PIU' BELLO DEL MONDO - MERCOLEDI' 27 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 27 OTTOBRE\n\nProiezione unica ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\n–\n\nGenere: documentario\n\nRegia: Kristina Lindström\, Kristian Petri\n\nDurata: 93 minuti\n\n–\n\nNel 1970\, il sessantaquattrenne Luchino Visconti è in cerca dell’imberbe protagonista del film Morte a Venezia. Finalmente lo trova a Stoccolma: è l’esordiente Björn Andrésen\, ha quindici anni e per il regista milanese incarna la bellezza perfetta di Tadzio\, il ragazzino algido che sulla pagina von Aschenbach\, artista in disfacimento fisico\, desidera e contempla da lontano. Presentando il film in anteprima a Londra l’anno dopo\, Visconti descrive Andrésen come “il più bel ragazzo del mondo”\, e la definizione inchioda il giovane attore\, la cui immagine è “di proprietà” da Visconti per tre anni\, non solo all’attenzione ossessiva dei media\, ma di uomini attratti dal modello etereo e inaccessibile di Tadzio. Lo aspettano il clamore del Festival di Cannes\, una maturità alla ricerca di affetti mai avuti e una tournée micidiale in Giappone\, dove l’immagine di “angelo della morte” ispirerà perfino il manga Le rose di Versailles\, meglio noto da noi come Lady Oscar: lo ammette la sua stessa autrice\, Riyoko Ikeda\, orgogliosa di aver inconsciamente colto la costitutiva tristezza di Andrésen.\n\n–\n\nhttps://www.youtube.com/watch?v=P1MJHrKJ18A
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SUMMARY:I PROFUMI DI MADAME WALBERG - MERCOLEDI' 3 NOVEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 3 NOVEMBRE\n\nProiezione unica ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\n–\n\nGenere: commedia\n\nRegia: Grégory Magne\n\nAttori: Emmanuelle Devos\, Grégory Montel\, Gustave Kervern\, Sergi López\, Zelie Rixhon\n\nDurata: 100 minuti\n\n \n\nGuillaume Favre è uno chauffeur separato dalla moglie e dal mondo. Il suo reddito\, fluttuante come la sua vita\, è appeso a un filo: ai tre punti che gli restano per non perdere la patente e la figlia\, di cui la madre ha la custodia piena. Ma un giorno\, come una sfida\, il suo capo gli affida madame Walberg\, cliente capricciosa e ‘naso’ reputato nel mondo dei profumi di lusso. Anne Walberg è capace di avvertire ogni genere di odore e di ricostruire un profumo in funzione di opportunità industriali o economiche. Egocentrica e maniacale\, non riesce a scoraggiare Guillaume\, determinato a resistere. Così\, contro ogni logica\, Anne e Guillaume finiscono per intendersi\, producendo insieme una fragranza nuova.\n\n–
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SUMMARY:IL COLLEZIONISTA DI CARTE - MERCOLEDI' 10 NOVEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 10 NOVEMBRE\n\nProiezione unica ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\n–\n\nGenere: azione\n\nRegia: Paul Schrader\n\nAttori: Oscar Isaac\, Tiffany Haddish\, Tye Sheridan\, Willem Dafoe\, Ekaterina Baker\n\nDurata: 112 minuti\n\n \n\nWilliam Tell ha trascorso un decennio in prigione\, dove si è letto a fondo le meditazioni di Marco Aurelio e ha imparato a contare le carte\, ovvero a tenere traccia di ogni carta giocata durante una partita. Una volta uscito mette a frutto la sua abilità girando per i casinò d’America e partecipando a numerosi tornei di poker. Non si fa cacciare dai gestori dei casinò perché sa mantenere obiettivi modesti: punta poco\, vince (e perde) poco\, e si allontana quando il gioco si fa duro. Ma la prorompente La Linda\, finanziatrice in cerca di un mago delle carte\, gli propone di entrare a far parte della sua squadra e lo convince ad alzare la posta.\n\n“Il poker è tutta una questione di attesa” e lo è anche il cinema di Paul Schrader\, che costruisce personaggi in bilico portandoli fino all’orlo del salto nel vuoto.\n\n–
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SUMMARY:NAMIBIA E MYANMAR A PEDALI - MERCOLEDI' 17 NOVEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 17 NOVEMBRE\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\ndi Sergio Borroni\n\nItalia / ’30 + ‘30\n\nSarà presente in sala Sergio Borroni\n\nSergio Borroni medico per professione\, viaggiatore per diletto. Così si definisce sul suo profilo internet. Ha cominciato anni addietro con bici e canoa per poi dedicarsi completamente al mezzo a pedali visitando quasi 100 stati su due ruote. Avventure sempre pedalate all’insegna del motto “viaggia leggero e sii prudente”.\n\nLa serata vedrà lo stesso Borroni presentare due viaggi molto affascianti\, la Namibia ed il Myanmar alla scoperta di paesaggi mozzafiato\, dando la possibilità di prendere spunti per intraprendere viaggi alla scoperta delle meraviglie del mondo.
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SUMMARY:MONTAGNAVVENTURA - RASSEGNA DI CINEMA
DESCRIPTION:CINEMA TEATRO WALTER MAC MAZZIERI \nIN COLLABORAZIONE  \nCON CAI SEZIONE PAVULLO \npresenta \n “MONTAGNAVVENTURA” \nRASSEGNA DI CINEMA \nMercoledì 17 novembre ore 21.00 \nNAMIBIA E MYANMAR A PEDALI  \ndi Sergio Borroni \nItalia / ’30 + ‘30 \nSarà presente in sala Sergio Borroni \n \nSergio Borroni medico per professione\, viaggiatore per diletto. Così si definisce sul suo profilo internet. Ha cominciato anni addietro con bici e canoa per poi dedicarsi completamente al mezzo a pedali visitando quasi 100 stati su due ruote. Avventure sempre pedalate all’insegna del motto “viaggia leggero e sii prudente”. \nLa serata vedrà lo stesso Borroni presentare due viaggi molto affascianti\, la Namibia ed il Myanmar alla scoperta di paesaggi mozzafiato\, dando la possibilità di prendere spunti per intraprendere viaggi alla scoperta delle meraviglie del mondo. \nMercoledì 24 novembre ore 21.00 \nRITORNO SUI MONTI NAVIGANTI \ndi Alessandro Scillitani \ncon Paolo Rumiz \nItalia / 2017 / 70’ \n \nIl film ripercorre il viaggio compiuto da Paolo Rumiz nel 2006\, a bordo di una Topolino\, lungo l’Appennino. \nUn viaggio nella spina dorsale dell’Italia\, dalla Liguria all’Aspromonte\, in compagnia di quella straordinaria rete di persone che Rumiz ha conosciuto nei suoi viaggi. Un racconto corale di resistenza e di energie positive. \nUna ricerca delle piccole grandi vite di chi\, anche e soprattutto in tempi di terremoti e post-terremoti\, crisi economica e disoccupazione diffusa\, con la semplicità\, il contatto con la natura e con la terra\, le idee e la voglia di immaginare e costruire un mondo diverso e migliore\, rappresenta il motore sano della nostra penisola. \nFilm vincitore del Premio del Pubblico al Film Festival della Lessinia. \nMercoledì 1 dicembre ore 21.00 \nWALTER BONATTI: CON I MUSCOLI\, CON IL CUORE\, CON LA TESTA  \ndi Michele Imperio\, Fabio Pagani \ncon Walter Bonatti \nItalia / 2012 / 52′ \ne presentazione del libro “Ciak si scala. Storia del cinema di alpinismo e arrampicata” \nSarà presente l’autore Roberto Mantovani \n \nWalter Bonatti è stato un grande alpinista\, capace di vincere grandi sfide alpinistiche: K2\, Dru\, G4\, Cervino\, solo per citare alcuni nomi. Ma le vette raggiunte non sono punti di arrivo\, sono tappe intermedie che lo spingono poi verso un viaggio in giro per il mondo\, alla ricerca di se stesso. La sua esplorazione\, partita dalle pareti verticali\, è passata poi all’itinerario orizzontale e si è espressa sempre verso lo spazio interiore dove risiedono le nostre paure e i nostri desideri. Dove l’uomo\, seduto solo davanti a se stesso\, deve decidere se superarsi o adeguarsi. E Walter non si è mai adeguato\, ha scritto le sue regole e ha tenuto fede a queste per tutta la vita\, non concedendosi vie di fuga o scorciatoie. Si è costruito come alpinista\, come esploratore\, come fotoreporter e come scrittore\, ma sempre e solo con l’intento di essere un uomo. Il documentario parla di questo viaggio\, ricostruendo la biografia professionale\, ma soprattutto umana\, di chi con le mani\, con i muscoli\, con il cuore\, con la testa\, ha lottato per essere se stesso senza compromessi. \nFEBBRAIO 2022 \nITALIA K2 \ndi Mario Fantin \nItalia / 1954-2021 / 70’ \n \nMario Fantin\, bolognese classe 1921\, con la sua macchina da presa ha documentato le spedizioni più avventurose dirette ai quattro angoli del globo.  \nPrima fra tutte\, la mitica conquista italiana del K2 nel 1954. Abbiamo deciso di presentare quelle immagini (poi confluite nel film Italia K2 di Marcello Baldi\, in corso di restauro) senza commento parlato accompagnandole con le musiche scritte\, all’epoca\, dal maestro Teo Usuelli\, eseguite dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Fantin effettuò tutte le riprese fino a 6560 metri\, poi fu obbligato a fermarsi e istruì gli alpinisti che poterono così documentare la parte finale della scalata. Mai in precedenza riprese cinematografiche erano state effettuate a tali quote. Il restauro restituisce tutta l’emozione alle immagini e all’impresa compiuta dagli uomini della spedizione. Le immagini sono così potenti che si ha la sensazione di assistere al compimento dell’ultima odissea umana sulla terra. E le riprese\, liberate dalla retorica dell’epoca\, ci fanno riscoprire lo sguardo etico di Fantin\, capace\, in condizioni impossibili\, di trovare sempre l’inquadratura giusta\, quella che ci racconta lo spirito profondo di quest’avventura\, il rapporto tra l’uomo e la natura\, la bellezza suprema delle montagne\, la sfida umana per superare i propri limiti. \nMontaggio realizzato nel 2021 a partire dalle riprese di Mario Fantin per il documentario Italia K2 di Marcello Baldi (Italia\, 1955) per gentile concessione di Club Alpino Italiano. Italia K2 di Baldi è stato restaurato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con il Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI e il sostegno del MiC. \nInformazioni: \nIngresso unico film: € 5\,00 – Soci CAI: € 4\,00 \nInizio proiezione ore 21.00 \nLa prenotazione è fortemente consigliata scrivendo una mail a: info@cinemateatromacmazzieri.it  \no un messaggio al numero di whatsapp: \n333 2455578 \nIndicando la proiezione desiderata\, nome\, cognome\, recapito telefonico.  \nI biglietti prenotati sono comunque da ritirare entro mezz’ora dall’inizio della proiezione scelta. \nLa cassa apre alle ore 20 e chiude alle ore 20.45 per consentire un ingresso alla sala ordinato e privo di assembramenti.  \nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it
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SUMMARY:RITORNO SUI MONTI NAVIGANTI - MERCOLEDI' 24 NOVEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 24 NOVEMBRE\n\nProiezione unica ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\ndi Alessandro Scillitani\n\ncon Paolo Rumiz\n\nItalia / 2017 / 70’\n\nIl film ripercorre il viaggio compiuto da Paolo Rumiz nel 2006\, a bordo di una Topolino\, lungo l’Appennino.\n\nUn viaggio nella spina dorsale dell’Italia\, dalla Liguria all’Aspromonte\, in compagnia di quella straordinaria rete di persone che Rumiz ha conosciuto nei suoi viaggi. Un racconto corale di resistenza e di energie positive.\n\nUna ricerca delle piccole grandi vite di chi\, anche e soprattutto in tempi di terremoti e post-terremoti\, crisi economica e disoccupazione diffusa\, con la semplicità\, il contatto con la natura e con la terra\, le idee e la voglia di immaginare e costruire un mondo diverso e migliore\, rappresenta il motore sano della nostra penisola.\n\nFilm vincitore del Premio del Pubblico al Film Festival della Lessinia.
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SUMMARY:WALTER BONATTI: CON I MUSCOLI\, CON IL CUORE\, CON LA TESTA - Presentazione libro "Ciak\, si scala"- MERCOLEDI' 1 DICEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 1 DICEMBRE\n\nProiezione unica ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\ndi Michele Imperio\, Fabio Pagani \ncon Walter Bonatti \nItalia / 2012 / 52′ \ne presentazione del libro “Ciak si scala. Storia del cinema di alpinismo e arrampicata” \nSarà presente l’autore Roberto Mantovani \n \nWalter Bonatti è stato un grande alpinista\, capace di vincere grandi sfide alpinistiche: K2\, Dru\, G4\, Cervino\, solo per citare alcuni nomi. Ma le vette raggiunte non sono punti di arrivo\, sono tappe intermedie che lo spingono poi verso un viaggio in giro per il mondo\, alla ricerca di se stesso. La sua esplorazione\, partita dalle pareti verticali\, è passata poi all’itinerario orizzontale e si è espressa sempre verso lo spazio interiore dove risiedono le nostre paure e i nostri desideri. Dove l’uomo\, seduto solo davanti a se stesso\, deve decidere se superarsi o adeguarsi. E Walter non si è mai adeguato\, ha scritto le sue regole e ha tenuto fede a queste per tutta la vita\, non concedendosi vie di fuga o scorciatoie. Si è costruito come alpinista\, come esploratore\, come fotoreporter e come scrittore\, ma sempre e solo con l’intento di essere un uomo. Il documentario parla di questo viaggio\, ricostruendo la biografia professionale\, ma soprattutto umana\, di chi con le mani\, con i muscoli\, con il cuore\, con la testa\, ha lottato per essere se stesso senza compromessi.
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SUMMARY:FESTIVAL! - RASSEGNA DI CINEMA D'AUTORE - 2° PARTE
DESCRIPTION:IL CINEMA TEATRO WALTER MAC MAZZIERI \npresenta \n “FESTIVAL” \nRASSEGNA DI CINEMA D’AUTORE \nDAL 26 GENNAIO AL 30 MARZO 2022 \nMercoledì 26 gennaio ore 21.00 \nONE SECOND \n \nGenere: drammatico \nRegia: Zhang Yimou  \nAttori: Zhang Yi\, Wei Fan\, Liu Haocun  \nOne Second\, il nuovo film di Zhang Yimou\, si presenta come un’epopea eroica che non riesce a nascondere un tributo speciale al cinema e al grande schermo. Siamo negli anni della Rivoluzione Culturale cinese\, ed è lì che la giovane vagabonda Liu Guinu ruba una pellicola cinematografica inseguita da Zhang Jiusheng\, un evaso da un campo di lavoro forzato pronto a tutto per stringerla tra le mani\, anche a costo della sua stessa libertà…  \nAutentico capolavoro epico sentimentale\, emozioni cinefile e profonde da sala cinematografica di una volta come in Nuovo cinema paradiso.  \nMercoledì 2 febbraio 21.00 \nTHE FRENCH DISPATCH \n \nGenere: commedia \nRegia: Wes Anderson \nAttori: Bill Murray\, Tilda Swinton\, Adrien Brody\, Benicio Del Toro\, Timothée Chalamet\, Léa Seydoux\, Willem Dafoe\, Owen Wilson  \nÈ morto il direttore e – per l’ultimo numero di una rivista che con lui si identificava – i migliori giornalisti danno prova della loro bravura e della loro creatività.  \nL’amore per un cinema e una cultura passate di moda (The French Dispatch è la copia del New Yorker) declinato in quattro episodi e molte cornici.  \nDisperatamente innamorato del cinema europeo e di un gruppo di attori che fanno funzione di numi tutelari\, Wes Anderson costruisce qui un suo personalissimo presepe laico e autoironico dove il suo tradizionale alfabeto minimalista trova la strada per inanellare citazioni e omaggi\, riconoscimenti e prodezze tecniche\, in nome del cinema e del suo puro piacere.  \nMercoledì 9 febbraio 21.00 \nMADRE PARALELAS \n \nGenere: drammatico \nRegia: Pedro Almodovar \nAttori: Penélope Cruz \, Milena Smit\, Rossy De Palma \nDopo aver fatto i conti con la sua storia personale\, nel precedente Dolor y gloria\, Almodóvar sente il bisogno di confrontarsi con quella collettiva. A partire dalla vicenda di due madri single che partoriscono una figlia lo stesso giorno\, legando inestricabilmente le loro sorti\, Almodóvar costruisce un elegantissimo e commovente melodramma che dal privato tocca il pubblico della storia del suo paese\, girando quello che è il suo film più esplicitamente e tradizionalmente politico. La sua è oramai un’eleganza formale e narrativa pura e limpida\, che nasce da un’apparente mancanza di ogni sforzo\, che viene fuori naturale\, per permettere che siano le emozioni a risuonare e riecheggiare fortissime. (Federico Gironi – Comingsoon.it)  \nMercoledì 16 febbraio 21.00 \nITALIA K2 \n \nGenere: documentario \nRegia: Mario Fantin \nMario Fantin\, bolognese classe 1921\, con la sua macchina da presa ha documentato le spedizioni più avventurose dirette ai quattro angoli del globo. Prima fra tutte\, la mitica conquista italiana del K2 nel 1954. Abbiamo deciso di presentare quelle immagini (poi confluite nel film Italia K2 di Marcello Baldi\, in corso di restauro) senza commento parlato accompagnandole con le musiche scritte\, all’epoca\, dal maestro Teo Usuelli\, eseguite dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Fantin effettuò tutte le riprese fino a 6560 metri\, poi fu obbligato a fermarsi e istruì gli alpinisti che poterono così documentare la parte finale della scalata. Mai in precedenza riprese cinematografiche erano state effettuate a tali quote. Il restauro restituisce tutta l’emozione alle immagini e all’impresa compiuta dagli uomini della spedizione. \nMontaggio realizzato nel 2021 a partire dalle riprese di Mario Fantin per il documentario Italia K2 di Marcello Baldi (Italia\, 1955) per gentile concessione di Club Alpino Italiano. Italia K2 di Baldi è stato restaurato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con il Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI e il sostegno del MiC. \nMercoledì 23 febbraio 21.00 \nQUI RIDO IO \n \nGenere: biografico  \nRegia: Mario Martone \nAttori: Toni Servillo\, Maria Nazionale\, Cristiana Dell’Anna\, Antonia Truppo\, Eduardo Scarpetta (II) \nTeatro e cinema. Storia e commedia umana. Musica…e Napoli. \nQui rido io\, «romanzo immaginario di Scarpetta e della sua tribù» è una colorata\, umorosa e ben sorvegliata sintesi degli interessi e del mestiere di un cineasta colto\, polivalente e soprattutto in ancor costante evoluzione. \nCon la biografia di Eduardo Scarpetta\, miscela di cronache vere e di fatti immaginari ma possibili\, Mario Martone non mette solo in scena la vita di un leggendario teatrante\, con tutte le tensioni e gli equilibri precari dell’esibizione sul palco\, ma ci trasporta\, senza peccati filologici e intellettualistici\, nella Napoli di fine ‘800\, effervescente di stimoli culturali. (Massimo Lastrucci – Cineforum)  \nMercoledì 2 marzo 21.00 \nARIAFERMA \n \nGenere: drammatico \nRegia: Leonardo Di Costanzo \nAttori: Toni Servillo\, Silvio Orlando\, Fabrizio Ferracane\, Salvatore Striano\, Roberto De Francesco  \nNon è un film comune nel panorama italiano Ariaferma. Anzi è proprio una gemma preziosa. \nIn questo racconto sospeso\, dentro un tempo e uno spazio quasi irreali a emergere sono temi universali della socialità\, della convivenza e dell’agire collettivo che\, a causa della struttura panottica del carcere\, risultano amplificati e diventano macroscopici.  \nEd è questo a rendere Ariaferma un film profondamente umanista\, capace di usare la metafora del carcere per ragionare sul senso collettivo dell’isolamento. Non solo quello dovuto alla pandemia cui viene facile pensare\, ma in scala più ampia all’ingabbiamento e alla reclusione come sentimenti universali. (Lorenzo Rossi – Cineforum) \nMercoledì 9 marzo 21.00 \nIL MATRIMONIO DI ROSA \n \nGenere: commedia \nRegia: Icíar Bollaín \nAttori: Candela Peña\, Sergi López\, Nathalie Poza\, Ramón Barea \nSemplice e diretto (anche grazie a un cast davvero eccellente) questa commedia riesce a raccontarci con grande verità e con ironia\, con leggerezza e al tempo stesso con estrema profondità\, la storia di una donna comune con i suoi problemi e le sue fragilità. Rosa rappresenta tutte le donne. Tutte quelle madri\, mogli\, figlie e lavoratrici troppo spesso costrette a sacrificare i propri sogni e i propri desideri per l’altro (chiunque esso sia: un marito\, un padre\, una figlia\, un datore di lavoro). Questa sorta di Bridget Jones in salsa spagnola mette in luce con le sue imperfezioni le contraddizioni di un’ultraquarantenne alla ricerca non del grande amore\, ma della propria felicità. (Giulia Lucchini – Il Cinematografo) \nMercoledì 16 marzo 21.00 \nNOWHERE SPECIAL – Una storia d’amore \n \nGenere: drammatico \nRegia: Uberto Pasolini \nAttori: James Norton\, Daniel Lamont\, Eileen O’Higgins\, Valerie O’Connor \nCon Nowhere Special Uberto Pasolini torna dopo lungo tempo alla regia per raccontarci una storia vera con i toni della malinconia e della leggerezza. Parlando di morte dirige un film che è una celebrazione della vita e dell’amore di un padre per un figlio.  \nNel cinema di Uberto Pasolini c’è sempre uno sguardo sociale\, già evidenziato con il grandissimo successo di Full Monty di cui è stato produttore. Al tempo stesso anche questo terzo lungometraggio di Pasolini\, come il precedente Still Life\, è un film non tanto sulla morte\, ma soprattutto sul tempo che resta da vivere.  \nGrande merito\, oltre che al regista\, va a Norton\, capace di un one man show sommesso\, sottratto\, che non lascia scampo tanto a lui quanto a noi.  \nMercoledì 23 marzo 21.00 \nWATERMARK – L’acqua è il bene più prezioso \n \nGenere: documentario \nRegia: Jennifer Baichwal\, Nicholas de Pencier\, Edward Burtynsky  \nDai registi di Antropocene\, uno straordinario documentario fotografico sul fondamentale ruolo che l’acqua ricopre nella formazione delle popolazioni del mondo. \nGirato in un 5K ad altissima definizione e ricco di molteplici prospettive aeree\, il film mostra come l’acqua sia l’elemento fondante che forma la terra e che soddisfa i nostri bisogni primari. In Watermark lo spettatore è immerso in questa magnifica forza della natura\, che troppo spesso però diamo per scontato. \nOgni essere vivente ha bisogno di acqua. Noi umani interagiamo con l’acqua in una miriade di modi\, numerose volte al giorno. Ma quante volte ci capita di soffermarci sulla complessità di tale interazione? E\, a meno di non averne a sufficienza\, quanto spesso pensiamo alla sua fondamentale presenza nel generare\, sostenere e arricchire la vita?  \nMercoledì 30 marzo 21.00 \nHOUSE OF GUCCI \n \nGenere: thriller\, biografico \nRegia: Ridley Scott  \nAttori: Lady Gaga\, Adam Driver\, Al Pacino\, Jared Leto\, Jeremy Irons\, Salma Hayek  \nQuando Aldo Gucci difende le copie tarocche di accessori griffati che lo stesso brand ha fatto sì che invadessero i marciapiedi\, in qualche maniera sta anche indicando una definizione precisa della poetica di Scott sin dagli esordi: “non sono copie\, sono repliche”.  \nDa Blade Runner a Tutti i soldi del mondo\, la tensione sotterranea nelle opere del cineasta è sempre quella che si agita tra originale e falso (d’autore?)\, come Baby can I hold you di Tracy Chapman\, ma nella versione di Pavarotti & Friends che chiude il film\, esplicitando definitivamente l’operazione effettuata sul linguaggio di House of Gucci\, la lingua e l’immaginario italiani di riferimento…(Sergio Sozzo – Sentieri Selvaggi) \nCon House of Gucci Ridley Scott racconta la tragica storia di una famiglia tutta italiana nel modo più americano possibile.  \nInformazioni: \nIngresso unico film: € 5\,00 (per Italia K2 ridotto soci CAI € 4\,00) \nInizio proiezione ore 21.00 \nLa prenotazione è fortemente consigliata scrivendo un messaggio whatsapp al numero 3332455578 o una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it indicando la proiezione desiderata\, nome\, cognome e recapito telefonico.  \nI biglietti prenotati sono comunque da ritirare entro mezz’ora dall’inizio della proiezione scelta. \nLa cassa apre alle ore 20 e chiude alle ore 20.45 per consentire un ingresso alla sala ordinato e privo di assembramenti.  \nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it
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SUMMARY:ONE SECOND - MERCOLEDI' 26 GENNAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 26 GENNAIO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Zhang Yimou\n\ncon: Zhang Yi\, Wei Fan\, Liu Haocun\, Ailei Yu\, Xiaochuan Li\, Yu Ai Lei.\n\nGenere: Drammatico\, Storico\n\ndurata: 105 minuti\n\n–\n\nUN RITORNO IN GRANDE SPOLVERO PER ZHANG YIMOU CHE FILMA LA SUA DICHIARAZIONE D’AMORE AL CINEMA CHE È RAPPRESENTATO COME QUALCOSA DI SACRO.\nRecensione di Simone Emiliani\n\nNegli anni della Rivoluzione Culturale\, Zhang evade dal campo di lavoro forzato e vaga per il deserto per raggiungere un villaggio dove in un cinema\, assieme al film Eroic Sons and Daughters\, viene abbinato il cinegiornale di propaganda numero 22 in cui compare\, anche solo per un secondo\, l’immagine della figlia che non lo vuole più vedere dopo che è stato arrestato. Poco prima della proiezione la pellicola viene rubata da una ragazzina\, l’orfana vagabonda Liu\, che ha bisogno della celluloide per costruire la lampada al fratello più piccolo. Zhang\, dopo aver assistito al furto\, la insegue. Perde la pizza\, la recupera e la perde ancora. Al villaggio intanto un pubblico molto numeroso è in attesa di assistere allo spettacolo serale organizzato dal proprietario e proiezionista del cinema\, chiamato “Mr. Film”\, che è visto come una divinità e si considera una figura essenziale all’interno del Partito.\nEra già stato selezionato per la competizione ufficiale della Berlinale del 2019 e poi è stato ritirato all’ultimo momento per “problemi tecnici di post-produzione” che\, tradotto\, significa che dietro c’è stato l’intervento della censura cinese\, probabilmente per come ha mostrato la povertà durante la Rivoluzione Culturale. \nNel corso di questi due anni ci sono stati degli aggiustamenti in fase di montaggio e il taglio di un minuto rispetto alla versione precedente ma la critica a quel periodo è già evidente nella battuta sulla figlia di Zhang mostrata nel cinegiornale in cui si sottolinea che “non deve competere con gli adulti”. Tratto da un romanzo della scrittrice Yan Geling\, One Second rappresenta per il regista cinese un grande ritorno. \nNon potendolo paragonare alla prima versione\, ci si trova davanti a una totale dichiarazione d’amore al cinema. La pellicola\, la sua materia soprattutto\, è vista come qualcosa di sacro come si può vedere nella scena in cui le parti rovinate sono messe su dei teli e poi asciugate con dei ventagli\, ma anche i ritagli che servono per costruire la lampada che può rappresentare la ‘lanterna magica’ del film. Poi ci sono quelli che possono essere gli omaggi. Il deserto che apre e chiude il film (con un doppio finale che è l’unico limite di un cinema finalmente di nuovo imponente) richiama il cinema esotico d’avventura statunitense degli anni Trenta ma anche quello dei fratelli Cohen (da Arizona Junior a Non è un paese per vecchi) che sono comunque un punto di riferimento per il cineasta cinese avendo realizzato nel 2009 un remake\, onestamente fiacco\, di Blood Simple.\n\nYimou torna ai villaggi di La storia di Qiu Ju e Non uno di meno e recupera la magia della luce del cinema da Lanterne rosse\, come si può vedere dalle immagini delle ombre sul telo e dell’illuminazione dalla cabina di proiezione oltre che dall’immagine dello schermo che proietta davanti e dietro Eroic Sons and Daughters\, un film di guerra del 1964 diretto da Wu Zhaodi. One Second è l’omaggio e l’illusione neorealista del cinema che passa anche per Bellissima di Visconti fino al finto dialogo padre-figlia tra Zhang e Liu sul camion degno di una commedia hollywoodiana degli anni ’40 che potrebbe essere uscita da Howard Hawks. La prova di Zhang Yi\, che è già stato diretto da Zhang Yimou nel precedente Cliff Walkers ed è stato protagonista\, tra gli altri\, di Al di là delle montagne\, è notevole assieme a quella di Liu Haocun. In più c’è tutta la magnifica ossessione e l’illusione del cinema dove anche il frammento di un solo secondo\, se proiettato ripetutamente\, può durare anche un’eternità. \n–
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SUMMARY:THE FRENCH DISPATCH - MERCOLEDI' 2 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 2 FEBBRAIO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Wes Anderson.\n\ncon: Benicio Del Toro\, Adrien Brody\, Tilda Swinton\, Léa Seydoux\, Frances McDormand\n\n Genere: Commedia\, Drammatico\, Sentimentale\n\nDurata: 108 minuti\n\n–\n\nUN MONUMENTO ALLA GRAZIA CON UN FLUSSO ININTERROTTO DI DIALOGHI E UNA PARATA DI GRANDISSIMI ATTORI.\nRecensione di Marzia Gandolfi\n\nArthur Howitzer Jr.\, figlio del fondatore e proprietario del quotidiano “The Evening Sun” di Liberty (Kansas)\, ha convinto anni prima il padre a finanziare un supplemento domenicale e ha installato la redazione a Ennui-sur-Blasé. Espatriata in Francia\, “Picnic” diventa “The French Dispatch” e copre ‘con stile’ la cronaca del paese. Perché intorno alla sua scrivania\, Horowitzer Jr. ha raccolto i migliori giornalisti del suo tempo. Archeologi del quotidiano\, ‘inseguono’ su campo il soggetto che gli è stato assegnato: una contestazione studentesca che volge in idillio\, l’indagine di un commissario sulla pista dei rapitori di suo figlio\, un artista psicotico e galeotto innamorato della sua secondina\, il necrologio di Arthur Howitzer Jr\, che ha posato la penna. E l’ultimo numero sarà un’antologia di articoli\, i migliori\, dedicata a lui. Si stampi.\n\nBenvenuti nel nuovo conte di Wes Anderson\, che trasloca in Francia (il film è girato a Angoulême) con un bastimento carico di attori e un flusso ininterrotto di dialoghi.\n\nParole che diventano la musica ammaliante di un film che è gourmandise per gli occhi. Ogni inquadratura meriterebbe che ci fermassimo per cogliere tutti i dettagli che riempiono lo spazio e l’universo personale di un autore per cui il cinema è soprattutto arte pittorica.\n\nThe French Dispatch è una collezione di storie ‘adattate’ dalla gazzetta diffusa nella città immaginaria di Ennui-sur-Blasé. Un album di ‘figurine’ e figuranti nobili ma fissi. Come in un vero giornale\, i registri (cronaca nera\, necrologi\, società\, cultura\, cucina…) si succedono compulsivamente\, inciampando sul colore\, il bianco e nero\, il romanzo grafico. L’iperattività del racconto\, la sua messa in scena\, la composizione dei quadri\, la costruzione dei décor\, qualche volta si fa estenuante\, riducendo la storia a un pretesto\, perché The French Dispatch spinge il patchwork più lontano\, con le sue piccole storie incastonate\, concepite come tanti capitoli visivi\, meticolosamente realizzati a colori o a disegni animati.\n\nFilm inesauribile\, che richiede senza dubbio più visioni per riconoscere anche solo i volti delle star (americane e francesi) che appaiono il tempo di un primo piano\, The French Dispatch è l’omaggio di Wes Anderson a un mestiere che assomiglia a quello che fu il giornalismo e a un paese che assomiglia alla Francia. Piantata come una ‘casa di bambola’ al cuore di Ennui-sur-Blasé\, la sede del giornale ospita una legione di attori (Tilda Swinton\, Bill Murray\, Owen Wilson\, Benicio del Toro\, Léa Seydoux\, Mathieu Amalric\, Lyna Khoudri\, Edward Norton\, Elisabeth Moss\, Frances McDormand\, Timothée Chalamet e ancora) venuti dalle due sponde dell’Atlantico anche solo per una replica\, una battuta\, per essere un frammento o un bagliore dentro un film costruito alla gloria della carta stampata e del cinema analogico.\n\n–
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SUMMARY:MADRES PARALELAS - MERCOLEDI' 9 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 9 FEBBRAIO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Pedro Almodóvar\n\ncon: Rossy De Palma\, Penélope Cruz\, Milena Smit\, Aitana Sánchez-Gijón\, Israel Elejalde.\n\nGenere: Drammatico\n\nDurata: 120 minuti\n\n–\n\nIL RITRATTO GENETICO DI UNA NAZIONE IN CUI TUTTO È IN MOVIMENTO\, A COMINCIARE DALLE EMOZIONI.\nRecensione di Marzia Gandolfi\n\nCompagne di ‘gravidanza’ in una clinica di Madrid\, Janis e Ana diventano madri lo stesso giorno. Janis è una fotografa affermata\, Ana un’adolescente anonima. La nascita di due bambine crea un legame forte che evolve in maniera simmetrica. Janis ha deciso di crescere da sola la figlia che l’amante\, un antropologo forense\, non ‘riconosce’ come sua\, Ana\, ‘abbandonata’ dai genitori sempre altrove\, fa altrettanto. Ma il destino è dietro l’angolo e finirà per incontrarle di nuovo dentro una Spagna che fa i conti col passato e il DNA nazionale.\n\nCon La voce umana\, monologo di una donna respinta trasformato in una performance pop ed esplosiva\, Pedro Almodóvar sperimentava il vuoto e svuotava la sua cassetta degli attrezzi. Un gesto liberatorio che gli permette oggi di ‘costruire’ altre cose\, conservando tuttavia il suo universo\, i suoi colori accesi\, la pop art\, gli affetti speciali.\n\nRotta l’illusione del décor cinematografico\, filmando l’hangar in cui è allestito il finto appartamento di una donna alienata dalla sua passione\, un corto dopo realizza Madres Paralelas e passa al mélo critico con l’implacabile finezza politica di Douglas Sirk.\n\nNon è la legge del desiderio a muoverlo questa volta ma la legge della “Memoria histórica”\, approvata alla fine del 2007 dal Governo Zapatero per restituire a un popolo i suoi morti. Un popolo che chiede di riconoscerli e di piangerli. Un’esigenza sollecitata nel film dal personaggio di Penélope Cruz\, spinta dall’urgenza di restituire una degna sepoltura al suo bisnonno. Janis lo ha promesso a sua nonna e alla sua bambina appena nata\, perché la Memoria non ha a che fare col passato ma col presente e il futuro.\n\nAlmodóvar si muove lungo la sutura di una transizione (politica) ambigua e di un Paese mai davvero ricomposto. Senza rinunciare all’empatia prodigata ai suoi personaggi\, a interessargli visibilmente è la nativa Spagna\, a cui torna come da un esilio e che filma non più come territorio mentale\, un sogno che impasta coi colori materia proustiana\, ma come terra da scavare (letteralmente)\, riesumando i fantasmi della Guerra Civile.\n\nRitratto genetico di una nazione\, Madres Paralelas è quello che Hollywood definisce\, e mai definizione fu più luminosa\, un movie motion pictures\, immagini (emozionanti) in movimento. Una formula\, magica e chimica\, che Almodóvar applica per realizzare i suoi film più belli. Nel suo cinema tutto è movimento\, a cominciare dalle emozioni\, un’azione ‘di dentro’. In questo senso\, un melodramma è un film d’azione\, un’avventura intima da cui usciremo in lacrime\, stravolti dall’instabilità romanzesca\, le montagne russe sentimentali\, le peripezie (in)verosimili che mai come in questo film elevano la trama da foto-romanzo a tragedia (iberica). Ancora una volta è una questione di maternità. Perché la guerra sarà pure è un’affaire da uomini ma per il regista un uomo è prima di tutto un figlio.\n\nSe in Dolor y gloria Penélope Cruz era la dea protettrice e radiosa dei ricordi di infanzia\, generatrice di fiction che diventavano storie che confortano\, in Madres Paralelas è genitrice di memoria storica. Attrice familiare come Banderas\, per lei immagina un’altra madre\, disegna un fato\, pianifica un destino\, a cui la sua protagonista reagisce perché per Almodovar come per Sirk\, gli individui non smettono mai di riscrivere la loro storia\, di evolversi\, di fare ammenda\, di diventare altri\, qualche volta migliori\, qualche altra peggiori.\n\nNell’opera di Almodóvar l’identità non è mai fissa\, è forse il regista più transgender del nostro tempo\, converte cuori\, corpi e menti tracciando fluidamente il percorso che una persona deve fare per superare i pregiudizi del suo ambiente\, le proprie resistenze e ogni altra cosa sia disposta a sacrificare per non rimpiangere i suoi sogni o viceversa per rimpiangerli. Madre due volte\, della ‘sua’ bambina e di un’adolescente che non ha il ‘peso’ del trauma (150.000 cadaveri senza un nome)\, Janis è un’eroina fiammeggiante\, un impasto di colori che divora progressivamente l’oscurità\, educa le nuove generazioni\, fa il suo lutto e concepisce forse l’uomo di domani. Meglio\, la donna\, Milena Smith nuova musa almodovariana affatto almodovariana. Corpo estraneo al suo cinema\, lo era in fondo anche l’alterità incandescente di Tilda Swinton (La voce umana)\, la giovane attrice è un volto immediatamente sublime e sublimato\, che apporta una differenza e una prospettiva sul tempo presente in relazione al passato.\n\nAlmodóvar ripercorre le ‘impronte genetiche’ dei nonni della nazione\, un’azione memoriale che ripara e conferma la narrazione melodrammatica non come ‘storia d’amore’ scollata dal suo ambiente ma come qualcosa a cui pensare mentre ci meravigliamo a ogni sequenza. Come per Sirk e Fassbinder\, anche per Almodóvar il melodramma è un processo di trasmissione di senso che può parlare criticamente di un’epoca. Se le ‘corde’ del genere sono sempre catastrofiche o provvidenziali\, il destino melodrammatico è sempre politico o sociale. Madres Paralelas è tutto quello che il melodramma permette\, accordando due ‘storie’ parallele.\n\n–
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SUMMARY:ITALIA K2 - MERCOLEDI' 16 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 16 FEBBRAIO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPER I SOCI CAI: biglietto ridotto 4€\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\nAnno: 1954-2021\nPaese: Italia\nDurata: 60′\n–\n\n\nMontaggio realizzato nel 2021 a partire dalle riprese di Mario Fantin per il documentario Italia K2 di Marcello Baldi (Italia\, 1955) per gentile concessione di Club Alpino Italiano. Selezione e montaggio a cura di Andrea Meneghelli. Testi di Albino Ferrari. Italia K2 di Baldi è stato restaurato dalla Cineteca di Bologna in collaborazione con il Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI e il sostegno del MiC.\n\nMusica originale di Teo Usuelli orchestrata e adattata da Daniele Furlati per gentile concessione di Michele dall’Ongaro\, eseguita dall’Orchestrae dal Coro del Teatro Comunale di Bologna diretti da Timothy Brock\n\nMario Fantin\, bolognese classe 1921\, con la sua macchina da presa ha documentato le spedizioni più avventurose dirette ai quattro angoli del globo. Prima fra tutte\, la mitica conquista italiana del K2 nel 1954. Abbiamo deciso di presentare quelle immagini (poi confluite nel film Italia K2 di Marcello Baldi\, in corso di restauro) senza commento parlato accompagnandole con le musiche scritte\, all’epoca\, dal maestro Teo Usuelli\, eseguite dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna. Fantin effettuò tutte le riprese fino a 6560 metri\, poi fu obbligato a fermarsi e istruì gli alpinisti che poterono così documentare la parte finale della scalata. Mai in precedenza riprese cinematografiche erano state effettuate a tali quote. Il restauro restituisce tutta l’emozione alle immagini e all’impresa compiuta dagli uomini della spedizione. Le immagini sono così potenti che si ha la sensazione di assistere al compimento dell’ultima odissea umana sulla terra. E le riprese\, liberate dalla retorica dell’epoca\, ci fanno riscoprire lo sguardo etico di Fantin\, capace\, in condizioni impossibili\, di trovare sempre l’inquadratura giusta\, quella che ci racconta lo spirito profondo di quest’avventura\, il rapporto tra l’uomo e la natura\, la bellezza suprema delle montagne\, la sfida umana per superare i propri limiti.\n\n     \n\n 
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SUMMARY:QUI RIDO IO - MERCOLEDI' 23 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 23 FEBBRAIO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Mario Martone\n\ncon: Toni Servillo\, Maria Nazionale\, Cristiana Dell’Anna\, Antonia Truppo\, Eduardo Scarpetta (II).\n\n Genere: Drammatico\n\nDurata: 133 minuti\n\n–\n\nUN’OPERA AMBIZIOSA\, RESISTENTE\, TRAGICA\, DOVE LA NAPOLI DI SCARPETTA DIVENTA EMBLEMA E REPERTORIO DI TUTTE LE EMOZIONI DEL MONDO.\nRecensione di Marzia Gandolfi\n\nEduardo Scarpetta\, popolare e smisurato capocomico\, vive per il teatro e per mantenere i suoi figli. Numerosi e (il)legittimi si passano come un testimone Peppiniello\, personaggio simbolico di “Miseria e nobiltà”. Tra una sfogliatella e una scappatella\, Scarpetta crea il moderno teatro napoletano e una famiglia allargata\, un magnifico intreccio di energie e talento che cresce sul palcoscenico e incrementa nel talamo. In gioventù ha sposato Rosa De Filippo\, di cui riconosce il figlio illegittimo\, Domenico\, e con cui concepisce Vincenzo e Maria\, in segreto ha avuto una relazione con Anna\, sorellastra di Rosa\, da cui ha già avuto due figli. Ma è Luisa\, nipote di Rosa\, l’amore di cui ha più appetito e da cui nascono Titina\, Eduardo e Peppino. Mattatore che non conosce limiti e creanza\, scrive “Il figlio di Iorio” per burlarsi del D’Annunzio (“La figlia di Iorio”) ma il poeta non apprezza e lo querela. Sulla scena del tribunale dovrà vedersela con giudici e detrattori. Parodia o plagio?\n\nQui rido io è una questione di paternità\, biologica e artistica. È una questione di ‘plagio’\, illegittima appropriazione della paternità di un’opera. È ‘faccenda’\, insomma\, di vincoli affettivi ed effetti legali.\n\nMario Martone\, uomo di cinema e di teatro che si confronta ogni giorno con gli attori\, i testi e le epoche\, rintraccia la poesia semplice dell’opera di Eduardo Scarpetta e disegna il profilo del padre naturale e artistico di Titina\, Eduardo e Peppino De Filippo\, nomen nescio all’anagrafe.\n\nCoglie l’artista agli inizi del Novecento quando la sua ‘maschera’ (Felice Sciosciammocca) è in crisi e il cinema brilla di mille fuochi. Ad altezza di bambino\, il punto di vista è quello di Eduardo De Filippo\, appena promosso al ruolo di Peppiniello\, Martone osserva la sua singolare origine di figlio d’arte. Figliastro o nipote\, Eduardo chiamava ‘zio’ Eduardo Scarpetta\, che tradiva la moglie Rosa De Filippo con la nipote acquisita\, Luisa De Filippo. Da questa ingarbugliata genealogia si sarebbero ramificate due famiglie parallele\, tre figli legali da una parte (Domenico\, Vincenzo e Maria Scarpetta) e tre figli illegali dall’altra (Titina\, Eduardo e Peppino De Filippo)\, educate per incontrarsi a teatro.\n\nAlla maniera di Eduardo (De Filippo)\, Martone sposta sul piano del ‘palcoscenico’ le definizioni del rapporto di Scarpetta con i suoi figli. L’artista napoletano incarna le abitudini da patriarca dentro un film che rileva l’abuso patriarcale\, da cui nasce come un paradosso una bottega familiare e una quantità di testi e tessiture teatrali che si intrecciano\, permangono\, si ricorrono\, si trasformano\, si rigenerano fino a determinare nuove soluzioni.\n\nQui rido io tira un filo della trama misurando la propria invenzione drammatica con quel gioco combinatorio di napoletanità e respiro universale che furono le creazioni degli Scarpetta-De Filippo. A partire da Morte di un matematico napoletano\, Martone crea a ritmo lento (qui vivace con brio) un’opera cinematografica ambiziosa\, resistente\, tragica\, legata all’irredentismo della sua città natale dentro un paesaggio italiano (sempre) in ambasce.\n\nLa Napoli di Scarpetta è per Martone l’emblema di un’Italia più vasta\, il repertorio di tutte le emozioni del mondo e la lente attraverso cui analizzare a fondo il rapporto tra il singolo e la società\, tra genitori e figli. La parola canta e le canzoni declamano dentro uno spettacolo che celebra Napoli\, il suo splendore e le sue miserie\, la sua umanità irriducibile e barocca. Per una tale impresa serviva un attore-mostro\, una risata enorme\, rabelesiana. Toni Servillo vive da sempre nel mondo di Scarpetta e di De Filippo\, è lo specchio di quel mondo\, una città aperta. Come Napoli è un teatro en plein air\, dove corpo e lingua vanno insieme. Dietro al trucco interpreta un predatore sessuale che possiede e disprezza le donne\, un avventuriero prima che un padre e un marito. Sul palcoscenico è ‘Felice’\, un personaggio contenitore fuori dal tempo\, perché Scarpetta non concettualizzava\, era un pittore di emozioni non un architetto di riflessioni.\n\nMartone osserva il quadro d’epoca\, raccoglie le prove e le lascia interagire\, dando ‘na voce al segreto di Eduardo De Filippo\, che viveva la sua nascita come una vergogna\, e alla rassegnazione muta delle donne\, perennemente ingravidate\, che troveranno domani la forza di Filumena Marturano. La ‘prostituta’ che sovverte i codici borghesi e forma una famiglia dove il principio di paternità legittima perde il suo significato.\n\nA ossessionare lo Scarpetta di Martone è il desiderio di essere riconosciuto\, la volontà che “Il figlio di Iorio”\, parodia della tragedia pastorale di D’Annunzio difesa in tribunale da Benedetto Croce\, perito di parte\, venisse ‘riconosciuta’. Disattesa resta la frustrazione legittima dei figli illegittimi\, invitati a partecipare soltanto a un apprendistato artistico e professionale.\n\nFrammentato e intimo\, eccessivo e ludico\, il film tradisce più una sconfitta che una conquista\, ribadendo una relazione padre-figlio esclusivamente scenica. Qui rido io è la storia tragicomica di un capocomico-patriarca e di una compagnia di figli-nipoti\, che a turno ripetono la parte: “Scarpetta m’è pate a me”.\n\n–
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SUMMARY:ARIAFERMA - MERCOLEDI' 2 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 2 MARZO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Leonardo Di Costanzo\n\ncon: Toni Servillo\, Silvio Orlando\, Fabrizio Ferracane\, Salvatore Striano\, Roberto De Francesco\n\n Genere: Drammatico\n\nDurata: 117 minuti\n\n–\n\nDI COSTANZO SCANDAGLIA L’ANIMO UMANO GIOCANDO CON LO SPAZIO E SULLA MOLTEPLICITÀ DEI PUNTI DI VISTA.\nRecensione di Giancarlo Zappoli\n\nUn carcere ormai in degrado sta per essere chiuso. Arriva però un contrordine: 12 detenuti ed alcuni agenti di polizia penitenziaria dovranno restarci un po’ più a lungo degli altri perché la struttura che dovrebbe accogliere i detenuti non è a momento disponibile. Diventa quindi necessario gestire in modo nuovo il rapporto considerato che gran parte dell’edificio è ormai chiusa.\n\nLeonardo di Costanzo prosegue con rigore il suo percorso di ricerca e di riflessione sulle dinamiche relazionali riprendendo il discorso iniziato con il suo film di finzione d’esordio\, L’intervallo.\n\nLà un ragazzo e una ragazza si trovavano confinati in uno spazio chiuso l’uno con il ruolo del carceriere (decretato dalla camorra) e l’altra in quello di prigioniera. I due\, inizialmente distanti\, finivano con l’avvicinarsi e con il conoscersi. Lo schema si ripropone ora ma con un salto produttivo notevole. Non ci sono più interpreti bravi ma sconosciuti come in quell’opera ma Servillo\, Orlando e Ferracane nonché Striano tra i protagonisti.\n\nDi Costanzo però\, come detto\, non perde il rigore del proprio sguardo indagatore dell’animo umano al di là delle convenzioni (come accadeva anche in L’intrusa) giocando sulla molteplicità dei punti di vista e sullo spazio. Perché non solo gli esseri umani ma le mura stesse dell’edificio raccontano in questo film. Raccontano di un edificio concentrazionario che è funzionale a fare riferimento non\, come si potrebbe pensare\, alle note vicende del carcere di Santa Maria Capua Vetere ma piuttosto\, inizialmente\, ai versi di Fabrizio De André “Di respirare la stessa aria dei secondini non ci va.”\n\nIn quelle mura corrose ci sono due microcosmi conviventi e\, al contempo\, separati dalle sbarre e dai reciproci ruoli. Il che non impedisce le divisioni all’interno dei singoli gruppi. Sostenuto da una colonna sonora musicale di tutto rispetto di Pasquale Scialò\, Di Costanzo compie un’operazione di accerchiamento fisico e psicologico dei suoi personaggi (le celle sono in una rotonda) portandone progressivamente in evidenza le sfumature psicologiche.\n\nAl centro finiscono con il trovarsi l’ispettore Gaetano Gargiulo di Servillo e il detenuto Carmine Lagioia di Orlando. Ma questo non deve trarre in inganno perché il film è un’opera corale in cui ogni dettaglio è curato con attenzione e partecipazione. Un esempio? C’è un “Ecco”\, pronunciato da uno dei personaggi\, che rappresenta la cartina al tornasole di come la sceneggiatura di Di Costanzo\, Oliviero e Santella non si limiti ad essere funzionale alla messa in scena ma punti dritta al centro della ricerca di una possibilità di comprensione anche quando questa sembra impossibile.\n\n–
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SUMMARY:IL MATRIMONIO DI ROSA - MERCOLEDI' 9 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 9 MARZO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Icíar Bollaín.\n\ncon: Candela Peña\, Sergi López\, Nathalie Poza\, Ramón Barea\, Paula Usero.\n\nGenere: Commedia\n\nDurata: 97 minuti\n\n–\n\nUNA COMMEDIA BEN RIUSCITA SULL’IMPORTANZA DI AMARE SE STESSI CON LA GIUSTA MISURA.\nRecensione di Giancarlo Zappoli\n\nRosa è una sarta che lavora nel cinema e vive a Valencia. Ha una figlia che ha avuto due gemelli e si è trasferita a Manchester ma non è propriamente felice. Suo fratello\, che si sta separando dalla moglie\, le affida tutte le volte che può i suoi figli mentre la sorella non ha tempo di occuparsi del loro anziano genitore che\, tra l’altro\, sta così bene con Rosa da voler lasciare la propria abitazione per andare a vivere insieme. Lei non regge più il carico e decide di lasciare la città per andare a riaprire il laboratorio di sartoria che fu di sua madre in una cittadina di provincia. Inoltre vuole sposarsi con la persona che ha deciso di amare di più.\n\nIciar Bollain ci offre un ulteriore sguardo sulle donne che ha la profondità della leggerezza.\n\nPerché sarebbe stato più semplice proporre la tragicità quotidiana di una vita costantemente spesa a servizio degli altri che neanche più si accorgono di quanto stanno ricevendo ritenendolo ormai\, se non ‘dovuto’\, comunque normale. La sceneggiatura invece assume le connotazioni di una commedia in cui non manca l’acidità. Perché\, a partire dall’incubo con cui inizia il film\, ci ritroviamo dalla parte della protagonista in cui molti (e soprattutto molte) avranno modo di riconoscersi. Ma l’incubo si trasforma in breve in una narrazione che\, grazie alle caratterizzazioni\, dei fratelli e del padre di Rosa\, ci ricorda come avesse ragione Oscar Wilde quando affermava: “Non fare agli altri quello che vorresti facessero a te. Potrebbero non avere i tuoi stessi gusti”.\n\nPerché dal momento in cui Rosa ha deciso che stare meglio con se stessa è l’unica opzione possibile per poi vivere gli altri (ivi compreso un parafidanzato) non come un peso ma come un’occasione di condivisione\, gli ‘altri’ si mettono in moto per esserle di aiuto. Esattamente con le modalità che a lei non piacciono o di cui non ha bisogno.\n\nGrazie ad attori che sanno come gestire i propri ruoli il film ruota intorno al baricentro della necessità di acquisire la consapevolezza della propria condizione esistenziale senza finzioni e senza scappatoie pericolose (la sorella beve per superare le frustrazioni e il fratello invece mangia). Solo così\, amando se stessi con la giusta misura\, si potrà poi amare il prossimo.\n\n–
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SUMMARY:NOWHERE SPECIAL - Una storia d'amore - MERCOLEDI' 16 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 16 MARZO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Uberto Pasolini.\n\ncon: James Norton\, Daniel Lamont\, Eileen O’Higgins\, Valerie O’Connor\, Stella McCusker\n\nGenere: Drammatico\n\nDurata: 96 minuti\n\n–\n\nUN FILM DI IMMAGINI TANTO SEMPLICI QUANTO ELEQUENTI\, CHE METTONO IN POESIA LA CRUDELTÀ DELLA VITA.\nRecensione di Marianna Cappi\n\nJohn è un trentaquattrenne gentile e silenzioso\, che di mestiere fa il lavavetri\, in giro per Belfast. La sua esistenza terrena è condannata ad esaurirsi a brevissimo termine\, per colpa di un male incurabile. Nel poco tempo che gli rimane\, John deve fare la cosa più importante della sua vita: trovare una famiglia per il suo bambino di quattro anni\, Michael\, visto che la madre li ha lasciati entrambi poco dopo la sua nascita. Mentre visitano le coppie disponibili e selezionate per l’adozione\, John e Michael passano insieme la loro giornata\, trasformando ogni gesto quotidiano in una memoria preziosa.\n\nIl padre deve imparare a morire\, il bambino a vivere. Lo fanno tenendosi per mano nell’attraversare la strada\, quella che porta a scuola ma anche quella che porta all’addio.\n\nUberto Pasolini torna dunque sul luogo del trapasso\, come in Still Life: non è più l’immediatamente dopo\, ma l’immediatamente prima\, e la sua penna è ancora la stessa\, sottile e precisa\, perfettamente inchiostrata\, tanto autoriale quanto accessibile\, nell’approccio ad un genere\, quello del dramma sentimentale\, che pochissimi perseguono con tanta frontalità e tale discrezione.\n\nAncora una volta\, il film è in mano ad un interprete eccellente\, James Norton\, e alla nitidezza delle inquadrature\, alla loro temporalità estranea alla frenesia della vita urbana\, sgombra da tutto ciò che è disavanzo o orpello cinematografico. Tanto che l’immagine di apertura\, con il protagonista che ripulisce con cura una grande vetrata\, mondandola da tutto ciò che la offusca\, si può leggere come una dichiarazione d’intenti\, la ricerca (riuscita) di una verità della relazione padre-figlio che è al centro del racconto\, di uno sguardo sul mondo non filtrato\, in cui riflettersi per quello che si è\, e leggere con trasparenza nelle vite degli altri.\n\nColpito dalla cronaca vera di questa vicenda\, Pasolini l’ha tradotta in immagini tanto semplici quanto eloquenti\, che non conoscono la durezza del cinema dei Dardenne ma piuttosto una commovente sospensione e una malinconia\, sottolineata dalla colonna sonora\, che il regista non rifugge ma abbraccia\, senza sentimentalismo.\n\nSono le immagini mute di un adolescente con lo zaino in spalla che si allontana nello specchietto retrovisore\, della candelina di compleanno in più che Micheal mette nella mano di John\, della casa degli specchi del lunapark che restituisce le loro figure deformate\, con Michael alto alto e John più piccolo\, per sempre troppo giovane. Piccole grandi idee di scrittura visiva che trascendono il realismo senza negarlo e mettono in poesia la crudeltà dell’esistenza.\n\n–
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SUMMARY:WATERMARK - L'ACQUA E' IL BENE PIU' PREZIOSO - MERCOLEDI' 23 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 23 MARZO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Jennifer Baichwal\, Edward Burtynsky\n\ncon: Inocencia González Sainz\, Marcus Schubert\, Bill Nance\, Rafikul Islam Sarkar\, Oscar Dennis.\n\nGenere: Documentario\n\nDurata: 92 minuti\n\n–\n\nUN DOCUMENTARIO SUL FUTURO DALLE IMMAGINI IMPONENTI E NECESSARIE.\nRecensione di Giancarlo Zappoli\n\nLa documentarista Jennifer Baichwal\, che aveva già collaborato nel 2006 con il fotografo Edward Burtynsky per un documentario sull’impatto dell’industrializzazione sull’ecosistema torna nel 2013 a testimoniare con immagini in movimento il processo che porta alla pubblicazione di un libro ricco di foto dal titolo “Water”. Si tratta di un film che mostra come l’elemento fondamentale per l’esistenza dell’essere umano sia stato da questi utilizzato ma anche sprecato.\n\nDopo l’impatto considerevole che un documentario come Antropocene ha avuto su coloro che hanno avuto l’opportunità di vederlo è importante che la distribuzione nel nostro Paese proponga questo lavoro del 2013 che\, purtroppo\, non è per nulla invecchiato e che si presenta come un monito che ha bisogno di essere reiterato sperando che qualcuno lo ascolti ed intervenga.\n\nLe immagini che aprono il film forniscono la chiave di lettura di ciò che seguirà. Alle insistite riprese di vortici d’acqua di altezza considerevole vengono brutalmente (e per questo ancor più significativamente) contrapposte le immagini di una vasta area inaridita che un tempo\, come ci viene descritto da una donna nativa le cui rughe sul volto sembrano riprodurre le fratture del terreno\, era il letto di un fiume. Baichwal e Burtynsky\, a partire da questo incipit\, ci fanno viaggiare dalla Cina al Bangladesh\, dagli Stati Uniti all’India per mostraci come l’ingegno umano abbia saputo sfruttare la presenza dell’acqua ma anche come avidità ed insipienza abbiano condotto al depauperamento di questo bene essenziale.\n\nSono immagini imponenti sia sul piano puramente estetico che su quello della necessaria riflessione su un futuro che\, come ci viene ricordato dai Friday for Future\, non è più così lontano e non promette molto di buono. L’ulteriore pregio di questo documentario è dato dal fatto che non si presenta come un pamphlet di denuncia non omettendo di mostrare opere di alta ingegneria idraulica che hanno reso fertili aree altrimenti non coltivabili.\n\nMentre ci mostra queste immagini si permette anche di ricordarci che in più di un caso il vantaggio di un’area ha comportato l’impoverimento di un’altra. Il titolo\, che tradotto letteralmente significa “livello dell’acqua”\, ci ricorda che troppo spesso dimentichiamo di tenere sott’occhio i giusti livelli necessari affinché l’ecosistema resti bilanciato. Faremmo invece bene a farlo.\n\n–
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SUMMARY:HOUSE OF GUCCI - MERCOLEDI' 30 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 30 MARZO\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nACQUISTA IL TUO BIGLIETTO ONLINE!\n\nPrenota inviando una mail a info@cinemateatromacmazzieri.it\n\no inviando un messaggio whatsapp al numero 3332455578\n\n–\n\nRegia: Ridley Scott\n\ncon: Lady GaGa\, Adam Driver\, Jared Leto\, Jeremy Irons\, Al Pacino\, Camille Cottin.\n\nGenere: Drammatico\n\nDurata: 158 minuti\n\n–\n\nRecensione di Pedro Armocida\n\nAnni ’70. Patrizia Reggiani conosce a una festa Maurizio Gucci\, rampollo della dinastia Gucci\, una tra le piu` celebri nel mondo della moda. Nasce una storia d’amore\, dapprima osteggiata dal patriarca della famiglia\, Rodolfo Gucci\, ma poi arriva il matrimonio e la prole. La sfrenata ambizione della donna\, che vorrebbe indirizzare le politiche aziendali del marchio Gucci\, la porterà a tessere spericolate strategie\, come quelle con lo zio del marito\, Aldo Gucci\, che incrineranno i rapporti familiari\, innescando una spirale incontrollata di tradimenti\, decadenza\, vendette. Fino a un tragico epilogo che è cronaca nera\, e vera\, del nostro paese.\n\nLa nuova parabola sul potere di Ridley Scott è un fiammeggiante melodramma su una famiglia che implode. Una discesa agli inferi sostenuta da eccellenti prove attoriali\, in primis quella di Lady Gaga.\n\nHouse Of Gucci è la telenovela della dinastia Gucci oppure la dinastia Gucci è la telenovela di House Of Gucci? Insomma sì\, naturalmente\, tutt’e due le cose perché il film di Ridley Scott è una vera e propria soap su una realtà che ne aveva tutti i caratteri. In questo senso il regista britannico\, che ha appena compiuto 84 anni\, firma un film libero e molto contemporaneo che dialoga con il suo recentissimo The Last Duel per il discorso sul potere in cui\, a prescindere evidentemente dal capitalismo finanziario comunque vivisezionato nel precedente Tutti i soldi del mondo\, il pesce piccolo è mangiato dal più grande anche\, soprattutto?\, in ambito familiare (ogni accenno a Il Padrino è voluto).\n\nEd è proprio su questo aspetto\, sulla trinità “nel nome del padre\, del figlio e della famiglia Gucci”\, che il film si concentra. I meccanismi messi in moto da una grande azienda\, ma a carattere familiare\, vengono minuziosamente smontati da Ridley Scott che si abbandona completamente\, essendone però l’artefice\, al lavoro degli attori.\n\nLa macchina da presa segue Lady Gaga\, lacca in testa\, diventare Patrizia Reggiani e prendersi così tutto il film\, ogni sequenza\, ogni primo piano con quei fulminanti lampi negli occhi. È l’attrice perfetta che abbiamo conosciuto in A Star Is Born e che dimostra enormi potenzialità se solo lasciasse perdere la musica.\n\nIn questo straordinario lavoro attoriale\, Adam Driver\, pur nella sua ricercata impassibilità\, dà spazio e apertura al personaggio di Maurizio Gucci e alla sua parabola trasformista. Anche l’interpretazione più ‘pazza’\, quella parodistica e autofarsesca di Jared Leto che\, invece di parlare\, quasi canta come se stesse in un’opera buffa (peraltro la musica nel film è un vero e proprio personaggio)\, ha il suo motivo d’essere perché\, nel ruolo tragico del figlio idiota – “ma è il mio idiota” dice di lui il padre Aldo Gucci interpretato da un gigantesco Al Pacino che duetta con Leto come se stessero al Saturday Night Live -\, sta raccontando i discendenti di seconda e terza generazione che non sono mai al livello dell’avo\, capitano d’industria.\n\nMa lo sguardo di Scott sui Gucci è ancora più profondo\, perché ci mostra un’intera famiglia immobilizzata\, congelata\, legata a un passato glorioso ma irrimediabilmente superato. Complice anche l’assenza di un vero e proprio leader: Aldo Gucci è alle prese con il piccolo cabotaggio di controllo del commercio delle imitazioni e prepara lo sbarco nei centri commerciali\, mentre il fratello Rodolfo Gucci\, interpretato sottilmente da Jeremy Irons\, vive la sua distanza finto aristocratica da tutto e da tutti: «Gucci è da museo non da centro commerciale». E infatti «nessuno oggi vorrebbe lavorare da loro» si sente dire Maurizio Gucci a una sfilata. Per questo è uscito\, proprio come il genio dalla lampada\, come direttore creativo lo sconosciuto texano Tom Ford che\, appena esordisce con successo sulle passerelle\, la prima cosa che fa è telefonare alla mamma a Austin.\n\nPrende così sempre più forma\, nella sceneggiatura di Becky Johnston e Roberto Bentivegna dal libro di Sara Gay “Forden House of Gucci. Una storia vera di moda\, avidità\, crimine” (Garzanti)\, il personaggio di Domenico De Sole\, l’avvocato di famiglia che sfilerà ai Gucci l’impero attraverso gli investitori iracheni. Tutto\, a questo punto\, in House Of Gucci si fa fiammeggiante melodramma imploso\, i colori della fotografia di Dariusz Wolski\, per la verità mai sgargianti\, si ingrigiscono. Le vite ingabbiate\, per via dei ruoli sociali\, lo diventano realmente: Aldo Gucci finisce in carcere per evasione fiscale\, Maurizio Gucci entra e esce dalle porte girevoli della sua stessa azienda in due sequenze speculari mirabilmente ritmate dal montaggio di Claire Simpson e Patrizia Reggiani prenderà la decisione finale che qualsiasi soap se la sogna.\n\nUn viaggio\, dalla seduzione all’odio\, in meno di 30 anni\, una discesa agli inferi rispecchiata con ironica tragicità nelle due ore e trentotto di questo film che è tutto una sorpresa.\n\n–
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SUMMARY:THE LAST MOUNTAIN - MERCOLEDI' 28 SETTEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 28 SETTEMBRE\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nDi Dariusz Załuski\n\nCon Krzysztof Wielicki\, Adam Bielecki\, Denis Urubko\n\nPolonia | 2019 | 82′\n\nResoconto senza filtri della già leggendaria spedizione invernale polacca del 2018 al K2\, con i fortissimi Wielicki\, Bielecki e Urubko\, culminata nella operazione di salvataggio della francese Élisabeth Revol\, isolata sul vicino Nanga Parbat insieme a Tomasz Mackiewicz.\n\nLa vera storia del tentativo di prima invernale nel 2018 al K2\, ultima vetta dell’Himalaya non ancora conquistata in inverno. Oltre a tentare la storica impresa\, la spedizione guidata dai veterani dell’alpinismo e leggende Krzysztof Wielicki\, Adam Bielecki e Denis Urubko ha anche recuperato sul vicino Nanga Parbat Elisabeth Revol\, l’alpinista francese intrappolata insieme a Tomasz Mackiewicz\, in una delle più straordinarie operazioni di salvataggio riuscite nella storia dell’alpinismo.\n\nIl regista Dariusz Załuski ha scalato sette volte gli ottomila\, compreso una volta il K2 e due l’Everest\, e ha partecipato a numerose spedizioni invernali. Combina l’arrampicata con il cinema professionale ed è autore di molti documentari pluripremiati sulle montagne più alte del mondo.\n\n–
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SUMMARY:MONTAGNAVVENTURA - DAL 28 SETTEMBRE AL 12 OTTOBRE
DESCRIPTION:RASSEGNA CINEMATOGRAFICA IN COLLABORAZIONE CON CAI SEZ. PAVULLO\n\n–\n\nMERCOLEDI’ 28 SETTEMBRE – ORE 21.00\n\nTHE LAST MOUNTAIN \n\n\n\ndi Dariusz Załuski \n\ncon Krzysztof Wielicki\, Adam Bielecki\, Denis Urubko \n\ndurata: 82′ \n\nLa vera storia del tentativo di prima invernale nel 2018 al K2\, ultima vetta dell’Himalaya non ancora conquistata in inverno. Oltre a tentare la storica impresa\, la spedizione guidata dai veterani dell’alpinismo e leggende Krzysztof Wielicki\, Adam Bielecki e Denis Urubko ha recuperato sul vicino Nanga Parbat Elisabeth Revol\, l’alpinista francese intrappolata insieme a Tomasz Mackiewicz\, in una delle più straordinarie operazioni di salvataggio riuscite nella storia dell’alpinismo.\n\nMERCOLEDI’ 5 OTTOBRE – ORE 21.00\n\nFINE LINES\n\n\n\ndi Dina Khreino \n\ncon Tommy Caldwell\, Lynn Hill\, Reinhold Messner\, Steph Davis\, Emily Harrington\, Hilaree Nelson\, Leo Houlding\, Erik Weihenmayer\, Maureen Beck\, Pasang Lhamu Akita\, Pemba Gyalje Sherpa\, Lai Chi Wai\, Angelica Rainer\, Adam Ondra \n\ndurata: 97′ \n\nOgnuno per le proprie ragioni\, ma tutti legati al mondo verticale\, arrampicano sfidando vento\, scogliere a strapiombo e ogni altro imprevisto. Nell’aria rarefatta\, questi atleti sono cambiati profondamente non solo come scalatori\, ma anche come esseri umani. Per tre anni la regista Dina Khreino ha cercato di capire cosa li spinge a rischiare tutto per il brivido dell’ignoto. La regista si concentra su storie che trascendono confini\, razze e classi. Anche se non arrampica\, è attratta dalla gente di montagna per la loro volontà di ferro e per il loro rispetto universale per la vita\, unito ad un coraggio non comune di fronte all’ignoto.\n\nMERCOLEDI’ 12 OTTOBRE – ORE 21.00\n\nLE TERRE ALTE\n\n\n\ndi Andrea Zambelli\, Andrea Zanoli \n\ndurata: 87′\n\nUn anno di vita attraverso tutto l’arco alpino\, dal disgelo all’arrivo dell’inverno\, attraverso gli occhi\, i gesti e le riflessioni di tre personaggi: Virginie\, Marcel e Valentin. Lontani dallo stereotipo dell’uomo di montagna\, le figure che seguiremo sono espressione di una tendenza contemporanea\, resistente e alle volte innovativa\, di vivere e lavorare sul territorio alpino. Un ruralismo di ritorno è per loro al tempo stesso una scelta politica e spirituale.\n\n–\n\nINFORMAZIONI BIGLIETTI : \n\nIngresso unico: 5€ – Soci CAI: 4€ \n\nI film sono in lingua originale sottotitolati in italiano.\n\nPer info:\n\nwhatsapp 333 2455578\n\n0536 304034\n\ninfo@cinemateatromacmazzieri.it\n\ncinemateatromacmazzieri.it\n\n 
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SUMMARY:FINE LINES - MERCOLEDI' 5 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 5 OTTOBRE\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\n\n\n\nDi Dina Khreino\n\nCon Tommy Caldwell\, Lynn Hill\, Reinhold Messner\, Steph Davis\, Emily Harrington\, Hilaree Nelson\, Leo Houlding\, Erik Weihenmayer\, Maureen Beck\, Pasang Lhamu Akita\, Pemba Gyalje Sherpa\, Lai Chi Wai\, Angelica Rainer\, Adam Ondra\nEmirati Arabi Uniti\, Hong Kong | 2019 | 97′\n\n\n\n\n\nLe testimonianze di venti dei più grandi alpinisti e scalatori al mondo per la prima volta si intrecciano in un unico racconto che ispira e commuove.\n\n\n\n\n\n\n\nOgnuno per le proprie ragioni\, ma tutti legati al mondo verticale\, arrampicano sfidando vento\, scogliere a strapiombo e ogni altro imprevisto. Nell’aria rarefatta\, questi atleti sono cambiati profondamente non solo come scalatori\, ma anche come esseri umani. Per tre anni la regista Dina Khreino ha cercato di capire cosa li spinge a rischiare tutto per il brivido dell’ignoto. La regista si concentra su storie che trascendono confini\, razze e classi. Il suo background culturale le permette di capire le persone e mettere in evidenza realtà che sarebbero altrimenti trascurate. Anche se non arrampica\, è attratta dalla gente di montagna per la loro volontà di ferro e per il loro rispetto universale per la vita\, unito ad un coraggio non comune di fronte all’ignoto.\n\n–
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SUMMARY:LE TERRE ALTE - MERCOLEDI' 12 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 12 OTTOBRE\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\ndi Andrea Zambelli\, Andrea Zanoli\n\nPaese: Italia\nAnno: 2020\nDurata: 87′\nFormato: HD\nLingua: Francese\, Italiano\, Tedesco\,\nSottotitoli: Inglese – Italiano\nGenere: documentario\nFotografia: Andrea zambelli\, Andrea Zanoli\nMontaggio: Stefano P. Testa\, Luca Gasparini\nMusica: Daniele Di Fini\nProduzione: Andrea Zanoli per Lab 80 film\, AESS- Regione Lombardia\n\nFestival: 27 Festival della Lessinia\, MAFF | Matsalu Nature Film Festival\, International Nature and Environment Festival\, Festival di Vicenza e la Montagna 2021\, Il grande sentiero 2021\, Le Printemps des chèvres 2022\, Cinema e ambiente Avezzano 2022\n\nUn anno di vita attraverso tutto l’arco alpino\, dal disgelo all’arrivo dell’inverno\, attraverso gli occhi\, i gesti e le riflessioni di tre personaggi: Virginie\, Marcel e Valentin. Lontani dallo stereotipo dell’uomo di montagna\, le figure che seguiremo sono espressione di una tendenza contemporanea\, resistente e alle volte innovativa\, di vivere e lavorare sul territorio alpino. Un ruralismo di ritorno è per loro al tempo stesso una scelta politica e spirituale.\n\n–
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SUMMARY:NOSTALGIA - MERCOLEDI' 19 E GIOVEDI' 20 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 19 E GIOVEDI’ 20 OTTOBRE\n\nMercoledì: ore 21.00\n\nGiovedì: ore 17.30 con possibilità dalle 17.00 di gustare un ottimo tè caldo con biscottini artigianali\n\n–\n\nACQUISTA I TUOI BIGLIETTI ONLINE – CLICCA QUI\n\nRegia: Mario Martone\n\ncon: Pierfrancesco Favino\, Tommaso Ragno\, Francesco Di Leva\, Aurora Quattrocchi\n\n Genere: Drammatico\n\nDurata: 117 minuti\n\n–\nDopo molto tempo trascorso fra il Libano e l’Egitto Felice\, diventato imprenditore benestante\, torna a Napoli\, la città dove ha vissuto fino ai 15 anni. Sua madre Teresa\, “la sarta migliore del Rione Sanità”\, abita in un basso\, e accoglie a braccia aperte quel figlio che credeva perduto per sempre. A poco a poco Felice riprende contatto con un mondo che aveva messo forzatamente da parte e incontra Don Luigi\, un prete che combatte la camorra cercando di dare un futuro ai giovani del rione. Ma Felice ha anche bisogno di ricongiungersi con Oreste\, amico fraterno e compagno di scorribande adolescenziali\, che della camorra è diventato un piccolo boss. E a nulla valgono i consigli ad andarsene da Napoli e dimenticare quell’amicizia pericolosa: come se fosse possibile\, lasciarsi alle spalle una città che ti è entrata per sempre nel cuore. \nL’amore viscerale per Napoli di Mario Martone\, e di Ermanno Rea che ha firmato il romanzo Nostalgia sul quale il film di Martone è basato\, permea ogni inquadratura di questa storia di (tentata) redenzione e di straziante rimpianto.
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SUMMARY:FESTIVAL! Rassegna di cinema d'essai. Dal 19 ottobre al 30 novembre
DESCRIPTION:IL CINEMA TEATRO WALTER MAC MAZZIERI\n\n \n\npresenta\n\n \n\n “FESTIVAL”\n\n \n\nRASSEGNA DI CINEMA D’AUTORE\n\nDAL  19 OTTOBRE AL 30 NOVEMBRE 2022\n\n \n\nMercoledì 19 ottobre ore 21.00 e \n\ngiovedì 20 ottobre ore 17.30 (con possibilità di bere un ottimo tè con pasticcini dalle 17.00)\n\nNOSTALGIA\n\n\n\nGenere: drammatico\n\nRegia: Mario Martone\n\nAttori: Pierfrancesco Favino\, Tommaso Ragno\, Francesco Di Leva\n\n \n\nPerdersi vuol dire trovarsi\, nella Napoli sconcertante e affascinante del Rione Sanità. Trovare sé stessi\, il proprio passato\, il proprio destino. Dal romanzo omonimo di Ermanno Rea\, Martone gira un film elegante\, amniotico e viscerale.\n\n“Ricco di poesia\, passione\, paura\, di un mistero che non sembra svanire neppure con la parola fine\, il film che il regista ha scritto con Ippolita Di Majo scava tra le pagine del romanzo per coglierne l’essenza più pura\, restituendoci il fascino di luoghi fuori dal tempo e dallo spazio\, personaggi così tridimensionali che sembra di averli incontrati davvero.”\n\n(Alessandra De Luca\, ‘Avvenire’\, 25 maggio 2022)\n\nIn concorso al Festival di Cannes 2022\n\n \n\nMercoledì 26 ottobre 21.00\n\nBRIAN E CHARLES\n\n\n\nGenere: commedia\n\nRegia: Jim Archer\n\nAttori: David Earl\, Chris Hayward\, Louise Brealey\n\n \n\n“In una remota valle del Galles del Nord\, il solitario Brian trascorre il tempo ad inventare cose. Una borsa di pigne\, una cinta da uova\, un orologio a cucù volante… poi\, un giorno\, Brian costruisce un robot. Per farlo utilizza una testa di manichino e una vecchia lavatrice. Ci mette un po’ ad attivarsi\, Charles\, questo il nome che sembra preferire (“Charles Petrescu”\, per l’esattezza)\, ma quando lo farà la vita di Brian cambierà sensibilmente.\n\nServendosi della prova maiuscola di David Earl\, Jim Archer si ispira al suo omonimo cortometraggio e porta sullo schermo un delicatissimo buddy movie incentrato sulla solitudine e sul potere dell’amicizia.”\n\n(Valerio Sammarco\, Cinematografo\, 25 luglio 2022)\n\nIn concorso al Sundance 2022 e presentato in anteprima al Giffoni Film Festival\n\n \n\nMercoledì 2 novembre ore 21.00\n\nCRIMES OF THE FUTURE\n\n(v.m. 14 anni)\n\n\n\nGenere: fantascienza\n\nRegia: David Cronenberg\n\nAttori: Viggo Mortensen. Léa Seydoux\, Scott Speedman\, Kristen Stewart\n\n \n\n“Crimes of the Future è un film viscerale ed intenso\, un body horror disturbante\, un ritorno sentito ed importante di David Cronenberg al suo cinema più contorto per raccontare la sua idea di umanità\, di rapporto con il pianeta\, di futuro.\n\nNon è un film per tutti\, e probabilmente non metterà d’accordo tutti gli spettatori. Ciononostante\, come tutte le gemme grezze\, ci sembra che Crimes of the Future abbia tanto da raccontare\, e che sotto la sua scocca dura nasconda un nucleo stratificato e pulsante. La chirurgia è il nuovo sesso.”\n\n(Gabriele Laurino\, Everyeye\, 24 Agosto 2022)\n\nIn concorso al Festival di Cannes 2022\n\n \n\nMercoledì 9 novembre ore 21.00 e \n\ngiovedì 10 novembre ore 17.30 (con possibilità di bere un ottimo tè con pasticcini dalle 17.00)\n\nMAIGRET\n\n\n\nGenere: giallo\n\nRegia: Patrice Leconte\n\nAttori: Gérard Depardieu\, Jade Labeste\, Mélanie Bernier\n\n \n\n“Dal romanzo di Georges Simenon “Maigret e la giovane morta”\, Maigret sembra un adattamento classico che può però contare su tre grandi risorse: la prima è la presenza dietro la cinepresa di Patrice Leconte\, che colora la narrazione della tenerezza e la malinconia che caratterizzano tutto il suo cinema (…); la seconda è la corpulenza di Gerard Depardieu\, che regala al suo Maigret una gravitas fisica e morale\, portando in dono la sua immagine pubblica di “peccatore” in affanno e regalando al commissario una dimensione crepuscolare. Infine\, in filigrana\, si intravvede la biografia tormentata di un altro “peccatore”\, Georges Simenon…”\n\n(Paola Casella\, Mymovies\, 23 agosto 2022)\n\nUn buon cinema francese\, da guardare con attenzione per gustarsi ogni dettaglio così squisitamente ben disegnato.\n\n \n\nMercoledì 16 novembre ore 21.00 e \n\ngiovedì 17 novembre ore 17.30 (con possibilità di bere un ottimo tè con pasticcini dalle 17.00)\n\nTUESDAY CLUB – IL TALISMANO DELLA FELICITÀ\n\n\n\nGenere: commedia\n\nRegia: Annika Appelin\n\nAttori: Marie Richardson\, Peter Stormare\, Sussie Ericsson\n\n \n\n“Dare spazio al cambiamento\, all’autenticità e al piacere di vivere: su questo si concentra\, in sostanza\, il nuovo film di Appelin\, prolifica sceneggiatrice di opere anche complesse come Il sospetto di Thomas Vinterberg.\n\nQuesta volta firma un suo personale Chocolat meno sensuale e più gioviale\, per cui sceglie protagonisti di età matura\, a significare che non è mai troppo tardi per stravolgere la propria vita e rincorrere un sogno.\n\nIl tono prescelto è quello della commedia romantica culinaria\, che per lo più incanta e intenerisce\, poi si fa motivazionale e ricarica lo spettatore di energia positiva.\n\nUna storia romantica e di autoaffermazione semplice\, eppure in grado di far sorridere\, riflettere e sognare.”\n\n(Claudia Catalli\, Mymovies\, 1 agosto 2022)\n\n \n\nMercoledì 23 novembre ore 21.00\n\nWATCHER\n\n\n\nGenere: thriller\n\nRegia: Chloe Okuno\n\nAttori: Maika Monroe\, Karl Glusman\, Burn Gorman\n\n \n\n“Watcher è un thriller ipnotizzante\, discreto\, a combustione lenta\, con sguardi lunghi e ascensori angusti e una presa salda su entrambe le estremità della graduale suspense. Monroe modula con cura la sua performance\, componendola con uno squisito equilibrio tra paranoia e credibilità e Gorman è un contraltare perfettamente minaccioso.\n\nOkuno\, citando Hitchcock e Polanski\, crea una metafora grandiosa dello sguardo maschile e il personaggio di Julia esiste semplicemente in un mondo fin troppo riconoscibile in cui le donne sono valutate e svalutate”.\n\n(Laura Della Corte\, Leganerd\, 7 settembre 2022)\n\n“Chloe Okuno ha puntato la luce sul buio emotivo che vivono le donne nella società moderna\, perennemente osservate e giudicate per ogni minima mossa o scelta decidano di compiere. La regista\, come lei stessa ha dichiarato\, nel realizzare questo film ha cercato di «Catturare quella paura costante e sgradevole che accompagna molte donne per tutta la vita\, ovvero quella di non essere ascoltate e credute».” (Vogue)\n\nPresentato in anteprima al Sundance Film Festival 2022\n\n \n\nMercoledì 30 novembre ore 21.00\n\nLOVE LIFE\n\n\n\nGenere: drammatico\n\nRegia: Kôji Fukada\n\nAttori: Fumino Kimura\, Kento Nagayama\, Atom Sunada\n\n \n\n“Dal Giappone con nitore\, candore e sapore. Classe 1980\, Kōji Fukada\, già allievo di Kiyoshi Kurosawa\, con Love Life trova la maturità\, una calma non piana\, la paratassi esistenziale e sentimentale del titolo stesso.\n\nIn Concordo a Venezia 79\, si potrebbe parlare tanto di Ozu che di Banana Yoshimoto\, di minimalismo senza obbligo di intimismo\, di elaborazione del lutto che si concede il privilegio della revocabilità\, dell’irresolutezza\, dunque\, della vita per come è. (…)\n\nUn film tattile\, per come maneggia i rapporti\, e sensibile\, per come suggerisce i sentimenti\, ondivago per verosimiglianza\, gentile di necessità.”\n\n(Federico Pontiggia\, Cinematografo\, 5 settembre 2022)\n\nIn concorso alla Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2022\n\n \n\n \n\nInformazioni biglietti e abbonamenti:\n\nIngresso unico: € 5\,00\n\nAbbonamento 5 film a scelta: € 20\,00 (valido per tutte le rassegne fino a fine marzo 2022)\n\nInizio proiezione del mercoledì ore 21.00\n\nGiovedì 20 ottobre\, giovedì 10 novembre e giovedì 17 novembre proiezione alle ore 17.30\n\n(sala da tè aperta dalle 17)\n\n \n\nTel. 0536/304034 – info@cinemateatromacmazzieri.it – cinemateatromacmazzieri.it
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LOCATION:Cinema Teatro Mac Mazzieri\, via giardini\, 190\, Pavullo nel Frignano\, 41026\, Italia
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SUMMARY:BRIAN E CHARLES - MERCOLEDI' 26 OTTOBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 26 OTTOBRE\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\n–\n\nRegia: Jim Archer\n\ncon: David Earl\, Chris Hayward\, Louise Brealey\, Jamie Michie\, Nina Sosanya\n\nGenere: Commedia\n\nDurata: 90 minuti\n\n–\n\nUN CLASSICO FEEL GOOD MOVIE ALL’INGLESE CHE TROVA IL TEMPO E IL MODO DI FARSI VOLER BENE.\n\nIn un paesino del Galles rurale\, il solitario e bizzarro Brian lavora come tuttofare per le signore della zona e si diverte a costruire ingegnosi congegni meccanici che funzionano di rado. Dopo aver trovato la testa di un manichino nei rottami che si diverte ad assemblare\, Brian costruisce un robot dalle dimensioni umane. In una notte di tempesta\, incredibilmente il robot si anima e comincia a interagire con Charles\, parlando un perfetto inglese imparato dal dizionario e dicendo di chiamarsi Charles Petrescu. Brian finalmente trova un amico in Charles\, ma i problemi cominciano quando il robot comincia a chiedere di uscire dalla loro proprietà e una volta convinto Brian a portarlo con sé durante i suoi lavori viene notato da Hazel\, una giovane donna di cui Brian è innamorato…\n\nBrian e Charles è una stramba storia d’amicizia e conoscenza reciproca\, ambientata in una provincia inglese\, rurale e arretrata\, che mostra in filigrana le derive di un popolo tentato dall’isolazionismo e della paura del diverso.
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SUMMARY:CRIMES OF THE FUTURE - V.M.14 - MERCOLEDI' 2 NOVEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 2 NOVEMBRE\n\nProiezione unica: ore 21.00\n\nVIETATO AI MINORI DI 14 ANNI \n\n–\n\nRegia: David Cronenberg\n\ncon: Viggo Mortensen\, Léa Seydoux\, Kristen Stewart\, Scott Speedman\, Welket Bungué\n\nGenere: Fantascienza\n\nDurata: 147 minuti\n\n–\n\nUN SCIFI MOVIE INCONSUETO\, SPIAZZANTE\, DALL’ESTETICA VINTAGE E DAI CONTENUTI PROFONDI E RADICALI.\n\nL’artista Saul Tenser e la sua assistente Caprice eseguono performance di asportazione di nuovi organi di natura tumorale dal corpo dello stesso Tenser. Quando i due decidono di registrare il brevetto dei nuovi organi generati nel corpo dell’artista\, il loro percorso incrocia quello di una setta dedita a mangiare plastica\, già nel mirino delle forze dell’ordine dell’unità Nuovo Vizio.\n\nFondendo l’estetica dei suoi primi film e gli elementi psicanalitici dei suoi ultimi lavori\, David Cronenberg realizza un film di fantascienza inconsueto\, spiazzante\, in cui l’estetica vintage si pone in secondo piano rispetto a un contenuto radicale.\n\n–
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