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SUMMARY:AMICI IN(DI)VISIBILI - MERCOLEDI' 11 MARZO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 11 MARZO – ORE 10.00 \n– \nProduzione: Eccentrici Dadarò \nDi: Fabrizio Visconti\, Rossella Rapisarda \nRegia: Fabrizio Visconti \nCon: Rossella Rapisarda\, Francesco Manenti \nScene e luci: Michelangelo Campanale \nDesign multimediale: Leandro Summo \nMusiche originali: Marco Pagani \nEtà: dai 6 ai 10 anni \nTecnica: teatro d’attore e danza \nDurata: 60 minuti \n– \nIspirato a ‘L’amico Immaginario’ di Matthew Dicks\, caso editoriale in America con oltre 60000 copie vendute nel primo anno di edizione\, “Amici in(di)visibili” è una sorta di romanzo di formazione lungo una notte\, una notte da cinema giallo\, in cui Budo\, amico immaginario di Max\, dovrà trovare il modo per salvare il bambino che l’ha inventato\, che è stato rapito e portato in un bosco dalla signora Pissipissi\, quella che sta sempre fuori dalla scuola con le caramelle gialle in mano. Come farà Budo\, che nessuno vede\, a farsi aiutare a ritrovare Max? Budo è chiamato a lasciare andare la paura\, la preoccupazione di sé\, per salvare quel “bambino speciale che vive tutto dentro e che trema così facilmente”. Dovrà scoprire dove è stato nascosto Max\, trovare il coraggio di affrontare Oswald\, il più cattivo di tutti gli amici immaginari\, ma anche l’unico che può toccare le cose del mondo reale\, e convincerlo ad aprire la porta del nascondiglio\, poi dovrà riuscire a far capire a Max che\, per la prima volta nella sua vita\, dovrà cavarsela da solo\, che per fuggire potrà far conto solo sulle sue forze. Ma\, per farlo\, dovrà rivelargli di non essere reale e\, così facendo\, accettare di svanire come tutti gli amici immaginari\, che diventano “leggeri e trasparenti” appena il loro amico umano smette di credere in loro\, ovvero smette di aver bisogno di loro. “Amici in(di)visibili” è uno spettacolo sulla libertà\, sulla libertà di crescere\, sulla libertà prodotta dall’amore\, sulla libertà prodotta dal coraggio\, raccontato con un linguaggio fatto di parole e azioni\, di teatro e di danza\, ma anche di luci\, effetti sonori\, proiezioni video\, in cui tutto è possibile e tutto svanisce in un attimo\, evocando l’impalpabile mondo dell’invisibile\, degli Amici immaginari appunto\, e dei sentimenti nascosti e custoditi negli esseri umani. \nPer maggiori info clicca qui \n– \nECCENTRICI DADARO’ \nGli Eccentrici Dadarò nascono nel 1997\, da un desiderio di in-stabilità. Stabilità nel tentativo di dare concretezza e continuità a un progetto; in-stabilità nella scelta di mantenere un’assoluta libertà di sperimentazione espressiva\, cercando di non assestarsi linguisticamente e stilisticamente su quanto raggiunto in precedenza. Proprio questo elemento di eterogeneità ha permesso la realizzazione di progetti artistici destinati a tipologie di pubblico differenti e proposti con linguaggi distinti. Teatro Ragazzi\, Teatro di Strada\, Teatro di Prosa sono paritariamente campi di indagine sulla comunicazione attraverso il linguaggio del Teatro\, la ricerca di un incontro extra-quotidiano attraverso lo spettacolo motivo dominante.
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SUMMARY:SOSPENSIONE DI TUTTE LE ATTIVITA' FINO AL 3 APRILE COMPRESO
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SUMMARY:CHIUSURA DAL 24 FEBBRAIO ALL'1 MARZO
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SUMMARY:JUMANJI: THE NEXT LEVEL - SABATO 22 E DOMENICA 23 FEBBRAIO
DESCRIPTION:SABATO 22 E DOMENICA 23 FEBBRAIO \n– \nSabato: ore 16.30 e 18.30 \nDomenica: ore 16.30 \n– \nRegia: Jake Kasdan \n Attori: Dwayne Johnson\, Jack Black\, Kevin Hart\, Karen Gillan\, Darin Ferraro\, Sal Longobardo \nGenere: Azione\, Avventura\, Commedia \nDurata: 114 minuti \n– \nTRAMA: \nAll’insaputa dei suoi amici\, Spencer ha conservato i pezzi del vecchio gioco Jumanji e decide di ripararlo\, approfittando del seminterrato della casa di suo nonno. Quando gli amici Bethany\, Fridge e Martha\, vanno a torvare l’amico\, Spencer è scomparso e il gioco è funzionate. I ragazzi decidono allora di rientrare a Jumanji per salvarlo. Il nonno di Spencer\, Eddie\, e il suo amico Milo Walker ascoltano il trambusto e inavvertitamente vengono risucchiati nel gioco anche loro. Gli amici adolescenti devono aiutare Eddie e Milo ad abituarsi ai loro avatar di gioco\, convincerli a trovare Spencer e scappare di nuovo da Jumanji. \n–
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SUMMARY:IL BAMBINO E' IL MAESTRO - MERCOLEDI' 19 FEBBRAIO ORE 18.00
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 19 FEBBRAIO  \nProiezione unica ORE 18.00 \nin collaborazione con Coordinamento Pedagogico Distrettuale \n– \nRegia: Alexandre Mourot. \nAttori: Anny Duperey\, Christian Maréchal\, Alexandre Mourot\, Hélène Deswaerte\, Kate Short \nGenere: Documentario \nDurata: 100 minuti \n– \nIl film racconta il Metodo Montessori\, un approccio educativo che vuole celebrare e nutrire il desiderio di conoscenza di ogni bambino. \n\n\n\n\nESPLORAZIONE PROLUNGATA E PUNTUALE DEL METODO EDUCATIVO DI UNA SCIENZIATA DALLA VISIONE RIVOLUZIONARIA.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nDa poco diventato padre\, Alexandre si interroga su quale sia il migliore metodo educativo per la sua prima figlia. Interessandosi al metodo Montessori\, si decide a fare ricerca sul campo e posiziona la macchina da presa sui banchi della scuola Jeanne d’Arc di Roubaix\, istituto che per primo in Francia l’ha adottato. Qui segue\, una per una\, le peculiari tappe d’apprendimento di ventotto bambini\, che frequentano la classe del maestro Christian Maréchal. Tale osservazione si rivela una formidabile catena di scoperte positive e incoraggianti. La prima è che\, come sostenuto dalla famosa pedagogista\, il bambino “tende naturalmente a lavorare” e questo suo istinto va incoraggiato e favorito. Infatti mentre il suo interesse per gli enunciati orali è difficile da mantenere\, quello per l’attività manuale riesce a trattenere la sua concentrazione. \nIn questo quadro di riferimento da una parte la classe come luogo fisico si presenta come – ed è in effetti – una copia in miniatura di una casa di adulti. D’altra parte all’insegnante è richiesto di fare un passo indietro rispetto alla didattica tradizionale\, contraddistinta da una gerarchia precisa e talvolta da un eccesso di assertività\, per rendersi disponibile solo quand’è necessario e non interferire né con ricompense\, tanto meno con minacce\, nelle piccole\, grandi sfide che i piccoli scelgono di affrontare e portare a termine da soli. \nSono esercizi di vita pratica e sensoriali che l’educatrice intende come propedeutici a scrittura\, lettura e calcolo. Azioni che trovano la loro compiutezza tramite la ripetizione\, l’osservazione\, l’approccio tattile ai materiali didattici\, che fanno da strumento per la comprensione di concetti astratti (come nel caso delle lettere dell’alfabeto\, disegnate su tavolette di legno). Sulla base di queste e altre deduzioni\, Montessori sostiene in ultima analisi che la società intera abbia tutto da guadagnare dal bambino\, a patto che sia messo nelle condizioni di conquistare autonomamente la propria libertà. \nEsattamente come la neuropsichiatra teorizzò una scuola che fosse fisicamente a portata dei piccoli – nel senso delle dimensioni e del posizionamento degli arredi e dei materiali\, che siano anche in grado di trasmettere un senso di bellezza\, proporzione\, ordine\, – il regista-genitore posiziona la macchina ad altezza del banco o delle mani impegnate nelle varie azioni. Il compito di guidare lo spettatore è affidato al dispositivo della voice-over\, qui addirittura doppia: quella del regista\, che riflette su ciò che osserva\, e quella di una voce narrante che si sostituisce alla voce di Maria Montessori\, interpretando estratti dalle sue teorie. \nA catalizzare l’attenzione\, in alleggerimento di questo corposo elemento audio\, sono sempre e comunque i piani\, raccolti con grazia inusuale\, dei bambini (Mourot ha seguito un corso di formazione da educatore del metodo). Con le loro diverse età (la classe è aperta\, dai tre ai sei anni)\, differenti interessi e velocità\, tutti impegnati\, ognuno secondo le proprie capacità\, in uno sforzo commovente di costante miglioramento\, di esplorazione dello spazio e di tutto ciò che interessa loro conoscere\, testare. \nLe inquadrature fisse\, l’uso calibrato della colonna sonora (mai presente in classe ma solo in pochi momenti extra scolastici)\, il montaggio che segue e rispetta il tempo delle azioni del bambino\, sono tutte scelte indicative di un’opera che vuole essere dettagliata\, analitica rappresentazione dei comportamenti e delle reazioni dei piccoli al metodo e delle loro interazioni col maestro. In una progressione che tiene insieme e evidenzia la continuità logica tra manualità a intelligenza\, fiducia in sé ed esperienza sociale\, e in ultima analisi\, il rapporto tra queste qualità e lo sviluppo della civiltà. \nUno studio pregevole\, da mettere in dialogo con titoli come Essere e avere di Nicolas Philibert e Educazione affettiva di Federico Bondi e Clemente Bicocchi\, che ha il merito di riportare in primo piano con chiarezza le scoperte rivoluzionarie e pionieristiche e la visione del mondo di una scienziata e filosofa straordinariamente moderna. \nRecensione di Raffaella Giancristofaro
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SUMMARY:ABU SOTTO IL MARE - MARTEDI' 18 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MARTEDI’ 18 FEBBRAIO – ORE 10.00 \n– \nProduzione: Accademia Perduta Romagna Teatri \nDi e con: Pietro Piva \nMusiche di: Paolo Falasca \nEtà: dagli 11 ai 14 anni \nTecnica: teatro d’attore ed effetti sonori dal vivo \nDurata: 60 minuti \n– \nAbu sotto il mare è il racconto di un bambino ivoriano e della manciata di ore che passa intorno e dentro ad una valigia rosa. Lo spettacolo si ispira\, con delicatezza e sensibilità\, alla vicenda realmente accaduta nel 2015 ad Adou Ouattara\, un bambino di otto anni la cui fotografia – ai raggi x\, dentro una valigia passata alla dogana di Ceuta – ha fatto il giro del mondo. Lo spettacolo è la versione del viaggio visto dal bambino stesso\, di come lui immagina che siano andate le cose o di come sarebbero potute andare. Partendo da questo fatto di cronaca dal finale felice – perché Adou si è finalmente ricongiunto alla famiglia – lo spettacolo diventa una storia d’avventura\, una favola contemporanea con mostri sottomarini da affrontare e prove da superare. In particolare il protagonista\, che nello spettacolo prende il nome di Abu\, dovrà affrontare la propria paura – quella che si rivela essere il mostro peggiore: imparare a riconoscere le persone di cui si può fidare e armarsi di coraggio per urlare con forza agli adulti la propria dignità di bambino e di essere umano. Il padre di Abu vive in Europa e\, nel tentativo di farsi raggiungere dal figlio\, è costretto a rivolgersi a un’organizzazione clandestina. Alla fine Abu potrà riabbracciare il babbo e fargli tutte le domande rimaste senza risposta durante il viaggio. La scena si apre su uno scenario apparentemente minimale in cui sono visibili soltanto la maschera corporea dell’attore e la fioca luce emanata da una piccola torcia. Man mano che il racconto si sviluppa\, dal buio emergono elementi di scena simbolici\, carichi di misteri\, luci\, colori. \n– \nPIETRO PIVA  \nPietro Piva si forma\, dopo svariate esperienze laboratoriali\, al biennio di formazione per attori del Teatro San Martino di Bologna con Fortebraccio Teatro. Nel 2013 è tra i fondatori di Laquiete Teatro. Ha lavorato con Francesca Mazza\, Angela Malfitano\, Maurizio Cardillo\, Roberto Latini/Fortebraccio Teatro\, Claudio Casadio ed Accademia Perduta/Romagna Teatri\, Eimuntas Nekrosius\, Vadim Zakharov\, Quotidiana.com. \n  \nPer maggiori info e per scaricare la scheda didattica dello spettacolo clicca qui
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SUMMARY:JOJO RABBIT - DA VENERDI' 14 A LUNEDI' 17 FEBBRAIO
DESCRIPTION:DA VENERDI’ 14 A LUNEDI’ 17 FEBBRAIO \n– \nVenerdì: ore 21.00 \nSabato: ore 16.30\, 18.45 e 21.00 \nDomenica: ore 16.30\, 18.45 e 21.00 \nLunedì: ore 21.00 \n– \nRegia: Taika Waititi\nAttori: Roman Griffin Davis\, Thomasin McKenzie\, Scarlett Johansson\, Sam Rockwell \n– \nDurata: 108′ \nGenere: COMMEDIA\, DRAMMATICO\, GUERRA \n– \nTRAMA: \nJojo Betzler ha 10 anni e vive a Vienna con la mamma vedova durante gli ultimi anni del nazismo. Jojo è un bambino dolce e un po’ timido\, con un grande amico paffutello e occhialuto\, insieme al quale vuole diventare un perfetto giovane nazista. Perché Jojo ha un idolo\, Adolf Hitler\, che ha trasformato in un amico immaginario. \n– VINCITORE DEL PREMIO DEL PUBBLICO AL FESTIVAL DI TORONTO (2019) \n– FILM DI APERTURA DEL 37° TORINO FILM FESTIVAL (2019) \n–
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SUMMARY:LA BELLE EPOQUE - MERCOLEDI' 12 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 12 FEBBRAIO \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nRegia: Nicolas Bedos \nAttori: Daniel Auteuil\, Guillaume Canet\, Doria Tillier\, Fanny Ardant\, Pierre Arditi \nGenere: Commedia \nDurata: 110 minuti \n– \nUNA MESSA IN SCENA GIOIOSA DI UN CINEMA CHE REGALA UN SORRISO PERSISTENTE ALLO SPETTATORE. \nVictor e Marianne sono sposati e ‘inversi’. Lui vorrebbe ritornare al passato\, lei andare avanti. Disegnatore disoccupato che rifiuta il presente e il digitale\, Victor è costretto a lasciare il tetto coniugale. A cacciarlo è Marianne\, psicanalista dispotica che ha bisogno di stimoli e ne trova di erotici in François\, il migliore amico di Victor. Vecchio e disilluso\, Victor accetta l’invito della Time Traveller\, una curiosa agenzia che mette in scena il passato. A dirigerla con scrupolo maniacale è Antoine\, che regala ai suoi clienti la possibilità di vivere nell’epoca prediletta grazie a sontuose scenografie e a un gruppo di attori rodati. Tutto è possibile\, bere un bicchiere con Hemingway o sparare sull’aristocrazia del XVIII secolo. Victor sceglie di rivivere il suo incontro con Marianne\, una sera di maggio del 1974 in un café di Lione (“La belle époque”). Sedotto dal fascino dell’attrice che interpreta la sua consorte a vent’anni\, Victor col passato trova il futuro. \nCon La Belle Époque arriva sullo schermo un bastimento carico di idee e di attori celebri\, una commedia nostalgica che risale il tempo e solleva lo spirito. \nNicolas Bedos\, ossessionato dal passaggio del tempo (Un amore sopra le righe)\, torna sui soggetti di predilezione: l’usura dei sentimenti e il rimpianto delle occasioni perdute. A sopportare gli oltraggi degli anni questa volta sono Fanny Ardant e Daniel Auteuil che interpretano con smalto una coppia sull’orlo di una crisi di nervi. Un uomo e una donna che da troppo tempo non condividono più niente e conducono vite parallele. Intorno a loro gravitano Guillaume Canet\, regista tirannico e nevrotico\, comme d’habitude\, e Doria Tillier\, compagna a intermittenza del personaggio di Canet che innamora il vecchio disegnatore di Auteuil. \nConvocate tutte le celebrità del cinema francese maggiore (Pierre Arditi e Denis Podalydès) e tutte le convenzioni della commedia degli equivoci\, La Belle Époque è una messa in scena gioiosa del cinema che consente a Daniel Auteuil di ritrovare l’umorismo toccante dei vecchi ruoli e a Fanny Ardant la luccicanza sentimentale dei film di Truffaut\, quella che la faceva svenire in un parcheggio dopo un bacio e le lasciava le cicatrici sui polsi perché in definitiva l’amore fa male. Convinti di non poter più stare insieme\, le loro mani allacciate nel gran finale non intendono ragione. Perché Victor e Marianne sono fatti per accendersi e le loro mani per afferrarsi. Fatti per bruciare sempre e probabilmente ferirsi ancora. \nBedos sceglie l’amore che dura e la riconciliazione di una coppia e di un uomo col suo tempo\, regalando un sorriso persistente allo spettatore e tante sorprese. Sorprese che accumula tra andate e ritorni\, recriminazioni e rievocazioni\, carezze e schiaffi. Irriducibilmente brillante e ruffiano\, l’enfant terrible della televisione (e non solo) porta sulla coppia uno sguardo tenero e fiducioso\, incalzato da repliche e battute che fanno sognare o ridere di gusto. Trascendendo i limiti del reale col suo esercito di decoratori e un senso spiccato della messa in scena\, l’autore rievoca il passato per offrire all’avvenire uno sguardo nuovo. Sguardo che contagia i suoi attori al servizio di un superbo gioco cinematografico. Sullo sfondo degli slittamenti temporali sfilano le performance di un cast virtuoso ed eclettico ma perfettamente omogeneo. \nLa forza del film non risiede solo nell’eccellenza degli interpreti ma altresì nella sceneggiatura di una precisione quasi ineccepibile\, che si destreggia coi talenti convenuti fino a concludersi sulla riconciliazione di rigore. Se Nicolas Bedos domina così bene la materia è perché il personaggio di Guillaume Canet è fondamentalmente il suo doppio. Antoine è un regista che deve accordare un ensemble di rivali e di persone che hanno in comune solo una rappresentazione (d’epoca)\, quella che devono allestire ma che minaccia sempre di volgere in catastrofe. La disposizione benevola di Bedos fa lo charme di questa commedia romantica in astinenza d’amore\, concepita come una successione di parole\, baci e lacrime legati da un ritmo sostenuto. La bella meccanica gira a pieno regime\, regalando ai suoi attori il registro di predilezione e rammentando agli spettatori che qualche volta i ‘bei vecchi tempi’ sono adesso. \nRecensione di Marzia Gandolfi \n–
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SUMMARY:TEMPO DI CHET - La versione di Chet Baker - MARTEDI' 11 FEBBBRAIO
DESCRIPTION:MARTEDI’ 11 FEBBBRAIO – ORE 21 / PROSA E MUSICA \n– \ntesto Leo Muscato e Laura Perini\nmusiche originali Paolo Fresu\nregia Leo Muscato\nscene Andrea Belli\ncostumi Silvia Aymonino\nluci Alessandro Verazzi\ncon Paolo Fresu\, tromba e flicorno\nDino Rubino\, piano\nMarco Bardoscia\, contrabbasso\n(in o.a.) Alessandro Averone\, Rufin Doh\, Paolo Li Volsi\, Debora Mancini\, Daniele Marmi\, Mauro Parrinello\, Graziano Piazza\, Laura Pozone \nproduzione Teatro Stabile di Bolzano \nUno spettacolo nato dalla fusione e dalla sovrapposizione tra scrittura drammaturgica di Leo Muscato e Laura Perini e partitura musicale curata e interpretata dal vivo da Paolo Fresu. Diretto da Muscato\, lo spettacolo Tempo di Chet. La versione di Chet Baker fa rivivere uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento in un flusso organico di parole\, immagini e musica che rievocano lo stile lirico e intimista di questo jazzista tanto maledetto quanto leggendario. La regia di Muscato modula l’incessante oscillare tra passato e presente che fa affiorare fatti ed episodi disseminati lungo l’arco dell’esistenza di Chet Baker\, da quando bambino suo padre gli regalò la prima tromba\, fino al momento prima di volare giù dalla finestra di un albergo di Amsterdam. «Ogni apparizione apre il sipario su una fase della vita dell’artista\, che ha passato molti periodi lavorando e vivendo in vari luoghi d’Italia\, facendo emergere anche il sapore di epoche diverse\, di differenti contesti socioculturali e visioni del mondo. Si delinea la figura del grande trombettista\, che fra sogni\, incertezze\, eccessi ha segnato una delle pagine più importanti della storia della musica» commenta il regista. \nLO SPETTACOLO SARA’ AUDIODESCRITTO PER NON VEDENTI E IPOVEDENTI A CURA DEL CENTRO DIEGO FABBRI DI FORLI’ \nhttps://www.facebook.com/centrofabbriforli/videos/2308970139366323/
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SUMMARY:ODIO L'ESTATE - DA VENERDI' 31 GENNAIO AL 10 FEBBRAIO
DESCRIPTION:DA VENERDI’ 31 GENNAIO AL 10 FEBBRAIO \n– \nVenerdì 31 e 7: ore 21.00 \nSabato 1 e 8: ore 20.30 e 22.30 \nDomenica 2: ore 17.00\, 19.00 e 21.00 \nLunedì 3 e 10: ore 21.00 \nDomenica 9: ore 19.00 e 21.00 \n– \nRegia: Massimo Venier\nAttori: Aldo\, Giovanni\, Giacomo\, Lucia Mascino\, Carlotta Natoli\, Maria Di Biase\, Massimo Ranieri\, Michele Placido \nGenere: COMMEDIA \nDurata: 110 min \n– \nLe regole per una vacanza perfetta: non si parte senza il canotto\, non si parte senza il cane\, ma soprattutto non si prenota la stessa casa. Aldo Giovanni e Giacomo partono per le vacanze estive\, non si conoscono e non potrebbero avere delle famiglie e delle vite più diverse: il precisetto organizzatissimo ma con un’attività in proprio fallimentare\, il medico di successo alle prese con un figlio in piena crisi preadolescenziale\, l’ipocondriaco nullafacente con un cane di nome Brian e la passione per Massimo Ranieri. Tre vite lontanissime che si incontrano accidentalmente in una piccola isola della costa italiana: stessa spiaggia\, stesso mare\, ma soprattutto stessa casa in affitto. Lo scontro è inevitabile e spassosissimo: abitudini diverse\, due figli che si innamorano\, tre mogli che partono col piede sbagliato ma finiscono per ballare insieme in una sera d’estate e tre nuovi amici alla ricerca di un figlio in fuga. \n–
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SUMMARY:DOLITTLE - SABATO 8 E DOMENICA 9 FEBBRAIO
DESCRIPTION:SABATO 8 E DOMENICA 9 FEBBRAIO \n– \nSabato: ore 16.30 e 18.30 \nDomenica: ore 16.30 \n– \nRegia: Stephen Gaghan \nAttori: Robert Downey Jr.\, Rami Malek\, Selena Gomez\, Marion Cotillard\, Emma Thompson. \nGenere: Commedia \nDurata: 106 minuti \n– \n\n\n\n\nUNA STORIA DI FORMAZIONE E D’AVVENTURA DAL RITMO CONTEMPORANEO E DALL’IMMAGINARIO PIRATESCO.\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nJohn Dolittle\, medico prodigioso\, capace di parlare con gli animali\, viveva insieme a molti di loro e alla sua amatissima moglie Lily nella riserva delle meraviglie che la regina d’Inghilterra gli aveva offerto in dono. Ma un naufragio si è portato via per sempre Lily e da allora Dolittle non ha più voluto incontrare i suoi simili\, ha chiuso le porte dell’ospedale e rinunciato a tutto. Ora però è la regina in persona\, gravemente malata\, a chiedere che torni al lavoro\, per portarle quel fiore dell’albero dell’Eden che solo può salvarla. \nMettersi in viaggio sulle tracce dell’albero dell’Eden significa ovviamente\, per John Dolittle\, ritrovare lo spirito dell’avventura che era stato di Lily e far pace col passato per aprirsi al futuro. Un futuro rappresentato con buona evidenza dal coprotagonista del film\, il giovanissimo Stubbins\, ragazzino scappato ad uno zio cacciatore\, che fa di tutto per farsi assumere come assistente da Dolittle e per imbarcarsi con lui verso un meritato\, e per ora rimandato\, passaggio di testimone. \nUn secolo separa la data in cui i racconti del magico naturalista sono stati scritti\, negli anni 20 del Novecento\, da quella in cui sono ambientati\, vale a dire l’epoca vittoriana\, con il suo immaginario steampunk e piratesco\, che il film di Stephen Gaghan porta in primissimo piano\, assicurando a Dolittle un’ambientazione eccentrica e romantica\, di sicuro fascino. \nE quasi un secolo separa anche quest’ultimo adattamento dal primo di una lunga e variegata serie\, perché il dottore che capisce la lingua degli animali e sa riprodurla è uno dei personaggi più corteggiati dal cinema\, Virgilio di un mondo misterioso e pieno di sorprese\, dove capita di scoprire orsi polari che hanno sempre freddo\, gorilla in deficit di autostima\, struzzi bisbetici e saggi pappagalli con la voce di Emma Thompson. \nRobert Downey Jr.\, interprete e produttore\, dà al suo Dolittle una scorza dura\, un cuore dolente\, una gestualità slapstick e una spiritosa genialità (basterebbe il colloquio col polpo dell’acquario reale). Ci sono\, in lui e nel film\, echi di Jack Sparrow e della sua saga\, ma la gigioneria del protagonista è mitigata dalla nobiltà dei suoi scopi. Dolittle vorrebbe tornare “ai vecchi tempi”\, quelli in cui era utile\, attivo e appassionato\, e il film di Gaghan pare avere lo stesso obiettivo: tornare a raccontare una storia di una volta\, dove a un orfano può capitare di imbattersi nella coetanea dama di compagnia della regina\, dove ci sono passaggi segreti\, l’insetto stecco vive sulla cornice di un quadro di Turner\, ci si nasconde in un baule e si cavalca uno struzzo\, perché la carrozza è già occupata da un orso. \nIl tutto al ritmo odierno\, ibridando il racconto principale col diario di bordo di uno scoiattolo paranoico e con quella comicità sopra le righe per cui il personaggio interpretato da Michael Sheen porta il nome di Blair. \n\nRecensione di Marianna Cappi \n–
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SUMMARY:FELIX PEDRO - SE SOLO SI POTESSE IMMAGINARE - MERCOLEDI' 5 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 5 FEBBRAIO \nProiezione unica ore 21.00 \n– \n Regia: Paolo Muran\nSceneggiatura: Giorgio Comaschi\, Paolo Muran \nRicerca storica: Claudio Busi\, Giorgio Comaschi\, Massimo Turchi \nMusica: Paolo Fresu \nInterpreti: Giorgio Comaschi\, Claudio Busi\, Massimo Turchi \nDurata: 62′ \nFelix Pedro – Se solo si potesse immaginare è una storia di oltre un secolo fa che diventa attuale poiché narra il tentativo dell’uomo di migliorare le proprie condizioni emigrando\, andando alla ricerca di fortuna in altri paesi. Molti hanno compiuto e continuano a compiere la stessa impresa\, in molti sono morti e in molti continuano a morire\, solo pochi hanno avuto o hanno la fortuna di trovare quello che cercano. Se un uomo dell’Appennino modenese nato a metà dell’Ottocento che si chiama Felice Pedroni fugge dalla miseria\, prende una nave per l’America\, diventa Felix Pedro e nel 1902 in Alaska scopre l’oro in un torrente e fonda la città di Fairbanks\, la storia prende subito i contorni del romanzo d’avventura. \n–
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SUMMARY:NICO CERCA UN AMICO - MERCOLEDI' 5 FEBBRAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 5 FEBBRAIO – ORE 10.00 \n– \nProduzione: Il Baule volante \nTratto da: “Nico cerca un amico” di M.Hoppe \nRegia: Andrea Lugli Testo: Liliana Letterese \nCon: Liliana Letterese\, Andrea Lugli \nElementi scenografici e attrezzeria: Lorenzo Cutuli \nEtà: dai 3 ai 6 anni \nTecnica: teatro d’attore e pupazzi animati a vista \nDurata: 50 minuti \n– \nNico è un topolino felice. Ha una bella casa\, gli piace giocare con i suoi amici topi\, mangiare\, dormire\, passeggiare. Oggi però non ha voglia di giocare\, non ha nemmeno fame e neanche sonno… Ha voglia di cercare un nuovo amico\, un amico speciale: un amico diverso da lui. E allora parte alla ricerca. Esce di casa e incontra tanti animali\, tutti diversi\, alcuni grandi\, altri piccoli\, oppure piccolissimi. Alcuni anche pericolosi! A tutti offre la sua amicizia\, ma…è così difficile trovare un amico diverso! Tratto da un piccolo e poetico racconto di Matthias Hoppe\, “Nico cerca un amico” è una riflessione sull’amicizia e sulla diversità proposta in un linguaggio semplice e poetico. In scena due attori raccontano la storia con pupazzi animati a vista \nPer maggiori info e per la scheda didattica clicca qui \n– \nIL BAULE VOLANTE  \nL’Associazione Teatrale “Otiumetars – Il Baule Volante” opera professionalmente ed in forma esclusiva nel settore del Teatro-Ragazzi dal 1994. Ha preso parte a festival di teatro di rilevanza nazionale ed internazionale. Partecipa annualmente con i suoi spettacoli a rassegne di teatro per le scuole e per le famiglie su tutto il territorio italiano. Dal 2007 a oggi la compagnia ha compiuto diverse tournèe in Spagna\, Francia e Svizzera\,. Le tecniche utilizzate negli spettacoli sono diverse\, dal teatro d’attore a quello di figura\, a quello di narrazione\, ma sempre con l’intendimento di ricercare un teatro per ragazzi che non abbia confini d’età. L’attività della compagnia si svolge poi mediante un intenso lavoro sul territorio ferrarese con spettacoli e laboratori teatrali all’interno delle scuole materne\, elementari e medie. Ha conseguito alcuni premi di livello nazionale tra cui la menzione speciale della giuria del Premio ETI-Stregagatto 2002 e la menzione speciale del Premio Nazionale Eolo Awards 2006.
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SUMMARY:AQUILE RANDAGIE - MERCOLEDI' 29 GENNAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 29 GENNAIO  \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nRegia: Gianni Aureli \nAttori: Teo Guarini\, Alessandro Intini\, Romeo Tofani\, Ralph Palka\, Marco Pratesi. \n Genere: drammatico \nDurata: 100 minuti \n– \nLA STORIA POCO CONOSCIUTA DI UN GRUPPO DI SCOUT CHE SI OPPOSE AL FASCISMO E DIEDE IL PROPRIO CONTRIBUTO ALLA COSTRUZIONE DI UN’ITALIA NUOVA. \nPochi anni dopo la presa del potere da parte del fascismo Benito Mussolini decide di chiudere tutte le associazioni che si distinguono rispetto a quelle ufficiali del regime. L’associazione degli scout italiani cattolici rientra tra queste. Un gruppo di loro che opera a Milano decide di non piegarsi al diktat: si chiameranno Aquile Randagie\, continueranno a riunirsi in Val Codera\, una valle secondaria della Valchiavenna e a distinguersi\, nella misura del possibile\, dal fascismo dominante. Quando scoppierà la guerra la loro opposizione si farà ancora più netta fino a sfociare in un movimento denominato OSCAR che fiancheggerà\, dopo il 1943\, la Resistenza. \nViviamo in un un’epoca in cui c’è chi vorrebbe farci credere che tra i fascisti (in particolare quelli convintamente schierati a fianco dei nazisti) e i loro oppositori non ci fosse differenza morale e che la Resistenza sia stata soltanto combattuta da chi credeva nel credo comunista. \nBen venga quindi un film come questo diretto da Gianni Aureli e realizzato anche grazie a un crowdfunding (segno di una sentita adesione dal basso) in cui si racconta\, con tanto di riferimenti storici precisi\, di come in ambito cattolico non ci fossero solo persone pronte al saluto romano ma anche chi sapeva vedere l’ingiustizia e cercava di contrastarla. \nSi tratta di un’opera coraggiosa che ci ricorda anche il conflitto morale interiore della gerarchia (qui rappresentata dall’allora monsignor Giovanbattista Montini poi divenuto Paolo VI e dal cardinale Schuster) forzata a una non opposizione esplicita per poter conservare una libertà clandestina che permise di salvare migliaia di vite. \nLa sceneggiatura sapientemente si espande in progressione: se nella prima parte assistiamo alle vicende di giovani un po’ ingenui\, capaci anche di compiere delle bravate quasi fini a se stesse\, nello scorrere del tempo vediamo che comunque la formazione offerta dallo scoutismo lascia dei semi che danno frutto nel momento in cui diviene necessario mettersi in gioco. \nMentre la vicenda prosegue viene in mente che allora come ora (seppur in un contesto completamente diverso) abbia continuato ad essere facile tacciare di ribellismo (o di ‘comunismo’ che oggi viene attribuito come segno infamante anche al Papa) chi era sì ribelle ma ribelle per amore. Un amore che nasceva da una lettura del Vangelo priva di sovrastrutture e che non aveva nulla di quell’odore di incenso e di sacrestia che\, dalla parte opposta\, si applica come abusata etichetta a tutto ciò che è vicino alla Chiesa. Questi uomini e queste donne diedero il loro contributo alla creazione e alla costruzione di un’Italia nuova che speravano potesse essere veramente e intimamente ‘libera’. Il film ce ne racconta il coraggio \nRecensione di Giancarlo Zappoli \n–
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SUMMARY:PICCOLE DONNE - DA VENERDI' 24 A LUNEDI' 27 GENNAIO
DESCRIPTION:DA VENERDI’ 24 A LUNEDI’ 27 GENNAIO \n– \nVenerdì: ore 21.00 \nSabato: ore 16.00\, 18.30 e 21.00 \nDomenica: ore 16.00\, 18.30 e 21.00 \nLunedì: ore 21.00 \n– \nRegia: Greta Gerwig \nAttori: Saoirse Ronan\, Emma Watson\, Florence Pugh\, Eliza Scanlen\, Timothée Chalamet \nGenere: drammatico \nDurata: 135 minuti \n– \n\nLa sagoma di Jo\, di spalle\, che guarda oltre un vetro\, come una madre guarderebbe un neonato in un nido. Qualcosa nascerà\, oltre quel vetro: il suo romanzo\, “Piccole Donne”. Quelle di Greta Gerwig partono da qui. Il famoso “Natale non sarà Natale senza regali” arriverà dopo\, in uno dei tanti flashback\, perché è così che la regista americana ha scelto di strutturare il racconto: mescolando i romanzi della serie e combinandoli con momenti della biografia di Louisa May Alcott\, ma anche della propria\, perché questi momenti riguardano l’essere autrice e donna\, ieri e oggi\, in un mondo di uomini. \nLa Gerwig dà una propria versione di “Piccole Donne”\, con un taglio preciso\, che mette in luce gli ostacoli sulla strada dell’autonomia femminile\, la natura contrattuale del matrimonio\, in particolare per la donna\, e in generale le conseguenze sociali e individuali della sua mancata indipendenza economica (“married or dead”\, insinua zia March\, che non avrà sempre ragione ma non ha mai torto). \nRecensione di Marianna Cappi \n– \n\nNUOVA VERSIONE PER LE DONNE DEL NUOVO MILLENNIO.\n\nGreta Gerwing continua nel suo personalissimo racconto del mondo femminile e dopo il bellissimo e delicato Lady Bird torna al cinema con l’adattamento di Piccole donne di cui è regista e sceneggiatrice. In questa nuova sfida si fa affiancare ancora una volta da Saoirse Ronan chiamata a calarsi nell’iconico ruolo di Jo una delle quattro sorelle March al centro della narrazione sia del libro che del film. \nOgni età ha le sue Meg\, Jo\, Beth\, e Amy: negli anni Trenta del secolo scorso fu realizzato un adattamento del libro da George Cukor con Katharine Hepburn nel ruolo di Jo; nel 1949 è stato il regista Mervyn LeRoy dirigere Elizabeth Taylor e Janet Leigh. Mentre più recentemente è toccato a registi donne\, come Gillian Armstrong\, che nel 1994 ha realizzato una nuova versione di Piccole donne che vedeva nel cast Winona Ryder\, Samantha Mathis e Claire Danes e Kirsten Dunst. \nC’era bisogno di un altro film tratto dall’immortale libro di Louisa May Alcott\, soprattutto dopo l’ottima versione realizzata negli anni Novanta? Probabilmente sì perché i tempi cambiano e la sensibilità – per fortuna – si evolve: sono questi gli anni del movimento Me Too ma anche della serie super premiata The Handmaid’s Tale che comunque da soli non bastano a riassumere una maggiore e più evidente consapevolezza delle donne nel contrastare l’altrettanto evidente arretratezza di un certo pensiero tutto al maschile. Quindi ecco\, di nuovo Piccole donne\, con un parterre di attori straordinari e la volontà di riaffermare – come nello stesso libro – quella “strenght” tutta femminile che è ben presente nelle diverse sfaccettature nel libro datato 1868. \nIl resto\, appunto\, lo fa un super cast. Direttamente da Lady Bird troviamo anche il bravissimo Timothée Chalamet\, ma in generale è l’intero gruppo di attori chiamato dalla Gerwing ad essere superlativo\, infatti Florence Pugh diventa Amy\, Emma Watson (la sempre brava Hermione Granger) si cala nei panni di Meg e infine Eliza Scanlen (che si è fatta notare in Sharp Objects) in quelle di Beth. \nMa a fianco a queste giovanissime esponenti del nuovo cinema americano troviamo due icone come Laura Dern che negli ultimi anni ha cominciato a dividersi tra il cinema e la tv (dall’ultimo Star Wars a Big Little Lies)\, qui nei panni della madre di questa esuberante famiglia e soprattutto Meryl Streep che riveste il ruolo della zia. \nInsomma continua il successo del libro della Alcott che per altro nel corso degli anni ha visto un adattamento televisivo della Rai nel 1955 – quando ancora le serie tv si chiamavano sceneggiati – e uno più recente nel 2017 della BBC. Ma negli anni Ottanta sono stati persino tratti due anime\, i cartoni animati giapponesi. \nOverview di Massimiliano Carbonaro \n 
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SUMMARY:DI SEGNO IN SEGNO - MERCOLEDI' 22 GENNAIO
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 22 GENNAIO – ORE 10.00 \n– \nProduzione: Giallo Mare Minimal Teatro \nDrammaturgia\, testo e regia: Vania Pucci \nCon: Vania Pucci e Adriana Zamboni \nLuci e allestimento: Lucio Diana \nEtà: dai 3 ai 6 anni \nTecnica: teatro d’attore\,e di immagini \nDurata: 55 minuti \n– \nPerché i bambini devono sempre andare a letto anche se non hanno sonno? Perché esiste la notte e il giorno? Perché non si può parlare sott’acqua? Cos’è l’aria? Cosa c’è oltre il cielo? L’elenco potrebbe continuare all’infinito\, come infinite sembrano essere le curiosità che i bambini vorrebbero soddisfatte\, ad ogni perché ne segue un altro e un altro ancora. E allora agli adulti non rimane che “spiegare” questo mondo fin dalla sua nascita\, da quando si è tanto piccoli “da stare in una mano”. L’attrice Vania Pucci narra il perché del giorno\, della notte\, delle stelle\, del cielo\, dell’acqua\, dell’aria\, della terra … affacciandosi dalla lavagna luminosa che l’accompagna\, con le immagini di Adriana Zamboni\, nel racconto di questi grandi “eventi”. La parola\, il gesto e il segno si incontrano per realizzare una storia “fantastica”\, ma allo stesso tempo molto reale\, per tutti color che si affacciano con curiosità al mondo. \n– \nGIALLO MARE MINIMAL TEATRO  \n“Giallo Mare Minimal Teatro \, compagnia di teatro-ragazzi di Empoli tra le più innovative dell’ultima generazione. Ha progettato percorsi per una diversa dimensione del tempo e dello spazio […] (dal Dizionario dello spettacolo) Il Giallo Mare Minimal Teatro fin dalla sua costituzione ha realizzato un costante percorso di ricerca drammaturgica e scenica incentrata sul recupero di alcuni particolari aspetti della tradizione teatrale e su una originale rilettura della tradizione con gli strumenti della contemporaneità . Pur essendo il nucleo artistico che ha fondato la compagnia tuttora presente alla guida della struttura\, Renzo Boldrini e Vania Pucci\, il Giallo Mare Minimal Teatro si è sempre caratterizzato per la sua capacità di essere un punto di partenza o di coagulo di progetti (Teatro di Appuntamento\, Progetto Teleracconto) che hanno visto la compagnia essere scena d’incontro fra artisti che provengono sia dal mondo del Teatro che da svariate discipline comunicative\, quali le Arti plastiche e visive\, la scena elettronica\, il mondo del video e della musica. Incontri\, segni\, stimoli\, pratiche mai considerate come percorsi paralleli\, ma tracce\, idee che aiutassero la compagnia a moltiplicare le proprie capacità di visionari della scena: Multiscena è il neologismo con cui\, ormai da alcuni anni la compagnia ha battezzato questo percorso di lavoro.
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SUMMARY:TOLO TOLO - DA VENERDI' 10 A LUNEDI' 20 GENNAIO
DESCRIPTION:DA VENERDI’ 10 A LUNEDI’ 20 GENNAIO \n– \nVenerdì: ore 21.00 \nSabato: ore 20.30 e 22.30 \nDomenica: ore 17.00\, 19.00 e 21.00 \nLunedì: ore 21.00 \n– \nGenere: COMMEDIA \nDurata: 90 min \nRegia: Checco Zalone\nAttori: Checco Zalone\nSceneggiatura: Paolo Virzì \n– \nTRAMA: \nUn comico napoletano minacciato da un boss malavitoso volerà fino in Kenya\, più precisamente nella città di Malindi\, località costiera di Watamu…
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SUMMARY:IL GIARDINO DEI CILIEGI - Trent'anni di felicità in comodato d'uso - GIOVEDI' 16 GENNAIO
DESCRIPTION:GIOVEDI’ 16 GENNAIO – ORE 21 / PROSA \n– \nIL GIARDINO DEI CILIEGI \nTrent’anni di felicità in comodato d’uso \nideazione e drammaturgia Kepler-452 \ncon Annalisa e Giuliano Bianchi\, Nicola Borghesi\, Lodovico Guenzi e Tamara Balducci \nscene e costumi Letizia Calori \nluci Vincent Longuemare \nregia Nicola Borghesi \nproduzione ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione \n  \nLo spettacolo nasce dall’incontro tra i componenti della compagnia bolognese Kepler-452 (Nicola Borghesi\, Paola Aiello ed Enrico Baraldi) con due personaggi “immaginari” realmente esistenti\, Giuliano e Annalisa Bianchi\, ossia Ljuba e Gaev. Nel dramma Anton Čhecov immagina che in un anno non definito di fine Ottocento il giardino dei ciliegi di Ljuba e Gaev\, proprietari terrieri nella Russia prerivoluzionaria\, vada all’asta per debiti insieme alla loro casa. Ad acquistarlo è Lopachin\, ex-servo della gleba arricchitosi dopo la fine della schiavitù\, rampante rappresentante della borghesia in ascesa. Il centro del dramma è la scomparsa di un luogo magico\, profondamente impregnato delle vite di chi lo abita\, che in questa rilettura dell’opera di Čechov diventa il luogo della coppia. «Tra i moltissimi incontri che abbiamo fatto nel corso della nostra indagine per trovare il nostro giardino dei ciliegi – racconta la compagnia − ce ne è stato uno che ha cambiato definitivamente il corso delle prove e\, inaspettatamente\, delle nostre vite: quello con Giuliano e Annalisa Bianchi\, che per trent’anni hanno vissuto in una casa colonica concessa in comodato d’uso gratuito dal Comune nella periferia di Bologna».
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SUMMARY:PINOCCHIO - DA MARTEDI' 31 DICEMBRE A LUNEDI' 6 GENNAIO
DESCRIPTION:DA MARTEDI’ 31 DICEMBRE A LUNEDI’ 6 GENNAIO \n– \nMartedì 31: ore 20.00 \nMercoledì 1: ore 16.00 e 18.15 \nVenerdì 3: ore 21.00 \nSabato 4: ore 16.00\, 18.30 e 21.00 \nDomenica 5: ore 16.00\, 18.30 e 21.00 \nLunedì 6: ore 16.00\, 18.30 e 21.00 \n– \nGenere: FANTASY\, AVVENTURA \nRegia: Matteo Garrone\nAttori: Federico Ielapi\, Roberto Benigni\, Gigi Proietti\, Rocco Papaleo\, Massimo Ceccherini\, Marine Vacth\, Alida Baldari Calabria\, Alessio Di Domenicantonio\, Maria Pia Timo\, Davide Marotta\, Paolo Graziosi\, Gianfranco Gallo\, Massimiliano Gallo\, Marcello Fonte\, Teco Celio\, Enzo Vetrano\, Nino Scardina \n– \n\nRECENSIONE: \n\n\nMetamorfico e polimorfo\, il burattino di Matteo Garrone ha l’innocenza del bambino e lo stupore del fanciullino. Così come il film: per famiglie\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nTrasformista\, metamorfico\, polimorfo\, il Pinocchio di Matteo Garrone rende giustizia alla lettera di Collodi\, sfrondando le Avventure dei cascami di qualche altra trasposizione cinematografica: il burattino/bambino è come Alice nel paese delle meraviglie\, solo che la meraviglia è lui\, lui è il fanciullino\, i suoi occhi i nostri\, la sua altezza quella della camera\, il suo incanto la nostra visione. \nCon lui Garrone si conferma autore ma si prova – a differenza che quanto preteso in Tale of Tales – per la prima volta per famiglie\, per grandi e piccini insieme\, perché l’immaginazione trova immagini\, e viceversa\, affrancati da banalità e luoghi comuni e ricondotti a Collodi e Garrone stesso: realismo fantastico e fantasy realistico\, ibridazione animale e umano\, artigianalità a regola d’arte\, effetti visivi umanisti. \nEccellente fotografia di Nicolaj Bruel\, montaggio di Marco Spoletini\, scenografie di Dimitri Capuani e costumi di Massimo Cantini Parrini\, addirittura starordinario il lavoro di Mark Coullier\, Prosthetic Make-up designer\, e Pietro Scola Di Mambro\, Concept Artist e Character designer\, nonché gli effetti visivi di One of Us e Chromatica e la supervisione VFX di Massimo Cipollina: Pinocchio è fatto\, sottolineo: fatto\, della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni\, sogni materici\, sostanziosi\, calvinianamente pesanti. \nLe lezioni americane di Garrone sono ancora una volta europee\, c’è autorialità e artigianalità\, c’è il richiamo alle nostre campagne\, i borghi splendidi\, i lavori e i colori della nostra italianità\, della nostra civiltà. Poi\, il burattino che volle farsi bambino (Fausto Ielapi\, bravo)\, e per diventarlo deve prima sopravvivere\, alla sua stessa curiosità\, alla sua voglia di crescere\, dunque necessità di sbagliare\, e alla nostra\, degli adulti volontà di ammazzarlo\, impiccarlo o annegarlo: non si uccidono così anche i sogni? \nE’ un inno alla gioia\, in fondo\, questo Pinocchio\, un romanzo di formazione che deforma la realtà per scoprirne nel fantastico l’essenza più profonda: come sono il Corvo\, la Civetta\, il Grillo e Il Giudice? E la Lumaca\, e il Tonno? E chi sono il Mangiafuoco Gigi Proietti\, il Gatto (Rocco Papaleo) e la Volpe (Massimo Ceccherini\, co-sceneggiatore con Garrone)\, il direttore del circo (Massimiliano Gallo) e l’Omino di burro (Nino Scardina)\, quali sono le minacce che portano al bambino? E che padre è\, forse pavido e remissivo ma anche protettivo e innamorato\, Geppetto\, cui Benigni dà aspetto sofferto e comprensione affettuosa? \nPinocchio non ci dice nulla di nuovo\, se non vogliamo considerare nuova l’aderenza filologica\, ma ci mostra molto di bello\, e dunque di inedito: se il primo privilegio di uomo è dare un nome alle cose\, quello di un regista è dare un’immagine e un’immaginazione alle cose. E Garrone è un grande regista. \n\n\n\n\n\nFederico Pontiggia
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SUMMARY:IL PIPISTRELLO - GIOVEDI' 2 GENNAIO
DESCRIPTION:GIOVEDI’ 2 GENNAIO – ORE 21 / OPERETTA \n– \noperetta di Johann Strauss\ntraduzione a adattamento Corrado Abbati\ncast in via di definzione\nregia Corrado Abbati\nproduzione InScena\, in collaborazione con Teatro Comunale A. Ponchielli di Verona e Teatro Regio di Parma \nDopo che il Teatro alla Scala nella scorsa stagione ha proposto con grande successo Il pipistrello di Johann Strauss\, ecco in tour nei teatri italiani la scoppiettante operetta del re del valzer. Tempi comici perfetti\, tresche sentimentali ed equivoche\, musiche celeberrime e danze trascinanti\, generano uno spettacolo coeso e genuinamente divertente. Il pipistrello non è solo una famosa operetta\, una rutilante e festosa girandola di ritmi e di divertimento\, ma un importante capitolo della storia del teatro musicale\, un capolavoro assoluto che richiede un impegno ed una professionalità che sarà il motore di questa imperdibile messinscena. Un andare e venire\, un rovesciato gioco dell’evasione dove la spigliatezza diventa vigore inventivo\, dove ognuno è un altro\, dove vecchio e nuovo\, apparenza e realtà\, sembrano confondersi in un’elegante festa in maschera dove potremo riconoscere\, riconoscerci e divertirci. E a divertirvi ci penseranno il vivace intreccio della commedia degli equivoci\, le irresistibili danze e le meravigliose musiche di Strauss che ritroveranno un vigore nuovo nelle festose\, colorate\, cangianti\, emozionanti\, ammiccanti atmosfere di questo “nuovo” Pipistrello.
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SUMMARY:IL PRIMO NATALE  - DA VENERDI' 27 DICEMBRE A MERCOLEDI' 1 GENNAIO
DESCRIPTION:DA VENERDI’ 27 DICEMBRE A MERCOLEDI’ 1 GENNAIO \n– \nVenerdì 27: ore 19.00 \nSabato 28: ore 19.00 e 21.00 \nDomenica 29: ore 19.00 e 21.00 \nLunedì 30: ore 21.00 \nMartedì 31: ore 22.00 CON BRINDISI!!! \nMercoledì 1: ore 20.30 e 22.30 \n– \nGenere: COMMEDIA \nDurata: 100 min \nRegia: Salvo Ficarra\, Valentino Picone\nAttori: Salvo Ficarra\, Valentino Picone\, Roberta Mattei\, Massimo Popolizio\, Massimo Cagnina\, Giovanni Calcagno \n– \nTRAMA: \nSalvo è un ladro di arte sacra che si professa ateo. Padre Valentino invece crede fortemente nella preghiera e… nel presepe. Quando il primo tenta il furto della preziosa statua del bambino Gesù e il secondo lo scopre\, l’inseguimento ha come esito un salto temporale. I due si ritrovano nella Palestina dell’anno zero dove Gesù sta per nascere. \n–
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SUMMARY:CAPODANNO AL MAC!
DESCRIPTION:MARTEDI’ 31 DICEMBRE \n \nPINOCCHIO \nProiezione ore 20.00 \n– \n \nIL PRIMO NATALE \nProiezione ore 22.00 CON BRINDISI! \n– \nSUPER PROMOZIONE: 2 FILM + BRINDISI= 10€
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SUMMARY:STAR WARS - L'ASCESA DI SKYWALKER - DA VENERDI' 20 A DOMENICA 29 DICEMBRE
DESCRIPTION:DA VENERDI’ 20 A DOMENICA 29 DICEMBRE \n– \nVenerdì 20: ore 21.00 \nSabato 21: ore 10.00 CON COLAZIONE DALLE ORE 9.30 (per info clicca qui) e ore 21.00 \nDomenica 22: ore 15.30\, 18.15 e 21.00 con EVENTO COSPLAY (per info clicca qui) \nLunedì 23: ore 21.00 \nMartedì 24: ore 20.00 \nMercoledì 25: ore 18.15 e 21.00 \nGiovedì 26: ore 18.15 e 21.00 \nVenerdì 27: ore 21.00 – PROIEZIONE IN INGLESE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO – 5€  \nSabato 28: ore 16.00 \nDomenica 29: ore 16.00 \n– \nRegia: J.J. Abrams\nAttori: Daisy Ridley\, Adam Driver\, Oscar Isaac\, John Boyega\, Billy Dee Williams \nGenere: AZIONE\, FANTASCIENZA\, FANTASY\, AVVENTURA \nDurata: 141 min \n– \nTRAMA: \nUn anno dopo gli eventi del precedente film\, Gli ultimi Jedi\, la Resistenza sopravvissuta o quello che ne rimane affronta ancora una volta il Primo Ordine. Dopo che Resistenza è stata decimata dal Primo Ordine\, si tentano nuovi assembramenti ed è per questo che vediamo per la prima volta Finn\, Poe e Rey uniti per combattere fianco a fianco. \n–
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SUMMARY:FROZEN II - IL SEGRETO DI ARENDELLE - 25 E 26 DICEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 25 E GIOVEDI’ 26 DICEMBRE \nMercoledì 25: ore 16.00 \nGiovedì 26: ore 16.00 \n– \nGenere:Animazione\, Avventura\, Commedia\, Family\, Fantasy\, Musicale\nRegia:Chris Buck\, Jennifer Lee\nAttori:Serena Autieri\, Idina Menzel\, Kristen Bell\, Serena Rossi\, Enrico Brignano\, Josh Gad\, Paolo De Santis\, Massimo Lopez\nDurata:103 min\n–\nTRAMA:\n\nFrozen 2 – Il segreto di Arendelle\, il film d’animazione diretto da Chris Buck e Jennifer Lee\, vede Elsa\, Anna\, Kristoff\, Olaf e Sven affrontare una nuova sfida che li metterà sulle tracce di un incredibile segreto da svelare. Sono trascorsi 3 anni dagli eventi di Frozen – Il Regno di Ghiaccio e Arendelle sembra aver ritrovato la pace. Elsa ha ormai imparato a governare i suoi straordinari poteri\, mentre Anna è felice di aver trovato in Kristoff l’amore che tanto sognava. Tuttavia\, la tranquillità del regno è destinata a essere turbata da una nuova minaccia proveniente dal passato. Mentre le due sorelle\, Olaf\, Kristoff e l’alce Sven stanno giocando\, Elsa viene improvvisamente distratta da un canto misterioso che proviene dalla foresta e che solo lei riesce a sentire. Decide di ritirarsi nella sua stanza per riposare\, ma Anna\, preoccupata per il suo strano comportamento\, la raggiunge rassicurandola con la dolce ninna nanna che la madre\, la regina Irada\, cantava loro quando erano bambine.\nMa quella voce angelica che non smette di tormentarla\, finisce per risvegliare in lei poteri legati ad alcuni spiriti incantati\, gli stessi con cui suo padre si era confrontato molti anni prima durante una battaglia nella foresta. Quando tutti gli elementi (fuoco\, acqua\, vento e terra) si abbattono sulla città di Arendelle\, Elsa e i suoi compagni d’avventura decidono di dirigersi a nord\, verso un nuovo regno dove domina l’autunno\, per scoprire la causa della morte dei suoi genitori e l’origine del suo incredibile dono. \nPer le voci italiane sono state confermate quelle del precedente film: Serena Autieri per Elsa\, Serena Rossi per Anna\, Enrico Brignano come Olaf e Paolo De Santis per il bel Kristoff. \n– \n\n\nRECENSIONE: \nQuando il sequel supera l’originale. Visivamente sorprendente e impianto narrativo che scava in profondità: Elsa & Anna hanno già vinto la loro (nuova) sfida \nLa magia si ripete. Amplificandosi. Dopo sei anni da quello che si è rivelato essere il più grande successo animato di sempre (oltre 1\,2 miliardi di dollari incassati nel mondo\, sorpassati recentemente dalla versione CGI del Re leone – 1\,6 miliardi -\, operazione comunque imparagonabile)\, il sequel di Frozen supera l’originale – capace di aggiudicarsi due Oscar – con uno scarto che era difficilmente prevedibile. \nVisivamente straordinario (con dei totali mozzafiato sulla vastità di ambientazioni autunnali ispirate tanto ai fiordi norvegesi quanto a distese e foreste finlandesi e islandesi)\, il film diretto ancora una volta da Jennifer Lee e Chris Buck ha la grandissima intelligenza di sapersi rivolgere direttamente (ma non solo) allo zoccolo duro degli spettatori che\, a suo tempo\, contribuirono a creare il fenomeno Elsa & Anna: le ragazzine che allora avevano 4-5-6 anni e che oggi ne hanno 9-10-11 ritrovano le loro principesse-sorelle-eroine chiamate ad un’avventura ben più complessa e impegnativa. \nL’antefatto ci riporta a loro bambine\, ad un racconto paterno e alla ninna nanna materna che le culla sulle note di una melodia (All is Found/Il Fiume del Passato) che canta di un fiume misterioso e lontano. Tornate al “presente”\, ovvero qualche anno dopo gli eventi di Frozen\, Elsa percepisce una voce che proviene da chissà dove e\, nonostante cerchi di ignorarla\, il richiamo è troppo forte. \nImpossibile convincerla a desistere\, la Regina di Arendelle capisce di doversi allontanare da casa per scoprire una verità nascosta sul suo passato. \nLe risposte che cerca\, però\, metteranno in pericolo il suo regno: se in passato Elsa temeva che i suoi poteri fossero troppo grandi per essere accettati dal mondo\, ora dovrà sperare che siano abbastanza forti per salvarlo. \nI punti di forza “collaterali” del primo Frozen mantengono la propria identità (la potenza mimica della renna Sven\, l’irresistibile tenerezza-comicità di Olaf\, la goffaggine amorosa di Kristoff\, che per tutto il racconto proverà a chiedere la mano di Anna tra mille impacci)\, con il legame sororale più saldo che mai\, tanto che – ancora una volta – la caparbietà di Anna nel seguire Elsa sarà determinante. \nQuello che sorprende davvero\, però\, è la naturalezza con cui impianto visivo e spessore narrativo riescano ad intrecciarsi: molte le sequenze capaci di rimanere impresse (si pensi alla sfida apparentemente improba tra Elsa e il mare oscuro in tempesta)\, altre supportate al solito da brani che diventeranno hit come accaduto in precedenza per Let it Go (All’alba sorgerò)\, stavolta accadrà senza meno per Into the Unknown (Nell’ignoto). \nCome è indiscutibile l’attenzione riservata al percorso emotivo/di crescita in primis di Elsa\, della stessa Anna e anche di Olaf\, quest’ultimo impaurito dal fatto di dover diventare grande\, ma capace di regalare le solite perle di divertimento genuino (quando fa la sintesi degli avvenimenti di tutto il primo Frozen è a dir poco geniale). \n“… Il potere sta crescendo\nnon è semplice però\nSe nel mondo immenso dell’ignoto andrò\nforse scoprirò\nquello che non so…” \nUna nebbia oscura tiene in stallo la misteriosa foresta incantata – luogo che custodisce un popolo\, i northuldri\, e una verità dolorosa sul passato e sulle origini dei poteri di Elsa – ed è solamente provando ad attraversarla che sarà possibile farla diradare. Perché vedere le cose con chiarezza sarà indispensabile\, non solo per capire chi sei e da dove provieni\, ma anche per riparare torti mai sanati e garantire un futuro di pace e giustizia. \nFemminista nel senso più nobile del termine e capace di parlare a tutti: ambientalista\, educativo. E bello. Con sorpresa finale dopo i titoli di coda. \nValerio Sammarco
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SUMMARY:COLAZIONE AL CINEMA ed EVENTO COSPLAY STAR WARS
DESCRIPTION:RISVEGLIA LA TUA FORZA!\nSABATO 21 DICEMBRE\nCINEMA E COLAZIONE\nAPERTURA BAR ORE 9.30 \nINIZIO PROIEZIONE ORE 10.00  \nINGRESSO AL CINEMA + CAFFE’ O CAPPUCCINO O SUCCO DI FRUTTA + CORNETTO = \nintero 8\,50€ – ridotto 6\,50€ \n  \nDOMENICA 22 DICEMBRE\nEVENTO COSPLAY\nVieni a conoscere i protagonisti di Star Wars dal vivo!!!
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SUMMARY:L'UFFICIALE E LA SPIA - DA VENERDI' 13 A LUNEDI' 16 DICEMBRE
DESCRIPTION:DA VENERDI’ 13 A LUNEDI’ 16 DICEMBRE  \n– \nVenerdì: ore 21.00 \nSabato: ore 20.00 e 22.30 \nDomenica: ore 16.30\, 18.45 e 21.00 \nLunedì: ore 21.00 \n– \nDurata: 126′\nGenere: DRAMMATICO\, STORICO\, THRILLER\nTratto da: romanzo “L’ ufficiale e la spia” di Robert Harris (ed. Mondadori) \nRegia: Roman Polanski\nAttori: Jean Dujardin\, Louis Garrel\, Emmanuelle Seigner\, Grégory Gadebois\, Hervé Pierre della Comédie Française (Hervé Pierre)\, Didier Sandre della Comédie Française (Didier Sandre) \n– \nTRAMA: \nGennaio del 1895\, pochi mesi prima che i fratelli Lumière diano vita a quello che convenzionalmente chiamiamo Cinema\, nel cortile dell’École Militaire di Parigi\, Georges Picquart\, un ufficiale dell’esercito francese\, presenzia alla pubblica condanna e all’umiliante degradazione inflitta ad Alfred Dreyfus\, un capitano ebreo\, accusato di essere stato un informatore dei nemici tedeschi.\nAl disonore segue l’esilio e la sentenza condanna il traditore ad essere confinato sull’isola del Diavolo\, nella Guyana francese. Un atollo sperduto dove Dreyfus lenisce angoscia e solitudine scrivendo delle lettere accorate alla moglie lontana.\nIl caso sembra archiviato.\nPicquart guadagna la promozione a capo della Sezione di statistica\, la stessa unità del controspionaggio militare che aveva montato le accuse contro Dreyfus. Ed è allora che si accorge che il passaggio di informazioni al nemico non si è ancora arrestato.\nE se Dreyfus fosse stato condannato ingiustamente?\nE se fosse la vittima di un piano ordito proprio da alcuni militari del controspionaggio?\nQuesti interrogativi affollano la mente di Picquart\, ormai determinato a scoprire la verità anche a costo di diventare un bersaglio o una figura scomoda per i suoi stessi superiori.\nL’ufficiale e la spia\, adesso uniti e pronti ad ogni sacrificio pur di difendere il proprio onore. \n– \n\n– \nRECENSIONE\ndi Federico Pontiggia\nLungamente atteso\, problematizzato a latere al Lido (citofonare Lucrecia Martel)\, J’accuse arriva e ricorda che Roman Polanski di cinema è maestro. Non discutibile. Tornando sul caso\, poggiandosi ancora sullo scrittore Robert Harris (già per L’uomo nell’ombra\, qui prendendo da L’ufficiale e la spia)\, cura quadro\, composizione\, visi e atmosfera\, e cesella un monito su quella e questa Francia\, Europa\, mondo: l’antisemitismo\, certo\, la friabilità della giustizia e la perniciosità del sistema\, ovvio\, ma anche la pena personale e la responsabilità individuale. Il suo approccio\, rispetto al caso Dreyfus\, è thriller: un altro uomo nell’ombra\, almeno nel riconoscimento diffuso della Storia (parliamo di Piquart\, più che Dreyfus)\, e altre trame da sventare\, passo dopo passo\, udienza e cella dopo l’altra\, con estrema dedizione per la verità dei fatti\, la verità storica. \nDel capitano di origine ebraica Alfred Dreyfus – incarnato da Louis Garrel – accusato nel 1894 di aver passato informazioni militari ai tedeschi e condannato all’ergastolo sull’isola del Diavolo\, Polanski decritta la menzogna sistemica architettata ai suoi danni: prove inesistenti e artefatte\, antisemitismo montante; illumina la “cura”\, giacché sull’affaire prese posizione\, con il celeberrimo J’accuse\, una lettera pubblica al presidente della Repubblica\, lo scrittore Èmile Zola\, ma sulla scorta di Harris segue la storia dalla prospettiva dell’ufficiale George Piquart (Jean Dujardin)\, che da neo-capo del controspionaggio indaga sul flusso di informazioni ai tedeschi. No\, dopo l’arresto di Dreyfus non s’è arrestato. \nCo-prodotto con la Francia dall’Italia\, Luca Barbareschi e Rai Cinema\, J’accuse elogia il (fare il proprio) dovere\, mette alla berlina le alte cariche tronfie e fatue\, i sottoposti correi e corrivi\, divelle l’ingranaggio del potere\, l’homo homini lupus istituzionalizzato\, e apre alla residua speranza: tocca all’uomo\, anzi\, a un uomo conoscere perché non si possa più ignorare\, scoprire perché non si possa più annichilire\, affrancare perché non si possa più ingiustamente punire. \nDujardin ha calma\, eleganza e probità\, Garrel è perfetto\, Polanski può contare anche sulla consorte Emmanuelle Seigner\, Mathieu Amalric e Denis Podalydès\, e il film grandemente ne beneficia: thriller per genere\, commedia umana per guadagno\, trattatello politico per analisi\, grande cinema per immagini. Polanski non si dà arie\, tranne che quelle di Alexandre Desplat\, non si pavoneggia\, solo ci fa vedere meglio: le focali lunghe della Storia\, il nostro qui e ora. Chi dimentica è complice\, anzi\, carnefice.
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SUMMARY:COME UNA SPECIE DI SORRISO - GIOVEDI' 12 DICEMBRE
DESCRIPTION:GIOVEDI’ 12 DICEMBRE – ORE 21 / PROSA \n– \ndi Samanta Sonsini \nCompagnia Exit \n  \nTra corpo\, musica e parole un viaggio tra i più significativi personaggi dell’opera di Fabrizio De Andrè in occasione del 20° anniversario della sua scomparsa. Le storie e le vite degli attori incontrano l’umanità di chi vive ai margini della società\, gli esclusi\, così cari al cantautore. \nRipercorrendo quindici canzoni\,  molte storie si intrecciano e si snodano tra le pagine di un grande libro che continuamente interagisce con gli attori. Un’atmosfera onirica fa da contorno ad immagini e azioni dense di emozioni e sogni infranti. \n  \nGrazie al Protocollo di Intesa “Teatro e Salute Mentale”\, sottoscritto dagli Assessorati regionali alla Cultura\, alle Politiche Giovanili\, alle Politiche per la Legalità e alle Politiche per la Salute\, si è costruito un terreno comune per la valorizzazione del  Teatro\, elemento di benessere psichico e\, soprattutto\, di crescita individuale e collettiva. Si tratta di un vero e proprio cartellone trasversale che intende promuovere le compagnie teatrali operanti nei diversi Dipartimenti di Salute Mentale della Regione Emilia-Romagna. Le produzioni teatrali\, realizzate dalle compagnie\, diventano parte integrante delle Stagioni teatrali regionali\, per una loro valorizzazione sociale e culturale.
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SUMMARY:FA' LA COSA FATICOSA - GIOVEDI' 5 DICEMBRE
DESCRIPTION:GIOVEDI’ 5 DICEMBRE – ORE 10.00 \n– \nProduzione: Solares delle Arti\, Teatro delle Briciole \nIdeazione\, regia e drammaturgia: Diego e Marta Dalla Via \nCon: Simone Arganini\, Yele Canali\, Riccardo Reina \nTecnica: teatro d’attore \nEtà: dai 6 ai 10 anni \nDurata: 60 minuti \n– \nSono strani questi nuovi tabù contemporanei: l’attesa\, la fatica\, la solitudine. Ora tutto si clicca\, tutto è immediatamente disponibile\, tutto è immerso nella comodità e avvolto da una rete di contatti individuali e virtuali. Questo spettacolo mette in crisi il concetto di comfort\, non perché esso rappresenti un male ma per mettere in luce l’influenza che ha sulla società odierna. La compagnia vuole raccontare della fatica come carburante etico e della necessità di imparare ad accettare e coltivare sentimenti come frustrazione\, desiderio e fallimento come occasione di crescita in una narrazione che si sviluppa sotto l’insegna luminosa e intermittente di una comicità calibrata e dedicata a un giovanissimo pubblico. \n– \nSOLARES DELLE ARTI – TEATRO DELLE BRICIOLE  \nIl Teatro delle Briciole è un patrimonio della scena italiana che nel corso di una storia quarantennale ha trasformato radicalmente l`immagine\, il vocabolario e il concetto stesso di teatro per l`infanzia. Fondato nel 1976\, primo in Italia a dar vita a un Centro Stabile di Produzione\, Programmazione e Ricerca Teatro Ragazzi e Giovani\, il Teatro delle Briciole ha rinnovato negli anni la propria identità affermandosi come un moderno centro di produzione teatrale radicato a Parma e nel territorio\, ma proiettato fortemente anche fuori dai confini locali. È sotto il segno di una congiunzione di storie\, di identità\, di linguaggi\, che Solares Fondazione delle Arti nasce a Parma nel 2007. La fusione tra il Teatro delle Briciole e il Cinema Edison è il frutto di una unione di percorsi e di saperi che si esprime nello slogan che ne ha annunciato la creazione: l’arte si compone. Storie e persone che rimettono in gioco le proprie biografie artistiche e le proprie identità per comporsi in un insieme nuovo\, animato da una visione plurale delle discipline artistiche. \n 
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SUMMARY:DOLOR Y GLORIA - MERCOLEDI' 4 DICEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 4 DICEMBRE \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: drammatico \nRegia: Pedro Almodovar \nAttori: Antonio Banderas\, Asier Etxeandia\, Leonardo Sbaraglia\, Nora Navas\, Julieta Serrano \n  \nL’ottava collaborazione fra Almodovar e Antonio Banderas produce il film della maturità\, se non il migliore\, per entrambi. Autobiografia spinta ai più piccoli dettagli\, per la storia di un regista solitario e in preda ai dolori\, reali e immaginari\, che fa i conti con i propri errori del passato\, recuperando il rapporto con un attore che non vede da trent’anni\, trovandosi sotto casa il suo primo\, grande amore\, e tornando con la mente all’infanzia di provincia\, cresciuto dalla sola madre. Il regista spagnolo si è circondato dei suoi prediletti (c’è anche la Cruz)\, asciuga la (sua) storia il più possibile e nella semplicità commuove e conquista. Chi non vorrebbe avere la forza di dire ho sbagliato\, perdonami? (Mauro Donzelli – Comingsoon.it) \nVincitore del Premio all’interpretazione maschile al Festival di Cannes 2019 \n–
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SUMMARY:IL TRADITORE - MERCOLEDI' 27 NOVEMBRE
DESCRIPTION:MERCOLEDI’ 27 NOVEMBRE \nProiezione unica ore 21.00 \n– \nGenere: biografico drammatico \nRegia: Marco Bellocchio \nAttori: Pierfrancesco Favino\, Maria Fernanda Cândido\, Fabrizio Ferracane\, Luigi Lo Cascio\, Fausto Russo Alesi \n  \n“Mi interessa il personaggio di Tommaso Buscetta perché è un traditore. Ma in verità chi ha veramente tradito i principi ‘sacri’ di Cosa Nostra non è stato Tommaso Buscetta\, ma Totò Riina e i Corleonesi. Come si vede due modi opposti di tradire. Nella storia tradire non è sempre un’infamia. Può essere una scelta eroica. I rivoluzionari\, ribellandosi all’ingiustizia anche a costo della vita\, hanno tradito chi li opprimeva e voleva tenerli in schiavitù”. \nEsattamente tre anni fa\, proprio da Cannes (dove aprì la Quinzaine con Fai bei sogni)\, Marco Bellocchio annunciava quale sarebbe stato il suo nuovo film. Oggi torna sulla Croisette – in concorso – con Il traditore\, film come lo definisce lo stesso regista “di vendette e tradimenti su Tommaso Buscetta”\, detto anche il “Boss dei due mondi” (Valerio Sammarco\, ‘Il Cinematografo’\, 23 maggio 2019) \n– \n\n 
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